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Archive for the ‘cucina tailandese’ Category

January 22nd, 2008 by Elena

Pla neung mao. Pesce al vapore al lime.

Pla Neung Manao before steaming

Elisabetta con i suoi ottimi rotolini di merluzzo e spinaci mi ha fatto venire in mente una lezione di cucina thai che avevo seguito ad Amsterdam. Per il compleanno della mia amica Katinka le avevo regalato una lezione a domicilio solo per me e per lei fatta da Umaporn Sagjan, mia insegnante di cucina thai. Questo pesce è semplicissimo, ma molto buono.
Cotto nel cestello di bambu questo pesce viene guarnito con fettine di lime, cipollotti, sottili strisce di peperoncino rosso e irrorato con una salsa di pesce, la fish sauce che trovate nei negozi di alimentari asiatici, lime e panela.
Dopo il Pesce speziato light di Alex, il Pesce profumato alla cannella con hummus all’arancia di K-kitchen, l’invitante teglietta di alici della cuoca volante ecco quindi il Pla neung mao, che partecipa al meme dietetico di fiordisale.
Prima di comperare il pesce qui negli USA consulto Fishwatch per verificare che la mia scelta non determini squilibri ecologici, cerco qualche cosa di simile per il mio ritorno in Italia, qualcuno sa consigliarmi? Ho letto che Slow food ha organizzato una manifestazione chiamata Slow Fish per sensibilizzare la popolazione sul consumo sostenibile del pesce.
ingredienti per una persona
un pesce intero già eviscerato
due lime non trattati
un paio di peperoncini rossi e lunghi
mezzo mazzetto di cipollotti
2 cucchiai di salsa di pesce
un cucchiaino di panela o di zucchero di canna
un cestello di bambu con coperchio, un piatto leggermente fondo, ma non troppo, che entri nel cestello, una pentola o wok in cui mettere il cestello
Nel caso il pesce sia troppo grande a malincuore dividetelo in due.
Affettare sottilmente uno dei due lime.
Mondare i cipollotti e affettarli nel senso della lunghezza.
Proteggere le mani con un paio di guanti di lattice prima di lavorare i peperoncini.
Mondare i peperoncini. Rimuovere il filamento bianco e i semi piccanti e affettare a lunghe lamelle sottili.
Spremere il secondo lime, filtrare il succo misurandone due cucchiai.
In un bicchiere miscelare i due cucchiai di succo di lime con sue cucchiai di salsa di pesce e sciogliervi il cucchiaino di zucchero.
Portare a bollore dell’acqua in una padella o in un wok.
Disporre il pesce sul piatto e decorare con le fettine di lime tagliate, i cipollotti e il peperoncino.
Irrorare con la mistura di succo di lime, salsa di pesce e di zucchero.
Porre il piatto nel cestino di bambu, calarlo nella pentola e coprire il cestello con il suo coperchio.
Essendo una cottura a vapore l’acqua non deve toccare il pesce.
Il tempo di cottura del pesce varia dal tipo e dalla dimensione.
Scoperchiare e servire in tavola nel cestino di bambu. Servire caldo irrorato del liquido che si sarà raccolto nel fondo del piatto.

May 29th, 2007 by Elena

Neu-ah Nam Tok “waterfall beef”

some Panang Neu ingredients
In primo piano, foglie di kaffir lime tagliate a striscioline finissime

Come antipasto, sempre per questa serata con gli amici di scuola di Marta, voglio saldare un debito con il my wise, che si è innamorato di questa insalata di manzo tailandese e io non l’ho mai più fatta.
Questa è una variante del più noto Laab, nome generico per le insalate di carne (maiale, anatra, pollo etc.). Anche se la vera ricetta del Neu-ah Nam Tok richiede la sfilettatura del pezzo di manzo e poi la cottura la mia insegnante di cucina Thai, Umaporn Sagjan, ci consigliava di marinare e di cuocere il pezzo di carne tutto intero e poi, una volta cotto fuori e rosato dentro, di tagliarlo a fettine. Sono stata dal mio macellaio di fiducia e ho spiegato per filo e per segno cosa intendevo fare e lui mi ha scelto il pezzo che riteneva migliore, con la promessa di tornare domani a riferire l’esito.
Bene, non mi resta che mettermi al lavoro. Ma prima, la ricetta.

