09.01.11

La mia prima macchina da cucire


sewing_01.JPG, macchina-da-cucire, giappone, comidademama, stoffe, sewing-machine, IKEA

Il regalo di Natale di mia mamma: la vecchia macchina da cucire di mia nonna. Vecchia, si fa per dire.
1-1-1989. La calligrafia di mia nonna sul libretto delle istruzioni è inconfondibile. All'età di ottanta e passa anni aveva deciso di cambiare macchina, di prenderne una più moderna. E ora ce l'ho io.
In questi giorni mia mamma mi ha insegnato l'ABC.
A quanto pare devo imparare da sola cosa fare dalla D in poi, e mi sono subito messa all'opera.

sewing03.JPG
ABC? A come Abbigliamento. Sulla Garzantina di fine anni '60 ritrovo le illustrazioni che guardavo e riguardavo da piccola.

Come vedete ho già sfoderato un po' delle mie stoffe colorate, scelte con Marta all'IKEA. E il primo progetto l'ho portato a termine.
Cosa è?

E' una cosa, come a solito, giapponese.
(al prossimo post!)
^_____________^

azuma_06.JPG
Posted by ElenaC at 14:22 | Comments (6)

05.11.10

Trento, 10 novembre.10 dicembre 2010 - Festival internazionale di Cinema Cibo & VideoDiversità - Tutti nello stesso Piatto


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No. Non danno il Pranzo di Babette.
Trento, dal 10 novembre al 10 dicembre, offre una tavola imbandita di docufiction, lungometraggi e cortometraggi, cartoni animati, di incontri e degustazioni, di attività nelle scuole sul tema del cibo.
Il Festival internazionale di Cinema Cibo & VideoDiversità - Tutti nello stesso Piatto porta una selezione dei migliori contributi cinematografici legati a questo tema.

Siete a Trento dal 10 novembre al 10 dicembre?
Verrete a Trento per i mercatini di Natale?

Perchè non fare un salto al cinema!
Visitate il sito del Festival
Guardate il ricchissimo programma and save the date!

Cinema dove?
Cinema Astra - Trento, Corso Michelangelo Buonarroti 16 - 0461 829002
Tutti i giovedì dall’11 novembre al 9 dicembre dalle 18.30 in poi.
Format - Trento, Via Zanella 10/2 - 0461-493510
Tutti i venerdì dal 12 novembre al 10 dicembre dalle 17.30 in poi.

Ecco cosa dicono gli organizzatori:
Un festival per il gusto di sapere.
Il Festival Tutti nello stesso piatto organizzato da Mandacarù Onlus Scs è un'occasione di incontro con il cinema e la cultura di Europa, Asia, Africa e America Latina, con i loro cineasti e protagonisti, attraverso i temi del cibo, della biodiversità, della sovranità alimentare, dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile.

C‘è un legame tra quello che accade in Asia, Africa, America Latina e le nostre abitudini e scelte alimentari.

Con Tutti nello stesso piatto Mandacarù vuole far luce su questo legame, offrendo all’attenzione del pubblico film e documentari che raccontano il funzionamento delle produzioni agroalimentari e della pescicoltura - ma anche quello delle filiere del commercio equo - e le loro ripercussioni sull’ambiente e sulla società.

L’agricoltura mondiale è tornata alla ribalta sui media nazionali e internazionali. Il motivo è stato il rialzo esponenziale del prezzo delle materie prime agricole e del conseguente aumento del costo dei generi alimentari. Opinionisti ed economisti si sono interrogati sulle molteplici cause di questo aumento dei prezzi, sollevando un polverone dal quale emergono a fatica cause vere e presunte. Circa un miliardo di persone nel mondo è denutrito. Un altro miliardo è obeso. Quasi la metà della popolazione mondiale vive quotidianamente il problema di un’alimentazione insufficiente. L’altra metà soffre dei problemi tipici legati ad un’alimentazione sovrabbondante e alle disfunzioni che ne derivano: diabete, eccesso di peso, problemi cardiocircolatori. Questo stato di cose è l’inevitabile corollario di un sistema che consente solo a un ristretto gruppo di multinazionali di trarre profitto dall’intera catena alimentare mondiale.

In una fase storica in cui assistiamo all’aumento dei prezzi di tutti i prodotti di base, anche nei paesi occidentali, conoscere e comprendere le politiche alimentari mondiali significa confrontarsi con i temi della globalizzazione e della giustizia sociale, ma significa soprattutto capire quali strategie produttori e consumatori possono mettere in atto per proteggere la propria salute e tutelare l’ambiente.

Cambiare si può, anche andando al cinema. Questo è l’impegno di Mandacarù con il Festival: ristabilire il flusso di conoscenza tra consumatore e cibo.

Il mostrare, il documentare, il raccontare il processo di produzione che sta dietro il cibo è – oggi più che mai – un atto culturale. E’ qui che risiede l’urgenza di Tutti nello stesso piatto.

Posted by ElenaC at 07:40 | Comments (50)

27.02.10

HEMA, il cake-stand e il picnic di primavera


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Alzi la mano chi ha voglia di primavera!
Sole tiepido, aria buona, passeggiate all'aperto e picnic.

Marta e io abbiamo giocato al picnic ieri pomeriggio, davanti alla finestra che restituiva la luce più calda all'alba delle tre del pomeriggio.
Ci stiamo preparando al picnic dell'anno. Anzi, chiamiamolo pique-nique dell'anno.

Ho tirato fuori una delle mie tovaglie da prato e via.

Piatti, tovaglioli e cake-stand arrivano da Amsterdam, un pensiero di Mammamsterdam portato da MarinaV fino a Trento.
Questi colori, la grafica felice, quel piccolo logo colorato, vogliono dire una cosa sola per chi ha vissuto in Olanda: HEMA.

HEMA è la prova che gli oggetti quotidiani possono avere un prezzo basso e un design di buon gusto. Che i giochi in legno per bambini possono avere dei prezzi umani.

Ogni volta che ricevo una email in cui mi si chiede notizie su cosa vedere ad Amsterdam io non consiglio molti negozi. HEMA, però, lo segnalo sempre.

Tante, più di altre parti dell'anno, in questo periodo arrivano email con oggetto: Comidademama, partiamo per Amsterdam! Dove dormire? Cosa visitare? Che si mangia?

E' in arrivo un nuovo post con aggiornamenti, che Amsterdam è sempre piena di novità.
Intanto potete visitare la sezione Amsterdam, dove sono segnate le mappe e miei itinerari.

HEMA (Hollandsche Eenheidsprijzen Maatschappij Amsterdam) apre il 4 novembre 1926.
Primo negozio: Kalverstraat ad Amsterdam. Ogni articolo costava intorno ai 25 e 50 centesimi.
Oggi HEMA conta 500 negozi distribuiti tra Olanda e Belgio, con qualche presenza in Germania, Lussemburgo e Francia.

Cosa vende HEMA?
Tutto quello che una persona normale olandese ha bisogno quotidianamente.
E che sia colorato e di buon gusto.

Vedere quindi cosa offre questo negozio diventa molto interessante.
Perchè è evidente che il quotidiano olandese è diverso da quello italiano.

Dalla ruota di bicicletta alle tende. Dalle casseruole alle mollette per il bucato.
Candele, tante candele. Vesititi e accessori. Cancelleria e cosmetici.
Bellissimi pass partout per fotografie.
C'è una piccola scelta di cibo destinata a risolvere un aperitivo più che a riempire un frigorifero per la settimana.

Gli articoli destinati alla prima infanzia raccontano un modo diverso di prendersi cura dei propri bambini. Mi fermo spesso a osservarli, pur non avendone più bisogno.

Per i bambini si trova di tutto: dai vestiti, ai giochi in legno, giochi creativi, kit per costruire cose. Una scelta di costumi.
E materiale per le feste. Tovaglie, tovagliolini e piatti coloratissimi e belli.
Una scelta infinita di piccoli regali da infilare in sacchetti per salutare gli ospiti.

In Amsterdam il mio punto vendita preferito si trova in Nieuwendijk 174-176 perchè la loro caffetteria è progettata molto bene e al piano terra c'è un angolo con saldi permanenti dove, con un po' di fortuna e occhio, si possono fare degli acquisti molto vantaggiosi.

Abbiamo lasciato Marta sola a montare il cake-stand!

picnic04 copia.jpg

Cake-stand sta per alzata per dolci. Le alzatine americane ve le ricordate?
Ecco, questa qui che sta montando Marta è fatta in cartone.
Nome: taartplateau tast toe. Tre pezzi facili da assemblare, li vedete qui sotto, su sfondo celeste. Così allegri da colorare la giornata più uggiosa.

