
Per me la buona riuscita di un polpo è sempre stata circondata da un'aura di mistero.
Voci lo davano per certo in acqua fredda, altre con solo vino. Un tappo di sughero nel bouillon veniva consigliato per ammorbidire il tutto. Niente di tutto questo.
Anni di polpo duro e gommoso sono finiti quando ho seguito queste semplici indicazioni.
. Il polpo deve essere congelato e, prima di iniziare a cucinarlo, decongelato.
. Va cotto senza acqua ne' aromi.
Normalmente la collana for Dummies annovera libri di tante pagine. Per il polpo bastano poche righe e il risultato è eccellente. Pronto per essere mescolato alle patate al vapore, abbinato ai citrons confits o ai lamoun makbouss.
Lo sapevate già? Potevate dirmelo prima!

Polpo morbidissimo.
Ingredienti:
1 Kg di polpo decongelato
Risciacquare sotto l'acqua corrente il polpo.
Scaldare una pentola dal fondo spesso o una pentola di ghisa smaltata e immediatamente porre all'interno il polpo.
Chiudere completamente l'apertura della pentola con il coperchio.
Abbassare la fiamma e cuocere a fuoco basso per un'ora abbondante senza mai aprire il coperchio.
Il polpo rilascerà molta umidità e si cuocerà nel suo stesso brodo.
Spegnere il fuoco e lasciare raffreddare. Senza rimuovere il coperchio.
A piacere eliminare la pelle strofinando delicatamente il polpo sotto l'acqua corrente.

Grazie agli host del concorso, k, Tzatziki a colazione e senza panna che hanno promesso di raccogliere tutto in un agile PDF e di omaggiare il vincitore di una serie di vini d
Nella mia variante le arance servono sia come condimento sia come guarnizione.

Sarde a beccafico
Ingredienti
800 gr sarde
6 filetti di acciuga sotto olio
150 gr pane pesto
50 gr pinoli
50 gr uvetta
un ciuffo di prezzemolo
foglie di alloro
il succo di un'arancia, filtrato
1 bicchiere scarso di vino bianco
sale e pepe
per guarnire:
stecchini lunghi immersi precedentemente in acqua
una grande arancia
foglie di alloro fresche
Tagliare la testa alle sarde. Togliere le eventuali squame presenti sul dorso. Aprire le sarde a libro, infilando il dito all'interno della pancia e percorrendone la lunghezza fino ad arrivare alla coda senza però rimuovere le pinne finali, che daranno l'idea del "beccafico". Estrarre in questa operazione le viscere e la lisca. Sciacquare sotto l'acqua e tamponare leggermente con carta assorbente.
Lasciare l'uvetta in immersione in acqua tiepida per 30 minuti e poi scolare l'acqua.
A parte preparare un trito aromatico a base di foglioline di prezzemolo, aglio e acciughe tritati finissimi. Mescolare con il pane pesto, l'uvetta e i pinoli .
Lasciare in ammollo in acqua degli stecchini di bambu per un'ora in maniera che non si carbonizzino durante la cottura in forno.
Tagliare delle fette di arancia spesse due cm e dividerle in quarti, mondare un ramoscello di alloro separandone le foglie.
Stendere su un tagliere le sarde con la parte eviscerata rivolta verso l'alto, impanare con il composto aromatico e arrotolare le sarde con le due pinnette rivolte verso l'alto.
A seconda delle dimensioni delle sarde sarà più facile arrotolare. Nel mio caso le sarde non erano grandissime e quindi le ho solamente piegate in due.
Alternare sullo spiedo foglioline di alloro spicchi di arancia e sarde. Volendo si può evitare di fissare le sarde con uno spiedo accostandole strettamente le une contro le altre, contenute in una pirofila oliata, sempre con una guarnizione di foglie di alloro e spicchi di arancia. Disporre gli spiedi in una teglia leggermente oliata.
Versare il succo di arancia sulle sarde. Cospargere sopra il pan pesto aromatico rimasto, aggiungere sale e pepe.
Infornare per 15 minuti a 180°C coprendo con carta di alluminio. Passato il quarto di ora aggiungere il vino bianco e continuare la cottura, questa volta senza carta da forno, per altri 15 minuti.