Ingredienti per quattro persone
450 gr di manzo (molte sono le varianti, ma io farò manzo anche perchè voglio che sia rosato all’interno)
2 cipollotti tagliati a rondelle
un mazzetto di coriandolo fresco, le foglie tritate grossolanamente
2 lemon grass tagliati finissimi
5 scalogni tagliati finemente
una manciata di foglie di menta fresca
2 cucchiaini (a gusto) di peperoncino rosso secco tritato
2 cucchiai di riso tostato e tritato grossolanamente
5 cucchiai di succo fresco di lime
3 cucchiai di salsa di pesce
zucchero di palma
una manciata di basilico thai per accompagnare
qualche foglia di kaffir lime tagliata finissima per guarnire
Teoricamente bisognerebbe tagliare in pezzetti spessi 3 cm la carne, grigliarla a fuoco moderato fino a cottura, con un coltello affilato tagliare fino a ridurre a pezzettini la carne e trasferirla in una ciotola aggiungendo il lemon grass e gli scalogni.
Umaporn diceva di marinare il pezzo grande di carne con una parte di lime e di salsa di pesce e poi di gettare il pezzo intero in un wadjan bello pesante e rovente, con giusto un cucchiaio di acqua e niente olio. Inizialmente la carne di attacca ma poi il grasso della carne ovvierà a molti inconvenienti. Una volta cotto il pezzo (ho scelto un pezzo di carne non troppo spesso in ogni caso) si procede al taglio in lamelle.
Condire quindi i pezzetti di carne combinando la salsa di pesce con il lime e lozucchero. In ogni manuale di cucina Thai o qualsiasi cuoco Thai vi dirà che le quantità non sono mai definite e definitive, bisogna provare e correggere secondo ai propri gusti. Aggiungere peperoncino e un po’ del riso tostato e tritato. Mescolare a lasciare riposare perchè prenda sapore. Aggiungere la menta, il coriandolo e i cipollotti, mescolate e mettere su un piatto da portata accompagnato dalle foglie di basilico Thai e un po’ di kaffir lime tagliato finissimo come decorazione (optional).

May 29th, 2007 by Elena

Khang karee kung- Curry giallo di gamberi e pomodorini a ciliegia

Khang Karee Kung ingredients
Questa sera un amico di Marta viene a cena con la sua famiglia. La mamma mi è particolarmente cara ed è sempre incuriosita dalle stranezze che trova disseminate sui pochi mobili del mio soggiorno o delle cose che a volte servo per merenda, senza contare la sua addiction alla marmellata di Rose di Damasco dei Monaci di Bose.
Dato che finalmente ha accettato un invito a cena con tutta la famiglia preparerò questa ricetta che ho imparato in Olanda grazie alle lezioni impartitemi da Umaporn Sagjan e che è diventata un classico di casa.
Ecco un sito interessante, sempre segnalatomi da Uma, per imparare a cucinare thai.


