27.02.10

HEMA, il cake-stand e il picnic di primavera


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Alzi la mano chi ha voglia di primavera!
Sole tiepido, aria buona, passeggiate all'aperto e picnic.

Marta e io abbiamo giocato al picnic ieri pomeriggio, davanti alla finestra che restituiva la luce più calda all'alba delle tre del pomeriggio.
Ci stiamo preparando al picnic dell'anno. Anzi, chiamiamolo pique-nique dell'anno.

Ho tirato fuori una delle mie tovaglie da prato e via.

Piatti, tovaglioli e cake-stand arrivano da Amsterdam, un pensiero di Mammamsterdam portato da MarinaV fino a Trento.
Questi colori, la grafica felice, quel piccolo logo colorato, vogliono dire una cosa sola per chi ha vissuto in Olanda: HEMA.

HEMA è la prova che gli oggetti quotidiani possono avere un prezzo basso e un design di buon gusto. Che i giochi in legno per bambini possono avere dei prezzi umani.

Ogni volta che ricevo una email in cui mi si chiede notizie su cosa vedere ad Amsterdam io non consiglio molti negozi. HEMA, però, lo segnalo sempre.

Tante, più di altre parti dell'anno, in questo periodo arrivano email con oggetto: Comidademama, partiamo per Amsterdam! Dove dormire? Cosa visitare? Che si mangia?

E' in arrivo un nuovo post con aggiornamenti, che Amsterdam è sempre piena di novità.
Intanto potete visitare la sezione Amsterdam, dove sono segnate le mappe e miei itinerari.

HEMA (Hollandsche Eenheidsprijzen Maatschappij Amsterdam) apre il 4 novembre 1926.
Primo negozio: Kalverstraat ad Amsterdam. Ogni articolo costava intorno ai 25 e 50 centesimi.
Oggi HEMA conta 500 negozi distribuiti tra Olanda e Belgio, con qualche presenza in Germania, Lussemburgo e Francia.

Cosa vende HEMA?
Tutto quello che una persona normale olandese ha bisogno quotidianamente.
E che sia colorato e di buon gusto.

Vedere quindi cosa offre questo negozio diventa molto interessante.
Perchè è evidente che il quotidiano olandese è diverso da quello italiano.

Dalla ruota di bicicletta alle tende. Dalle casseruole alle mollette per il bucato.
Candele, tante candele. Vesititi e accessori. Cancelleria e cosmetici.
Bellissimi pass partout per fotografie.
C'è una piccola scelta di cibo destinata a risolvere un aperitivo più che a riempire un frigorifero per la settimana.

Gli articoli destinati alla prima infanzia raccontano un modo diverso di prendersi cura dei propri bambini. Mi fermo spesso a osservarli, pur non avendone più bisogno.

Per i bambini si trova di tutto: dai vestiti, ai giochi in legno, giochi creativi, kit per costruire cose. Una scelta di costumi.
E materiale per le feste. Tovaglie, tovagliolini e piatti coloratissimi e belli.
Una scelta infinita di piccoli regali da infilare in sacchetti per salutare gli ospiti.

In Amsterdam il mio punto vendita preferito si trova in Nieuwendijk 174-176 perchè la loro caffetteria è progettata molto bene e al piano terra c'è un angolo con saldi permanenti dove, con un po' di fortuna e occhio, si possono fare degli acquisti molto vantaggiosi.

Abbiamo lasciato Marta sola a montare il cake-stand!

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Cake-stand sta per alzata per dolci. Le alzatine americane ve le ricordate?
Ecco, questa qui che sta montando Marta è fatta in cartone.
Nome: taartplateau tast toe. Tre pezzi facili da assemblare, li vedete qui sotto, su sfondo celeste. Così allegri da colorare la giornata più uggiosa.

Quindi ecco il nostro picnic fatto davanti alla finestra. Con comidademama appoggiata al termosifone intenta a fotografare Marta all'opera.

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HEMA Amsterdam-Nieuwendijk
Nieuwendijk 174-176
1012 MT Amsterdam
(020) 623 41 76
orari

HEMA Amsterdam-Kalvertoren
Kalvertoren Kalverstraat 212
1012 XH Amsterdam
(020) 422 89 88
orari

Posted by ElenaC at 22:12 | Comments (33)

30.04.09

Amsterdam, oggi è Queen's Day (e c'è il sole!)

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Koninginnedag, impronunciabile per me, continuo a dire Queen's Day.
500.000-800.000 persone stanno in questo momento festeggiando ad Amsterdam il compleanno della Regina Juliana che oggi avrebbe compiuto 100 anni, l'attuale Regina Beatrix ha lasciato come data il 30 aprile. Una volta si celebrava quello della Principessa Wilhelmina, nata il 31 agosto 1885, ma dopo aver abdicato al trono nel 1949 la festa si celebra oggi.
Tutti si vestono di arancione, il colore della casa reale.
Ci sono concerti all'aperto, anche se piove.

Ma soprattutto ogni città si trasforma in un enorme mercato delle pulci.
Tutti possono vendere le proprie cose. Basta tracciare sui marciapiedi un'area a piacere e scrivere bezet, che vuole dire 'occupato' nei giorni precedenti. E il 30 aprile in quei metri quadrati si può vendere ciò che volete. Libri vecchi? Qualche servizio da tè introvabile?Giocattoli usati? Una vostra creazione, tutto quello che volete.

Su I Amsterdam potete ricevere via SMS il programma di cosa sta capitando.

Io anni fa ho trovato un chinoise costosissimo a 2 euro e svariate altre cose.

Ad Amsterdam oggi c'è il sole! Me l'ha detto poco fa Marina Vizzinisi.
I canali sono già pieni di barche che vanno su e giù con olandesi in festa.
Il pic nic in barca è un must in questa occasione, se fa bello.

Ad Amsterdam ogni quartiere ha la sua specialità.
Cercate dei vestiti grandi firme smessi da poco? Le signore eleganti dei quartieri oltre Vondelpark sapranno accontentarvi.
Volete rifare la cameretta di vostro figlio? Meglio andare nei sobborghi.

Se volete vedere come i bambini si ingegnano per raccogliere dei solci Vondelpark è dedicato solo a loro.
Mi ricordo una coppia di fratellini che vendevano massaggi. Un euro per il normale e due euro per massaggio deluxe.
O chi proponeva per pochi centesimi di guardare attraverso un buchino cosa conteneva la propria scatola misteriosa. Innumerevoli per performance musicali. Violini, trombe, clarinetti, danze. E fumetti, giochi da scambiare o da acquistare per pochi cents.

Lo street food è d'obbligo e oggi nella città ogni nazione viene rappresentata. Negli anni ci sono state severe restrizioni per la somministrazione di cibo, quindi molti ristoranti hanno avuto il sopravvento rispetto ai privati, ma troverete sempre qualche ragazzino con il suo banchetto con la caraffa di lemonade e i bicchieri di plastica.

Se siete ad Amsterdam oggi vi auguro una buona giornata, un gran bagno di folla.

Posted by ElenaC at 11:01 | Comments (6)

11.11.08

Buon San Martino!


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Elf november is de dag
dat mijn lichtje, dat mijn lichtje
Elf november is de dag
dat mijn lichtje branden mag

Quando vivevo ad Amsterdam nella nostra via, la Nieuwendammerdijk, tutti i bambini si preparavano per una ronda notturna con le lampade, a bussare alle porte delle case. Nieuwendammerdjik è una vecchia diga su cui sono attestate delle bellissime case in legno del XVII alternate con altre più recenti in mattoni, ma non per questo meno affascinanti, in pieno stile Noord Holland. Immaginatevi quindi una via piene di casette ad un piano, massimo due, dalle finestre illuminate di candele e un gruppo di zazzere bionde tutte contente di poter girare con le lanterne e riempire le loro borse di dolci e mandarini.

Nel 2003 avevo visto i giardini delle case in Broek-in-Waterland brillare di candele, lo stesso giorno in cui organizzai una lezione di pizza per Marta e un paio di sue amiche americane e irlandesi. A rivedere il post mi intenerisce vedere Marta così piccina.

Qui a Trento Marta ed io festeggeremo con i nostri amici tedeschi, organizzando un'escursione con lanterne in un parco. Quindi canteremo

Laterne, Laterne, Sonne Mond und Sterne!
Brenne auf mein Licht, brenne auf mein Licht,
aber nur mein Liebe Laterne nicht!

E a proposito di Germania, ve lo ricordate lo strepitoso post scritto da Alex sull'oca di San Martino ?
Quanto mi piacere finire la passeggiata con le lanterne con una cena corroborante alla Weinstube Wolfgang Bauer!

Posted by ElenaC at 03:36

05.09.08

Comidademama ad Amsterdam, cucinare da Gigi una mattina di settembre



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Dopo poche settimane passate in Italia eccomi nuovamente in viaggio. Quasi cinque anni vissuti ad Amsterdam e mi stupisco ancora per i cieli grigi e qualche acquazzone. Di questa stagione, poi.
Dopo un mese di assenza da un accesso internet costante guardo sconsolata il mio blog dalla grafica sconquassata che ricorda il cassetto dei miei calzini.