Mac's seafood rientra nella categoria dei clam shack locali in cui si servono specialità di mare, tra cui le clams fritte. Nazzareno ci fa notare che dietro questa facciata trasandata da chiosco del porto la selezione e il costo del pesce è molto alta. Del loro pesce dicono: If we wouldn't serve it to our mothers, we won't sell it to you.

Siamo al porto di Wellfleet, sempre a Cape Cod, non lontani da Provincetown |mappa|
Mac's seafood conta due empori di pesce al minuto e due clam shack uno dei quali è anche raw bar, ovvero si possono gustare ostriche e altri pesci freschi. Davanti al nostro è raccolta una piccola folla pronta a ordinare alla finestrella dietro la quale una brigata di cuochi è affaccendata tra le friggitrici e i bollitori di aragoste.
Difficile scegliere, tutto sembra ottimo, quasi tutto è fritto, perfino le ostriche. Solo una selezione di sushi e di piatti con le aragoste non presenta nulla di fritto.
Appena consegnato l'ordine si può aspettare seduti ai tavolini che danno sul porto e poi consumare lì il tutto o portarlo via e raggiungere una delle tante spiagge e mangiare facendo a gara a chi vede per primo una foca saltare fuori dall'acqua.
Nazzareno ci consiglia assolutamente di provare il panino con il soft crab fritto, un tipo di granchio che si pesca da quelle parti in giugno, molto morbido tanto che si mangia interamente, senza togliere le chele e la testa. Il giorno dopo non ce ne sarebbero stati più. La stagione è cortissima e sono difficili da trovare, sono felice di avere assaggiato questa specialità, accompagnata da una buona quota di anelli di cipolla fritti, spilluzzicando i calamari e il fish&chips delle bambine.
Per chi avesse tempo e capacità questi tipi di ristorante nella zona di Cape Cod sono sempre in cerca di lavoratori stagionali. Spesso arrivano dalla Giamaica o dall'Europa dell'Est, con un visto temporaneo di lavoro.

Nel caso qualcuno si avventurasse sulla punta di Cape Cod per una vacanza rigenerante tra dune di sabbia, oceano, boschi e laghi, cittadine piene di antiquari e gallerie d'arte ecco la mia mappa google con i tre indirizzi di Mac's Seafood.

per guarnire:
stecchini lunghi immersi precedentemente in acqua
una grande arancia
foglie di alloro fresche
Tagliare la testa alle sarde. Togliere le eventuali squame presenti sul dorso. Aprire le sarde a libro, infilando il dito all'interno della pancia e percorrendone la lunghezza fino ad arrivare alla coda senza però rimuovere le pinne finali, che daranno l'idea del "beccafico". Estrarre in questa operazione le viscere e la lisca. Sciacquare sotto l'acqua e tamponare leggermente con carta assorbente.
Lasciare l'uvetta in immersione in acqua tiepida per 30 minuti e poi scolare l'acqua.
A parte preparare un trito aromatico a base di foglioline di prezzemolo, aglio e acciughe tritati finissimi. Mescolare con il pane pesto, l'uvetta e i pinoli .
Lasciare in ammollo in acqua degli stecchini di bambu per un'ora in maniera che non si carbonizzino durante la cottura in forno.
Tagliare delle fette di arancia spesse due cm e dividerle in quarti, mondare un ramo di alloro e separare le fo
Stendere su un tagliere le sarde con la parte eviscerata rivolta verso l'alto, impanare con il composto aromatico e arrotolare le sarde con le due pinnette rivolte verso l'alto.
A seconda delle dimensioni delle sarde sarà più facile arrotolare. Nel mio caso le sarde non erano grandissime e quindi le ho solamente piegate in due.
Alternare sullo spiedo foglioline di alloro spicchi di arancia e sarde. Volendo si può evitare di fissare le sarde con uno spiedo accostandole strettamente le une contro le altre, contenute in una pirofila oliata, sempre con una guarnizione di foglie di alloro e spicchi di arancia. Disporre gli spiedi in una teglia leggermente oliata.
Spremere il succo di un arancio, versare sulle sarde. Cospargere sopra il pan pesto aromatico rimasto, aggiungere sale e pepe e infornare per 15 minuti a 180°C coprendo con carta di alluminio. Passato il quarto di ora aggiungere un bicchiere di vino bianco e continuare la cottura, questa volta senza carta da forno, per altri 15 minuti.
