ComidaDeMama

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June 28th, 2014 by Elena

ComidaDeMama festeggia i 25 anni delle Donne del Vino Piemonte a #DiVignaInVignetta

Mi faccio stretta tra il guardrail ruggine e le file di TIR che si muovono a testa bassa sull’Autostrada del Brennero.
Cosa mi porta ad attraversare per 500 Km da Est a Ovest il Nord Italia con due bambini seduti dietro che mi chiedono ogni tre secondi dove sono i grissini (e comunque sono sotto il mio sedile, guarda meglio)?

Cinque storiche cuciniere del Piemonte e il loro repertorio di ricette antiche, raccontate e cucinate insieme a una selezione di wine blogger e food blogger all’Italian Culinary Institute for Foreigners di Costigliole d’Asti.

La delegazione Piemonte delle Donne del vino festeggia così con noi i suoi 25 anni tra le Langhe e il Monferrato.
Questo sabato mattina di cucina e tradizione fa parte di Di vigna In vignetta. Due mesi di eventi, una mostra di vignette d’autore sul tema del vino, il lavoro di giornalisti, comunicatori, vignaioli e imprenditori enogastronomici.

Le giornaliste e organizzatrici dell’evento Marianna Natale e Fiammetta Mussio usano i social network in modo intelligente, non solo per dare conto di cosa accade nella giornata di cucina. Aggregano le persone invitate, risolvono gli imprevisti dell’ultim’ora, fanno conoscere i contenuti e i volti, danno la possibilità a tutti gli ospiti di conoscere ciò che accadrà. Lo fanno in maniera dinamica giorno per giorno, anticipando e alimentando l’attesa di tutti. Brave!

Sono le nove di una delle sere più lunghe dell’anno. Esco ad Asti Est e sorrido: sto per attraversare Monferrato, Langhe e Roero, territori diventati ieri l’altro patrimonio UNESCO e ne sono molto felice. Mi lascio alle spalle colline, vitigni e noccioli in favore del mio Monviso. Domani sarà una giornata densa di persone da conoscere e cose da imparare.

Da che parte iniziare? Se avete partecipato a un barcamp, foodcamp o a eventi simili, sapete quanto sia bello conoscere blogger nuovi, riabbracciare quelli che vivono lontano e che si rivedono solo in queste occasioni. E quanto sia emozionante conoscere di persona quei blogger che avete letto per anni e anni. Com’è capitato a me con Sara Tescari e Paolo Arcuno di Fico e Uva, che seguo e ammiro da anni e anni.

Siamo ospiti nella modernissima Orangerie del Castello di Costigliole d’Asti, sede dell’Italian Culinary Institute for Foreigners. Al primo piano, una biblioteca con una luce naturale così bella da chiedere asilo politico e non uscire più.

Nei sotterranei ci aspettano le aule di cucina riservate agli studenti dell’ICIF. Sono state appena collaudate e sono uno schianto. Io sono originaria della provincia di Cuneo e ritrovo nelle parole di tutte le persone che si affaccendano intorno a noi modi di dire, espressioni in piemontese, tracce del mio lessico familiare.

Sà, butumse i faudalin e tacuma a travajè. (dal piemontese: Dai, mettiamoci il grembiule e mettiamoci a lavorare).

Alessandra e il Bunet.
Alessandra e Anna Bardone – ristorante Del Belbo da Bardon, San Marzano Oliveto.

Venite in Piemonte e chiedete di assaggiare un bunet. Cioccolato, amaretti, uova, latte e una lacrima di liquore concentrati in un flan a forma di bonnet (cappello in francese), avvolto da caramello. Non ne assaggerete uno uguale all’altro e probabilmente lo troverete scritto in molte maniere. Bonèt, bounet, bonet, con l’accento circonflesso. Oggi lo potete trovare scritto anche in giapponese negli appunti della giornalista ed ex allieva ICIF Masae Takanashi.