Quindi ecco il nostro picnic fatto davanti alla finestra. Con comidademama appoggiata al termosifone intenta a fotografare Marta all'opera.

picnic02.jpg

HEMA Amsterdam-Nieuwendijk
Nieuwendijk 174-176
1012 MT Amsterdam
(020) 623 41 76
orari

HEMA Amsterdam-Kalvertoren
Kalvertoren Kalverstraat 212
1012 XH Amsterdam
(020) 422 89 88
orari

Posted by ElenaC at 22:12 | Comments (33)

16.12.09

Prime decorazioni di Natale, stelle e snowflakes.


comi11.jpg


State buttando l'ennesimo pezzo di carta? Potrebbe diventare uno snowflake o una stella, basta avere un paio di forbici e seguire i passaggi di questo tutorial.
E' facile, sul serio!
Non volete inondare la casa di ritagli di carta? Provate Make-a Flake, è una simulazione in Flash risolta egregiamente dal punto di vista grafico.
Due colpi di mouse et voilà il vostro primo snowflake della stagione.

Quando vivevo a Boston ero circondata da snowflakes durante il periodo natalizio, dalle cartoline augurali alle decorazioni alle finestre.
Ed eccomi qui, in queste foto che ormai sono della cartella natale2007, nella mia vecchia casa in Cambridge, vicina a quella di Julia Child, mentre faccio le prime prove di fotografia armata di zucchero a velo e lavagna di ardesia.

snowflakesq copia.jpg


Ho cercato in rete qualche tutorial, ne ho trovati tantissimi, per stelle a cinque punte, per stelle a dodici punte e così via. Carta per provare, lo sapete, non mancava di certo.
In poco tempo la nostra piccola casa si è riempita di decorazioni colorate.
Tanto da immaginare di creare degli stencil per lo zucchero a velo sulle torte.
E quest'anno questo è il nostro albero di Natale, fatto da me e Marta con carta di recupero.

tree01.jpg

Posted by ElenaC at 16:51 | Comments (15)

26.05.09

Trento, Minipolifonci - As.Li.Co. - Opera domani 2009 - HANSEL e GRETEL



HANSEL e GRETEL - Commedia fiabesca in tre quadri - Musica di Engelbert Humperdinck - Libretto di Adelheid Wette - Adattamento musicale di Alberto Cara - Adattamento drammaturgico Federico Grazzini, Riccardo Bani.
Prima rappresentazione: Weimar, 23 dicembre 1893


Opera domani intende avvicinare gli alunni della scuola
dell’obbligo al linguaggio dell’opera lirica: un grande
patrimonio della cultura italiana ed europea, dal quale i
giovani rischiano di restare esclusi se non interviene
un’azione educativa.

Per la prima volta in vita mia sono uscita soddisfatta da un saggio di fine anno.
Ho ricostruito attraverso lo spettacolo il lavoro di un intero anno fatto da Marta nella scuola di musica I minipolifonici. Che non era unicamente concentrato su questo splendido progetto didattico, ma che l'ha avvicinata alla grammatica della musica, alle lingue e sonorità di altri paesi, a stili diversi.

Ieri pomeriggio un centinaio di bambini della scuola erano ai primi posti in platea al teatro Santa Chiara. Davanti a loro l'orchestra e il suo direttore.
In alto il palcoscenico, la scenografia e il display per leggere le parole, una versione moderna del libretto.
Prepararsi e studiare per poi partecipare attivamente come coro ad un'opera vera, diretti da un vero direttore, è stato entusiasmante.

Mia nonna mi cantava l'opera da piccola, mentre disegnavo sul suo tavolo di cucina. Giocavo con i libretti che portava a teatro. E quando indulgeva sull'operetta mio nonno la prendeva in giro. Questa è la mia esperienza domestica dell'opera. Solo da adulta, dopo avere passato la fase adolescenziale di son tutte lagne, ho visto dal vivo alcune opere.

hansel e gretel web.jpg

Rispetto a quelli con cui giocavo il libretto di Hansel e Gretel di Marta è molto colorato, contiene anche gli spartiti per leggere la musica delle canzoni. Ha un gioco dell'oca che sembra uscito da una pergamena, dei giochi che fanno riflettere su cosa si va a rappresentare. Addirittura un paio di ricette della strega Leckermaul.
E indicazioni per costruire tre piccoli oggetti da indossare per sentirsi ancora più coinvolti nella scena, pur essendo seduti in platea. Un cappello, una lanterna e una bacchetta magica.

Seguendo i link su youtube ho visto anche un seminario tenuto per i docenti, le prove dell'edizione scorsa. Trovo che questo progetto sia molto interessante e sono felice che la scuola di Marta abbia fatto questa scelta.


Nei prossimi giorni a Milano e Varese replicheranno con altre scuole. Se avete sempre trovato l'opera un genere barboso, se avete bambini curiosi, se vi lasciano entrare come parenti provate a dare un'occhiata.


aida.jpgSe invece non riuscite ad accedere a questo spettacolo, ma volete esplorare questo connubio opera-bambini vi consiglio caldamente una dei nostri big-fav.

"Una sera prima della prima. L'opera Aida e la vita di un grande teatro raccontate ai ragazzi"

"Aida", l'opera che ha inaugurato la stagione 2006-2007 del Teatro alla Scala di Milano, è canto, è musica, è una bella storia.
Ed è l'occasione per scoprire i segreti di un grande teatro d'opera, sbirciando dietro le quinte.
Un racconto poetico ma anche spiritoso scritto da Beatrice Masini, recitato e musicato dall'Istituto Barlumen, illustrato da Giovanni Manna.
Età di lettura: da 6 anni. via libreriauniversitara

Posted by ElenaC at 08:17 | Comments (5)

04.03.09

Rilegare il tuo [piccolo] libro in 10 minuti!


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"Papaaà! Mamma è in cucina che pianta chiodi sul tagliere!!!!"
Come se si stupissero ancora di qualche cosa.

Capita di avere tre secondi di nervoso per questioni di lavoro. Di non fumare, non mangiarsi le unghie. Nemmeno le pellicine. Di avere finito i quadretti di cioccolato amaro.
Di vedere comparire da shiso mama uno schema su come rilegare con ago e filo un quaderno praticando 4 buchi. E ricordarsi di Boston, dei workshops di bookbinding tenuti nelle sedi di Paper Source.
Il nervoso è stato placato con l'esecuzione in 5 minuti di orologio di questo schema, partendo da dei fogli di appunti destinati a essere appallottolati furiosamente e scagliati per terra.
Cinque minuti netti in cui le mie mani si sono riappropriate di una memoria, di una skill.
Cinque minuti che mi hanno rasserenato. E poi sono tornata alle mie sudate carte.

booklet12.jpg booklet13.jpg

La sera, dopo cena, mi sono fatta strada tra vecchi ritagli di carta e rocchetti di filo colorato. E ho fatto questi tre libretto usando una tecnica un po' più elaborata, ma sempre molto semplice e veloce.
Chiodi, martello e tagliere mi sono serviti per fare i buchi ai fogli, tutti allo stesso momento. Non potevo fermarmi davanti alla mancanza dello strumento adatto.
Tutto qui.

Volete provare anche voi?
Su youtube ho trovato per voi un tutorial in inglese.
Parte 1- Parte 2
Basta seguire le mani, non è necessario capire esattamente ciò che la signora dice.

Per chi volesse invece addentrasi più approfonditamente nell'argomento shiso mama consiglia il libro "Non-Adhesive Binding Books Without Paste or Glue" di Keith A. Smith

Posted by ElenaC at 15:51

04.02.09

Do Something Creative Every Day: Shiso mama. 228 collages.


shisomama.jpg

I started the collage-a-day project because I was feeling so consumed by my life with baby, and rather unable to focus any creative energy on myself. Whenever I tried to make something, it felt like I had to make something significant or important because time was so precious. But I started to think about Chris Ofili and a collection of gouaches that he had painted, to warm up and start his day in the studio. They were gorgeous and free and joyous, and I started thinking about making something every day, a little stress-free exercise to get myself more in the mind of a real artist. It's one of the best things I've ever done, and probably the closest I've ever felt to being a "real" artist. shiso mama

Do Something Creative Every Day non è unicamente lo slogan di Paper Source, ma è anche la base del progetto di shiso mama.
Scoperta via Apartment Therapy, avevo apprezzato il modo di fotografare gli interni della sua casa californiana.
I collages mi sono piaciuti immediatamente.