Rimando la ristrutturazione del blog al mio ritorno in Italia, che avverra' tra non poco e mi metto a scrivere un post dopo tanto tempo. Dalla finestra vedo la vecchia scuola elementare di Marta. Siamo in Herengracht, nel cuore di Amsterdam, ospiti della mia amica Priya.

Questa mattina ho visitato Gigi, carissimo amico, cuoco bresciano con cui ho lavorato per qualche anno aiutandolo nelle sue lezioni di cucina e nei suoi catering.
Oggi ho potuto aiutarlo in una delle sue mattinate di lavoro. Con noi Simona, ore ed ore passate noi tre a cucinare, a correre dietro a barche, furgoni, carrelli, forni da trasportare, liste di spesa da compilare, menu da discutere, stoviglie da ricevere dai renter, piatti e vassoi da allestire.
Un lavoro faticoso e nonostante tutto molto appagante. Due compagni di lavoro che temo non trovero' mai piu'.
Anche nel caos piu' totale Gigi ha la capacita' di tranquillizzarmi e di alleviarmi un po' la fatica. Un sorriso, una battuta, un bicchiere di acqua fresca. Anche in un ricevimento di nozze per duecento persone, un garden party con pavone. Vivo. E son cose.

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E cosi' questa mattina un po' brumosa mi sono ritrovata in cucina con Gigi, Simona e una amica spagnola.
Una tazza di caffe' e una ricognizione della spesa appena fatta e del menu da preparare.
Settanta fiori di zucchina freschi con attaccato una zucchina molto piccola, impacchettati come fossero orchidee. Casse di peperoni e pomodorini. Un bouquet imperiale di erbe fresche. Un merluzzo intero. Tanta uva bellissima. Le altre cose spariscono in fretta nei congelatori. Si passa al vaglio la possibilita' di fare un sorbetto al basilico come complemento ad un piatto, si pensa a come servirlo, nel mentre tutto inizia a prendere un inizio, ciascuno ha un compito. Riprendo dimestichezza in uno spazio che solo poco tempo fa conoscevo meglio della mia stessa casa.
Cosa abbiamo cucinato e' del tutto secondario. Rimangono le parole, gli scherzi che si mescolano con i vapori dei peperoni arrostiti, della bagna cauda e con i rumori della cucina. E' dall'aprile del 2007 che non ci vediamo e abbiamo tutti piu' di un anno di vita da raccontare. E sono contenta di essere qui.

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Posted by ElenaC at 18:13

22.04.08

Giornata Mondiale del Libro- Biblioteca Centrale, Centraal Bibliotheek van Amsterdam


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Io le Giornate Mondiali non le so mai. Dimentico le date più o meno come dimentico i compleanni delle persone a cui voglio bene. Ma lei mi ha ricordato che domani ricorrerà la Giornata Mondiale del Libro.
E oggi ricorre l'Earth Day, insomma mica si può stare dietro a tutte le Giornate Mondiali.
Ho deciso di risparmiarvi la giaculatoria di generi letterari che più amo, autori favoriti, puntate di Fahrenheit che mi hanno convinta.
E di mostrarvi un gioiello di biblioteca, la Centraal Bibliotheek di Amsterdam.

Biblioteca di cui ho seguito il lavoro di scavi con la bicicletta in mano, che sulla banchina galleggiante sul canale era proibito procedere se non a piedi.
La biblioteca quando vivevo io ad Amsterdam occupava una buona porzione di isolato in Prinsengracht, non lontano dalla nostra seconda casa.
Un po' vecchia e malandata offriva una vista mozzafiato dal quinto piano riservato per i bambini. Di sotto una discoteca e una biblioteca di spartiti. E poi le solite cose, narrativa, saggistica, gli atlanti le enciclopedie. Le riviste, gli archivi, e così via.
Amsterdam è una città in continua evoluzione. La si può lasciare per un mese e tornare e vedere che qualche cosa è cambiato. Questo è uno degli aspetti che più mi incantano, uno dei motivi della mia grande nostalgia. Oltre al senso della bellezza e dell'armonia delle sue espansioni.

Siamo ad un passo dalla Stazione Centrale, guardando la facciata bisogna girare i tacchi e camminare verso destra, verso Ovest.
Questa area, Oosterdok Island, è sempre stata un po' un irrisolto del tessuto urbano, ma gli olandesi hanno fame di spazi nuovi e hanno creato ODE, che comprende la biblioteca, altri edifici con diverse funzioni. Hanno anche saputo sfruttare con profitto il vecchio e mastodontico ufficio delle poste, 11 piani di cemento che ospitano temporaneamente lo Stedelijk Museum, degli atelier di design molto interessanti, uffici di professionisti e un bar enorme all'undicesimo piano con finestre a 360 gradi sulla città che vale da solo la visita.

Le fotografie di Paola, che gentilmente mi ha riportato lo stato di avanzamento dei lavori, sono sufficienti eliminare dalla testa pensieri del tipo "Ma se non capisco un fico secco di olandese cosa vado a fare in una biblioteca olandese?"

Tutto qui, volevo anche io festeggiare i libri nella loro giornata mondiale facendovi vedere uno spazio di qualità in cui vengono custoditi.

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Per le fotografie un grazie infinito a Paola Picco.

Posted by ElenaC at 02:01

08.06.07

Da Gigi


Da Gigi


Ieri sera una mia amica mi ha chiesto dove alla fine ho sviluppato l'amore per la cucina. E non sapevo rispondere perché è stato un processo graduale. Sicuramente in questa cucina io ho deciso che cucinare mi rende felice, mi fa stare bene. In questa cucina olandese con la luce naturale che arriva sulle mani che stanno lavorando, un lusso, io e Gigi abbiamo cuicinato per decine di ore di filato, bevendo il cappuccino con la schiuma che solo lui sa fare per tenerci un po' su. Io e Gigi, nei momenti di fretta non parlavamo se non per pochi secondi, ma il silenzio non si sentiva. Ogni movimento per cucinare era una sorta di dialogo.
Mi ha insegnato a tenere in mano i coltelli, ogni tanto arrivava a casa mia con un pesce. "Compito per oggi, prova a sfilettarlo, poi me lo porti". O con un mazzo di cardi, una rarità ad Amsterdam reperibile solo nel negozi di verdura turchi. Abitando a pochi metri l'uno dall'altra Marta e Marco spesso venivano a farci visita e c'era sempre un camino acceso, un bicchiere di vino e un pezzo di formaggio e di buon pane fatto in casa. Marta ha passato pomeriggi sull'amaca ad aspettare che io finissi i miei lavori. Ho molta nostalgia di Amsterdam in questo periodo. Caso mai non si notasse.

Posted by ElenaC at 08:55

30.05.07

Mayura Subhedar e Nandini Bedi e il loro nuovo film, " Per chi passa da Amsterdam giovedi o venerdi

Le mie due amiche registe di Bombay hanno deciso di fare un esperimento, mettere in scena un film in 48 ore e lo presentano alla Westergasfabriek, la centralina del gas ottocentesca ormai da qualche anno diventata centro culturale, sede di cinema, teatri, gallerie d'arte e locali (uno dei quali serve un espresso decente).
Per chi gravita nella mia amata città giro l'invito a vedere cosa hanno combinato. Lì troverete tutte le persone che mi mancano da morire in questo momento, Mayura e Nandini comprese.

Qui sotto l'invito, in olandese.

Beste Mensen,

Afgelopen weekend hebben ik samen met Nandini Bedi in
48
(een half!!!) uren een korte film gemaakt....meet veel
hulp en steun van onze ploeg en vrienden. Het heet " A
Sense of Direction" by Hand Held Films.
Wij zijn zeer trots op onze films dus kom kijken!

Wij nodigen jullie uit deze en andere films die in 48
uren gemaakt zijn te komen kijken in Het Ketelhuis,
Pazzanistraat 13,
Cultuurpark Westergasfabriek.(Tel: 020 - 684 00 90)
op aanstande donderdag 31st Mei om 18.00 uur of
vrijdag 1 Juni om 19.30

Groeten,
Mayura Subhedar

Posted by ElenaC at 14:19 | Comments (2)

21.04.07

Professor Schwarz in de Agnietenkapel



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photo courtesy of Angelo Schwarz