Alessandra rappresenta la quinta generazione della sua famiglia impegnata a portare avanti il duro lavoro del ristoratore. Sua nonna, Anna Bardone, lascia volentieri che sia lei a spiegarci come produrre un bunet come si deve.
Tra i tanti accorgimenti, usare due tipi di cacao differenti, far raffreddare il latte e mai e poi mai far bollire il bagnomaria in cui cuoce il dolce. Pena, ottenere un bunet spugnoso.

Aspic alla piemontese.
Maria Lovisolo – Ristorante Violetta di Calamandrana.



Potrei raccontarvi mille cose del suo intervento. Di come la gelatina di carne fatta in casa sia insuperabile. Dei colori vividi e della composizione di un piatto che ha origini documentate sin dal 1375 e che mantiene un aspetto di altri tempi. Del braccio destro di Maria Lovisolo, sua nuora, attenta e preparata. Di Fiammetta Mussio che decreta Maria Lovisolo, maestra di Finanziera e pietra miliare della gastronomia piemontese, patrimonio UNESCO come i territori in cui ha vissuto.

Ma mi piace presentarvela così, Maria Lovisolo, in un raro momento di pausa.
Per un secondo lascia la nostra compagnia e guarda dalla finestra. 50 dei suoi 84 anni li ha trascorsi lavorando in cucina. Vedova con due figli a 40 anni, ha creato e portato al successo il ristorante Violetta a Calamandrana. E son cose.

Ravioli al plin. E che ravioli!
Mariuccia Bologna – Trattoria I Bologna di Rocchetta Tanaro.

Simpatica ed energica, Mariuccia Bologna ci mette tutti al lavoro. La Monferrina tira a dovere una sfoglia all’uovo gialla oro. Il ripieno dei ravioli è un convegno di tutto il miglior regno animale, tanto buono da sentirsi in dovere di assaggiarne un po’ così com’è.
Paola Sucato coglie al volo un grande insegnamento di Mariuccia Bologna “Usare la stessa delicatezza che si usa ai mariti, per il #plin”

(Elena Chesta Schwarz aka ComidaDeMama e Giulia Graglia aka Senza Trucco alle prese con i ravioli al plin – fotografia, courtesy of Ufficio Stampa Donne del vino Piemonte)
Dietro al banco di lavoro sono in coppia con Giulia Graglia, documentarista, wine dealer di vini naturali e wine blogger.
Mentre disponiamo mucchietti regolari di ripieno, richiudiamo e pizzichiamo la sfoglia, scopro che uno dei suoi documentari sul vino naturale, “Senza Trucco”, è stato presentato a Trento a “Tutti nello stesso piatto” Festival Internazionale di Cinema Cibo e biodiversità, abbinato a un evento organizzato con Elisabetta Foradori. E io me lo sono perso. Accidenti.

Mariuccia Bologna ci insegna e parla della sua vita, parla del suo lavoro e delle sue soddisfazioni.
Come essere ricevuta dall’Ambasciatore italiano in Giappone, in occasione di un viaggio importante.
Era andata a incontrare uno degli studenti giapponesi dell’ICIF che per 15 anni aveva lavorato con lei al ristorante. Un cuoco di brigata, un amico. In comune hanno il rispetto per il lavoro, per quella vita in cucina fatta di fatica e rinunce.
Dopo tanti anni lui è tornato in Giappone e ha aperto un ristorante chiamandolo I Bologna. Mariuccia è andata a trovarlo e “mi sono scorticata i polpastrelli per fare con lui i nostri ravioli. Alle nove della mattina avevamo la fila di persone che venivano ad assaggiarli, insieme alle salsicce e tutto il resto”, ci ha raccontato Mariuccia mentre eravamo seduti a tavola.

L’avete capito già da diversi paragrafi: questa non è stata una semplice lezione di cucina.

Acciughe con la salsa bianca di nocciole.
Piercarla Negro – Enoteca e vineria con cucina Mezzo-Litro di Alessandria.

