ComidaDeMama

Archive for the ‘Itinerari’ Category

May 18th, 2016 by Elena

Comidademama ad Artigianato e Palazzo (e uno!)


Sono appena tornata da Firenze, due giorni intensi e di pieno divertimento trascorsi nello splendido Giardino Corsini in occasione della XXII edizione di ARTIGIANATO E PALAZZO botteghe artigiane e loro committenze.
Il Giardino era aperto in via eccezionale per l’occasione e ha ospitato 90 tra i più interessanti e capaci artigiani fiorentini, italiani ed europei.
Preparatevi a una serie di post, qui su ComidaDeMama e sul blog di Italian Stories, dove vi racconterò per filo e per segno le cose che ho scoperto. La parte dedicata alla gastronomia è veramente gustosa, sul serio!

La Mostra è nata nel 1995 da un’idea di Neri Torrigiani e promossa dalla principessa Giorgiana Corsini. In questi 21 anni, oltre 674 espositori da tutta Italia e dall’estero hanno portato le loro mani all’opera e il loro lavoro qui, in questo luogo straordinario.

Come ricorda il blog di Italian Stories, quest’anno ricorre il 50° anniversario della tragica alluvione di Firenze e non è un caso che la manifestazione proponga una riflessione creativa sull’acqua, che può essere causa di distruzione e dolore, ma che da sempre è simbolo di creazione.
Tutti gli artigiani hanno interpretato a loro modo il tema dell’acqua.

Lungo come tutti i vestiti che disegnavo da bambina messi insieme, un tripudio di blu, questo che vedete qui di seguito penso sia stato fotografato mille e mille volte da tutti i visitatori.

Chi di voi mi segue su Instagram, su facebook e su twitter avrà visto nei giorni passati molte immagini di questa immersione nella bellezza e nella bravura artigiana, pubblicate sotto il segno di #artigianatoepalazzo #giardinocorsini #ricettedifamiglia #blogandcrafts .

III edizione di BLOGS & CRAFTS: 10 bloggers per 10 giovani artigiani.
Da tre anni Artigianato e Palazzo dedica un’intera parte espositiva all’interno della Mostra a una selezione di 10 artigiani under 35.
In più, per raccontare in tempo reale la Mostra con tutte le caratteristiche più salienti che la rendono unica nel suo genere, l’Organizzazione ha ospitato 10 blogger operanti nei settori dell’artigianato, lifestyle, moda e turismo. Io faccio parte di questi 10, ne sono molto contenta, sia in veste di ComidaDeMama, sia come blogger di Italian Stories.

Come nelle prime due edizioni, anche quest’anno la Fondazione Ferragamo è partner di BLOGS & CRAFTS, insieme a Starhotels e Source. Uno dei segni tangibili di questo sostegno? Per noi blogger, l’opportunità di visitare l’Archivio della Salvatore Ferragamo, custode della tradizione dell’azienda e del saper fare, tanto caro al fondatore della maison nota in tutto il mondo.

Da che parte incomincio? Cosa vi racconto per prima? C’è l’imbarazzo della scelta – e una miriade di fotografie scattate.
Impossibile esaurire in un solo post tutto ciò che ho visto. Quindi tenetevi pronti per una serie di racconti qui su ComidaDeMama e di là, sul blog di Italian Stories.

Il Giardino Corsini meriterebbe un post a parte.
Artigianato e Palazzo è una delle rare occasioni in cui il cancello del Giardino, disegnato dal Buontalenti, viene aperto al pubblico. Ho scattato molte fotografie alle meravigliose piante di agrumi, alle peonie e ai giardini all’italiana. Un centinaio di tartarughe (che non ho visto, accidenti!) vivono beatamente in questo verde sontuoso.

Il viale che porta alla loggia del Buontalenti è fiancheggiato da statue di dimensioni crescenti (o decrescenti, da che parte state camminando?) per accentuare la profondità dell’insieme. Le limonaie con le loro enormi finestre ospitano una parte degli artigiani della Mostra. Gli altri trovano posto sotto l’ombra di bianchissimi gazebo.

Accanto agli spazi destinati ai laboratori per i ragazzi, curati dall’OmA, i forni roventi di LagunaB ci regalano lo stupore del vetro soffiato davanti ai nostri occhi.

Qui, uno scatto della premiazione miglior allestimento all’interno della Mostra.