E' stato difficile scegliere una immagine che rappresentasse in parte tutto quello che è successo nei giorni scorsi. Fosse anche solo il giorno della tesi di dottorato di Marco.
Ritornare ad Amsterdam è sempre una grande emozione. Per Marta era la prima volta dopo il trasferimento a Trento.
Ho trattenuto spesso le lacrime vedendola abbracciare i suoi amici che l'hanno riconosciuta al parco di Heremarkt, quello in cui andavamo a giocare dopo la scuola. E abbiamo passato una mattinata nella sua vecchia classe.
Sono sempre impressionata dal metodo rigoroso e nello stesso tempo così flessibile delle maestre olandesi.
Non urlano mai e non alzano la voce. Mai. E i bambini sono civili, anche i più piccini.
Abbiamo iniziato con la solita mezz'ora di conversazione guidata dalla maestra , tutti seduti sulle sedioline, in cerchio. Poi un quindici minuti di lettura con analisi del testo. Un breve snack di altri quindici minuti, consumato parlando sottovoce. Marta ha sempre avuto una compagna molto glamour, sembra una miniatura di una signora alla moda. Notevole il suo zaino porta lunch box in coccodrillo. Blu curaçao, ma sempre in coccodrillo era. Dopo cinque minuti un bimbo si è alzato dalla sediolina, si è avvicinato alla maestra e sottovoce le ha fatto notare che si stava dimenticando di leggere una fiaba mentre loro finivano di consumare la merenda.
Le merendine olandesi mi piacciono tanto, sono l'antitesi della parola "merendina". Il lunch box è sagomato per poter includere una mela intera di dimesioni medio piccola, a portata di bambino. Da queste scatoline multicolore escono fuori panini con il burro di noccioline, pezzi di frutta o frutti interi. Una biondissima bambina tutta in rosa e immagini di principesse impresse dalla T-shirt alle scarpe, le gambe elegantemente accavallate, sgranocchiava un pezzo di cetriolo lungo sette centimetri. Non un biscotto, non una bevanda che non fosse acqua del rubinetto.
Hanno annunciato che avrebbero fatto attività in palestra.
Ora. Come a suo tempo avevo già raccontato, le maestre nell'ora di educazione fisica danno un ampio spazio alla parte dedicata allo spogliarsi e riverstirsi. Per loro è importante che tutti i bambini diventino automoni ed organizzati in questo tipo di cose, e incoraggiano i più piccoli a chiedere aiuto ai più grandi. Questo aspetto della loro didattica, che emerge anche in molte altre attività, mi piace molto e vedo che ha contribuito a rendere Marta molto autonoma in tutto.
Rido ogni volta che vedo questi piccini spogliarsi e stare praticamente in mutande e calzini per poi percorrere le scale della scuola e raggiungere la palestra. Molto spartano.

Ma non è che stia uscendo un po' troppo dal tema del post?
Forse sì. Mentre io attuavo il mio piano "welcome back Marta" Marco era in ritiro dal suo promotore della tesi, Ben. A focalizzarsi e a studiare. A rivivere per pochi giorni quell'ambiente così stimolante in cui aveva lavorato per anni.
Intanto da diverse parti del mondo la gente pian piano iniziava ad arrivare. Chi in aereo, chi in macchina e chi in treno.
Io mi sono ritrovata con tremila paia di chiavi di casa e di bicicletta non mie da tenere in borsa, utili per avere più flessibilità nel destinare bagagli e persone al loro posti, ma anche a farmi venire un'ansia non da poco. Ho dato le ultime diposizioni per la festa e poi mi sono dedicata all'accoglienza dei vari ospiti.

Martedi sera ho organizzato una cena per i genitori di Marco, e per i più stretti amici olandesi da Gigi, il mio amico bresciano che di mestiere insegna cucina italiana ad Amsterdam. Ha da qualche mese un bellissimo forno a legna e abbiamo rallegrato la popolazione olandese con la pizza fatta al momento. Quanto mi manca lavorare con Gigi il cielo solo lo sa.
Nella notte sono arrivati in volo altri ospiti e il giorno successivo è stato un susseguirsi di cosa da fare prima che scattasse l'ora X, le 14, quando Marco avrebbe incominciato ad esporre la sua tesi per il popolo. Cinque minuti in italiano e cinque in inglese.
Il tempo era molto estivo e questo ha facilitato molto ogni spostamento, specialmente per chi non aveva bicilette.
Detto questo io avevo il compito di non fare arrivare in ritardo i genitori di Marco e vi asicuro che ero agitatissima e ho disperato di farcela fino all'ultimo minuto. E poi camminare ad Amsterdam con i tacchi è una follia. Non lo faccio più.

La Agnietenkapel è bellissima, come potete vedere dalla fotografia. Molti degli ospiti si sono ritrovati per la prima volta dopo i vari approdi nella città proprio in questo momento e non posso raccontare la grande emozione per alcuni di loro di potersi rivedere. Marco non ha molti amici, pochi ma buoni, come tutti wise del mondo. Ed una parte era lì, con i genitori di Marco, era per me uno spettacolo straodinario.
Ho trovato il my wise elegantissimo nel suo frac, molto nervoso e sotto pressione, come da copione.
I dieci minuti di presentazione al popolo sono volati in un battibaleno ed è arrivato il grande momento.

Sembrava che la commissione avesse scavalcato la cornice d'oro di uno di quei quadri custoditi al Rijksmuseum. In testa al corteo di toghe e cappelli, la battitrice, che a Marta ha fatto un po' paura dati i suoi modi molto solenni, l'uso del latino e quel grande bastone tintinnate con i vessilli dell'Università.

Marco ha risposto come un leone a tutte le domande e devo dire che , pur non potendo capire fino in fondo alcune questioni piuttosto tecniche, sono riuscita a seguire tutto. Il mio amico Paolo ha detto che a guardarmi sembrava che fossi io a discutere tanto ero assorbita nell'ascolto.
Pensavo i mettermi a piangere alla consegna del diploma di dottorato e al primo discorso che il direttore del dipartimento faceva a Marco Professor in medicijn,ma non so perchè non è successo.

Abbiamo quindi formato i corteo, sempre con in testa la battitrice, Marco, Marta ed io, i suoi genitori e dietro di noi la commissione e il resto degli invitati. Ci siamo accomodati nel foyer e come vuole la tradizione tutta la fila ha stretto le mani e Marco e a me congratulandosi e spendendo qualche parola.

Nel piccolo rinfresco dell'Università io e Sara abbiamo rivalutato l'arte del canapè e in parte la fama di pessimi cuochi che godono gli olandesi. Le composizioni erano molto curate, belle e addirittura gustose.
Ho lasciato la mia biciletta a sara che è sparita con Priya per fare una sorpresa graditissima a Marco saccheggiando il negozio della CrumplerBags di Harlemmerdijk.
Io intanto ho riempito la bakfiets di nostri amici con duecento tulipani colorati per il ricevimento della sera nella Koepelzaal del Felix Meritis.
Intanto Gigi stava cucinando le sue leccornie, un po' forse infastidito dal mio chiedergli di essere più vegan possibile per facilitare molti dei nostri ospiti.

Ma devo scappare, l'ultima frase è quella di Marco nei suoi commenti a post di annuncio del successo della spedizione olandese.

Questa foto BTW svela la vera ragione per cui ho comprato l'iBook: fa pendant con il vestito

Bravo Marco!

Posted by ElenaC at 15:19 | Comments (39)

08.04.06

Amsterdam

Eccomi di ritorno dalla mia città.
Sono partita con una valigia piena di italianse delicatessen per gli amici e sono tornata con un carico di regali per Marta, libri per me, una purea di pepe verde e arancia amara giapponese (quella che è rimasta dato che l'ho condivisa con Priya e Simona e ce la siamo mangiata pura all'uscita dell'Asian Film festival), una risma di alghe nori che userò finchè campo, gelso secco e acqua di rose per alcuni piatti iraniani di cui ho preso appunti da Priya mentre mi spiegava cosa ha preparato la nostra amica colombiana.iraniana per celebrare il capodanno iraniano qualche settimana fa.

La mia testa delineava tragitti da percorrere nella città, ma le gambe mi hanno portato da tutt'altra parte. E sono finita a rivedere i canali, l'Amstel, nello Jordaan dove ho vissuto per un anno, ho visto non molti amici, ero molto pensierosa. Ho dormito pochissimo e ho anche lavorato un po'. Ma scrivere email e telefonare con davanti Herengracht è lusso.

La promotie del nostro amico Erik è stata emozionante. Orto botanico di Leiden, meravigliosa location per discutere la tesi di PhD.
Priya, Simona, Mayura agitatissima per il suo cortometraggio presentato il giorno dopo all'Asian film festival e Suzanne abbiamo cucinato nella casa di Saraju.
La cucina era piccola e quindi abbiamo tagliato tutte le verdure sedute per terra, inginocchiate, a ciaccolare e tagliare verdure. Si è riso e si è anche pianto, sul serio. S'è pianto molto perchè c'era da piangere, niente di irreparabile, ma ugualmente doloroso. Ma lo stare insieme ci ha fatto bene e si è anche riso e scherzato mentre preparavamo le pietanze. Fino alle tre della mattina con visione degli ultimi film bollywoodiani acquistati da Sarajiu. Ho imparato alla svelta che non posso ironizzare sulla mancanza di stile degli interpreti maschili.

La nostra ospite è di Orissa e ha preparato una cena incredibilmente abbondante e sostanziosa, in stile marahasta, in onore della nostra regista Mayura.
Normalmente quando cucino per un catering io non mangio molto e certamente non seguo orari precisi, ma proprio per via della cura messa da Saraju nel preparare nessuno di noi --e tanto meno io--ha osato tirarsi indietro e così abbiamo gustato un delizioso pau baji. Pau vuole dire pane in hindi e baji non lo so, ma era un composto cremoso e speziato di piselli secchi delizioso.

Al mattino si è svegliata all'alba per cuocere dei roti all'uovo ottimi, ma non ha mangiato con noi perchè prima doveva fare il bagno e poi la puja e solo allora avrebbe potuto mangiare. E ha saltato colazione perchè siamo partiti di corsa ad allestire il ricevimento.