Prima di comperare il pesce qui negli USA consulto Fishwatch per verificare che la mia scelta non determini squilibri ecologici, cerco qualche cosa di simile per il mio ritorno in Italia, qualcuno sa consigliarmi? Ho letto che Slow food ha organizzato una manifestazione chiamata Slow Fish per sensibilizzare la popolazione sul consumo sostenibile del pesce.
ingredienti per una persona
un pesce intero già eviscerato
due lime non trattati
un paio di peperoncini rossi e lunghi
mezzo mazzetto di cipollotti
2 cucchiai di salsa di pesce
un cucchiaino di panela o di zucchero di canna
un cestello di bambu con coperchio, un piatto leggermente fondo, ma non troppo, che entri nel cestello, una pentola o wok in cui mettere il cestello
Nel caso il pesce sia troppo grande a malincuore dividetelo in due.
Affettare sottilmente uno dei due lime.
Mondare i cipollotti e affettarli nel senso della lunghezza.
Proteggere le mani con un paio di guanti di lattice prima di lavorare i peperoncini.
Mondare i peperoncini. Rimuovere il filamento bianco e i semi piccanti e affettare a lunghe lamelle sottili.
Spremere il secondo lime, filtrare il succo misurandone due cucchiai.
In un bicchiere miscelare i due cucchiai di succo di lime con sue cucchiai di salsa di pesce e sciogliervi il cucchiaino di zucchero.
Portare a bollore dell'acqua in una padella o in un wok.
Disporre il pesce sul piatto e decorare con le fettine di lime tagliate, i cipollotti e il peperoncino.
Irrorare con la mistura di succo di lime, salsa di pesce e di zucchero.
Porre il piatto nel cestino di bambu, calarlo nella pentola e coprire il cestello con il suo coperchio.
Essendo una cottura a vapore l'acqua non deve toccare il pesce.
Il tempo di cottura del pesce varia dal tipo e dalla dimensione.
Scoperchiare e servire in tavola nel cestino di bambu. Servire caldo irrorato del liquido che si sarà raccolto nel fondo del piatto.

La chermoula è una marinata di origine marocchina composta quindi da erbe aromatiche fresche e secche, mescolate con olio di oliva, limone (o aceto), aglio e serve per dare un sapore molto buono principalmente al pesce dal gusto deciso. Alla griglia, fritto, al forno, o, come lo farò io, al vapore, il pesce avrà avuto modo nella notte o nelle ore precedenti la cottura di assorbire i sapori delle erbe e delle spezie diventando una pietanza succulenta,
La chermoula può essere usata anche per le verdure e per le carni e ha tante varanti quanti sono le porte delle case di una città, un po' come la ricetta del curry in India.
Io seguo le indicazioni di Claudia Roden nei suoi due libri The Book of Jewish Food: An Odyssey from Samarkand to New York e A new book of Middle Eastern Food, uscito di recente edizione di Ponte alle Grazie con il titolo La cucina del Medio Oriente e del Nord Africa.
Mi manca la tajine e non ho tempo di andare a Grumo alla gastronomia marocchina che mi fa pensare di essere a nella zona di Porta Palazzo a Torino, dove sono in vendita couscoussiere, set per il té e, tra le altre belle cose, una serie di tajine. Dovrò arrangiarmi con quello che ho e rinunciare all'altisonante titolo del post "Tajne di pesce spada in chermoula", che avrebbe fatto la sua figura.
per la chermoula:
un mazzetto di coriandolo fresco
un mazzetto di menta fresca
mezzo mazzetto di prezzemolo
4 spicchi d'aglio
1 cucchiaio di semi di cumino
1 cucchiaio di semi di coriandolo
1 cucchiaio di paprica dolce
succo di due limoni o 1,5 dl di aceto
3dl di olio di oliva etra vergine
un pizzico di peperoncino tritato
Lavare le erbe fresche togliere gli steli grandi e tritare con un coltello affilato o pestare in un mortaio. Meglio non usare un robot da cucina per non rovinare la struttura della salsa. Mondare l'aglio e tritarlo finemente.
Tostare leggermente cumino e coriandolo e pestarli in un mortaio. Mescolare tutti gli ingredienti fino ad ottenere una salsa omogenea e mettere in frigorifero. Si conserva per parecchi giorno.