In occasione del centesimo collage prodotto ha scritto un post 'dietro le quinte'.

Da tempo voleva fare qualche cosa di creativo, rilassante, veloce ogni giorno. Qualcosa che la facesse concentrare su qualche cosa di creativo. Nessuna opera immortale, solo un progetto breve da risolvere nel poco tempo libero lasciato dal lavoro e da due figli.
Cartoncini bristol bianchi di dimensioni uguali, piuttosto piccoli. Carta da origami, colla e pennello.
Non c'è disegno preparatorio e spesso l'idea iniziale prende una piega diversa e la realizzazione non si risolve in ventiquattro ore.
Tutti i collages sono raccolti qui e sono felice ogni volta che ne vedo comparire uno nuovo.

Posted by ElenaC at 17:09

11.11.08

Buon San Martino!


stmartin_klein.JPG


Elf november is de dag
dat mijn lichtje, dat mijn lichtje
Elf november is de dag
dat mijn lichtje branden mag

Quando vivevo ad Amsterdam nella nostra via, la Nieuwendammerdijk, tutti i bambini si preparavano per una ronda notturna con le lampade, a bussare alle porte delle case. Nieuwendammerdjik è una vecchia diga su cui sono attestate delle bellissime case in legno del XVII alternate con altre più recenti in mattoni, ma non per questo meno affascinanti, in pieno stile Noord Holland. Immaginatevi quindi una via piene di casette ad un piano, massimo due, dalle finestre illuminate di candele e un gruppo di zazzere bionde tutte contente di poter girare con le lanterne e riempire le loro borse di dolci e mandarini.

Nel 2003 avevo visto i giardini delle case in Broek-in-Waterland brillare di candele, lo stesso giorno in cui organizzai una lezione di pizza per Marta e un paio di sue amiche americane e irlandesi. A rivedere il post mi intenerisce vedere Marta così piccina.

Qui a Trento Marta ed io festeggeremo con i nostri amici tedeschi, organizzando un'escursione con lanterne in un parco. Quindi canteremo

Laterne, Laterne, Sonne Mond und Sterne!
Brenne auf mein Licht, brenne auf mein Licht,
aber nur mein Liebe Laterne nicht!

E a proposito di Germania, ve lo ricordate lo strepitoso post scritto da Alex sull'oca di San Martino ?
Quanto mi piacere finire la passeggiata con le lanterne con una cena corroborante alla Weinstube Wolfgang Bauer!

Posted by ElenaC at 03:36

03.07.08

Comidademama per bambini. Uova sode a forma di stella.



Tutti in riga!

Le uova sode sagomate si trovano molto spesso nei bentō, la risposta giapponese alla schiscetta, piccole opere d'arte, a volte, racchiuse in contenitori molto belli, di bambu laccati, a volte in contenitori di plastica. Sono così belli, i bentō, che ho quasi perso uno shikansen a Kyoto per scegliere il mio per pranzo, tanta era la scelta.|foto bentō 1-2-3-4-5-bento boxes group on flickr|
Per fare le uova sode sagomate è necessario avere un egg mold, una sorta di stampo in cui mettere le uova sode, sgusciate e molto calde. |foto 1-2-3-4-5|
Come si fa? Con molded eggs tutorial è evidente quanto sia semplice trasformare un pover'uovo sodo in una stella o in altra forma, basta avere la formina adatta.
Allora ho pensato: "Non ho i veri egg mold, ma ho gli stampini da onigiri che la mia amica Tomoko mi ha portato dal Giappone! Stai a vedere che con quelli ce la faccio anche io!"
Mi sono un po' scoraggiata quando ho visto che le mie uova erano grandi, troppo grandi rispetto alle mie forme, cercherò delle uova più piccole la prossima volta perché, come si vede nelle altre fotografie, il risultato non è stato perfetto, ma è chiarissimo che il problema è risolvibile.

Ricapitolando il tutorial.
Si cuociono normalmente queste uova sode.
Le uova vanno pelate velocemente quando sono ancora calde facendo attenzione a non scottarsi. Io ho usato un asciugamani per proteggermi.
Trovare questa parte rischiosa squisitamente giapponese.
E' necessario avere queste formine, si trovano in negozi specializzati o sulla rete.
Bisogna schiacciare in questa formina l'uovo, anche se devo capire se è meglio mettere per prima la punta o il fondo.
Si lascia per qualche minuto, se non una decina, a prendere forma e delicatamente si rimuovono dal loro stampo.
Io poi ho deciso di tagliare a fettine la mia stella con il mio coltello di ceramica bagnato di acqua, usandolo come un piccolo seghetto.
Il risultato è quello che si può vedere nella fotografia. Senza contare gli occhioni sgranati di Marta.

"Che mamma stravagante. Pensa, lei le uova sode me le fa a forma di stella, lei."

Posted by ElenaC at 07:45

14.06.08

Comidademama per i bambini. Ricetta per bolle di sapone grandi.



Bolle di sapone



NON SI BEVE, NON SI MANGIA. LA CANNUCCIA è LI' SOLO PER CHI VUOLE FARE DELLE BOLLE DI SAPONE COME QUANDO ERA PICCOLO.

A grande richiesta ecco la ricetta delle bolle di sapone fotografate sullo zerbino di casa, oggi in giardino c'è un bel sole.
Solo qualche indicazione.
Si deve usare il sapone liquido per lavare i piatti a mano. Deve essere molto concentrato, il parametro per giudicare quanto sia robusto è vedere quanto tempo ci vuole per risciacquare un bicchiere dal sapone stesso.
Come misurino si può usare qualsiasi cosa, il bicchiere, un vasetto vuoto di yogurt da 125 gr, basta decidere che quella è la nostra unità. Iniziare con un volume non più grande di un bicchiere di sapone.
La glicerina liquida si trova in farmacia. E' optional.
Più la miscela riposa e più le bolle sono grandi.
Le condizioni del tempo ideali per ottenere delle bolle di sapone grandi sono: non troppo freddo, leggermente umido (meglio se veramente umido) e assoluta assenza di vento.
Anche se le bolle di sapone appassionano grandi e piccini questa è una delle mie ricette preferite da Marta e rientra a gran titolo nella categoria di Comidademama per i bambini.
|Comidademama per i bambini, tutte le ricette.|Frittata di spinaci, erbe fresche e buccia di limone.|Ceci e limone di Priya.|Lettere di polenta|


Bolle di sapone

Ingredienti
1 unità di sapone liquido per il lavaggio a mano dei piatti
12 unità di acqua
1/3 unità di glicerina

Ingredienti per circa 3 litri di sapone da bolle
0,24 litri/ 240ml/ 1 cup di sapone liquido per il lavaggio a mano dei piatti
2,88 litri/2800ml/ 12 cup di acqua
0,8 litri/80ml/ 1/3cup di glicerina


Mescolare bene gli ingredienti e lasciare almeno due giorni a riposo.
Versare una parte del liquido in un contenitore. Immergere le mani nel liquido per qualche minuto. Congiungere le mani e pian piano separare i palmi lasciando le punte delle dita attaccate. Si formerà un film trasparente. Soffiare lentamente per ottenere delle bolle grandi.
ATTENZIONE. Alla fine dell'attività lavarsi molto bene le mani e usare una crema. Le mani potrebbero seccarsi.
Fare attenzione alla pelle sensibile dei bambini, eventualmente usare per loro degli strumenti già costruiti, come cerchi fatti a mano con il filo di ferro da fioraia, con gli anelli si plastica che tengono attaccate le lattine o con quello che la fantasia vi porta a immaginare.

Per ottenere grandi bolle.
Mettere del liquido in un vassoio, passare un filo dentro due cannucce e legarlo come se fosse una collana.
tenendo in mano le due cannucce si forma un rettangolo che intinto nel vassoio e tirato su forma delle bolle sorprendenti, Visto in un parco ad Amsterdam tanti anni fa ormai, non li conto più.
Ecco di seguito alcune mie immagini mentre faccio delle bolle enormi |foto 1-2-3|, basta prendere una gruccia di fil di ferro, quelle che le lavanderie spesso danno quando stirano vestiti e camicie. La gruccia va deformata ottenendo un cerchio, non è necessaria l'abilità di Giotto. Trovare una bacinella in cui potere immergere completamente questo cerchio
Buon divertimento.

Marta fammi la foto!


Posted by ElenaC at 09:13

04.06.08

Comidademama per i bambini. Lettere di polenta.