Vestire in sari in un giorno freddo olandese è un po' una tortura, ma in ogni caso una scolaresca credo che abbia visto e fotografato una signora alta con occhiali e sari arancione svolazzante aggirarsi pensosa tra le piante davanti all'orangerie.

Cosa abbiamo cucinato?
Credo di avere esaurito le energie di oggi e rimando a domani.

Posted by ElenaC at 01:04

18.09.05

Lezione di cucina Thai- shopping in Nieuwmarkt

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Ieri quindi abbiamo scandagliato angolo per angolo i negozi di Nieuwmarkt. La piazza del Waag era animata dal mercato biologico del sabato.
Uma si presenta con il suo trolley da lavoro per trasportare meglio gli ingredienti e i suoi affilatissimi coltelli. Ci chiede se conosciamo la zona e i negozi che ci sono, io e Simona rispondiamo che, si, veniamo spesso a rifornirci di ingredienti per la cucina giapponese e per qualche spezia al volo se non si ha tempo di andare da San's, IL negozio indiano per eccellenta in città.
Percorriamo la Zeedijk, che brulica di gente, c'è il sole ed è sabato, fa fresco. Marta mi segue con pazienza e fa gli scherzi a Uma.
Passiamo subito al numero 103 di Zeedijk, in un toko cinese, per ordinare un'anatra laccata. Toko è un termine generico che significa gastronomia, puoi mangiare sul posto piatti semplici, seduto su piccoli tavolini, a volte solo su sgabelli, o puoi portarli a casa. Uma dice che questo posto è l'unico che le disossa l'anatra laccata e ci consiglia di andare a fare uno spuntino lì una volta. Dall'esterno si vedono queste povere anatre tutte rosso rubino appese a un gancio da macellaio, fa un po' impressione, ma se Uma dice che è un buon posto per uno spuntino, ah, bisognerà provare.

A pochi passi più in là, oltrepassato il tempio, entriamo in un egozio che vende surgelati, Uma ci compera dei tranci di una torta dolcissima e spugnosa, specialità della casa così come i loro noodels fatti a mano.
Il negozio è stracolmo, in pochi metri quadri si condensano persone che arrivano da almeno tre continenti. E tutti comperano palline di pesce, di gamberi , pronte per essere fritte. Simona prende appunti, io seguo Marta che tocca tutto.

Saltiamo il negozio di articoli per la cucina perchè io e Simona lo sappiamoa memorie e potremmo fare noi la visita guidata dentro. E andiamo al nostro negozio preferito, Zeedijk angolo Stormsteeg, quello decorato a forma di padoga, il Dun Yong.
Qui comperiamo quasi tutto perchè in effetti hanno una scelta infinita di merce e di prodotti freschi.
Uma ci piega, verdura per verdura, tutte le proprietà e i possibili utilizzi.
Io e Simona cerchiamo intanto la Bulldog sauce e il mochi per cucinare l'okonomiyaki.

Concludiamo la spesa andando a prendere il pesce in Kloveniersburgwal, nella pescheria in cui i garzoni buttano i granchi che non si muovono più nel canale -- pescheria favorita della mia amica giapponese Mariko--, e a prendere foglie di banano, kaffir lime e pasta di gamberetti.
Perchè in questa lezione la pasta di curry la faremo a mano e non la compereremo.

Ora riparto per i miei lavori domestici, finire di cucinare per il goodbye party di oggi e fare i bagagli per l'imminente partenza di Marta e mia per l'Italia.
Torno ad Amsterdam mercoledi e mi rifarò viva, raccontando la lezione di cucina e la lezione su come cucinare e servire cibi con le foglie di banano.
Venerdi prossimo, ultima mia lezione di cucina italiana, nella cucina appena rinnovata di Gigi.

Posted by ElenaC at 07:07

17.09.05

Altra lezione di cucina thai

self made banana leaves box with garlic in in

Questa lezione è iniziata a Nieuwmarkt, il quartiere cinese di Amsterdam. Uma ci ha portato a fare la spesa, passando in rassegna almeno cinque negozi di generi alimentari.
Mille sono state le domande, secondo me un corso di cucina non italiana deve incominciare nei negozi in cui si reperiscono gli ingredienti, Uma concorda.

Abbiamo chiesto di usare le foglie di banano per creare ciotole e piatti.
Ma ora scappo, non riesco a scrivere di più, vado a fare il salame di cioccolata per domani, ultimo goodbye party per Marta alla Peuterspelenzaal di Rozenstraat.

Posted by ElenaC at 23:45

11.03.05

Itinerari ad Amsterdam, passeggiata nel Waterland, un anno fa

Un anno fa, intorno ad aprile, iniziavo a testare degli itinerari in bicicletta nella campagna a nord di Amsterdam, ecco il mio resoconto dell'anno scorso.
In questo periodo sto definendo un progetto iniziato l'anno scorso per Artemista, legato a questo tema. Appena sarà più definito vi farò sapere.


bl_ma_drw_01_333x250.jpgQuattro ore di immersione nella natura. Gita in bicicletta con Marta. 20°C, arietta.
Sono così felice di poter vivere in Amsterdam Noord perchè in 15 minuti di passeggiata, con zaino stracolmo di cose come se dovessimo bivaccare a metà strada --manca solo la tenda e il camping gas e poi eravamo al completo-- e un peso piuma cantante --16 Kg-- dietro di me, posso raggiungere la campagna, il silenzio, il rumore del mare, la vista di animali e delle barche a vela.
Meta: Zuiderwoude, porto finalmente i cantuccini alla elegante signora che ha una piccola TeaHuis con giardino circondato dai canali.

Partiamo allegramente alle 11.45 da casa, salutando Floor e la famiglia, pronti ad affrontare l'open dag, una visita-incursione di assoluti estranei intenzionati a comperare le casa. Organizzazione dell'agente immobiliare, 300 euro. Sono degli squali maledetti, secondo me, corpo di mille balene.

In un quarto d'ora di passeggiata lungo file e file di casette di bambola arriviamo a Schellingwoude, un tempo paesino di pescatori. Marta riconosce il luogo in cui ha incontrato a dicembre Sinter Klaas e ricorda pure la canonica della chiesa dove abbiamo bevuto una tazza di te con Simona e Hanna, la giovane pasteur del villaggio.
Sono anche in "missione" per conto di artemista, voglio creare una serie di visite tematiche e prendo nota di tutti i B&B e affitta-camere nelle case più belle, gli scorci più interessanti, i tempi di percorso da un punto all'altro, le eventuali tappe per riposarsi un secondo e scattare fotografie.

Incontriamo quasi subito una mamma sui roller che, sul piccolo sentiero per biciclette sul colmo della diga di Schellingwoude, spinge uno di quei passeggini a tre ruote che va tanto di moda ora in Italia. Tanto per incominciare.
Qui, comunque, i roller vengono usati abitualmente per le passeggiate dentro e fuori città, devo provare a pensare un percorso senza ostacoli per rollers.

Poco dopo un ragazzo è in ginocchio sul ciglio del sentiero, sta fotografando un serpente d'acqua. Mentre annotava qualcosa su un taccuino mi ha spiegato che nella sacca di tela vicino a lui c'era una femmina, è il periodo della riproduzione e ha riso tanto quando l'ho fotografato con le sue prede mentre facevo la salama intorno alla joie de vivre dei serpenti d'acqua in primavera.

grutto.jpgProseguiamo alla volta di Uitdam, 8 Km da casa, costeggiando un'ampia riserva di uccelli. Scopro in seguito, dalla signora del Tea Tuin, che oggi è giorno di bird watching e le guide naturalistiche stanno lavorando dall'alba.
In effetti sulla via incontro gruppi di persone, a piedi con gli zaini e con dei bellissimi cannocchiali color cachi. Cercando la traduzione di grutto, l'uccello che oggi in particolare viene osservato nel suo momento di cova delle uova mi sono imbattua in una curiosa tavola di nomi di uccelli interpretata in più lingue. Da qui apprendo che grutto è una Limosa Limosa, in italiano detta Pittima Reale.
cup_tea.jpgMarta inizia a dare qualche segno di nervosismo, ancora 3 Km e siamo arrivati.
Non sono molto lunghi 3 Km, nonostante la mia bicicletta sia pesante, un po' bassa per poter ottimizzare le mie pedalate, le ruote non perfettamente gonfie, carica di almeno 90 kg di zavorra, di cui almeno 10 inutili, tutti appartenenti alla sottoscritta.