Se si avanza dopo la preparazione del piatto si può servire calda a parte o può servire fredda per altre preparazioni.
Pesce spada in chermoula,
Ingredienti per 4 persone che possono estendersi a 11
un trancio di pesce spada da almeno 1 Kg
6 patate novelle medie
6 pomodori a grappolo non molto grandi
6 zucchine piccole
due peperoni non piccanti verdi
olive verdi dolci e denocciolate
qualche spicchio di aglio
chermoula, qualche cucchiaio
olio extravergine
Tagliare il pesce spada a grossi cubetti, versarli in una ciotola con tappo, irrorare abbondantemente di chermoula e lasciare per qualche ora a marinare.
Mondare le zucchine, tagliarle a forma di grossi fiammiferi, ossia in quarti seguendo l'asse longitudinale e poi riducendo ogni lungo stelo in pezzetti da 3 cm circa. Mettere in un contenitore con coperchio, versare quakche cucchiaio di chermoula e lasciare in infusione per 30 minuti. Scuotere il contenitore ben chiuso con il coperchio e versare le zucchine marinate su una placca da forno rivestita di carta da forno e cuocere a 200°C fino a doratura avvenuta.
Pelare le patate, dividerle in quarti e farle bollire in acqua salata fino a cottura. Le patate dovranno essere comunque "al dente", non troppo morbide.
Dividere a quarti i pomodori, scaldare in una padella qualche cucchiaio di olio, insaporire con gli spicchi di aglio tritati finemente e buttare i pomodori. Aggiungere un po' di sale e cuocere a fiamma viva, irrorando con qualche cucchiaio di chermoula, fino a che i pomodori siano leggermente cotti, ma senza essere spappolati, devono ancora mantenere una buona forma da pomodoro.
Mondare i peperoni e tagliarli a faldine di pochi cm di spessore.
Snocciolare le olive verdi, se sono troppo salate farle bollire in acqua per qualche minuto per mitigare il sapore.
Tritare grossolanemente le olive.
Siamo pronti. Si monta il piatto.
Chi ha una tajine o un coccio ancora meglio. Io per la disperazione ho usato un wok. Non inorridite, se uno ha 10 persone non è che possa fare miracoli con le pentole, nemmeno la mia Creusette sarebbe stata suffiiciente. Ho cotto cautamente dato l'immensa velocità in cui il wok si scalda.
Versare in una capiente pentola un filo di olio, disporre dei pezzi di peperone crudi sul fondo e disporre le patate. Versare un paio di cucchiaiate di chermoula sulle patate e disporre i pezzi di pomodoro. Cospargere con qualche cucchiaiata di chermoula e disporre in cima il pesce spada con la sua marinata. Decorare con pezzi di peperone e cospargere il pesce di olive.
Cuocere il tutto a fiamma moderata con un coperchio. Dopo cinque minuti le verdure inizieranno a produrre vapore e in una decina di minuti (o più, a seconda della grandezza dei pezzi di pesce) il pesce verrà cotto dai vapori della casseruola formando allo stesso tempo un intingolo copioso e succulento che verrà raccolto da pane marocchino.
Io ho fatto ua teglia gigante di focaccia di patate tagliata a rettangoli.
Due buoni post sulla chermoula
Insalata di melanzane e ceci in chermoula- fiordizucca
chermoula-chocolate&zucchini
Due buoni libri in cui si parla di chermoula.
Casa Moro. The Second Cookbook
A new book of Middle Eastern Food, uscito di recente edizione di Ponte alle Grazie con il titolo La cucina del Medio Oriente e del Nord Africa

Ingredienti per quattro persone
250 gr di gamberi sgusciati di dimensione medio-grande ("prendete i migliori della vostra pescheria e non ve ne pentirete" diceva Uma)
1 cucchiaio abbondante di pasta gialla di curry*
250 ml latte di cocco non dolcificato
100 gr pomodorini a ciliegia
2 grandi peperoncini rossi piccanti
1 cucchiaino di sale
circa 2 cucchiaini di zucchero di palma (più un po' di extra da parte per regolare il gusto alla fine)
1 cucchiaio di salsa di pesce
2 cucchiai di olio di semi di mais
Pulire i gamberetti, eliminare la vena e il guscio e passare brevemente sotto l'acqua corrente.