Ed eccolo qui, il catalogo della Mostra. Ne ho presi due: uno è pieno di annotazioni utili per scrivere i prossimi post e l’altro, intonso, si trova ora qui di fianco a dove sto scrivendo, accanto ai miei reference book dedicati alla comunicazione. I visitatori lo conserveranno perché è bello ed è un ricordo di ciò che hanno visto. Per me è un lavoro fatto bene da cui imparare.

Ciò che rende unica questa manifestazione, secondo me, è la cura messa in ogni piccola cosa: dalla spoletta che tende le corde dei tendoni a strisce rosse e bianche alla selezione degli artigiani che animano con i loro lavoro il Giardino Corsini in questi giorni di maggio. E tutto ciò che sta in mezzo.

Lascio qui come appunto i riferimenti dell’edizione di quest’anno.
Dal primo post che ho scritto, nel lontanissimo maggio 2003, ComidaDeMama mantiene lo spirito del taccuino che nel tempo aumenta di volume, pieno di note, fotografie, biglietti e rimandi. Probabilmente l’unico taccuino che non perderò.
ARTIGIANATO E PALAZZO botteghe artigiane e loro committenze
12/13/14/15 maggio 2016
dalle ore 10 alle ore 20
Giardino Corsini
115, via della Scala, Firenze

I

July 1st, 2009 by Elena

Bere [acqua] gratis a Roma, in una mappa. Watermap.

Siete a Roma, nel caldo e avete sete.
Non importa se siete in vacanza o state andando a fare la coda al catasto.
Fermatevi a una fontanella e rinfrescatevi!
Non la trovate?
Meglio procurarsi una WATERMAP.
WATERMAP è è una mappa cartacea (presto disponibile su google maps e in formato pdf sul sito ufficiale) utile per trovare le fontane che erogano acqua potabile, per muoversi con facilità per visitare musei e attrazioni; contiene informazioni in più lingue e verrà distribuita gratuitamente nei punti di maggior raccolta: aeroporti, stazioni, metropolitane, alberghi, siti archeologici.
Nel sito ufficiale trovate i valori dell’acqua di Roma, notizie utili che potrebbero sollevarvi da qualche riserva in merito. E se continuate ad averne (o semplicemente avete domande da fare) è possibile comunicare direttamente e pubblicamente.
Trovo questa segnalazione grazie a Typesetter, che ringrazio di cuore.
Tempo fa Typesetter mi aveva fatto scoprire la realtà delle case dell’acqua di Milano. L’intento che i due progetti hanno in comune è quello di diminuire l’uso delle acqua in bottiglie favorendo l’uso delle acque municipali.

June 28th, 2008 by Elena

Comidademama compera fragole e panna alla stazione del gas di Edward Hopper, a Truro.


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Da quando sono tornata da Cape Cod ho preso in prestito dalla biblioteca tutte le monografie dedicate ad Edward Hopper |breve biografia curata dal MoMA, New York.|.
Edward Hopper è uno dei pittori americani più conosciuto al mondo, nella sua lunga vita |1882-1967| lavora, dipinge e visita molto spesso l’Europa. Dal 1910 non viaggerà più. Passerà l’inverno a New York, dal 1913 al Greenwich Village, e l’estate nelle campagne del New England, a Gloucester e Cape Anne, MA, creando con i suoi acquerelli una sorta di censimento architettonico delle case presenti negli anni 1923-28, dei quartieri italiano e portoghese di Gloucester, della fabbrica di zucchero e di quella di scatole. Cape Ann viene rappresentato nella sua natura e con i bellissimi fari. Altri soggiorni estivi sono stati spesi a Ogunquit e Monhegan Island, ME e, dal 1930, a Cape Cod, precisamente a Truro, nella città in cui siamo stati ospitati dai nostri amici Megan, Nazzareno e la loro famiglia.
Nel 1934 Hopper investe un’eredità inaspettata arrivata alla moglie costruendo una casa nella parte sud di Truro. Mentre seguiva i lavori di costruzione viveva presso un amico, qui a Boston, nella elegante Chestnut Hill.
La prima cosa che colpisce nel New England è la luce, molto cruda e vivida, molti artisti frequentavano questa regione proprio per la luce.