Edible letters


Continua la serie dei cibi preferiti da Marta, mia figlia di sette anni e mezzo, che ama molto la polenta in tutte le sue forme.
Quindi ho cucinato la polenta, l'ho stesa su una spianatoia livellandola e ottenendo uno strato da un po' più di un cm, a volte anche meno. Una volta raffreddata ho usato una serie di taglia biscotti a forma di lettere dell'alfabeto e mi sono messa all'opera.
Le lettere di polenta spennellate di burro e passate in forno fino a doratura sono state servite con grande successo alla festa del suo sesto compleanno.

|Comidademama per i bambini, tutte le ricette.
Frittata di spinaci, erbe fresche e buccia di limone.
Ceci e limone di Priya.|

Posted by ElenaC at 04:20

25.04.08

Play the Chess Master


Play the CHESSMASTER


Penso capiti anche a voi di vedere abitualmente delle persone che non conoscete, ma che fanno parte del vostro paesaggio quotidiano.
Davanti alla stazione centrale di Amsterdam c'era un azzimato signore mediorientale, vestito come Al Capone, che lasciava una scia leggera di acqua di rose al suo passaggio. Un barbone vestito di nero con capelli e barba lunghissimi.
In Harvard Square il Chess Master si annuncia dal capannello di persone che si raccoglie a vedere se la sua nuova sfida sarà spettacolare o meno.

L'altro giorno accanto al tavolino c'era un bici per traverso. Il compagno di scuola di Marta non si è nemmeno tolto il casco per sfidarlo.
Dovrebbero includere il Chess Master nel giro turistico di Harvard.
In questi giorni sarò un po' lontana dalla rete perchè i mie zii sono in visita, le giornate sono calde e assolate e camminiamo per la città. Domenica si parte di nuovo per New York!

Posted by ElenaC at 07:30 | Comments (8)

02.04.08

Lookybook, Marta e il suo primo libro autografato.

"Domani viene Barbara Joosse a scuola. Fa libri bellissimi, mi piacciono tutti."
Vedere che Marta indipendentemente dalla materna supervisione seleziona le sue letture mi fa piacere.
Porto Marta in libreria e le propongo di farmi veder qualche libro di questa autrice.
Senza aspettarmi Marta va dalla libraia e chiede in perfetto inglese di potere vedere i libri di Barbara Joosse, fa lo spelling del cognome, risponde alla libraia citando almeno tre titoli. Tutta contenta viene scortata allo scaffale dalla libraia che le fa vedere cosa ha in casa.
Dietro alle sue spalle c'è una mamma commossa dei suoi progressi e una signora americana che mi guarda e dice con un filo di voce "She's sooo cute", per non interrompere l'incantesimo.

il libro che ha scelto si chiama I love you the purplest, che poi ha portato a scuola e si è fatta autografare alla fine dell'intervento.
Se seguite questo link qui sopra finirete in un sito segnalatomi da una cara amica blogger che si chiama Lookybook, un sito in cui si possono sfogliare i libri illustrati per bambini.
So che da queste parti molti blogger che passano hanno prole e quindi condivido questa bella scoperta, spero vi sia utile.
Grazie Sue

Posted by ElenaC at 08:46

23.03.08

Un po' di colore dal New England Aquarium di Boston


New England Aquarium


Non riuscendo a fotografare i primi, pochissimi e timidi, fiori primaverili compenso con la flora e la fauna del New England Aquarium di Boston.
Per chi ha visto l'Acquario di Genova l'Aquarium sembrerà piccolino e da rimodernare, ma per Marta è stato un vero colpo di fulmine. Si è divertita molto a vedere tartarughe giganti, i sub che nutrivano i pesci, innamorata inevitabilmente degli squali.
Io mi sono incantata a vedere certi colori. E le meduse. Non sono ancora su flickr, ma presto avrò un'invasione di meduse.

Posted by ElenaC at 20:24

03.03.08

ひな祭り- Hinamatsuri


niachan.jpg


Foto di stefyinjapan

In Giappone oggi ricorre Hina matsuri, il festival delle bambine, ringrazio stefyinjapan per avermelo ricordato con la sua bellissima fotografia.
Anni fa in questo periodo, entrando nella casa della mia amica Sumi mi ero stupita nel vedere una sorta di scaletta appoggiata al muro, coperta da un drappo di seta. Su ogni gradino una sontuosa collezione di finissime bamboline giapponesi.
Sumi mi disse che da qualche giorno era arrivato un enorme pacco dal Giappone, da parte di sua mamma, proprio per le bambine, per il loro festival.
"Non sono bamboline qualunque, Elena. Guarda bene. Quello che vedi è la rappresentazione dell'Imperatore e Imperatrice e della loro corte. Puoi avere questo tipo di rappresentazione ridotta fino ai due imperatori o essere così ricca da avere statuine di pregio e miniature addirittura di cibi imperiali."
Su wikipedia trovate gradino per gradino tutti i caratteri rappresentati.
Un giro su flickr per vedere qualche immagine di questa festa nel mondo e specialmente in Giappone.
Una scena imperiale.
Un delicatissimo dolce a forma di fiore accompagna il matcha per l'occasione. Est 2006
Cinque incredibili dolci dal Wagashi shop Taneya nel Daimaru department store di Osaka.
Il più pingue uguisu (in giapponese vuol dire uccellino) che io abbia mai visto.
Un poema.
Il bento box.
Una cartolina
.
DA Kyoto due bellissime festeggiate.
L'Imperatrice.
Il sushi
Il chirashi sushi, spettacolare.
I cracker arare.
Altro chirashi sushi, la perfezione.
E ancora, ancora, ancora, ancora

Posted by ElenaC at 14:23

21.01.08

Numeri in hindi, giapponese e tabelline

numbershindi.jpgMarta da un paio di giorni ha la febbre, niente di grave. E' da due anni che il termometro giace inutilizzato quindi non mi posso lamentare.
Oggi cercavo qualche sito per bambini con dei giochi di matematica per ripassare le tabelline.
Normalmente io e Marta le studiamo giocando tirandoci una palla oppure battendo le mani e cantando, è un buon modo per fissarle nella memoria. Si parte con quella del due e si arriva fino a quella del dieci cantilendandole contemporaneamente. Chi sbaglia un punto in meno e si rincomincia da capo. Marta mi frega sempre con quella del sette.

Detto questo oggi abbiamo trovato un bel sistema per ricordarci i numeri da uno a dieci in giapponese, passando dalla lingua inglese. Ad ogni numero è associata una parola in inglese che ci consente di pronunciare meglio in giapponese. E per memorizzare ancora di più segue un'azione da compiere. Quindi io e Marta ci grattiamo la gamba per dire uno (ichi, quindi è itchy), ci tocchiamo il ginocchio per ni (due, ovvero knee), indichiamo il cielo per sun (tre, sun) e così via. E dato che c'eravamo ci siamo messe a impararli ballando via you tube.
A suo tempo scandagliammo la successione uno-dieci in hindi, molto divertente e con tanto di tavole e suoni.
Di seguito Kinderprintables un bel sito di pdf con carte e giochi di matematica dal grado K al secondo, quindi fino alla seconda elementare. Marta ha gradito le carte delle tabelline del due e del cinque decorate con i maialini e anche i numeri ordinali decorati con le tartarughe. Ora mi tocca creare le carte della tabellina del sette. Per me, ovviamente.

Posted by ElenaC at 12:29

02.12.07

Come fare uno stencil natalizio per torte



kirigami star for cake- prototype


Devo ammettere che tutto questo cercare modelli di stelle fatte con un pezzo di carta piegato e due tagli di forbice avevano uno scopo diverso dalla decorazione della casa o delle nostra cartoline di Natale. A Marta piace lo zucchero a velo come decorazione, quindi volevo creare una serie di stelle di Natale da usare come stencil sia per i muffins che per le torte. E perchè non pensarlo anche per i piatti, ad esempio? E' semplice e non si impiega molto tempo. Basta avere della carta da forno e un paio di forbici, meglio quelle da manicure.

La mia speranza era di usare le mosse che introducono il bellissimo sito Make-a-Flake, in cui si può simulare l'intaglio delle stelle, vedendo in tempo reale come possono venire ed eventualmente retroagire con un comodo undo. Purtroppo i passaggi sono così veloci che scoraggerebbero anche un appassionato.