In un wok o in una pentola capace versare i due cucchiai di olio e scaldare a fuoco medio. Quando l'olio è ben caldo aggiungere la pasta di curry. Mescolare fino a che le spezie non inizieranno a sprigionare i loro profumi e di seguito unire il latte di cocco.
Questa procedura è molto veloce e viene eseguita anche nei ristoranti dove si cucina alla velocità della luce. Ma se uno avesse tempo dovrebbe fare a meno dell'olio e scaldare la metà del latte di cocco sempre nel wok, aggiungere la pasta di curry e far cuocere a fuoco medio, rimestando di continuo fino a quando l'olio del cocco non affiorerà in superficie in forma di occhielli. A questo punto aggiungete il resto del latte di cocco mescolando fino a ottenere un composto omogeneo. Fate voi la scelta del modo di cottura a seconda del tempo che avete a disposizione.
Tuffare nella salsa molto calda i pomodori, i gamberi e i peperoncini tagliati a rondelle, portare la salsa a ebollizione (senza esagerare, la salsa deve sobbollire e mescolando di continuo) per pochi minuti, fino a cottura ultimata dei gamberetti.
Condire con il sale, la salsa di pesce e lo zucchero di palma.
Servire bollente con riso thai in bianco.
*Se non avete in casa la pasta di curry giallo si può sempre fare pestando in un mortaio i seguenti ingredienti.
5 peperoncini rossi essiccati, messi in acqua bollente per 1 ora
5 cucchiai di scalogno tritato
2 cucchiai di aglio sminuzzato
1 cucchiaino di galanga fresca sminuzzata (l'hai presa, vero RdM? diversamente ti indico un paio di posti in Milano dove la puoi trovare)
1 cucchiaio di lemon grass tagliata a rondelle fini
1/2 cucchiaio di buccia di limone istrice
1 cucchiaino di radice sminuzzata di coriandolo
5 grani di pepe bianco
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di pasta di gamberetti.
Qualora non aveste un buon mortaio in pietra, di quelli che il pestello fa fatica a farsi reggere usate un mixer normale per ridurre a purea finissima tutti gli ingredienti tranne la pasta di gamberetti, che viene aggiunta alla fine, mescolata con il resto della pasta di curry.
La dose equivale a 3/4 cup di prodotto finito e si può conservare in frigorifero per 3-4 mesi in vasetti di vetro.

per guarnire:
stecchini lunghi immersi precedentemente in acqua
una grande arancia
foglie di alloro fresche
Tagliare la testa alle sarde. Togliere le eventuali squame presenti sul dorso. Aprire le sarde a libro, infilando il dito all'interno della pancia e percorrendone la lunghezza fino ad arrivare alla coda senza però rimuovere le pinne finali, che daranno l'idea del "beccafico". Estrarre in questa operazione le viscere e la lisca. Sciacquare sotto l'acqua e tamponare leggermente con carta assorbente.
Lasciare l'uvetta in immersione in acqua tiepida per 30 minuti e poi scolare l'acqua.
A parte preparare un trito aromatico a base di foglioline di prezzemolo, aglio e acciughe tritati finissimi. Mescolare con il pane pesto, l'uvetta e i pinoli .
Lasciare in ammollo in acqua degli stecchini di bambu per un'ora in maniera che non si carbonizzino durante la cottura in forno.
Tagliare delle fette di arancia spesse due cm e dividerle in quarti, mondare un ramo di alloro e separare le fo
Stendere su un tagliere le sarde con la parte eviscerata rivolta verso l'alto, impanare con il composto aromatico e arrotolare le sarde con le due pinnette rivolte verso l'alto.
A seconda delle dimensioni delle sarde sarà più facile arrotolare. Nel mio caso le sarde non erano grandissime e quindi le ho solamente piegate in due.
Alternare sullo spiedo foglioline di alloro spicchi di arancia e sarde. Volendo si può evitare di fissare le sarde con uno spiedo accostandole strettamente le une contro le altre, contenute in una pirofila oliata, sempre con una guarnizione di foglie di alloro e spicchi di arancia. Disporre gli spiedi in una teglia leggermente oliata.