Sbrano un panino nell'ultimo Km facendo vedere a Marta cavalli, mucche e agnellini. Per un secondo mi pento di amare la carne d'agnello sotto forma di cosciotto al forno o d'abbacchio alla romana, mi passerà.
Arriviamo alle porte di Zuiderwoude e incontriamo la bella signora del Tea Tuin, sta sistemando il cartellone con l'indicazione del locale ad un incrocio.
Mi riconosce, dobbiamo aver fatto abbastanza casino quando abbiamo festeggiato la my wise mother in law, le dico che le ho portato dei cantuccini fatti da me e che dovevo farle delle domande, se aveva tempo.
Marta ormai è in fibrillazione, sa che in questo posto si può contare su un latte e cacao, la torta di mele e la panna montata.
Ci accoglie questa bella signora, proprietaria della piccola casa, la Tea Tuin --Garden Tea, Giardino da te, un calembour intorno al tema "sala da te"-- "'t Einde". Mentre assaggia i cantuccini mi chiede se posso produrne un po' per lei, mi chiede di pensare a quanto voglio guadagnare per Kg, sono così sbalordita che inizio a pensare che questa sia un tecnica perfetta per allontanare gli scocciatori, dici subito di si così non rompono e, alla prima telefonata, rispondi che hai cambiato idea -click- fine.
Ma a me interessava sapere soprattutto se voleva intrattenere eventuali ospiti per una tappa-corso di pasticceria tradizionale olandese in abbinamento a una tazza di te. Gruppi piccoli, tempi brevi. Le ho chiesto di pensare a prezzi e a proposte di tempo e ricette. In più chiedo se mi può affittare il posto per svolgere corsi di cucina. Finalmente un bel posto dove poter cucinare, ché se paghi tanto devi anche avere un po' di coreografia. Sorrisi e scambi di informazioni, ci piacciamo, ci capiamo.

Ordino un caffè, l'intera aspettativa di Marta e tiro fuori delle fragole fresche buonissime. Odio la torta di mele, è burrosa e sa di cannella, ma per la creatura affronto la spesa, 3.75 euro la fetta.
Quella bestiaccia di Marta, appena arriva l'ordinazione mi dice, con fare materno: "Senti, la panna la prendo io, tu prendi pure TUTTA la torta." Obietto. Lei, irremovibile. Se mangio questa torta vomito, assicurato. La guardo, che peccato, è fatta benissimo, molto ricca e profumata, sembra meno burrosa delle solite, può competere con la torta di mele del Winkelcafè di Noordermarkt, anzi, secondo me questa è fatta con ingredienti migliori e con più cura. Mi faccio coraggio, ne assaggio un pezzetto. Infilo la fetta velocemente nel sacchetto delle fragole e tiro un sospiro, bevo un sorso d caffè.
Arriva il figlio che mi dice che pagherò solo la torta, sconto della casa per ringraziarmi dei cantuccini che sono molto piaciuti.
Non avevamo fretta, ho iniziato a scrivere sulla mia Moleskine da appunti tutte le cose dette, non voglio dimenticare nulla. Anche Marta disegna con i suoi fogli e le sue matite, siamo veramente in pace.
Arriva una coppia e ordina non so che cosa, ma è bellissimo e quindi, armata della mia faccia tosta, sorrido e chiedo se posso fotografare. Il risultato è visibile nella fotografia tonda.
Dall'acqua, intanto, arriva un gruppo di allegre comari in barca, approdano sulla riva del giardino e si prendono una buona tazza di te.

Ora smetto sono troppo prolissa, ma è stata una bella gita, nonostante Marta abbia dormito sulla bicicletta al ritorno e io abbia pedalato controvento per km, altrochè spinning, pedalare controvento reggendo con una mano la testa cascante di una piccola peste è molto più temprante.
Quattro ore meravigliose.
Dopo una giornata così preferirei non dover decidere cosa fare nei prossimi anni.

A cena Marta era triste, papà inizia a mancare, ma solo per pochi secondi, questa sera si ruba il suo posto nel lettone ed è gran festa, specialmete per me.

Posted by ElenaC at 08:10

28.07.04

Questa mattina, dopo aver portato Marta all'asilo, sulla barca, ho visto questo meravigliso panorama

centaalstation.jpg

Posted by ElenaC at 23:46

14.07.04

Amsterdam express. Visitare in poco tempo, ma efficacemente.

Con il trasloco del sito da un server all'altro i links sono andati a pallino, mi scuso con chi ha cliccato e ha trovato una pagina vuota e ringrazio chi ha avuto la pazienza di ritornare a vedere se quella sciroccata di Comida ha ripreso il link. Eccomi qua.

S. e S., due giovani torinesi, una giornata intera, solo una purtroppo, da spendere ad Amsterdam. Li accompagno in giro per la città, il giorno successivo avranno la mattinata impegnata nella visita del Van Gogh Museum e poi ripartiranno per un'altra meta; questa è la loro prima visita ad Amsterdam.

Ci incontriamo alle 9.45 nei dintorni della Stazione Centrale e affittiamo due biciclette da Mac Bike, che si trova nell'edificio della stazione, con accesso esterno, contrassegnato dall'enorme logo.
Mentre familiarizzano con i classici olandesi freni a contropedale ci dirigiamo in pochi minuti verso il centro medievale della città.
Parcheggiamo le biciclette al sicuro nell'Oudebrugsteeg dietro alla facciata del Palazzo della Borsa di Berlage, percorriamo la via soffermandoci a vedere il palazzo chiamato Oude Accijnshuis che ospita il bellissimo caffè scuro Cafe Heffer.
Raggiungiamo in pochi secondi il 69 di Warmoesstraat, siamo ai bordi del quartiere a luci rosse e ci concediamo una ottima e ricca colazione al De Bakkerswinkel .
10.30 Ritemprati percorriamo in biciletta la Warmoesstraat fino a raggiungere la Engekerksteeg in cui si ha il migliore scorcio sul quartiere a luci rosse: all'angolo un fioraio espone bancarelle colme di piante, in fondo alla via s'intravvede la Oude Kerk, la chiesa più antica di Amsterdam, cuore del primo insediamento della città.

Io non amo particolarmente questo quartiere, ma è indubbio che chiunque associ Amsterdam al Red Light District e mi preme che si veda che c'è molto da scoprire oltre alle vetrine per cui è famosa. Percorriamo in biciletta i canali che hanno accolto intorno il 1200 i primi insediamenti di pescatori, ci soffermiamo davanti ad alcune meravigliose facciate di edifici per scattare delle fotografie. Si parla di trade commerciali nell'epoca d'oro, di chiese cattoliche clandestine, nascoste in alcuni edifici dopo la presa di forza dei protestanti nel tardo '500.


Ci dirigiamo verso Zeedijk, spartiacque e bordo del quartiere cinese. Alcune guide dicono che questa sia una via squallida, ma non è assolutamente vero.
In questa via, controllata dalla polizia così come tutto il Red Light District, può affascinare chiunque sia interessato nel vedere come una comunità grande come quella cinese si sia insediata ad Amsterdam. Negozi, farmacie, videoteche, supermercati possono essere visitati senza problemi da chiunque. i supermercati, in particolari, sono miniere di prodotti asiatici (cinesi e giapponesi in questo caso, ma non è raro trovare altri generi alimentari), un vero paradiso per chi ama cucinare non solo italiano.

Mi ripropongo di stilare un itinerario --con corso di cucina annesso-- in tutti i negozi di alimenti e di oggetti da cucina etnici in Amsterdam. Al mattino si visita e si fa la spesa e al pomeriggio si può procedere alla lezione di cucina.
Di ritorno in Italia le preziose informazioni dello Chef Kumalè potranno aiutare a reperire non lontano da casa molti ingredienti conosciuti qui.

Arriviamo in Nieuw Markt e scattiamo fotografie a De Waag, l'antica porta-pesa pubblica della città che ora ospita al suo interno un esclusivo ristorante.

11.30 Percorriamo i meravigliosi canali che fanno del Binnenkant, una parte di Amsterdam non molto frequentata dai turisti, una zona incantevole e piacevole da visitare. Questo è il vantaggio di avere una biciletta e una bella giornata a disposizione; si possono visitare molte più cose. Per gli amanti della Scuola di Amsterdam in questa parte di Amsterdam si può ammirare la Scheepvaarthuis (Prins Hendrikkade 108-114), monumentale palazzo progettato da J.M. van der Mey nei primi anni del '900.

Dal ponte di Korte Koningsstraat vediamo la secentesca Montelbaans Toren e il modernissimo museo NeMo, progettato da Renzo Piano.

In pochi minuti raggiungiamo la Nieuwe Uilenburgerstraat, siamo ormai nella zona ebraica, e vediamo l'imponente struttura della fabbrica di diamanti Gassan, un esempio di archeologia indutriale molto ben conservata. Si possono effettuare delle visite grautite all'interno, ma preferiamo proseguire alla volta della Sinagoga Portoghese, dell'Amsterdam Joods Museum, gettando uno sguardo sul chiassoso mercato delle pulci di Waterlooplein.

Attraversiamo l'elegante Plantage Middenlaan arrivando all'Hollandsche Schouwburg , elegante teatro ottocentesco usato esclusivamente da ebrei negli anni del nazismo e in seguito trasformato in centro di raccolte degli abitanti ebrei prima della deportazione nei campi di concentramento. E' un luogo importante per la storia della città tanto quanto --se non di più-- la casa di Anna Frank.