L’altro giorno ci siamo fermati nell’unico punto in cui si concentrano alcuni negozi di Truro. Megan racconta che qui un tempo c’era la stazione di servizio protagonista del quadro Gas, che ho messo in cima al post.
Chiedo come mai è stata rimossa e Megan mi spiega che un tempo la stazione l l’emporio bianco dietro appartenevano a delle persone senza troppi scrupoli, che commettevano molte irregolarità e che solo dopo tanti anni e tanti danni sono state messe in prigione. E la stazione non c’era più.
In realtà ho letto in più di una monografia che questa stazione del gas non corrisponde a nessun luogo preciso ed è il risultato di molti studi fatti sulle strade di Truro e dintorni. E’ plausibile che non ci fosse tutta questa miriade di stazioni del gas quindi per quel che mi riguarda ho comperato gli ingredienti per il Truly Scrumptious shortbread alle fragole e panna con composta di rabarbaro e lavanda quasi dentro ad un quadro di Hopper.
Io ho fotografato l’elegante emporio dalla scritta color indaco che ora sostituisce quello del quadro. Mi spiace non avere usato la stessa inquadratura.

P1010320.JPG

I quadri e gli acquerelli prodotti durante le estati passate Truro sono molti. Ho scattato molte fotografie |1- 2-3-4-5| delle dune e delle spiagge a perdita d’occhio, dove, come scherza Nazzareno, “Se ci sono più quattro persone la gente si irrita perchè la spiaggia è troppo piena”. Le fotografie 4-5 fanno vedere una delle aragoste che abbiamo avuto per cena, accompagnate con il classico corn on the cob, ovvero pannocchie di mais dolce bollite, di lato una piccola ciotola piena di burro fuso.
Le aragoste hanno dei colori stupendi e per la prima volta sono riuscita a prenderne in mano una, prima con molta esitazione e poi con un po’ di sicurezza.
Non so se mai nella vita tornerò mai a Cape Cod, ma ogni singolo dettaglio di quello che ho visto mi rimarrà per sempre impresso nella mente.
|Cape Cod Evening 1939. Oil on canvas 30 x 40 in. National Gallery of Art, Washington.
House on Pamet River 1934. Watercolor on paper 21 13/16x 2613/16. Collection of Whitney Museum of American Art, New York.
|

June 25th, 2008 by Elena

Mac’s seafood, Wellfleet Town Pier. Dove comperare il pesce fresco a Cape Cod

crab502.jpg
Mac’s seafood rientra nella categoria dei clam shack locali in cui si servono specialità di mare, tra cui le clams fritte. Nazzareno ci fa notare che dietro questa facciata trasandata da chiosco del porto la selezione e il costo del pesce è molto alta. Del loro pesce dicono: If we wouldn’t serve it to our mothers, we won’t sell it to you.

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Siamo al porto di Wellfleet, sempre a Cape Cod, non lontani da Provincetown |mappa|
Mac’s seafood conta due empori di pesce al minuto e due clam shack uno dei quali è anche raw bar, ovvero si possono gustare ostriche e altri pesci freschi. Davanti al nostro è raccolta una piccola folla pronta a ordinare alla finestrella dietro la quale una brigata di cuochi è affaccendata tra le friggitrici e i bollitori di aragoste.

Difficile scegliere, tutto sembra ottimo, quasi tutto è fritto, perfino le ostriche. Solo una selezione di sushi e di piatti con le aragoste non presenta nulla di fritto.
Appena consegnato l’ordine si può aspettare seduti ai tavolini che danno sul porto e poi consumare lì il tutto o portarlo via e raggiungere una delle tante spiagge e mangiare facendo a gara a chi vede per primo una foca saltare fuori dall’acqua.
Nazzareno ci consiglia assolutamente di provare il panino con il soft crab fritto, un tipo di granchio che si pesca da quelle parti in giugno, molto morbido tanto che si mangia interamente, senza togliere le chele e la testa. Il giorno dopo non ce ne sarebbero stati più. La stagione è cortissima e sono difficili da trovare, sono felice di avere assaggiato questa specialità, accompagnata da una buona quota di anelli di cipolla fritti, spilluzzicando i calamari e il fish&chips delle bambine.

Per chi avesse tempo e capacità questi tipi di ristorante nella zona di Cape Cod sono sempre in cerca di lavoratori stagionali. Spesso arrivano dalla Giamaica o dall’Europa dell’Est, con un visto temporaneo di lavoro.

Nel caso qualcuno si avventurasse sulla punta di Cape Cod per una vacanza rigenerante tra dune di sabbia, oceano, boschi e laghi, cittadine piene di antiquari e gallerie d’arte ecco la mia mappa google con i tre indirizzi di Mac’s Seafood.