Allora ho trovato un video su You Tube intitolato How to make a 5-point paper star. Basta munirsi di un foglio A4 e seguire i passaggi e i meno avventurosi arriveranno in 104 secondi ad ottenere una bella stella a cinque punte.
Diversamente fermandosi al 76mo secondo del video si potrà effettuare un taglio diverso, che segue la sagoma del triangolino più piccolo definito da una delle piegature. Aprendo il foglio di carta in questo stadio si vedrà un pentagono. Ricomponendo la piegatura ed effettuando dei taglietti si otterranno delle stupende stelle.
Fate delle prove con della carta di recupero. Farete la gioia dei vostri bambini e nipotini o del vostro albero di Natale.
Usando la stessa base si possono ottenere anche dei bellissimi fiori.




kirigami star for cake- prototype

kirigami star for cake- prototype

kirigami star for cake- prototype


Occorrente
una torta, oppure una serie di muffins, o un piatto.
carta da forno
carta di recupero per le prime prove
forbicine da manicure o piccole forbici ben lavate
un asciugamano pulito
zucchero a velo, oppure cacao in polvere
un colino a maglie molto fini
un cucchiaio

Tagliare dei rettangoli regolari di carta da forno.
Da un rettangolo da 21x29,7 cm si può ottenere una stella di diametro di circa 20 cm.
Normalmente le teglie italiane per torte hanno un diametro di 24 cm, 26 cm e 28 cm, quindi la stella da 20 cm è perfetta.

Creare la stella a cinque punte seguendo passo a passo il video.

Per personalizzare la stella seguire lo stesso video fino al 76mo secondo. Ovvero fino a prima del taglio.

Tagliare lungo la linea della carta piegata che definisce il triangolo più piccolo. Ovvero mantenendo intero il triangolo che viene tagliato dalla mano nel video. Quello più attaccato alla punta.
Se dovessi spiegarlo a Marta le direi: " Se guardi adesso come è piegata la carta mi sembra di vedere un cono gelato con le palline di gelato un po' squadrate messo a testa in giù. Vedi che il triangolino in punta, il più piccolo, sembra il cono gelato? Ecco, tu taglia tutta la parte che sembra pallina squadrata e lascia solo il cono".

Aprendo il foglio di carta in questo stadio si vedrà un pentagono.

Ricomponendo la piegatura ed effettuando dei taglietti si otterranno delle stelle.
Ad ogni taglio si può aprire il lavoro e vedere l'effetto ottenuto.
Procedendo per tentativi si ottengono delle forme interessanti.

Non è detto che le stelle ottenute, sicuramente bellissime, sortiscano delle belle sagome una volta spolverizzate di zucchero.
Fare delle prove con della carta di recupero e provare a spolverizzare la stella ottenuta per vedere l'effetto stencil.
Poi usare la carta da forno.

Una volta intagliata la stella è meglio appiattirla sotto un libro pesante.

Il vostro stencil a stella è pronto.
Molti degli scarti possono essere riutilizzati, riquadrandoli in nuovi rettangoli e producendo piccole stelle, ottime per i muffins o per una composizione mista di stelle su di una torta.

Se avete paura che non aderisca bene sulla torta o sulla superficie dei muffins o su un piatto tamponate leggermente lo stencil con un asciugamano pulito intriso d'acqua.
La carta da forno si arriccia facilmente con l'acqua, non eccedere con la fase di umidificazione.

Applicate lo stencil nella posizione desiderata.

Prendere un colino piccolo, a maglie fini e usatelo come setaccio per spolverizzare lo zucchero a velo.

Con molta cura, eventualmente essendo in due persone, rimuovere subito lo stencil.
NON USARE SUBITO LE DITA.
Sollevare i lembi della stella aiutandosi con uno stecchino.

Se avete usato poco zucchero la maggior parte sarà attaccato alla stella per via dell'umidità.
Se ne avete usato tanto dovrete fare più attenzione, specialmente se avete creato una stella articolata.

Tutto qui.
Ho usato nelle fotografie la lavagna di marta e un foglio dell'inserto di moda del New York Times della scorsa settimana.

Posted by ElenaC at 02:57

28.11.07

Prime decorazioni di Natale, stelle e snowflakes

Io e Marta stiamo decorando la casa per Natale. Usiamo la carta colorata dei cataloghi che arrivano copiosi nella buca delle lettere. Make a snowflake è un sito che simula uno dei lavori che stiamo facendo. Almeno con questo sito non dovrete spazzare centinaia di triangolini di carta.

Posted by ElenaC at 22:32

24.09.07

Bolle di sapone



Bolle di sapone



NON SI BEVE, NON SI MANGIA. LA CANNUCCIA è LI' SOLO PER CHI VUOLE FARE DELLE BOLLE DI SAPONE COME QUANDO ERA PICCOLO.

A grande richiesta ecco la ricetta delle bolle di sapone fotografate sullo zerbino di casa, oggi in giardino c'è un bel sole.
Solo qualche indicazione.
Si deve usare il sapone liquido per lavare i piatti a mano. Deve essere molto concentrato, il parametro per giudicare quanto sia robusto è vedere quanto tempo ci vuole per risciacquare un bicchiere dal sapone stesso.
Come misurino si può usare qualsiasi cosa, il bicchiere, un vasetto vuoto di yogurt da 125 gr, basta decidere che quella è la nostra unità. Iniziare con un volume non più grande di un bicchiere di sapone.
La glicerina si trova in farmacia. E' optional.
Più la miscela riposa e più le bolle sono grandi.
Le condizioni del tempo ideali per ottenere delle bolle di sapone grandi sono: non troppo freddo, leggermente umido (meglio se veramente umido) e assoluta assenza di vento.

Ingredienti
1 parte di sapone liquido per il lavaggio a mano dei piatti
12 parti di acqua
un po' di glicerina, chi ne mette 1/4 di parte e chi ne mette 1/3
io ne ho messa 1/4 e forse ne metterei ancora un po'

Mescolare bene gli ingredienti e lasciare almeno due giorni a riposo.
Versare una parte del liquido in un contenitore. Immergere le mani nel liquido per qualche minuto. Congiungere le mani e pian piano separare i palmi lasciando le punte delle dita attaccate. Si formerà un film trasparente. Soffiare lentamente per ottenere delle bolle grandi.
ATTENZIONE. Alla fine dell'attività lavarsi molto bene le mani e usare una crema. Le mani potrebbero seccarsi.
Fare attenzione alla pelle sensibile dei bambini, eventualmente usare per loro degli strumenti già costruiti, come cerchi fatti a mano con il filo di ferro da fioraia, con gli anelli si plastica che tengono attaccate le lattine o con quello che la fantasia vi porta a immaginare.

Bellissimo è mettere del liquido in un vassoio , passare un filo dentro due cannucce e legarlo come se fosse una collana.
tenendo in mano le due cannucce si forma un rettangolo che intinto nel vassoio e tirato su forma delle bolle sorprendenti, Visto in un parco ad Amsterdam tanti anni fa ormai.
Buon divertimento.

Posted by ElenaC at 13:15 | Comments (22)

20.01.07

Nanna al museo


nanna_new.jpg

Da bambina dormire fuori casa è sempre stato un evento carico di mistero, eccezionale. Io e mia sorella raramente dormivamo a casa dei nonni, dagli amici era fuori discussione. Mai mi sarei sognata di chiedere a mia mamma di dormire sul pavimento -corsivi e neretti di mia mamma- di un museo.

Ieri sera Marta e la sua cara amica Ludovica, zaino e sacco a pelo in spalla, hanno passato la notte al Museo Tridentino di Scienze Naturali.
"Mamma, stiamo alzati fino a MEZZANOTTE!"
Marta e Ludovica si sono fatte strada tra una piccola folla di genitori, bambini, zaini, borse e borsette e si sono fiondate davanti alla fontana della corte di Palazzo Sardagna per la fotografia di inizio serata. Prime.

Una caccia al tesoro in mezzo agli animali imbalsamati del museo, un laboratorio di bolle di sapone, una Mamma Luna vestita di stelle che ha pulito magicamente le mani di trentatrè bambini dopo aver decorato delle belle borse di stoffa, portate poi a casa come ricordo. Prima di mettersi nel sacco a pelo, una tazza fumante di camomilla.
"Dolcissima mamma, hanno messo una tonnellata di zucchero".

Questo è quello che ho capito dai racconti di Marta, quando sono andata a recuperarla alle 9.00 di questa mattina.
Zuccheri e caramelle a parte mi sembra una bella attività, cercherò di farmi spiegare in dettaglio la scaletta della serata, magari la prossima volta, perchè Marta già ci vuole tornare.