Siamo quindi arrivati in una parte della città costruita nell'Ottocento, arricchita da parchi e dall'enorme zoo, che costeggiamo lungo la Plantage Kerklaan dirigendoci verso l'Entrepotdock, canale che ospita dei bellissimi magazzini restaurati e convertiti in alloggi e studi molto eleganti. In questo canale c'è anche l'unica libreria italiana in olanda, la libreria Bonardi. Consiglio sempre di dare un'occhiata alla loro agenda --legate molto spesso alle attività culturali promosse dall'Istituto italiano di Cultura per i Paesi Bassi-, per vedere se nelle sere in cui si visita la città non ci sia un reading o la presentazione di qualche buon libro.
Perdiamo il senso del tempo, potrebebro essere le 12.00, 12.30, la colazione continua a fornirci le energie per continuare la visita.
In Hoogte Kadijk si può vedere un cantiere di resaturo di navi, il Werf 't Kromhout, diventao allo stesso tempo museo, un luogo molto suggestivo anche per i non appassionati di navi e affini.
Torniamo sui nostri passi, Entrepotdock e Plantage Kerklaan, per immetterci nella alberata e rigogliosa Henri Polaklaan, vedendo il Vakabond Museum e il Museo della Resistenza.
In Plantage Midenlaan facciamo sosta all'Orto Botanico, oasi di pace e di verde in cui è conservata la prima pianta di caffè introdotta in Europa nel lontano 1706.
Ho una carta annuale per me e per tre ospiti adulti e quindi visitiamo brevemente il nucleo secentesco, l'espansione settecentesca e ottocentesca e la modernissima serra a tre microclimi. potremmo fermarci nella meravigliosa Orangerìe per un boccone ma ripartiamo alla volta del mercato dei fiori, in Singel, vicino alla Munt Toren.

Percorriamo velocemente Konings Plein, la commerciale Heiligweg e ci concediamo un sacchetto di patate fritte --vera passione degli olandesi, che ne consumano a quintali tutto l'anno-- in uno dei chioschi più famosi della città, in Voetboogs Straat.
13.30 Voetboogs Straat ci porta in Spui e cerchiamo di visitare il Begijnhof, ma scopriamo che gli orari sono cambiati equesto monumentale complesso destinato a ospitare anziene signore senza famiglia e mariti. Ora si può accedere ogni mattina dalle 8.00 alle 13.00. Domani, prima del Van Gogh ci sarà tempo anche per questo bellissimo monumento e per visitare la meravigliosa doppia corte dell'Amsterdam Historisch Museum.

Attraversiamo i grandi canali della espansione seicentesca e, costeggiando Prinsengracht arriviamo nello Jordaan, vedendo l'hotel Pulitzer che ospita ogni anno i meravigliosi concerti di inizio e chiusura del Grachtenfestival, la Westerkerk --qui Rembrandt, ridotto in miseria e trasferito nello Joordan, venne sepolto in una tomba presa in affitto--e la casa di Anne Frank . Per gli appassionati di fotografia la FOAM ospita fino al 12 settembre una mostra di fotografie di famiglia scattate da Otto Frank, padre di Anne.

Lo Jordaan è molto affascinante pur essendo stato per secoli un quartiere povero e degradato. Ora è costellato da antiquari, gallerie d'arte , locali alla moda, meravigliose case. Per compensare la mancata visita al Beginhof vediamo un nascosto hofije minore, costruito per la comunità da un mercante diventato ricco.
Torniamo su Prinsengracht fino a che la Noorder Kerk non compare. Qui ogni sabato si tiene un bellissimo mercato do prodotti biologici, animato da moltitudine di persone qausi più interessante del mercato in sé.

A un minuto di bicicletta Brouwersgracht, la via dei birrai, incanta con i suoi palazzi e le sue colorate houseboat. Girando nella piccola Oranje Straat attraversiamo la bella e animata da negozi curiosi Harlemmer Dijk , attraversiamo anche Harlemmer Hottuinen e il passante ferroviario per immetterci nella elegante Prinsen Eiland , un'isola molto bella, a parte qualche episodio di brutta architettura di fine anni '70.
In particolare è belle vedere i velieri attraccati nel canale prossimo a Bickers Gracht e i romantici ponti levatoi bianchi in zona.
Raggiungiamo Harlemmer Plein. Sono le 15.30. Ci lasciamo molto felici di aver trascorso qualche piacevole ore insieme.

La fame si fa sentire e quindi è il momento di una pausa da Stubbe, un ottimo chiosco al fondo di Harlemmerstraat, sul ponte che attraversa il Singel. Qui si puossono gustare panini all'aringa cruda, freschissima, orgoglio di ogni buon olandese. In alternativa si possono gustare panini al salmone affumicato e tutta una varietà di ottimi prodotti ittici locali.

Ci lasciamo con la sensazione che , se ci fosse stato più tempo, sarebbe stato necessario soffermarsi di più su ogni singola cosa vista. Ottima premessa per tornare ad Amsterdam con più calma e tempo a disposizione. Arrivederci a presto!


Altro itinerario svolto lungo una settimana.
E altro ancora.

Posted by ElenaC at 00:50

13.06.04

Amsterdam, sette giorni con la bicicletta, un architetto e un farmacista

Aspetto le fotografie di Prof che documentano la settimana passata tutti insieme qui ad Amsterdam.
Un vero tour de force, devo dire, all'insegna delle passeggiate in bicicletta per la città.
La colonna sonora della settimana è varia, dominata dall'ultima scoperta di Sergio, i Calexico, che credo recensirà a breve. Ho ascoltato l'ultimo meraviglioso album di Lisa Gerrad, con coretti di disperazione da parte del my wise e di Prof.
La mia intenzione ferma di fare un po' di vita notturna è stata fallimentare. Dopo le intensissime giornate tutti verso le 22.00 erano cotti al burro e pronti per andare a dormire. Io compresa. Tant'è.

Arrivo sabato alle 16.30,
passeggiata per la Nieuwendammerdijk, alla ricerca di qualche atelier aperto nella via, una bella cena e tutti a nanna.

Domenica.
Giornata spaziale, sole e caldo.
mattina, visita alla mostra di Dante Gabriel Rossetti al Van Gogh
pranzo a casa
pomeriggio in bicicletta nel Waterland, a Zuiderwoude, nel Tea Tuin a prendere una buona tazza di te circondati da polder, canali e mucche. Ritorno a casa passando da Durgerdam e Schellingwoude in mezzo alle barche a vela e casette di legno. Stremati ceniamo in giardino semiinvaso dalle zanzare.
Alla sera io e Prof, armate di cartina e documentazione, stilamo il piano di attacco alle meraviglie di Amsterdam


borneo4029.jpgLunedì.
Sole, caldo, sembra estate.Visita approfondita a KSNM eiland, Java eiland, Borneo Eiland, Sporenburg e dintorni, fotografando le loro costruzioni, recensite dalle più importanti riviste di architettura.
Sergio e Prof hanno approfittato di una porta aperta per entrare dentro 'The whale'
pranzo sulla spiaggia di IJburg e giro veloce tra i cantieri. Birretta gelida al Bezoekercentrum. Poi, tutti a casa. Si va a cucinare!
Cena con Priya e Rob nel famigerato giardino delle zanzare. Sergio si distorce una caviglia. Niente di grave.


Martedi.
Giornata caldissima e soleggiata, 24°C.
Visita alla Westergasfabriek che connette Westerpark al Volkstuin. Finalmente porto Prof a vedere un kinderboerderij e una schooltuin.
Puntata al kinderboerderij squatter, meno istituzionale del primo, a ridere della reazione di una mamma italiana media alla vista di questo paradiso selvatico. per inciso, alla notizia di una eventuale chiusura una lunghissima petizione da parte delle famiglie frequentatrici della meravigliosa cascina occupata è arrivata alla Gemeente per scongiurare l'evento.
Sergio è cotto alburro, marta è nervosetta, passiamo boccheggianti il pomeriggio al parco giochi di Vondelpark, Marta si tuffa nella piccola piscina.
Corro a comperarle un paio di sandali minimalisti TEVA, come mamma e papà.


borneo4036.jpgMercoledi.
SOLE!!!! non ci credo. Ecco la vista sul porto dalla nostra finestra, bravo il my wise che ha scattato questa fotografia.
Volevamo andare a Rotterdam, ma costava una fortuna in treno e bici, 26 euro andata e ritorno. Oggi Marta è all'asilo. Mattina tranquilla passata un po' sul PC per corrispondenza e lavori piccoli da sbrigare.
Visita al Joods Historisch Museum, dove vediamo con molto piacere la mostra temporanea Yibaneh! sull'identità ebraica nell'architettura tra la fine del XX secolo a oggi. Breve pausa per il pranzo nella zona dell'Entrepotdock e poi di corsa all'Arcam a fare il conto delle opere di architettura che mancano all'appello.
incontramo una simpatica coppia di anziani signori che ci raccontano, in olandese, le loro esperienze e ci regalano anche qualche consiglio.
Segue un veloce window shopping in Utrechtsestraat. Mentre Sergio si fionda in "Concerto" un bellissimo e conosciuto negozio di dischi io e Prof guardiamo le eleganti vetrine, entriamo in una bellissima pescheria di lusso Fishes dove io, con la mia solita faccina da sberle, sorrido e dico che non compererò nulla perchè sono entrata solo per ammirare il design meraviglioso dello strettissimo locale. Riceviamo in cambio sorrisi, una breve storia sulla forma del negozio e tanti cartoncini coloratissimi con ricette. Passiamo poi davanti al ristorante italiano Segugio, molto cool in questi anni. troviamo Mendez, un mio vecchio vicino di casa, che lavora qui come cameriere. Sta preparando i tavoli, ci fa vedere il locale e ci prepara un espresso VERO. Io ero commossa; e lo eraanche Prof dato che odia il caffè, ma per cortesia, non ha rifiutato.
Corro a prendere Marta all'asilo.