Ingredienti per quattro persone
250 gr di gamberi sgusciati di dimensione medio-grande (“prendete i migliori della vostra pescheria e non ve ne pentirete” diceva Uma)
1 cucchiaio abbondante di pasta gialla di curry*
250 ml latte di cocco non dolcificato
100 gr pomodorini a ciliegia
2 grandi peperoncini rossi piccanti
1 cucchiaino di sale
circa 2 cucchiaini di zucchero di palma (più un po’ di extra da parte per regolare il gusto alla fine)
1 cucchiaio di salsa di pesce
2 cucchiai di olio di semi di mais
Pulire i gamberetti, eliminare la vena e il guscio e passare brevemente sotto l’acqua corrente.
In un wok o in una pentola capace versare i due cucchiai di olio e scaldare a fuoco medio. Quando l’olio è ben caldo aggiungere la pasta di curry. Mescolare fino a che le spezie non inizieranno a sprigionare i loro profumi e di seguito unire il latte di cocco.
Questa procedura è molto veloce e viene eseguita anche nei ristoranti dove si cucina alla velocità della luce. Ma se uno avesse tempo dovrebbe fare a meno dell’olio e scaldare la metà del latte di cocco sempre nel wok, aggiungere la pasta di curry e far cuocere a fuoco medio, rimestando di continuo fino a quando l’olio del cocco non affiorerà in superficie in forma di occhielli. A questo punto aggiungete il resto del latte di cocco mescolando fino a ottenere un composto omogeneo. Fate voi la scelta del modo di cottura a seconda del tempo che avete a disposizione.
Tuffare nella salsa molto calda i pomodori, i gamberi e i peperoncini tagliati a rondelle, portare la salsa a ebollizione (senza esagerare, la salsa deve sobbollire e mescolando di continuo) per pochi minuti, fino a cottura ultimata dei gamberetti.
Condire con il sale, la salsa di pesce e lo zucchero di palma.
Servire bollente con riso thai in bianco.
*Se non avete in casa la pasta di curry giallo si può sempre fare pestando in un mortaio i seguenti ingredienti.
5 peperoncini rossi essiccati, messi in acqua bollente per 1 ora
5 cucchiai di scalogno tritato
2 cucchiai di aglio sminuzzato
1 cucchiaino di galanga fresca sminuzzata (l’hai presa, vero RdM? diversamente ti indico un paio di posti in Milano dove la puoi trovare)
1 cucchiaio di lemon grass tagliata a rondelle fini
1/2 cucchiaio di buccia di limone istrice
1 cucchiaino di radice sminuzzata di coriandolo
5 grani di pepe bianco
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di pasta di gamberetti.
Qualora non aveste un buon mortaio in pietra, di quelli che il pestello fa fatica a farsi reggere usate un mixer normale per ridurre a purea finissima tutti gli ingredienti tranne la pasta di gamberetti, che viene aggiunta alla fine, mescolata con il resto della pasta di curry.
La dose equivale a 3/4 cup di prodotto finito e si può conservare in frigorifero per 3-4 mesi in vasetti di vetro.

May 1st, 2006 by Elena

Il primo negozio di alimentari Thai in Trentino

IMG_9087

Mi ricordo benissimo che, mentre impacchettavo le nostre cose ad Amsterdam, a settembre, mi chiedevo come avrei fatto a continuare a cucinare indiano, giapponese, thaiandese, iraniano, come avrei potuto imparare cose nuove senza avere i negozi di Amsterdam sotto casa e avendo Porta Palazzo lontana 500 Km a ovest da me. Non che fosse in cima alle mie preoccupazioni, ma ci pensavo e intanto accumulavo spezie fresche, coscienziosamente fatte essiccare, barattoli, utensili, libri.
E invece arrivo a Trento per cercare casa e subito scopro il primo negozio pakistano aperto a Trento, chissà quanti anni fa –lo scoprirò presto– in via San Martino, vicino alla scuola elementare disegnata da Adalbero Libera. Il proprietario di questo negozio l’ha venduto per aprirne un altro in Via Maccani. Intanto in Via Prepositura e in via Brennero ce ne sono altri due e nella Via Segantini e nella sua parallela ce ne sono ben altri due. Per non parlare poi dell’evoluzione delle tavole calde pakistane, che in questa zona vengono chiamati semplicemente kebab anche se poi si servono anche falafel e altre ottime cose.
Non c’è che dire, i negozi di alimentari pakistani qui a Trento hanno una loro storia, una storia che mi interessa conoscere e raccontare non appena avrò finito questo lavoro per Asia Quest’Altromo Mondo. Anzi, dato che la comunità pakistana partecipa attivamente all’evento credo che avrò occasione di iniziare a fare molte domande durante gli allestimenti degli stands e in cucina, intorno al forno tandoor che porteranno per l’occasione.
Sono ancora in cerca del negozio di alimentari russo Tepmok dove si possono comperare la Silocta (aringa del mar baltico) e molte delicatessen russe, ma dopo essermi persa un paio di volte in via Matteotti non ho più avuto tempo di ritornare. La lista delle cose da fare e delle persone da incontrare si sta allungando ogni giorno di più.
First Thai Shop in Trentino Ma, torniamo a noi. Gioved