Una poesia raccontata solo a voce per mancanza di tempo. Pulire le acciughe sotto sale è un atto di amore e pazienza e tutti siamo stati molto grati a Piercarla Negro. La ricetta è tratta dal libro La cucina piemontese. Storia e ricette di Giovani Goria. Nemmeno a dirlo, è finito dritto nella mia wishlist.
Sono tornata a Trento con un pacchetto di acciughe sotto sale, le nocciole varietà Rotonda Gentile di casa mia e le ho subito cucinate per la gioia dei miei amici e vicini di casa.

Marmellata di pere di San Giovanni.
Marina Ramasso – Ristorante del Paluch di Baldissero Torinese.



Era da molto tempo che non rivedevo questa varietà di pere. Sono molto belle, croccanti, asciutte. Marina Ramasso è molto simpatica e ci spiega il suo approccio apparentemente poco ortodosso alla confezione di marmellate e confetture.
Mi piace molto quando racconta delle sue notti passate a produrre marmellate, ore sottratte al riposo dopo giornate di lavoro al ristorante che sanno di frutta e spezie.

Le donne del vino e la mostra Di vigna in vignetta.
Ci hanno accompagnate durante tutto il giorno. Abbiamo potuto parlare con loro, chiedere e farci raccontare del loro lavoro. Durante il pranzo hanno abbinato i loro vini ai piatti cucinati nella giornata. Una selezione ampia e generosa.
Francesca Poggio, delegata regionale per il Piemonte ci accompagna nei piani alti del castello per vedere Di Vigna in Vignetta, mostra di vignette sul vino. Sono circa cento quadri
di artisti illustri, collezione privata di Vincenzo Buonassisi, giornalista, pioniere dell’enogastronomia televisiva, uomo di cultura e di spettacolo, di cui quest’anno ricorre il decennale dalla scomparsa.





Ringraziamenti.
Cosa dire di più se non g r a z i e. Un grazie grande a tutte le persone che hanno lavorato a questa giornata, per avermi coinvolta in questo evento. Le donne del vino del Piemonte festeggia 25 anni di vita e il regalo lo fa a me.
Buon anniversario e un brindisi alla vostra salute!

Le donne del Vino del Piemonte
IShock- Marianna Natale e Fiammetta Mussio
Italian Culinary Institute for Foreigners

[in progress, cosa si dice in rete di questa gloriosa giornata]

#DiVignaInVignetta su Instagram via IconoSquare.com
#DiVignaInVignetta su Twitter
#DiVignaInVignetta su Facebook

La Stampa - I blogger dell’alta cucina scoprono le ricette astigiane
All’Icif di Costigliole, provenienti dall’Italia, da Giappone e Germania

lanuovaprovincia.it – La cucina condivisa fra social e realtà
Wine Pass Piemonte- Di Vigna in Vignetta – 29 Giugno, Costigliole d’Asti (AT)
Gazzetta d’Asti – Blogger nelle cucine dell’Icif con le Donne del Vino del Piemonte
IShock Agency- Foodblogger e grandi cuoche a “Di vigna in vignetta”
Mafe De Baggis – #lavoltabuona (cit.)
Senza Trucco – Di Vigna In Vignetta
Dolci(di)Vini – Storie di donne, cucina ed emozioni

December 19th, 2012 by Elena

Alzata per dolci fai da te. Per Natale ComidaDeMama diventa IKEA hacker


Sono cresciuta a pane e Corrierino dei Piccoli. Il diario di Stefi era uno dei miei fumetti preferiti.
La Stefi, proprio lei, mi è entrata nella pelle e me la porto ancora appresso. Specialmente quando, guardando tutte le cose che la ricca compagna di scuola Pontiroli Samantha aveva a disposizione, esclamava: “Ma io sono la Stefi e le cose me le faccio da sola!”. Parole sante.