Posted by ElenaC at 21:26

14.01.07

Teatro con forchette e mestoli di legno

Ho un post sul bunet piemontese in canna, ma questa sera è stato attaccato a suon di cucchiaino dai miei amici e domani dovrò fare un esercizio di stile per fotografarlo oppure sperare di avere tutti gli ingredienti per rifarne un altro da capo.

Buon anno a tutti.

Questa sera, mentre il bunet veniva assaggiato, io ero in camera di Marta ad intrattenere i suoi quattro amici, Lucia, Marcello, Luigi e Paolo, quattro bimbi vivaci e simpatici, che hanno saltato per ore, e poi si sono seduti sul letto di Marta ad aspettare.
Davanti a loro ho messo la libreria ultra leggera IKEA di Marta, svuotata di tutto il suo contenuto per una sera. I primi piani coperti da un foulard luccicante fermato con delle calamite colorate.
Sui piani scoperti troneggiava il mio contenitore di mestoli e bacchette giapponesi, matterelli indiani, grattaformaggi olandesi, matterelli piemontesi.

"E queste pinze di legno di che Paese sono?" Mi chiede Marcello.
"Ma no, sono italiane"
"Dai, non le avevo mai viste"
"Ma perchè hai bacchette per mangiare cinese lunghe così?"
"Sono giapponesi e servono solo per cucinare, la mia amica Sumi ci gira le polpette, guarda, si tengono così"
Gli utensili da cucina interessano non solo agli adulti.

Per una volta, quindi, il mio porta attrezzi non era accanto al fornello, a portata di mano durante le preparazioni del cibo, ma era un castello.
Dietro a questa fragile scenografia fatta di poche cose io e Marta abbiamo animato i miei mestoli raccontando una storia.

A me le marionette antropomorfe hanno sempre fatto molta paura, anche quelle dei teatri delle ombre, le trovo inquietanti.
Una volta con Gigi, durante una lezione di cucina per bambini, un compleanno, avevamo progettato di tirare un filo, appendere una tovaglia a quadrettoni e fare una breve presentazione del menu da cucinare con loro, usando i mestoli come marionette. Poi avevamo molto lavoro per un catering imminente e abbiamo lasciato perdere per troppa stanchezza.

Prima di Natale io e Marta abbiamo drammatizzato una storia che mio nonno mi raccontava da piccola in dialetto. Un po' per nostalgia di Gigi, un po' perchè passare una sera io e Marta con il papà negli USA e senza televisione fa scattare la creatività collettiva.

La storia parla di una principessa che sfoggia orgogliosa un anello per il suo compleanno e che riceve per cena tutti i cortigiani, pasteggiando a salsiccini. Un ladro si traveste da cuoco e usando tanti nomi diversi al cospetto di diverse persone nel castello riesce a suon di equivoci a rubare l'anello e a scappare. Ho adattato la storia in italiano togliendo una buona quota delle parti dissacranti che ci facevano rotolare dal ridere e in questi sei anni questa è una delle storie che non ha perso fascino per Marta.

Quella sera abbiamo fatto il casting a tutti i miei utensili da cucina.
Il suribachi e il surigochi non avevano abbastanza presenza scenica, la mia mandolina giapponese era troppo pericolosa per essere animata alla cieca anche se sarebbe diventata una meravigliosa guardia del castello. Lo stampo pluripiano per fare gli idli indiani era una perfetta fontana, ma non c'erano fontane nella storia, nemmeno come comparsa.
L'unica cosa giapponese che è entrata nel cast è un colino intrecciato, il resto l'abbiamo lasciato per le prossime sceneggiature. Abbiamo passato una sera a ridere e a provare. Convertire una storia in uno spettacolo di marionette non è facile. Mi ricordo che non ce ne siamo accorte e siamo andate a dormire a mezzanotte, pensando alle sgridate --amorevoli, eh!-- se il papà l'avesse saputo.

Alla fine il cast è diventato più cosmopolita, senza adesioni a cucine paricolari. Marta voleva il pettine da garganelli, ma questa sera abbiamo soprasseduto.

Dopo alcune prove e alcune riunioni di programmazione io e Marta abbiamo deciso che eravamo pronte per la prima esibizione pubblica.
I bambini hanno gradito e hanno chiesto con entusiasmo il bis.
Marta si è divertita molto e professionalmente ha trattenuto le risate tra una battuta e l'altra.
Credo che prossimamente ci saranno altri spettacoli.


CAST- in stretto ordine di comparizione

La principessa- Forchettone di legno fair trade, marca ALTROMERCATO
Il Re suo padre- Cucchiaio di legno faitrade, marca ALTROMERCATO, coordinato con il precedente
perchè come dice Marta, "Sono parenti, un po' si devono assomigliare"

La Capocuoca- schiumarola da wok. In acciaio, altissima, potrebbe assimilarsi ad una persona allampanata e quindi un po' goffa. Dato che La Capocuoca dà ordini a tutti, quasi anche al Re, avevamo bisogno di un personaggio imponente.

Il ladro- frustino a spirale, IKEA, il più piccolo del set da due.
Il ladro minore che provoca il ladro protagonista offrendogli come scommessa il suo cappello- il mio taglia pizza

Le guardie del palazzo, volutamente una grandissima e una piccola, alla Stanlio e Ollio
Guardia n°1- pinze di legno, che sostituiscono le mie forbici grandi, che non si trovano più. Era perfetto per fare il passo marziale "UNO'Duee UNO'duee" impugnandole dal basso e facendole sforbiciare.
Guardia n°2 chiamata anche "uataaaaaaaaa" è un colino in giunco fair tade , che sembra vagamente un kendoca molto basso


comparse
il mattarello pluripista, quello tutto zigrinato, con cui si possono fare le taglialelle,
le forchette da pannekoeken, a due punte, comprate da HEMA, sempre troppo poche, devo ricordarmi di acquistarne altre appena ritornerò in Olanda

Posted by ElenaC at 00:43

01.07.05

Tanabata Matsuri, Altair e Vega

Sumi oggi era a casa mia e, mentre cercava qualche cosa sul mio desktop ha fatto un salto vedendo i miei links aperti in attesa di essere letti prima di scrivere questo post.
"Accidenti, è già tempo di Tanabata! Devo fare le decorazioni con Maia e Chiyo." Ha esclamato.
In Giappone è quasi tempo di Tanabata in effetti. Festival delle stelle, si celebra il settimo giorno del settimo mese secondo il calendario cinese, quando le due stelle, Altair e Vega, si ricongiungono nella Via Lattea. I festival in Giappone si susseguono e per le strade si trovano questedecorazioni chiamate Kusudama Fuki Nagashi.
Un'antica leggenda cinese, raccontata solo ai nobili giapponesi e diffusa poi al popolo nel periodo Edo (1603-1867) vuole che tantissimo tempo fa una figlia di TEN-KOU, Orihime (la stella Vega) si innamorò di Kengyuh (la stella Altair) giovane operosissimo, messo accanto a lei per aiutarla nel suo lavoro. La cosa non piacque a TEN-KOU, dato che i due amanti iniziarono a trascurare i loro impegni. Quindi pose Ama no kawa (Fiume nel paradiso, la Via Lattea) a dividerli per sempre. Ma vedendo Orihime soffrire così tanto TEN-KOU concese loro di vedersi una volta all'anno, nella notte del settimo giorno del settimo mese (il sette era tradizionalmente un numero fortunato). In caso di pioggia però il fiume del paradiso si gonfiava impedendo ai due amanti di vedersi, quindi la tradizione vuole che i giorni precedenti al 7 di luglio si scrivano Tanzaku preghiere e poesie in lunghe strisce rettangolari di carta, appese poi al vento su tralci e foglie di bambù. Questi babù decorati da foglie coloratissimi, scritti un tempo con molta cura, vengono chiamati TANABATA SASA KAZARI, , sorta di alberi di Natale estivi. La gente si ferma per strada a leggere quello che gli altri hanno scritto e a loro volta lasciano il loro messaggio.Ora la gente chiede cose per se', cose come trovare un buon lavoro, vincere alla lotteria. Se io e mia sorella ne fossimo state al corrente avremmo preparato carnet di "Speriamo che non mi interroghino MAI più di matematica" e cose simili.