January 27th, 2006 by Elena

Keaw Wan Kai – Curry verde di pollo e melanzane thai

IMG_8331Sempre dedicato a RdM ecco un thai curry profumatissimo. Tutto quello che vedete nella fotografia l’ho acquistato a Trento nel negozio pakistano sotto i portici di via Prepositura. Non credevo di trovare il coriandolo fresco con le radici, ottime per aromatizzare le salse con il loro aroma fresco e pungente. L’altra settimana ho tentato di ordinare due sacchetti di foglie di limone istrice e, dato che non sapevo il nome in urdu e loro non sapevano riconoscere il nome botanico e nemmeno la versione inglese (kaffir lime), ho alla fine disegnato la foglia sul loro libro delle prenotazioni, in maniera che potessero riconoscerla facilmente. Risultato: ho in frigorifero due pacchetti di freschissime foglie di limone istrice.
Ho trovato anche la salsa di pesce e lo zucchero di palma e quindi questa sera ho fatto un curry verde di pollo e melanzane.
La pasta di curry l’ho comperata già pronta in Olanda, ma si può facilmente fare in casa.
Ora, io non amo i cibi troppo piccanti e ho modificato la ricetta a mio gusto mettendo il doppio quantitativo di latte di cocco.
Quindi, se volete, potete procedere per gradi e aggiungere il latte di cocco fino a che non trovate il vostro equilibrio. Questo vale anche per la salsa di pesce e lo zucchero di palma.
La mia insegnante Uma dice che la cucina thai non è una scienza esatta, bisogna assaggiare e regolare fino a che non si raggiunge un buon equilibrio di sapore. Un piatto ben riuscito deve sentire di dolce, di salato e lasciare una sensazione di fresco e di piccante.
Durante le sue lezioni aveva sempre un set di cucchiaini e ci faceva assaggiare ogni volta che aggiungevamo gli ingredienti.
Keaw Wan Kai
Ingredienti:
1 cucchiaio raso di curry verde in pasta
2 cucchiai di olio di semi
1 litro latte di cocco
300 gr di petto di pollo tagliato a listarelle
6 melanzane thai mondate e tagliate in quarti
una lattina di Bambooshoot (se non trovate le melanzane thai)
4 foglie di limone istrice (kaffir lime leaves)
1 cucchiaio di salsa di pesce
1 cucchiaio di zuccero di palma
20 foglie di basilico thai
2 peperoncini rossi come decorazione
Scalare l’olio in un wok e friggere per un minuto la pasta di curry
Aggiungere il latte di cocco, portare a ebollizione. Aggiungere il pollo, le melanzane e le foglie di limone istrice.
Condire con la salsa di pesce e lo zucchero. Quando le melanzane e il pollo sarenno cotti decorare con le foglie di basilico e con i peperoncini.
Servire bollente accompagnato da riso thai semplicemente bollito.

January 13th, 2006 by Elena

TOD MAN Tortine di pesce e salsa di accompagnamento

IMG_7919Restodelmondo torna da Berlino con una borsa di erbe aromatiche asiatiche perfette per preparare una cena thai.
[...]Ho anche intuito che il tailandese è il prossimo giapponese (e sono tornata con dieci euro tra curry verde, erba limoncina, basilico tailandese, galanga, foglie di lime del cafro, pasta multiuso e salsa di pesce).[...]
E quindi non posso non dedicarle questa serie di ricette che ho imparato in Olanda grazie alle lezioni impartitemi da Umaporn Sagjan.
Ecco un sito interessante, sempre segnalatomi da Uma, per imparare a cucinare thai.
Qui la mia bella Marta sta gustando queste polpettine di pesce bianco accompagnate a riso thai in bianco servito in ciotole di foglie di palma fatte dalla sua mamma e da Simo mashi.
TOD MAN
Tortine di pesce e salsa di accompagnamento
300 gr di filetto di merluzzo o di pesce bianco in generale
100 gr di fagiolini mondati e tagliati a rondelle sottili
1 o 2 cucchaio di pasta di curry rosso thailandese*
3 foglie di kaffir lime, limone istrice (Citrus hysrix)
2 o 3 cucchiai di salsa di pesce
2 uova
olio di semi per friggere
mettere il pesce in un mixer con il curry, uovo e salsa di pesce e tritare il tutto ottenendo una pasta di pesce.
trasferire in una ciotola e aggiungere gli altri ingredienti.
Formare delle polpette piatte che verranno poi fritte nell’olio di semi.
A mano a mano che sono pronte vanno fatte sgocciolare su carta assorbente e tenute in caldo.
si serve con una salsa a base di cetriolo
1cetriolo
1lungo peperoncino rosso
1 mazzetto di coriandolo fresco
50 gr di arachidi sbucciate e tostate
zucchero
aceto di vino bianco
sale
Mescolare zucchero aceto e sale in un pentolino e portare a ebollizione. Lasciare raffreddare. Tagliare a piccoli pezzetti il cetriolo, a listarelle molto sottili il peperoncino rosso, avendo cura di eliminare semi e il filamento bianco interno. tritare le foglie di coriandolo e, in un mortaio, sbriciolare le arachidi. Unire tutti gli ingredienti tranne parte del peperoncino e decorare con la parte restante.
Il peperoncino è da dosare a seconda del gusto personale.
Ho trovato un glossario gastronomico, in italiano, per la cucina thai, sempre utile da tenere sotto mano.