Spremere il succo di un arancio, versare sulle sarde. Cospargere sopra il pan pesto aromatico rimasto, aggiungere sale e pepe e infornare per 15 minuti a 180°C coprendo con carta di alluminio. Passato il quarto di ora aggiungere un bicchiere di vino bianco e continuare la cottura, questa volta senza carta da forno, per altri 15 minuti.

In Shinjuku seduta al bancone di uno dei migliori locali di Tenpura ho sgranato gli occhi davanti a tanta grazia di ingredienti e di bravura nel cucinare questo piatto che in Italia credo sia celebre quanto il sushi.
Spero che Kyoko abbia portato radici fresche di loto e foglie di shi-so, quest'ultime le mangerei anche non fritte, sono deliziose.
Restodelmondo torna da Berlino con una borsa di erbe aromatiche asiatiche perfette per preparare una cena thai.
[...]Ho anche intuito che il tailandese è il prossimo giapponese (e sono tornata con dieci euro tra curry verde, erba limoncina, basilico tailandese, galanga, foglie di lime del cafro, pasta multiuso e salsa di pesce).[...]
E quindi non posso non dedicarle questa serie di ricette che ho imparato in Olanda grazie alle lezioni impartitemi da Umaporn Sagjan.
Ecco un sito interessante, sempre segnalatomi da Uma, per imparare a cucinare thai.
Qui la mia bella Marta sta gustando queste polpettine di pesce bianco accompagnate a riso thai in bianco servito in ciotole di foglie di palma fatte dalla sua mamma e da Simo mashi.
TOD MAN
Tortine di pesce e salsa di accompagnamento
300 gr di filetto di merluzzo o di pesce bianco in generale
100 gr di fagiolini mondati e tagliati a rondelle sottili
1 o 2 cucchaio di pasta di curry rosso thailandese*
3 foglie di kaffir lime, limone istrice (Citrus hysrix)
2 o 3 cucchiai di salsa di pesce
2 uova
olio di semi per friggere
mettere il pesce in un mixer con il curry, uovo e salsa di pesce e tritare il tutto ottenendo una pasta di pesce.
trasferire in una ciotola e aggiungere gli altri ingredienti.
Formare delle polpette piatte che verranno poi fritte nell'olio di semi.
A mano a mano che sono pronte vanno fatte sgocciolare su carta assorbente e tenute in caldo.
si serve con una salsa a base di cetriolo
1cetriolo
1lungo peperoncino rosso
1 mazzetto di coriandolo fresco
50 gr di arachidi sbucciate e tostate
zucchero
aceto di vino bianco
sale
Mescolare zucchero aceto e sale in un pentolino e portare a ebollizione. Lasciare raffreddare. Tagliare a piccoli pezzetti il cetriolo, a listarelle molto sottili il peperoncino rosso, avendo cura di eliminare semi e il filamento bianco interno. tritare le foglie di coriandolo e, in un mortaio, sbriciolare le arachidi. Unire tutti gli ingredienti tranne parte del peperoncino e decorare con la parte restante.
Il peperoncino è da dosare a seconda del gusto personale.
Ho trovato un glossario gastronomico, in italiano, per la cucina thai, sempre utile da tenere sotto mano.
Restodelmondo torna da Berlino con una borsa di erbe aromatiche asiatiche perfette per preparare una cena thai.
[...]Ho anche intuito che il tailandese è il prossimo giapponese (e sono tornata con dieci euro tra curry verde, erba limoncina, basilico tailandese, galanga, foglie di lime del cafro, pasta multiuso e salsa di pesce).[...]
E quindi non posso non dedicarle questa serie di ricette che ho imparato in Olanda grazie alle lezioni impartitemi da Umaporn Sagjan.
Ecco un sito interessante, sempre segnalatomi da Uma, per imparare a cucinare thai.
Ingredienti per quattro persone
250 gr di gamberi sgusciati di dimensione medio-grande ("prendete i migliori della vostra pescheria e non ve ne pentirete" diceva Uma)
1 cucchiaio abbondante di pasta gialla di curry*
250 ml latte di cocco non dolcificato
100 gr pomodorini a ciliegia
2 grandi peperoncini rossi piccanti
1 cucchiaino di sale
circa 2 cucchiaini di zucchero di palma (più un po' di extra da parte per regolae il gusto alla fine)
1 cucchiaio di salsa di pesce
2 cucchiai di olio di semi di mais
Pulire i gamberetti, eliminare la vena e il guscio e passare brevemente sotto l'acqua corrente.