June 13th, 2008 by Elena

Comidademama a New York, Union Square Greenmarket

spinach.jpg
Farmer’s Market. Mercati dei contadini che provengono dalle aree vicine alle città.
Quest’autunno ho raccontato quello meraviglioso nel centro di Boston, in Copley Square post
Ho sentito che anche in Italia iniziano ad affermarsi, anche se di fatto ci sono sempre stati. Penso al mercà d’le fumne |trad. dal piemontese mercato delle donne| di Saluzzo |prov. CN|, al mercato di Piazza Cavour di Savigliano |prov. CN| dove si trovano ancora i begli uomini |bot. balsamina impatiens| da mangiare in insalata. Sono certa che in ogni vostro mercato, specialmente se non vivete in una grande città, esistono delle zone in cui i produttori locali vendono i loro prodotti. Ne avete uno che frequentate? O sono scomparsi dal vostro mercato?
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Ma non siamo nella mia città natia, siamo a New York, più precisamente a Manhattan, I Farmer’s Market sono attivi quasi dappertutto tutto l’anno, disseminati nella città. Google map offre una selezione dei Farmer’s Market in Manhattan, non completa e con alcuni negozi che non hanno nulla a che fare con i Farmers’ market, ma merita dare un’occhiata per vedere se eventualmente ne avete uno vicino ai vostri itinerari newyorkesi |mappa google |.
Se l’avessi consultata prima questa mappa avrei scelto di vedere il mercato degli Amish |mappa 731 9th Ave New York, NY 10019 (212) 262-0330|, non importa, il clima era torrido e avevo altre mete, sarà per la prossima volta.
E il caldo deve essere una delle cause del ritrovare un farmers’ market veramente disordinato. Come se a me non piacesse il caos vitale dei mercati, mi piace eccome!
La luce è abbacinante alle undici della mattina, gli stands sono sparpagliati senza un ordine preciso. Penso che il gran caldo abbia fatto disertare qualche produttore ottenendo spazi vuoti tra stands di diversa dimensione. E poi era luned

June 10th, 2008 by Elena

Comidademama a New York, Il laboratorio del gelato e mappa dei luoghi golosi che ho provato, da stampare e portare con voi.

labgel1.jpg

Non potevo trovare maniera migliore per affrontare il caldo torrido di New York all’ora di merenda.
Un paio di gelati a Il laboratorio del gelato al 95 di Orchard Street, grazie al bellissimo post scritto da Lara Ferroni qualche giorno fa, ricco di immagini, come al solito strepitose.
La vetrina è molto piccola, si apre verso il pubblico come le gelaterie italiane.
Accatastate contro i muri, una buona quota di cassette della frutta vuote, direi un buon inizio.
I gusti oggi pomeriggio sono otto, tra sorbetti e gelato, le vaschette sono piccole e molte sono alla fine. I colori dei gelati hanno un aspetto rassicurante, non assomigliando ad un campionario Pantone.

Cartina tornasole per molte cose riguardanti la cucina, Marta.
Che inizia a farmi notare che è difficile leggere i nomi dei gusti. Due dei quali le avevano fatto gola sono alla fine. Va sul semplice e prende una coppetta alla vaniglia. Che è cremosa e ottima.
Io mi avventuro assaggiando un cucchiaino di gelato al chili thai chocolate, un perfetto equilibrio tra piccante e cacao. Segue una porzione più consistente di gelato al matcha e terragon pink pepper.
I miei tentativi di produrre gelato al matcha hanno dato come risultato degli impasti molto allappanti, mentre sin dal primo cucchiaino era evidente la delicatezza della versione de Il laboratorio del gelato. Il gelato al terragon e pink pepper era troppo delicato per avvertire alcun gusto, come se la base di fiordilatte fosse eccessiva rispetto agli aromi.
Tutti e quattro i gelati provati erano piuttosto dolci. Non so se sto diventando insofferente ai preparati dolci, ormai in casa non usiamo quasi più zucchero se non per le torte, ma ho dovuto ricorrere ad un caffè ghiacciato, ovviamente amaro, per compensare.

Tra non molto tornerò a New York e porterò Marta e il my wise per una seconda incursione

il Laboratorio del Gelato
95 Orchard St.
(tra Broome & Delancey Sts)
New York, NY 10002
++1 212 343 9922.
info@laboratoriodelgelato.com

|Comidademama a New York tutti i post| Quando descrisse anche il bidet- Comida a New York|Sullivan St Bakery, Comidademama nella casa del No Knead Bread|Comidademama in viaggio. Sopravvivere a Manhattan, uno spuntino al volo per tutta la famiglia.|

Novità, ecco la mappa dei miei luoghi preferiti fino ad ora per mangiare a New York. Dallo spuntino al gelataio, dalla panetteria al ristorante.