La questione mi si è posta un po’ prima di Natale, in occasione del ComidaDeMama Winter Cookie Swap.
Trifle bowls e alzate per dolci sono la mia passione.
Però ragazzi, ho 800 biscotti da esporre in bella mostra, ma ho poche alzate per dolci. Come fare?


Io non so voi, ma le campane delle alzate per dolci sono belle, ma a volte ingombrano un po’.
Allora ho pensato: “Ma se le capovolgo a testa in su e le appoggio su un coppa-pasta in acciaio (o su una bella scodella o bella ciotola o su un mio bicchiere mallorquino) che succede?”

E fu così che ComidaDeMama si trasformò in IKEA hacker. Non sapete cosa sia un IKEA hacker? Sono quelle persone che trasformano un prodotto IKEA in qualcos’altro, con l’aiuto di qualche elemento in più e tanta fantasia.
L’ho scoperto anni fa grazie alla geniale Shiso Mama, anch’essa IKEA hacker.

Tornando a bomba, non avete bisogno di tutorial per questo progetto: le fotografie sono più che self explanatory.

Ho usato il coperchio della mia ARV BRÖLLOP (Alzata con coperchio, vetro trasparente – € 18,99), l’ho messo a testa in su e l’ho appoggiato a un coppapasta di metallo. Ho decorato con una berry wreath, versato copiosamente biscotti nella campana et voilà.

A breve vi spiego come ho fatto a fare le due alzate verticali da biscotto. Sono orgogliosa di dirvi che riesco a ospitare 50 margherite con il buco per ogni alzata. Son cose!

December 10th, 2012 by Elena

ComidaDeMama Winter Cookie Swap – il ricettario e la serata degli 800 biscotti


Avete mai avuto in casa 800 biscotti? Tutti insieme in una stessa stanza, nel vostro tinello marron*, pronti per essere assaggiati?
A me è capitato mercoledì scorso organizzando il mio primo Cookie Swap.
Cosa è un Cookie Swap l’abbiamo spiegato qualche tempo fa, quando ho lanciato l’idea su ComidaDeMama. Ma ripetere non fa mai male.

Cookie Swap è uno scambio di biscotti, molto in uso nei paesi anglofoni (ma non solo!), specialmente nel periodo pre-Natale, quando per tradizione se ne preparano molti. Si offrono in casa agli ospiti e si regalano agli amici.
Il Cookie Swap è anche un bel modo per passare qualche ora in compagnia di amici e poi avere in casa un bell’assortimento di biscotti senza doversi mettere lì a fare mille preparazioni differenti.

Come funziona? Beh, mettetevi comodi, che vi racconto come è andata l’altra sera!


Otto invitati (+ Marta + la sottoscritta fanno 10) sono arrivati mercoledì sera a casa ComidaDeMama, insieme ai loro 80 biscotti fatti in casa.
Fate i calcoli:

80 x 10 = 800 biscotti!
in realtà ce n’erano di più perché molte persone ne hanno portati 90-100.

Nelle settimane precedenti alla serata mi hanno inviato le ricette, che ho raccolto in un ricettario cliccando QUI o sull’immagine che trovate in fondo al post.

COMIDA SI PERO’ NOI VOGLIAMO VEDERE I BISCOTTI; GRAZIE.
Va bene! Eccoli qui, in un collage creato da Zonzolando:

Le fotografie di tutti i biscotti le trovate in bell’ordine
nel post scritto da Zonzolando.

Le persone invitate sono quasi tutte blogger, molte di loro non si conoscevano di persona ed è stata una festa incontrarsi dal vivo.
Si è creato immediatamente un bel clima e abbiamo passato una serata fatto l’una e mezza del mattino a chiacchierare fitto fitto, raccontando un po’ di noi, di dove abbiamo vissuto e lavorato, delle nostre passioni e dei nostri progetti presenti e futuri.