In un wok o in una pentola capace versare i due cucchiai di olio e scaldare a fuoco medio. Quando l'olio è ben caldo aggiungere la pasta di curry. Mescolare fino a che le spezie non inizieranno a sprigionare i loro profumi e di seguito unire il latte di cocco.
Questa procedura è molto veloce e viene eseguita anche nei ristoranti dove si cucina alla velocità della luce. Ma se uno avesse tempo dovrebbe fare a meno dell'olio e scaldare la metà del latte di cocco sempre nel wok, aggiungere la pasta di curry e far cuocere a fuoco medio, rimestando di continuo fino a quando l'olio del cocco non affiorerà in superficie in forma di occhielli. A questo punto aggiungete il resto del latte di cocco mescolando fino a ottenere un composto omogeneo. Fate voi la scelta del modo di cottura a seconda del tempo che avete a disposizione.
Tuffare nella salsa molto calda i pomodori, i gamberi e i peperoncini tagliati a rondelle, portare la salsa a ebollizione (senza esagerare, la salsa deve sobbollire e mescolando di continuo) per pochi minuti, fino a cottura ultimata dei gamberetti.
Condire con il sale, la salsa di pesce e lo zucchero di palma.
Servire bollente con riso thai in bianco.
*Se non avete in casa la pasta di curry giallo si può sempre fare pestando in un mortaio i seguenti ingredienti.
5 peperoncini rossi essiccati, messi in acqua bollente per 1 ora
5 cucchiai di scalogno tritato
2 cucchiai di aglio sminuzzato
1 cucchiaino di galanga fresca sminuzzata (l'hai presa, vero RdM? diversamente ti indico un paio di posti in Milano dove la puoi trovare)
1 cucchiaio di lemon grass tagliata a rondelle fini
1/2 cucchiaio di buccia di limone istrice
1 cucchiaino di radice sminuzzata di coriandolo
5 grani di pepe bianco
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di pasta di gamberetti.
Qualora non aveste un buon mortaio in pietra, di quelli che il pestello fa fatica a farsi reggere usate un mixer normale per ridurre a purea finissima tutti gli ingredienti tranne la pasta di gamberetti, che viene aggiunta alla fine, mescolata con il resto della pasta di curry.
La dose equivale a 3/4 cup di prodotto finito e si può conservare in frigorifero per 3-4 mesi in vasetti di vetro.
Anche se qui ad Amsterdam fa fresco e siamo dotati di maglioncini, calze di cotone, in Giappone proprio oggi, secondo la luna, siamo in pieno Doyo no hi, picco estivo di caldo, il giorno più insopportabile.
In questa occasione in Giappone, fin dal periodo Edo (1603-1867), vengono consumate le anguille al vapore, successivamente arrostite, servite, con o senza salsa, su un letto di riso nei negozi e ristoranti specializzati in anguille, una vera prelibatezza, molto costosa e pregiata.
L'anguilla per le sue proprietà nutrizionali (proteine, calcio, vitamina A ed E),e per i suoi significati simbolici doveva provvedere a fornire le energie perdute a causa del caldo. La tradizione rimane ben salda anche ora, tanto che la mia amica giapponese ha lanciato l'idea tra qualche amico di andare ad acquistare a IJmuiden le anguille fresche per poi cucinarle a dovere e si è ritrovata a dover ordinare un centinaio di anguille.
Chè ordinarle alla fine non è nemmeno un problema. E' che deve cucinarle per tutta questa gente.
Indovinate chi andrà tra una manciata di ore ad aiutare in questa incredibile impresa?
Ma Comidademama!
Saremo in quattro: uno chef io e i miei due amici giapponesi, con quattro figliolette al seguito che speriamo vogliano giocare insieme tutto il pomeriggio.
Peccato che Gigi e Simona siano in Italia in questo momento, sarebbe stata una bella avventura da fare tutti inseme.
Domattina questo centinaio di vispe anguille verranno portate a casa dei mei amici. Ho proposto di metterle in vasca da bagno per fare un po' di scena.
Dovremo prenderle vive, dividerle in due, pulirle e prepararle.