Seguiranno altre mappe, non solo di New York.
Ricevo molte email in cui mi si chiedono indicazioni e itinerari non solo gourmand nella città in cui ho vissuto, come Amsterdam, Boston, Trento e il Trentino, Savigliano e il Piemonte.
Quando mi capita di rispondere di persona spesso una cartina di tinge di tanti puntini colorati, come promemoria.
Goggle map è la versione virtuale di questa mia abitudine.
Sono certa che questa mappatura dei luoghi gourmand e di mio interesse possa essere utile.
Non so ancora se userò per sempre googlemap o platial, inventata nel 2006 da due miei amici americani conosciuti in Olanda, che hanno acquistato di recente Frappr. Ho visto che alcuni di voi sono interessati a capire come funzionano queste mappe, a presto dedicherò un post apposta.
Se troverò troppo invasiva l’immagine la ridurrò a link. E voi avrete una mappa in formato A4 da stampare e mettere in tasca durante i vostri viaggi, by comidademama!
Per New York la mappa è in costante aggiornamento! A presto con le prossime, Amsterdam in testa.


View Larger Map

June 7th, 2008 by Elena

Comidademama a New York, lo so, di nuovo!

Domani riparto per New York, con la mamma di Marco e Marta. Il tempo è cambiato, è scoppiata l’estate, ad Harvard si sono celebrate le graduations con special guest J.K. Rowling, e abbiamo avuto occasione di avere ospiti molto gradite a cena Dede e sua figlia che ormai è una newyorker. Forse ci rivedremo in questi giorni nella loro città.
Dato il caldo estivo andremo certamente a provare il gelato de il Laboratorio del Gelato, segnalato nell’ultimo post di Lara Ferroni.
I gelati vengono serviti in un ambiente che conta un laboratorio a vista in cui i ristoratori che vogliono sperimentare dei gusti nuovi possono usare. Una bellissima idea che merita un’incursione, tanto più che il clima ca farà sognare un gelato come un vero miraggio.
il Laboratorio del Gelato
95 Orchard St.
(between Broome & Delancey Sts)
New York, NY 10002
++1 212 343 9922.
info@laboratoriodelgelato.com

A presto da una Boston rovente dal caldo!

May 27th, 2008 by Elena

Comidademama in viaggio. Sopravvivere a Manhattan, uno spuntino al volo per tutta la famiglia.

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Manhattan, giorno di vacanza a camminare per le avenues, a vedere le persone, i water tanks sulla cima degli skyscraper, i taxi gialli, Times Square, il Moma, Central Park, Fifth Avenue.
Un po’ di jet lag non vi disturberà mai tanto quanto la classica proclamazione di famiglia: “Mi sta venendo fame!”
Voi siete preparatissimi. Avete compulsato ogni rivista turistica, scaricato da internet i consigli dei forum e dei blogger che vivono o che hanno viaggiato e che consigliano paradisi gourmand a NYC, corredati da ammiccanti dettagli di verdurine e vasellame con sfondo sfumato.
Rivisto tutta la serie Sex and the City, i film di Woody Allen. La sala da tè russa di Tootsie, Kat’s di Harry ti presento Sally, la tabaccheria di Harvey Keitel in Brooklyn. Il menu del Bagdad Cafè con i crackers che escono dal polsino di Marianne S

May 27th, 2008 by Elena

Marblehead, scordavo la brezza dell’Oceano

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May 27th, 2008 by Elena

Marblehead

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Diciassette miglia di trasporti pubblici per guadagnarsi un pezzetto di paradiso vista Oceano Atlantico.
Tline blu fino a Wonderland e poi il bus 442 ed eccoci a Marblehead, bellissima cittadina a un tiro di sasso da Boston ricca di yacht club e case dai colori pastello con giardini estremamente curati.

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Ecco qualche impressione durante la passeggiata pomeridiana di domenica.

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Il periodo estivo non è ancora incominciato quindi non abbiamo incontrato orde di turisti, per lo più locali che vengono a passare le vacanze a nord di Boston e non a sud, verso Cape Cod.

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Le case, non c’è che dire, sono molto curate. Alcune hanno una formella su cui si indica la data della costruzione, il nome e la professione del primo committente.
Le case mi ricordano quelle di Nieuwendammerdijk, la ex diga su cui vivevo ad Amsterdam.
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Marta era furiosa perchè non c’era un’ombra di spiaggia per potere provare a mettere i piedi in acqua.

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