All’una del mattino scatta il momento ‘esperimento scientifico’: ComidaDeMama si mette a spiegare alle invitate come separare il tuorlo dall’albume usando una bottiglietta vuota di plastica. Scake, Sonia e Zonzolando hanno fotografato la sequenza :)

Comida, ma i biscotti? Eh, i biscotti sono stati messi in bella mostra fino al momento in cui ciascun autore ha offerto e ha presentato il perché e il per come del proprio biscotto. Ho sfoderato il mio arsenale di alzatine, di ghirlande e di scatole per esporli al meglio.
La presentazione di ogni singolo biscotto è stata da tutti accolta da complimenti, domande e chiacchiere piacevoli. Ad accompagnare tutto questo, tisane profumatissime portate da Manuela e tazze fumanti di cioccolata calda.

Eccoli, i biscotti, in rigoroso ordine sparso:
1 – Gli Hilda Törtchen di Marta.
2- I “Pobassinos a modo nostro” di Per Scherzo e Per Caso.
3- I “Picnic Cookies” di M., figlia di Scake.
4- I “Cuori di Noci” di Federica , ricetta di Alex Fef.
5- I “Biscotti al cocco” di Zonzolando.
6- Le “Alfajores” di Orlo Subito.
7- I “Bastoncini alle mandorle” di Profumi e Colori.
8- Le “Ciambelle al Vino” di Scake – Un anno a casa.
9- I “Chocolate Chip Cookies” di Piano B.
10- Le “Margherite” di Elena, ComidaDeMama
Sono dispiaciuta di non aver fatto tante foto, in qualità e quantità, ma ero molto impegnata a ospitare le mie ospiti e ad allestire il buffet della cena.

Parliamoci chiaro ragazzi: la pancia deve esser piena per parlar di biscotti!
Ecco cosa ho servito:

  • Focaccia al limone (ricetta con la pasta madre di Corrado Assenza, una garanzia!), accompagnata da hummus, yogurt e un centrotavola di cruditées.
  • Un curry vegetariano al latte di cocco, una porzione jumbo di Papadums e un basmati al cardamomo e cannella.
  • Un paio di quiches con la ricetta di Christophe Felder (altra garanzia).
  • I Laugenbrot fatti con la pasta madre, accompagnati con il burro salato e lo speck dell’Alto Adige.
  • La zuppa d’orzo altoatesina per scaldarci.
  • Biscotti/cucchiaini di frolla da intingere nel Lemon Curd.

  • Ho creato due alzate verticali per servire le mie 100 margherite. Vi piace l’idea?
    Ho usato un porta vaso in zinco dell’IKEA, dei bastoncini, un vaso, della spugna per fiori e della scagliola. Un DIY (do it yourself) molto facile e presto vi farò un tutorial.

    Alcuni di voi che hanno seguito la preview del Cookie Swap su facebook per email mi hanno chiesto come ho fatto a fare le etichette e la grafica del ricettario.
    Ho utilizzato questo free template:http://blog.worldlabel.com/2011/round-labels-in-a-vintage-style-design.html e ho utilizzato il free font Amaze. Tutte queste cose cessano di essere free se si usano per scopi commerciali, ma non è questo il caso.

    Potete leggere i racconti o le ricette delle altre partecipanti su Zonzolando, PianoB, Per Scherzo e Per Caso, Scake e Profumi e colori.
    Cliccate sull’immagine qui sotto per scaricare il ricettario in PDF

    *Sì, siamo appassionati delle canzoni di Paolo Conte :)

    January 9th, 2011 by Elena

    La mia prima macchina da cucire


    Il regalo di Natale di mia mamma: la vecchia macchina da cucire di mia nonna. Vecchia, si fa per dire.
    1-1-1989. La calligrafia di mia nonna sul libretto delle istruzioni è inconfondibile. All’età di ottanta e passa anni aveva deciso di cambiare macchina, di prenderne una più moderna. E ora ce l’ho io.
    In questi giorni mia mamma mi ha insegnato l’ABC.
    A quanto pare devo imparare da sola cosa fare dalla D in poi, e mi sono subito messa all’opera.