Giovedi
Tempo brutto, mi sembrava impossibile che durasse.
Si parte tardi da casa, visita all'Orto Botanico, Marta è felice. Io faccio la carta annuale per me e per tre ospiti. Questa volta Marco verrà con me? Attraversiamo la città per andare a vedere il Montessori Collegee nella zona Est di Amsterdam . Fa freddo, pioviggina. Prendiamo in segreteria un appuntamento per le 16.00, nel frattempo ci rifugiamo in una panetteria marocchina dove ci ritempriamo e io scopro il nome di un dolce a base di semolino.
Visitiamo l'entrata di una scuola dedicata a Don Bosco, ora dismessa e usata come atelier da 50 artisti. oggi girano un film con una marea di cani, ma noi ne vediamo solo un paio.
Nel frattempo la nostra amica Simona sta aiutando a presentare il PROSECCO al Grand Hotel di Amsterdam, ci aveva invitati, ma non ce l'abbiamo fatta a fare tutto. E poi magari non ci facevano entrare con la belvetta.
Finalmente visitiamo la scuola, l'avevamo vista in Domus, non potevamo non visitarla insieme.
Tornando a casa passiamo davanti a un altro masterpiece architettonico, raggiungiamo lo speelentuin high-tech davanti alla scuola Sant Antonius dove incontriamo per caso degli amici di Marta: Jacopo e Akira con le loro mamme. Ci fermiamo a giocare un po' e poi torniamo a casa, provati dalla giornata.


kunst771.jpgVenerdi.
Luce metafisica, freddo, vento, sole e nuvole tipo sigla della CNNnews.
Accompagnamo Marta all'asilo e andiamo a fotografare il SILODAM da qui. Ci perdiamo nella zona industriale di Amsterdam prossima ai cantieri navali, ammazzerei per avere la mia digitalcamera, ma Prof tradurrà i suoi scatti in files. Prendiamo un nuovo pont che ci porta in Spandammerbuurt una delle parti più monumentali del piano di urbanizzazione della scuola di Amsterdam. Torniamo in Westerpark e visitiamo la KunstFabriek.
Pranzo dal simpatico australiano di SmallWorld nello Jordaan, breve corda dal mitico Kitsch Kitchen.
Torta di mele con la panna e visita ad un mulino funzionante nelle vicinanze.
Corsa a perdifiato per prendere Marta all'asilo e borrel di addio in un mulino molto famoso Brouwerij 't IJ con Simona.
Alla sera ceniamo con Michele e ci strafoghiamo di pannekoeken.


Sabato.
Tempo brutto.
Salto al mercato biologico.
Breve giro in Spui a mangiare le arighe crude e a fare un giro nella libreria Waterstones, parlando della Casa Editrice Salani, di Papino e Mammina, leggendo la storia della talpa e della cacca e guardando un mirabolante atlante architettonico.
Si parte, Sergio e Prof arrivederci!

Posted by ElenaC at 13:14

07.06.04

Borneo Eiland

borneo_eiland7.jpg

Posted by ElenaC at 18:35

22.05.04

IJburg

Torno sul luogo del delitto.
Mercoledì sono andata a scattare fotografie in questo nuovo quartiere, IJburg.
Il mio migliore amico Dona mi prende in giro ormai da una decina d'anni per via della mie passioni per quelle che lui sintetizza ciminiere --traduco: archeologia industriale-- e per i luoghi più stranianti e dimessi --traduco: docks, magazzini di(s)messi, cantieri--. Le ciminiere, però ancora ora fanno scattare un tre minuti di presa in giro quasi tutte le volte che ci vediamo. Dopo tutti questi anni.
Penso per Dona, che torna per la ventesima volta a Venezia: una foto --bella- del Mulino Stucky, o di quello che rimane, fatta da lui.

Torniamo all'IJburg. Si chiama così questo enorme quartiere perchè è in via di costruzione nelle acque dell'IJmeer --trad. lago IJ--. E quando dico costruito nelle acque non sono imprecisa.
Sette isole sono state costruite artificialmente grazie a qualcosa come 25 milioni di metricubi di sabbia. Qui in Olanda son pragmatici, se non c'è possibilità di avere spazio lo creano.

25 milioni di metricubi di sabbia
430 ettari di superficie
18.000 residenze per
43.000 abitanti
400.000 metriquadrati di uffici e spazi commerciali
17 asili
14 scuole
8 impianti sportivi
28.000 metriquadrati di areee gioco
4 porti turistici
1500 posti barca
13 aree naturalistiche
500.000 metriquadrati di verde

La pianificazione dcomplessiva è stata curata da Frits Palmboom e Jaap van den Bout in collaborazione con H+N+S landschapsarchitecten --in italiano, archietti del paesaggio-- e con il Project Bureau IJburg.

Scopro, leggendo la monografia sull'Olanda che Abitare ha pubblicato due anni fa, che l'edificio che ho fotografato è la sede degli uffici della KPN --compagnia telefonica nazionale-- ed è il primo edificio realizzato su Haveneiland-West. Su Abitare c'è una foto di questo edificio circondato dal nulla, emozionante, veramente, constatare il cambiamento radicale del paesaggio.

In questi giorni, mentre attraversavo con la barca comunale il tratto di IJ per andare in centro --non esistono strade pedonali, prendo ogni giorno la barca-- mi sono rammaricata di non aver scattato una foto al giorno per vedere cambiare lo skyline ad est, durante la costruzione del Bimhuis. Pazienza. In un'altra vita avrò più testa. Però io ho negli occhi questa trasformazione e non ho intenzione di dimenticarla a breve.

Poco lontano da questo complesso, un piccolo centro di rappresentanza dell'intera opera. Non è un centro turistico, non è stato costruito per questo scopo. Per raggiungerlo in bicicletta si passa in un piccolo sentiero pieno di cespugli, sempre migliore dell'impersonale e bruttissima strada che si snoda in una area spuria, non è industriale, non è campagna, non è niente, ma c'è una stazione della benzina, molto utile e una vista sul Ring, con un meraviglioso scorcio sull'entrata CoenTunnel che, alla luce di mercoledì era simile a un quadro di Sironi e mi ricordava la pista di prova del Lingotto a Torino. Non ce l'ho fatta a fare una fotografia, non potevo scendere dalla biciletta, c'era vento ed ero molto stanca. L'avrei sbagliata di sicuro.

L'area è molto piccola, un'appendice di terra strappata letteralmente a questa area spuria comprende:

--IJ-burg waterhuis di Art Zaaije, case sull'acqua che, se non sbaglio potrebbero anche essere spostate. In questo momento sono usate come uffici per la commercializzazione delle aree, meno stylish, dell'IJburg.

--la torre di avvistamento e il bezoeker centrum, un edificio aperto a ogni tipo di visitatore che vuole sapere di più su questo enorme progetto di espansione della città. Progetto di Attica architects.
Disegni, modellini, un plastico enorme della città fatto con i materiali più disparati -- circuiti stampati, carte di caramella, matite, schede telefoniche materiali standard da modeliismo, plexiglass, legno--, una vista sull'acqua meravigliosa.

--il Cap Koot un bar- ristorante sull'acqua molto bello il cui bancone è realizzato con parti di container di legno, quelli, per intenderci, usati per il trasporto di merci via nave. Location che pullula di gessati malportati, lo stile dei makelaars --agenti immobiliari-- olandesi.

La preziosissima ARCAM ha pubblicato delle nuove e aggiornatissime mappe su queste aree.
Queste saranno la seconda parte del mio regalo di compleanno.
33 anni non sono pochi, devo avere un autoregalo come si deve, rappresentativo di tutte le mie passioni.
Mandoline giapponesi per tagliare la verdura sottile e mappe di architettura, magari una mappa di Gerusalemme per seguire meglio i percorsi dei racconti di Yehoushua, uno scialle in seta cruda lunghissimo in maniera da poterne fare anche un turbante, qualche bel pezzo di DROOG DESIGN, biglietto aereo aperto per n mesi... Troppe cose, potrei continuare all'infinito, basteranno sicuramente le prime due cose. Il resto, il prossimo anno. :OD

Ora vado, Marta mi reclama da un bel po'.

Bibliografia, scarna:
--Abitare, 417, speciale Olanda, maggio 2002
pagg. 196-197, "Amsterdam IJburg",
pag. 212, "La nuova generazione".

--AREA 09, gennaio/febbraio 2002
pagg.76-81, "water houses. Architectenbureau Art Zaaijer".
pagg. 82-88, "IJburg bridge, Nicholas Grimshaw & Partners".
il magico contenitore che è internet

--

Posted by ElenaC at 11:44

Stazione degli autobus a Hoofddrop

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Milton riesce a farmi scrivere anche con il mal di testa. Non ho finito il post sull'IJburg, lo sto scrivendo con davanti sette finestre attive e un paio di riviste di architettura sulle ginocchia. E mi viene in mente che, se gli piacciono le architetture un po' destrutturate non può non interessargli anche questa organicissima stazione degli autobus di Hoofddrop ad opera di NIO ARCHITECTEN che ho trovato per caso accompagnado un mio amico fotografo durante un suo lavoro.