Faremo:
Kimo sui
Zuppa di fegato (kimo) di anguilla servita con erba cipollina.
Kabayaki,
anguilla al vapore e successivamente grigliata, servita con una salsa a base di salsa di soia, completata da un po' di pepe giapponese.
Shirayaki,
Lo stesso, ma senza salsa. Infatti shira vuol dire bianco.
Con i ritagli dell'anguilla faremo
Mamushi Rice, riso di quelli belli carichi d amido mescolato all'anguilla, semi di sesamo bianco e foglie di perilla (shi-so) servito in una ciotola di legno laccata con una resina naturale detta urushi, scolpita a mano con la stessa tecnica per quelle utilizzate per mescolare l'impasto della soba .
Ci aspetta una lunga giornata di lavoro, credo che la mia amica sia ancora sveglia a preparare la cucina, io vado a dormire.
Buenas noche, hasta
la manana, come dice Marta in questi giorni in cui sta iniziando a imparare lo spagnolo.
Venerdi arriva Marta di restodelmondo con il fiancè
TOD MAN
Tortine di pesce e salsa di accompagnamento
300 gr di filetto di merluzzo o di pesce bianco in generale
100 gr di fagiolini mondati e tagliati a rondelle sottili
1 o 2 cucchaio di pasta di curry rosso thailandese*
3 foglie di kaffir lime, limone istrice (Citrus hysrix)
2 o 3 cucchiai di salsa di pesce
2 uova
olio di semi per friggere
mettere il pesce in un mixer con il curry, uovo e salsa di pesce e tritare il tutto ottenendo una pasta di pesce.
trasferire in una ciotola e aggiungere gli altri ingredienti.
Formare delle polpette piatte che verranno poi fritte nell'olio di semi.
A mano a mano che sono pronte vanno fatte sgocciolare su carta assorbente e tenute in caldo.
si serve con una salsa a base di cetriolo
1cetriolo
1lungo peperoncino rosso
1 mazzetto di coriandolo fresco
50 gr di arachidi sbucciate e tostate
zucchero
aceto di vino bianco
sale
Mescolare zucchero aceto e sale in un pentolino e portare a ebollizione. Lasciare raffreddare. Tagliare a piccoli pezzetti il cetriolo, a listarelle molto sottili il peperoncino rosso, avendo cura di eliminare semi e il filamento bianco interno. tritare le foglie di coriandolo e, in un mortaio, sbriciolare le arachidi. Unire tutti gli ingredienti tranne parte del peperoncino e decorare con la parte restante.
Il peperoncino è da dosare a seconda del gusto personale.
Ho trovato un glossario gastronomico, in italiano, per la cucina thai, sempre utile da tenere sotto mano.
Altre ricette, in inglese, in questo website.
Se invece trovate le fglie di limone istrice evolete usarle con altre ricette ecco elenco di ricette, in inglese, che possono essere realizzate con lo stesso ingrediente.
ricetta per sp.in., che ormai è diventata un asso nel fare il pane
per quattro persone affamate
1 Kg di orata intera
cipolla mondata
finocchietto selvatico
3 spicchi di aglio
un pomodoro
vino bianco secco
olio d'oliva
sale
pepe
Chiedi al pescivendolo che ti evisceri e ti squami la povera orata, aprendola con un taglio dalla cavità anale alle branchie.
Lavala e asciugala accuratamente, tamponandola con un doppio foglio di carta da cucina.
All'interno del taglio metti sale e pepe poi sistemala su un largo foglio di alluminio o carta da forno.
Cospargila con la cipolla tagliata a rondelle, abbondante finocchietto selvatico, 3 spicchi d'aglio interi, leggermente schiacciati, e ancora con un pizzico di sale e uno di pepe.
Aggiungi il pomodoro tagliato a fettine e irrorala con mezzo bicchiere di vino e con 4 cucchiaiate d'olio. Copri il pesce con un secondo foglio di alluminio che unirai al primo, formando il cartoccio.
Io uso tanta carta forno e faccio una sorta di sacchetto. L'idea è che il pesce deve essere bene avvolto in maniera tale che cuoccia con i suoi deliziosi vapori.
Sistema l'ambaradan su una placca e cuoci in forno già a 200°, per circa 30 minuti.
Questa ricetta l'ho trovata sul sito della cucina italiana.