    sewing03.JPG

    ABC?
    A come Abbigliamento. Sulla Garzantina di fine anni ’60 ritrovo le illustrazioni che guardavo e riguardavo da piccola.
    Come vedete ho già sfoderato un po’ delle mie stoffe colorate, scelte con Marta all’IKEA. E il primo progetto l’ho portato a termine.
    Cosa è?
    E’ una cosa, come a solito, giapponese.
    (al prossimo post!)
    ^_____________^

    azuma_06.JPG
    November 5th, 2010 by Elena

    Trento, 10 novembre.10 dicembre 2010 – Festival internazionale di Cinema Cibo & VideoDiversità – Tutti nello stesso Piatto


    No. Non danno il Pranzo di Babette.
    Trento, dal 10 novembre al 10 dicembre, offre una tavola imbandita di docufiction, lungometraggi e cortometraggi, cartoni animati, di incontri e degustazioni, di attività nelle scuole sul tema del cibo.
    Il Festival internazionale di Cinema Cibo & VideoDiversità – Tutti nello stesso Piatto porta una selezione dei migliori contributi cinematografici legati a questo tema.
    Siete a Trento dal 10 novembre al 10 dicembre?
    Verrete a Trento per i mercatini di Natale?

    Perchè non fare un salto al cinema!
    Visitate il sito del Festival
    Guardate il ricchissimo programma and save the date!
    Cinema dove?
    Cinema Astra - Trento, Corso Michelangelo Buonarroti 16 – 0461 829002
    Tutti i gioved

    February 27th, 2010 by Elena

    HEMA, il cake-stand e il picnic di primavera

    picnic01.jpg

    Alzi la mano chi ha voglia di primavera!
    Sole tiepido, aria buona, passeggiate all’aperto e picnic.

    Marta e io abbiamo giocato al picnic ieri pomeriggio, davanti alla finestra che restituiva la luce più calda all’alba delle tre del pomeriggio.
    Ci stiamo preparando al picnic dell’anno. Anzi, chiamiamolo pique-nique dell’anno.

    Ho tirato fuori una delle mie tovaglie da prato e via.

    Piatti, tovaglioli e cake-stand arrivano da Amsterdam, un pensiero di Mammamsterdam portato da MarinaV fino a Trento.
    Questi colori, la grafica felice, quel piccolo logo colorato, vogliono dire una cosa sola per chi ha vissuto in Olanda: HEMA.

    HEMA è la prova che gli oggetti quotidiani possono avere un prezzo basso e un design di buon gusto. Che i giochi in legno per bambini possono avere dei prezzi umani.

    Ogni volta che ricevo una email in cui mi si chiede notizie su cosa vedere ad Amsterdam io non consiglio molti negozi. HEMA, però, lo segnalo sempre.

    Tante, più di altre parti dell’anno, in questo periodo arrivano email con oggetto: Comidademama, partiamo per Amsterdam! Dove dormire? Cosa visitare? Che si mangia?

    E’ in arrivo un nuovo post con aggiornamenti, che Amsterdam è sempre piena di novità.
    Intanto potete visitare la sezione Amsterdam, dove sono segnate le mappe e miei itinerari.

    HEMA (Hollandsche Eenheidsprijzen Maatschappij Amsterdam) apre il 4 novembre 1926.
    Primo negozio: Kalverstraat ad Amsterdam. Ogni articolo costava intorno ai 25 e 50 centesimi.
    Oggi HEMA conta 500 negozi distribuiti tra Olanda e Belgio, con qualche presenza in Germania, Lussemburgo e Francia.

    Cosa vende HEMA?
    Tutto quello che una persona normale olandese ha bisogno quotidianamente.
    E che sia colorato e di buon gusto.