Fine della storia, ora vediamo se Ema ha qualche immagine dell'imminente Tanabata festival nella sua Tokyo, credo che ci szarà più di un festival in città.

fonti

Posted by ElenaC at 13:24

26.02.05

La coniglietta più famosa di Olanda compie 50 anni

miffy.gifL'anno scorso abbiamo festeggiato il cinquantesimo compleanno di Jip e Janneke e quest'anno tocca a Nijntje, conosciuta meglio in tutto il mondo come Miffy.
Avrei voluto mettere links più vari, ma i giapponesi, grandissimi estimatori di Miffy, invadono la rete con immagini e gadgets così belli che non ho speso altro tempo a cercare altro.
Ma scrivono di lei nelle due più importanti lingue del mondo, oltre all'inglese:
MIFFY es una graciosa conejita, personaje central de los cuentos infantiles
que el ilustrador holandés Dick Bruna creó en los años 50.

Cela fait déjà un demi-siècle que Miffy est connue dans le monde entier, de l'Europe jusqu'au Japon ! Environ 85 millions d'exemplaires de miffy et des autres livres pour enfants de Bruna ont été vendus aux quatre coins du monde depuis les années 50. Les livres sont traduits en quarante langues.

Nijntje, diminutivo di conijntje, coniglietto, ha molto successo in casa nostra, abbiamo passato pomeriggi a leggerla e a disegnarla. Quindi oggi io e Marta festeggiamo il suo compleanno con questo piccolo post.

Posted by ElenaC at 09:48

22.01.05

Nationale Voorlees Dagen e varie ed eventuali

voorleesdagen2005.gifGiorni intensi per Marta, questi primi quindici di basischool che la vedono a fare in conti con una sveglia alle 7.30 della mattina, una corsa di almeno 20 minuti di bicicletta, compagni di classe nuovi e una nuova, rigorosa disciplina.
L'altro giorno, alla domanda su cosa avesse imparato mi ha risposto: "Abbiamo imparato a capire".
Martedì andremo al corso di danza classica e giovedi a quello di judo, tutti e due tenuti nella scuola a un prezzo accettabile. Già me la vedo con il pigiamone bianco mentre urla "UATAAAAAA" e stende un suo compagno. Già. So bene che lei preferirà volteggiare tutta vestita di rosa pallido, preferibilemente con qualche inserto di tulle e glitter. Pare che l'abbia partorita proprio io questa bambina, non riesco a capacitarmi.

Venerdi scorso invece abbiamo partecipato a un reading al 5°piano della biblioteca centrale di Amsterdam, attività che rientra nell'ambito del nationale voorlees dagen, giornate nazionali di lettura per bambini non ancora in grado di essere autonomi nella lettura. Dal 18 al 29 gennaio asili nido, peuterspelenzaal, asili e i primi due gruppi della basischool, negozi di libri e biblioteche saranno animati dai readings del libro giudicato il libro dell'anno, Wat nu, Olivier? di Phyllis Root.

Mi sono subito proposta come genitore accompagnatore, anche per socializzare con gli altri, sono accorsi numerosi causa vento. Già, perchè negli ultimi giorni qui tira un vento tipo bora di Trieste, anche se solo a tratti. Quindi a scuola ci sono cartelli in cui si consiglia di non camminare sui bordi dei canali con i bimbi sennò ci cascano dentro e in più hanno richiesto rinforzi per accompagnare le creaturine a piedi tra canale e canale.
Marta era stanchissima e confusa nel vedermi in un'attività scolastica e, dato che conosce bene quella sezione di biblioteca, voleva fare le cose che fa normalmente, consultando la sezione inglese con i libri del Dr Seuss, le riviste dall'altra parte, cercando di attivare qualche PC libero, buttandosi sui cuscinoni dell'angolo lettura, andando alla casetta dei libri piccoli. Un disastro di pianti e strepiti che ci ha fatto allontanare dal piccolo podio (permanente)per i readings che per la prima volta ho visto allestito con una scenografia. E mi ha fatto perdere il solito caffè-velenoso-socializzante, peccato --ma il mio stomaco ringrazia--. In compenso c'era una mostra di una giovane e brillante illustratrice olandese, Fleur van der Weel, di cui comprerò un libro, non necessariamente per il bene di Marta.

Domani pomeriggio arriva il my wise, manca da mercoledì, ma ce la siamo cavata benissimo, anzi, devo dire che sono stata ancora più efficiente del solito, anche se mi sono chiesta una sera cosa cavolo ci facevo a rammendare alla luce di una lampadina da 60 watt all'una della mattina in soggiorno.

Domani, dopo il playgroup domenicale, avrò una lezione da Gigi con un gruppo di ragazzini intorno ai 10-11 anni. Faremo pane e pizze e qualche cosa con la pasta sfoglia. Gigi mi ha detto che arriveranno affamati quindi faremo trovare loro un boccone già pronto. Marta ha accettato il generoso invito della mamma del suo amico Jacopo di passare il pomeriggio a casa loro.


Puk_van_de_Petteflet.jpgOggi invece siamo andate al cinema a vedere un film tratto dalla serie di libri che narrano le vicende di Pluk Van De Petteflet, un classico, a quanto mi dicono, della letteratura olandese per bambini. Il film non era di animazione, ma era vero e devo dire che l'unica cosa che mi è piaciuta è stata la sigla,che , appunto, animava i caratteri delle stupende tavole senza aggiungere nessuna terza dimensione e tanto meno nessun rendering. Non che non mi piaccia il genere, ma vorrei che ci fosse un po' di varietà, magari c'è e io non lo so.
Ho appreso che tra poco sarà possibile vedere un cartone animato che si intitola Madagascar che mi sembra carico di vitalità, chiederò prossimamente lumi a Roberto

Ora dovrei stirare un po' ma ho deciso che mi leggo il presente libro sul tavolino e poi crollo nel letto.
Buona notte.

Posted by ElenaC at 23:53

17.10.04

Jump-around workshop for family

Domenica grigia molto autunnale. Marta dorme fino a tardi. Io stiro montagne di panni dividendo lo spazio del tavolo con i libri che Marco sta consultando.

Oggi niente playgroup, andiamo a ballare, o, meglio, a saltare.

Alle 13.50 io e Marta partiamo in bicicletta per raggiungere il Magere Brug*, il bel ponte bianco che attraversa l'Amstel. Lì vicino, in una scuola di tai-chi, ho prenotato due posti per un workshop di danza per famiglie.

Il tempo non era ventoso, ero miracolosamente in orario, Marta era allegra e sapevo quale era il percorso più breve da farsi. Troppo bello per essere vero: a Nieuwmarkt la polizia mi ferma, strada bloccata, devo proseguire a piedi.

LA MARATONA!
Oggi c'è la maratona! E chi se lo ricordava? Come ho fatto a non pensare che passasse in centro? Inizio a perdere minuti, la mia oma fiets è un mezzo velocissimo quando la si pedala, ma diventa un pachiderma non appena la si traina.
Appena non vedo poliziotti in giro salto su e arrivo fino a Waterlooplein dove inizio a vedere un cordone di transenne e tante testoline che corrono veloci.

Merda.
Devo attraversare la strada, ma non vedo varchi.

Mentre davanti a noi passa un gruppo di corridori in kilt, una poliziotta mi spiega una sorta di gimkana che mi porterà su una passerella galleggiante sotto il Blauw Brug e finalmente, dopo un quarto d'ora di coda riesco a salire sulla terra ferma.

Arrivo sudatissima alla palestra di Tai-chi.
Chiusa.
Intravvedo da una piccola porta a vetri i nostri amici che hanno iniziato la lezione almeno venti minuti fa. Inizio a suonare ma non mi sentono.
Mi viene un nervoso, ma un nervoso che non avete idea.
Qualche bimbetto si affaccia alla porta e mi guarda. Io mi sbraccio come una pazza affinchè dicano una cosa del tipo: "Mamma, c'è una signora che sembra un gorilla alla porta" e che finalmente mi lascino entrate. Questo capiterà parecchi minuti dopo.
Nel frattempo inizio a pensare, in un impeto di pessimismo e frustrazione, che non ho chiesto che tipo di musica veniva proposta. E ho iniziato a pensare le peggio cose. Lo spettro delle famigerate K3, che voi in Italia, grazie al cielo non conoscete, mi si figura davanti. MIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII non ho chiesto che musica metteranno, ecco sono in ritardo e magari mi fanno sentire la discodance da poppanti, noo.
La mia amica Jennifer mi vede poco prima che io decida di sfondare la porta dato che Marta mi tirava il vestito chiedendo ossessivamente: "Perchè non ci lasciavano entrare?". Ci spogliamo in un pico-secondo e finalmente entriamo.

Cinque bambini, cinque genitori, due ragazzi, Zoe e Marçelo, e un contrabbasso appoggiato su un fianco nel mezzo della stanza. Interessante. Magari mi calmo un po'.