January 12th, 2006 by Elena

Khang karee kung- Curry giallo di gamberi e pomodorini a ciliegia

Khang Karee Kung ingredientsRestodelmondo torna da Berlino con una borsa di erbe aromatiche asiatiche perfette per preparare una cena thai.
[...]Ho anche intuito che il tailandese è il prossimo giapponese (e sono tornata con dieci euro tra curry verde, erba limoncina, basilico tailandese, galanga, foglie di lime del cafro, pasta multiuso e salsa di pesce).[...]
E quindi non posso non dedicarle questa serie di ricette che ho imparato in Olanda grazie alle lezioni impartitemi da Umaporn Sagjan.
Ecco un sito interessante, sempre segnalatomi da Uma, per imparare a cucinare thai.
Ingredienti per quattro persone
250 gr di gamberi sgusciati di dimensione medio-grande (“prendete i migliori della vostra pescheria e non ve ne pentirete” diceva Uma)
1 cucchiaio abbondante di pasta gialla di curry*
250 ml latte di cocco non dolcificato
100 gr pomodorini a ciliegia
2 grandi peperoncini rossi piccanti
1 cucchiaino di sale
circa 2 cucchiaini di zucchero di palma (più un po’ di extra da parte per regolae il gusto alla fine)
1 cucchiaio di salsa di pesce
2 cucchiai di olio di semi di mais
Pulire i gamberetti, eliminare la vena e il guscio e passare brevemente sotto l’acqua corrente.
In un wok o in una pentola capace versare i due cucchiai di olio e scaldare a fuoco medio. Quando l’olio è ben caldo aggiungere la pasta di curry. Mescolare fino a che le spezie non inizieranno a sprigionare i loro profumi e di seguito unire il latte di cocco.
Questa procedura è molto veloce e viene eseguita anche nei ristoranti dove si cucina alla velocità della luce. Ma se uno avesse tempo dovrebbe fare a meno dell’olio e scaldare la metà del latte di cocco sempre nel wok, aggiungere la pasta di curry e far cuocere a fuoco medio, rimestando di continuo fino a quando l’olio del cocco non affiorerà in superficie in forma di occhielli. A questo punto aggiungete il resto del latte di cocco mescolando fino a ottenere un composto omogeneo. Fate voi la scelta del modo di cottura a seconda del tempo che avete a disposizione.
Tuffare nella salsa molto calda i pomodori, i gamberi e i peperoncini tagliati a rondelle, portare la salsa a ebollizione (senza esagerare, la salsa deve sobbollire e mescolando di continuo) per pochi minuti, fino a cottura ultimata dei gamberetti.
Condire con il sale, la salsa di pesce e lo zucchero di palma.
Servire bollente con riso thai in bianco.
*Se non avete in casa la pasta di curry giallo si può sempre fare pestando in un mortaio i seguenti ingredienti.
5 peperoncini rossi essiccati, messi in acqua bollente per 1 ora
5 cucchiai di scalogno tritato
2 cucchiai di aglio sminuzzato
1 cucchiaino di galanga fresca sminuzzata (l’hai presa, vero RdM? diversamente ti indico un paio di posti in Milano dove la puoi trovare)
1 cucchiaio di lemon grass tagliata a rondelle fini
1/2 cucchiaio di buccia di limone istrice
1 cucchiaino di radice sminuzzata di coriandolo
5 grani di pepe bianco
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di pasta di gamberetti.
Qualora non aveste un buon mortaio in pietra, di quelli che il pestello fa fatica a farsi reggere usate un mixer normale per ridurre a purea finissima tutti gli ingredienti tranne la pasta di gamberetti, che viene aggiunta alla fine, mescolata con il resto della pasta di curry.
La dose equivale a 3/4 cup di prodotto finito e si può conservare in frigorifero per 3-4 mesi in vasetti di vetro.