    Vedere quindi cosa offre questo negozio diventa molto interessante.
    Perchè è evidente che il quotidiano olandese è diverso da quello italiano.

    Dalla ruota di bicicletta alle tende. Dalle casseruole alle mollette per il bucato.
    Candele, tante candele. Vesititi e accessori. Cancelleria e cosmetici.
    Bellissimi pass partout per fotografie.
    C’è una piccola scelta di cibo destinata a risolvere un aperitivo più che a riempire un frigorifero per la settimana.

    Gli articoli destinati alla prima infanzia raccontano un modo diverso di prendersi cura dei propri bambini. Mi fermo spesso a osservarli, pur non avendone più bisogno.

    Per i bambini si trova di tutto: dai vestiti, ai giochi in legno, giochi creativi, kit per costruire cose. Una scelta di costumi.
    E materiale per le feste. Tovaglie, tovagliolini e piatti coloratissimi e belli.
    Una scelta infinita di piccoli regali da infilare in sacchetti per salutare gli ospiti.

    In Amsterdam il mio punto vendita preferito si trova in Nieuwendijk 174-176 perchè la loro caffetteria è progettata molto bene e al piano terra c’è un angolo con saldi permanenti dove, con un po’ di fortuna e occhio, si possono fare degli acquisti molto vantaggiosi.

    Abbiamo lasciato Marta sola a montare il cake-stand!

    picnic04 copia.jpg

    Cake-stand sta per alzata per dolci. Le alzatine americane ve le ricordate?
    Ecco, questa qui che sta montando Marta è fatta in cartone.
    Nome: taartplateau tast toe. Tre pezzi facili da assemblare, li vedete qui sotto, su sfondo celeste. Così allegri da colorare la giornata più uggiosa.

    Quindi ecco il nostro picnic fatto davanti alla finestra. Con comidademama appoggiata al termosifone intenta a fotografare Marta all’opera.

    picnic02.jpg

    HEMA Amsterdam-Nieuwendijk
    Nieuwendijk 174-176
    1012 MT Amsterdam
    (020) 623 41 76
    orari

    HEMA Amsterdam-Kalvertoren
    Kalvertoren Kalverstraat 212
    1012 XH Amsterdam
    (020) 422 89 88
    orari

    December 16th, 2009 by Elena

    Prime decorazioni di Natale, stelle e snowflakes.

    comi11.jpg

    State buttando l’ennesimo pezzo di carta? Potrebbe diventare uno snowflake o una stella, basta avere un paio di forbici e seguire i passaggi di questo tutorial.
    E’ facile, sul serio!
    Non volete inondare la casa di ritagli di carta? Provate Make-a Flake, è una simulazione in Flash risolta egregiamente dal punto di vista grafico.
    Due colpi di mouse et voilà il vostro primo snowflake della stagione.

    Quando vivevo a Boston ero circondata da snowflakes durante il periodo natalizio, dalle cartoline augurali alle decorazioni alle finestre.
    Ed eccomi qui, in queste foto che ormai sono della cartella natale2007, nella mia vecchia casa in Cambridge, vicina a quella di Julia Child, mentre faccio le prime prove di fotografia armata di zucchero a velo e lavagna di ardesia.

    snowflakesq copia.jpg

    Ho cercato in rete qualche tutorial, ne ho trovati tantissimi, per stelle a cinque punte, per stelle a dodici punte e così via. Carta per provare, lo sapete, non mancava di certo.
    In poco tempo la nostra piccola casa si è riempita di decorazioni colorate.
    Tanto da immaginare di creare degli stencil per lo zucchero a velo sulle torte.
    E quest’anno questo è il nostro albero di Natale, fatto da me e Marta con carta di recupero.

    tree01.jpg

    May 26th, 2009 by Elena

    Trento, Minipolifonci – As.Li.Co. – Opera domani 2009 – HANSEL e GRETEL

    HANSEL e GRETEL – Commedia fiabesca in tre quadri – Musica di Engelbert Humperdinck – Libretto di Adelheid Wette – Adattamento musicale di Alberto Cara – Adattamento drammaturgico Federico Grazzini, Riccardo Bani.
    Prima rappresentazione: Weimar, 23 dicembre 1893
    Opera domani intende avvicinare gli alunni della scuola
    dell

    March 4th, 2009 by Elena

    Rilegare il tuo [piccolo] libro in 10 minuti!