Superati i primi dieci minuti di timidezza Marta si è staccata dalla mia schiena e ha saltato, ballato, urlato. Si è rotolata per terra e ha cambiato movimenti al suono del contrabbasso e della bella voce di Marçelo.
Ho bloccato l'istinto di portare in tournée in Italia questi due ragazzi giovanissimi, belli e sorridenti.
Durante il te offerto dopo la lezione ho indagato un po' sulla preparazione di Zoe e di Marçelo, ne saprò ancora di più la prossima lezione.
12 euro spesi molto bene. Anche perchè abbiamo potuto attendere anche alla lezione successiva, dato che siamo arrivate in ritardo.
Ho provato a suonare il contrabbasso e mi piace. Marçelo mi ha proposto di fare uno scambio di competenze: io gli insegno a cucinare italiano e lui mi insegna a suonare il contrabbasso. Gli ho detto che se mi porto un contrabbasso in casa rischio il divorzio. Allora mi ha fatto vedere un altro strumento che sta imparando a suonare, un mbira, un piano africano. Il suono mi ricorda qualche canzone dei Dead Can Dance, che lui conosce benissimo. Devo procurarmi un tamburo dell'Oceano per le lezioni che faremo dopo Natale.



*Collezione fotografica del Gemeentearchief di Amsterdam

Posted by ElenaC at 18:38

14.10.04

Nes aan de Amstel, PLUK TUIN

Tempo di zucca, torno da Nes-aan-de-Amstel, affascinante paese sui polder, dove io e Simona, compagna di avventure in questa porzione piovosa d'Europa, abbiamo visitato una rose kwekerij, una cascina in cui un tempo si coltivavano le rose e che ora è un pluk tuin, un orto dove i visitatori possono accedere e raccogliere ciò che viene prodotto, pagando all'uscita. Periodicamente si tengono workshop per adulti e bambini, in questo aspetto assomiglia alle fattorie didattiche italiane.

Dopo esserci perse nelle piccole strade tra i polder, attraversate da mucche degne di comparire nei pieghevoli della PRO LOCO di Nes aan de Amstel, abbiamo raggiunto la meta grazie alle indicazioni di un ragazzo che lavora in una bellissima vineria non molto distante, "De Wijnschuur", che sarà oggetto di una prossima visita.

La giovane proprietaria, Anne Marie, coltiva in questo momento fiori da orto e molte verdure che non avevo mai visto qui in Olanda. Credevo crescessero solamente in sud Europa.
Abbiamo scambiato preziose informazioni: lei non sapeva che la borragine si potesse mangiare e che fosse una pianta curativa. Ha piantato i topinanbour --elianto-- per accontentare il fratello che decantava la bellezza del fiore. Io le ho promesso di tornare tra un mese, quando i tuberi saranno grandi, per insegnarle come si cucinano.
Le porterò il seme dei fiori chiamati begliuomini --balsamina--, stupendi fiori edibili. Lei me ne ha fatti conoscere altri, coloratissimi e altrettanto eduli. Usando nomi botanici in latino abbiamo potuto colmare la mia scarsa padronanza dell'olandese circa i nomi delle verdure meno consuete, come i miei amati cardi. Che poi cardo si dice cardoen, ma qui si conosce la varietà a fiore e non quella che si può consumare nella bagna cauda o in forma di sformato.

E'stato un bell'incontro. Le abbiamo insegnato come cucinare i fiori di zucchina e lei era attentissima, si cimenterà una di queste sere. Ci ha chiesto di tornare per continuare lo scambio e per creare un workshop culinario con i suoi prodotti.


Indirizzi, nel caso qualcuno fosse interessato.

"De Wijnschuur"
Amsteldijk Zuid 180 d, Nes aan de Amstel
0297 582 611

"Zomerbloemen pluktuin" Anne Marie Fontijn
Amsteldijk Zuid 183 b, Nes aan de Amstel
0297 583055
ajcfontijn@hetnet.nl

Posted by ElenaC at 11:22

19.08.04

L'HISTOIRE DE BABAR, le petit éléphant, Jean de Brunhoff, musica di Francis Poulenc

Inizia nella pioggia e nel ventaccio il grachtenfestival e con lui anche il kindergrachtenfestival, festival di musica classica dedicato ai bambini.

Oggi io e Marta abbiamo sfidato le tempeste di vento andando in bicicletta a sentire nella bellissima dimora storica Heren aan de gracht "L'HISTOIRE DE BABAR, le petit éléphant" melodramma per pianoforte e voce recitante scritto nel 1931 da Jean de Brunhoff e musicato successivamente da Francis Poulenc.

La stanza in cui eravamo ospitati ricorda quella chambre de musique del concerto di qualche mese fa, vi ricordate?
Gli spettatori, una ventina di bambini intorno ai quattro anni, abbarbicati sulle ginocchia dei genitori e dei nonni oppure seduti per terra su coperte di lana.
Marta era un po' intimorita dalla presenza di un pianoforte a coda, ma poi si è divertita e rideva.
La voce recitante, in questo caso, era di una soprano olandese molto importante, Jard van Nes. La mia amica Inessa mi ha dato i suoi biglietti perchè la sua Vera, in effetti, è troppo piccina per apprezzare questo spettacolo; gliene sono grata perchè quest'anno è impossibile trovare un biglietto, è tutto esaurito da settimane.
Quest'anno si terrà anche un concerto per bambini sotto l'anno di età, iniziativa coraggiosa e interessante che ha avuto immediato successo di pubblico, anche questo tutto esaurito.
Non vi dico quanta voglia mi verrebbe di organizzare una cosa così anche in Italia, ma devo al solito mordere il freno. FARE UNA COSA PER VOLTA, fare una cosa per volta, fare una cosa per volta.

Tanto per incominciare, per vedere se vi piace la storia ho scoperto che Radio Rai ha trasmesso la storia e la si può ascoltare qui.

promemoria per me su dove trovare eventualmente lo spartito.

Posted by ElenaC at 15:27

09.01.04

Teatro, teatro, teatro

Mercoledì Marta e io andremo a vedere per la prima volta insieme uno spettacolo teatrale, in un teatro vero.
Sono molto felice, anche perchè, pur essendo Amsterdam un luogo privilegiato per il teatro, è difficile trovare spettacoli che ammettano bimbi di 3 anni.
Il mirabolante Amsterdams Marionetten Theater, infatti, ha un bel programma di spettacoli, ma sono troppo complicati per bimbi al di sotto dei 6-7 anni. Peccato.
Beh il nostro spettacolo si chiama Twee Over Rood Wattis dat?.
E' una pièce teatrale ispirata al lavoro di Carel Visser, un artista olandese che negli ultimi vent'anni ha prodotto opere usando afvalmaterialen, ossia, spazzatura. Nemmeno facendolo apposta avrei trovato uno spettacolo su questo argomento che mi sta così a cuore.
Non vedo l'ora di vederlo e poi riportare notizie a Pietro e Stefano, fratelli del mio wise husband, attualmente impegnati in un laboratorio sul riciclaggio dei rifiuti. In alcune scuole della Provincia, tra le tante attività, costruiscono con i ragazzini sedie fatte di quotidiani arrotolati.

Tornando al discorso teatrale, non capivo come mai le prime cinque persone olandesi 100% che ho conosciuto al mio arrivo ad Amsterdam fossero tutte coinvolte nel mondo del teatro.
Karin e Wybe, entrambi attori -lui inizialmente tecnico di scena-, Anneke vestitrice di ballerine nei cambi di scena, Marcella, perennemente in tournée negli Stati Uniti con uno spettacolo di marionette, e infine Judith, che ha deciso con molta tristezza di abbandonare le scene perchè non vedeva la sua carriera prendere una piega seria.
Proprio lei mi ha spiegato quanto denaro il governo olandese abbia elargito negli anni della sua formazione nell'ambito teatrale. Mi raccontava di compagnie che si permettevano il lusso di progettare spettacoli, diciamo, artditi e di poca affluenza di pubblico, senza che nessuno obiettasse nulla. Ora, chiaramente, le cose sono cambiate di molto per via del nuovo orientamento politico e per la crisi economica. Restano miriadi di compagnie teatrali che producono, producono, producono. Le pagine di appuntamenti teatrali -escluso balletti e readings-- del mensile Uit Krant sono cinque.
Per ora ci limitiamo a comprendere uno spettacolo per bambini, ce la faranno i nostri eroi?

Posted by ElenaC at 20:48