September 18th, 2005 by Elena

Lezione di cucina Thai- shopping in Nieuwmarkt

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Ieri quindi abbiamo scandagliato angolo per angolo i negozi di Nieuwmarkt. La piazza del Waag era animata dal mercato biologico del sabato.
Uma si presenta con il suo trolley da lavoro per trasportare meglio gli ingredienti e i suoi affilatissimi coltelli. Ci chiede se conosciamo la zona e i negozi che ci sono, io e Simona rispondiamo che, si, veniamo spesso a rifornirci di ingredienti per la cucina giapponese e per qualche spezia al volo se non si ha tempo di andare da San’s, IL negozio indiano per eccellenta in città.
Percorriamo la Zeedijk, che brulica di gente, c’è il sole ed è sabato, fa fresco. Marta mi segue con pazienza e fa gli scherzi a Uma.
Passiamo subito al numero 103 di Zeedijk, in un toko cinese, per ordinare un’anatra laccata. Toko è un termine generico che significa gastronomia, puoi mangiare sul posto piatti semplici, seduto su piccoli tavolini, a volte solo su sgabelli, o puoi portarli a casa. Uma dice che questo posto è l’unico che le disossa l’anatra laccata e ci consiglia di andare a fare uno spuntino l

September 17th, 2005 by Elena

Altra lezione di cucina thai

self made banana leaves box with garlic in in
Questa lezione è iniziata a Nieuwmarkt, il quartiere cinese di Amsterdam. Uma ci ha portato a fare la spesa, passando in rassegna almeno cinque negozi di generi alimentari.
Mille sono state le domande, secondo me un corso di cucina non italiana deve incominciare nei negozi in cui si reperiscono gli ingredienti, Uma concorda.
Abbiamo chiesto di usare le foglie di banano per creare ciotole e piatti.
Ma ora scappo, non riesco a scrivere di più, vado a fare il salame di cioccolata per domani, ultimo goodbye party per Marta alla Peuterspelenzaal di Rozenstraat.

September 12th, 2005 by Elena

Thai cooking lesson

Khang Karee Kung ingredientsSabato pomeriggio ho onorato il mio regalo di compleanno per Katinka, la creatrice delle pere alla Katinka, per intenderci.
Ho prenotato solo per noi due una lezione di cucina tailandese a domicilio. Conoscevo per la sua ottima fama , Umaporn Sangjan, avevo mancato una lezione da Priya per via di una mia lezione di cucina italiana.
Come racconta una delle sue studenti
Umaporn Sangjan, our teacher, is a recent immigrant to the Netherlands from Thailand. She learned authentic Thai cookery the traditional way … by helping her mother and is now busy teaching westerners how to cook real Thai dishes in the same way…”learning by doing”.
Uma ha iniziato questo lavoro come me, per via del fatto che non riuscivamo a comunicare con le persone del posto e abbiamo deciso di aprire i contatti passando per una delle nostre passioni in comune: la cucina.
Più che in Italia in Tailandia, ci spiega Uma, le donne apprendono dalle famiglie come cucinare.
Farsi nutrire una persona è indubbiamente un atto di fiducia, e in Olanda, per la mia esperiente, è stato più facile cucinare con gli indigeni piuttosto che parlare con loro. Scommetto che qualche garofano potrebbe ricamare sul soggetto “la comunicazione del gusto”. Ecco, io non lo faccio.
La lezione è stata molto bella, abbiamo assaggiato a punta di cucchiaino ogni pasta di curry, fatte comparazioni sugli zuccheri di palma e di canna e di barbabietola, sulla differenza tra la mia salsa di pesce dell’Albert Hein –“Trust me Elèna, it’s nothing, try that one, you can compare”– e quella portata da Uma. Interessante sentire gli effetti dei singoli ingredienti sulle pietante che cucinavamo.
Molto divertente. Umaporn l’ho già invitata a Trento per tenere delle lezioni e lei ha già accettato.
A presto il menu e le ricette, ora vado a portare Marta a scuola.
Altre fotografie

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