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    “Papaaà! Mamma è in cucina che pianta chiodi sul tagliere!!!!”
    Come se si stupissero ancora di qualche cosa.
    Capita di avere tre secondi di nervoso per questioni di lavoro. Di non fumare, non mangiarsi le unghie. Nemmeno le pellicine. Di avere finito i quadretti di cioccolato amaro.
    Di vedere comparire da shiso mama uno schema su come rilegare con ago e filo un quaderno praticando 4 buchi. E ricordarsi di Boston, dei workshops di bookbinding tenuti nelle sedi di Paper Source.
    Il nervoso è stato placato con l’esecuzione in 5 minuti di orologio di questo schema, partendo da dei fogli di appunti destinati a essere appallottolati furiosamente e scagliati per terra.
    Cinque minuti netti in cui le mie mani si sono riappropriate di una memoria, di una skill.
    Cinque minuti che mi hanno rasserenato. E poi sono tornata alle mie sudate carte.

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    La sera, dopo cena, mi sono fatta strada tra vecchi ritagli di carta e rocchetti di filo colorato. E ho fatto questi tre libretto usando una tecnica un po’ più elaborata, ma sempre molto semplice e veloce.
    Chiodi, martello e tagliere mi sono serviti per fare i buchi ai fogli, tutti allo stesso momento. Non potevo fermarmi davanti alla mancanza dello strumento adatto.
    Tutto qui.
    Volete provare anche voi?
    Su youtube ho trovato per voi un tutorial in inglese.
    Parte 1- Parte 2
    Basta seguire le mani, non è necessario capire esattamente ciò che la signora dice.
    Per chi volesse invece addentrasi più approfonditamente nell’argomento shiso mama consiglia il libro “Non-Adhesive Binding Books Without Paste or Glue” di Keith A. Smith

    February 4th, 2009 by Elena

    Do Something Creative Every Day: Shiso mama. 228 collages.

    shisomama.jpg
    I started the collage-a-day project because I was feeling so consumed by my life with baby, and rather unable to focus any creative energy on myself. Whenever I tried to make something, it felt like I had to make something significant or important because time was so precious. But I started to think about Chris Ofili and a collection of gouaches that he had painted, to warm up and start his day in the studio. They were gorgeous and free and joyous, and I started thinking about making something every day, a little stress-free exercise to get myself more in the mind of a real artist. It’s one of the best things I’ve ever done, and probably the closest I’ve ever felt to being a “real” artist. shiso mama
    Do Something Creative Every Day non è unicamente lo slogan di Paper Source, ma è anche la base del progetto di shiso mama.
    Scoperta via Apartment Therapy, avevo apprezzato il modo di fotografare gli interni della sua casa californiana.
    I collages mi sono piaciuti immediatamente.
    In occasione del centesimo collage prodotto ha scritto un post ‘dietro le quinte’.
    Da tempo voleva fare qualche cosa di creativo, rilassante, veloce ogni giorno. Qualcosa che la facesse concentrare su qualche cosa di creativo. Nessuna opera immortale, solo un progetto breve da risolvere nel poco tempo libero lasciato dal lavoro e da due figli.
    Cartoncini bristol bianchi di dimensioni uguali, piuttosto piccoli. Carta da origami, colla e pennello.
    Non c’è disegno preparatorio e spesso l’idea iniziale prende una piega diversa e la realizzazione non si risolve in ventiquattro ore.
    Tutti i collages sono raccolti qui e sono felice ogni volta che ne vedo comparire uno nuovo.

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