Qui le fasi costruttive e interessanti scorci dell'opera, migliori della fotografia che ho postato.

Posted by ElenaC at 11:30

20.05.04

IJburg, bezoekercentrum

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Posted by ElenaC at 14:32

IJburg, il ponte

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Posted by ElenaC at 14:29

19.05.04

IJburg, gebouw

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Posted by ElenaC at 15:57

IJburg, spiaggia III

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Posted by ElenaC at 15:47

IJburg, spiaggia II

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Posted by ElenaC at 15:42

IJburg, spiaggia

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Posted by ElenaC at 15:30

Oggi, a IJburg

IJburg01.jpg

Posted by ElenaC at 15:25

17.04.04

Waterland wandeling

bl_ma_drw_01_333x250.jpgQuattro ore di immersione nella natura. Gita in bicicletta con Marta. 20°C, arietta.
Sono così felice di poter vivere in Amsterdam Noord perchè in 15 minuti di passeggiata, con zaino stracolmo di cose come se dovessimo bivaccare a metà strada --manca solo la tenda e il camping gas e poi eravamo al completo-- e un peso piuma cantante --16 Kg-- dietro di me, posso raggiungere la campagna, il silenzio, il rumore del mare, la vista di animali e delle barche a vela.
Meta: Zuiderwoude, porto finalmente i cantuccini alla elegante signora che ha una piccola TeaHuis con giardino circondato dai canali.

Partiamo allegramente alle 11.45 da casa, salutando Floor e la famiglia, pronti ad affrontare l'open dag, una visita-incursione di assoluti estranei intenzionati a comperare le casa. Organizzazione dell'agente immobiliare, 300 euro. Sono degli squali maledetti, secondo me, corpo di mille balene.

In un quarto d'ora di passeggiata lungo file e file di casette di bambola arriviamo a Schellingwoude, un tempo paesino di pescatori. Marta riconosce il luogo in cui ha incontrato a dicembre Sinter Klaas e ricorda pure la canonica della chiesa dove abbiamo bevuto una tazza di te con Simona e Hanna, la giovane pasteur del villaggio.
Sono anche in "missione" per conto di artemista, voglio creare una serie di visite tematiche e prendo nota di tutti i B&B e affitta-camere nelle case più belle, gli scorci più interessanti, i tempi di percorso da un punto all'altro, le eventuali tappe per riposarsi un secondo e scattare fotografie.

Incontriamo quasi subito una mamma sui roller che, sul piccolo sentiero per biciclette sul colmo della diga di Schellingwoude, spinge uno di quei passeggini a tre ruote che va tanto di moda ora in Italia. Tanto per incominciare.
Qui, comunque, i roller vengono usati abitualmente per le passeggiate dentro e fuori città, devo provare a pensare un percorso senza ostacoli per rollers.

Poco dopo un ragazzo è in ginocchio sul ciglio del sentiero, sta fotografando un serpente d'acqua. Mentre annotava qualcosa su un taccuino mi ha spiegato che nella sacca di tela vicino a lui c'era una femmina, è il periodo della riproduzione e ha riso tanto quando l'ho fotografato con le sue prede mentre facevo la salama intorno alla joie de vivre dei serpenti d'acqua in primavera.

grutto.jpgProseguiamo alla volta di Uitdam, 8 Km da casa, costeggiando un'ampia riserva di uccelli. Scopro in seguito, dalla signora del Tea Tuin, che oggi è giorno di bird watching e le guide naturalistiche stanno lavorando dall'alba.
In effetti sulla via incontro gruppi di persone, a piedi con gli zaini e con dei bellissimi cannocchiali color cachi. Cercando la traduzione di grutto, l'uccello che oggi in particolare viene osservato nel suo momento di cova delle uova mi sono imbattua in una curiosa tavola di nomi di uccelli interpretata in più lingue. Da qui apprendo che grutto è una Limosa Limosa, in italiano detta Pittima Reale.
cup_tea.jpgMarta inizia a dare qualche segno di nervosismo, ancora 3 Km e siamo arrivati.
Non sono molto lunghi 3 Km, nonostante la mia bicicletta sia pesante, un po' bassa per poter ottimizzare le mie pedalate, le ruote non perfettamente gonfie, carica di almeno 90 kg di zavorra, di cui almeno 10 inutili, tutti appartenenti alla sottoscritta.

Sbrano un panino nell'ultimo Km facendo vedere a Marta cavalli, mucche e agnellini. Per un secondo mi pento di amare la carne d'agnello sotto forma di cosciotto al forno o d'abbacchio alla romana, mi passerà.
Arriviamo alle porte di Zuiderwoude e incontriamo la bella signora del Tea Tuin, sta sistemando il cartellone con l'indicazione del locale ad un incrocio.
Mi riconosce, dobbiamo aver fatto abbastanza casino quando abbiamo festeggiato la my wise mother in law, le dico che le ho portato dei cantuccini fatti da me e che dovevo farle delle domande, se aveva tempo.
Marta ormai è in fibrillazione, sa che in questo posto si può contare su un latte e cacao, la torta di mele e la panna montata.
Ci accoglie questa bella signora, proprietaria della piccola casa, la Tea Tuin --Garden Tea, Giardino da te, un calembour intorno al tema "sala da te"-- "'t Einde". Mentre assaggia i cantuccini mi chiede se posso produrne un po' per lei, mi chiede di pensare a quanto voglio guadagnare per Kg, sono così sbalordita che inizio a pensare che questa sia un tecnica perfetta per allontanare gli scocciatori, dici subito di si così non rompono e, alla prima telefonata, rispondi che hai cambiato idea -click- fine.
Ma a me interessava sapere soprattutto se voleva intrattenere eventuali ospiti per una tappa-corso di pasticceria tradizionale olandese in abbinamento a una tazza di te. Gruppi piccoli, tempi brevi. Le ho chiesto di pensare a prezzi e a proposte di tempo e ricette. In più chiedo se mi può affittare il posto per svolgere corsi di cucina. Finalmente un bel posto dove poter cucinare, ché se paghi tanto devi anche avere un po' di coreografia. Sorrisi e scambi di informazioni, ci piacciamo, ci capiamo.

Ordino un caffè, l'intera aspettativa di Marta e tiro fuori delle fragole fresche buonissime. Odio la torta di mele, è burrosa e sa di cannella, ma per la creatura affronto la spesa, 3.75 euro la fetta.
Quella bestiaccia di Marta, appena arriva l'ordinazione mi dice, con fare materno: "Senti, la panna la prendo io, tu prendi pure TUTTA la torta." Obietto. Lei, irremovibile. Se mangio questa torta vomito, assicurato. La guardo, che peccato, è fatta benissimo, molto ricca e profumata, sembra meno burrosa delle solite, può competere con la torta di mele del Winkelcafè di Noordermarkt, anzi, secondo me questa è fatta con ingredienti migliori e con più cura. Mi faccio coraggio, ne assaggio un pezzetto. Infilo la fetta velocemente nel sacchetto delle fragole e tiro un sospiro, bevo un sorso d caffè.
Arriva il figlio che mi dice che pagherò solo la torta, sconto della casa per ringraziarmi dei cantuccini che sono molto piaciuti.
Non avevamo fretta, ho iniziato a scrivere sulla mia Moleskine da appunti tutte le cose dette, non voglio dimenticare nulla. Anche Marta disegna con i suoi fogli e le sue matite, siamo veramente in pace.
Arriva una coppia e ordina non so che cosa, ma è bellissimo e quindi, armata della mia faccia tosta, sorrido e chiedo se posso fotografare. Il risultato è visibile nella fotografia tonda.
Dall'acqua, intanto, arriva un gruppo di allegre comari in barca, approdano sulla riva del giardino e si prendono una buona tazza di te.

Ora smetto sono troppo prolissa, ma è stata una bella gita, nonostante Marta abbia dormito sulla bicicletta al ritorno e io abbia pedalato controvento per km, altrochè spinning, pedalare controvento reggendo con una mano la testa cascante di una piccola peste è molto più temprante.
Quattro ore meravigliose.
Dopo una giornata così preferirei non dover decidere cosa fare nei prossimi anni.

A cena Marta era triste, papà inizia a mancare, ma solo per pochi secondi, questa sera si ruba il suo posto nel lettone ed è gran festa, specialmete per me.

Posted by ElenaC at 18:12

13.04.04

Queen's day

Il giorno della Regina, il compleanno della Regina Madre, per intenderci, 30 aprile.
In questo giorno di festa nazionale le cittò si trasformano in un mega mercato all'aperto. Tutti possono vendere qualsiasi cosa a qualsiasi prezzo. Basso.
Dopo un paio di edizioni viste come spettatrice quest'anno vorrei vendere.
Vendere grissini e cantuccini, torte salate e bicchieri di vino. Top location del banchetto: herengracht all'angolo con brouwersgracht, davanti alla casa di Priya.
Diversamente dovrei occupare la strada una delle notti precedenti l'evento e scrivere "BEZET" occupato.
Idee su cosa potrei anche vendere sono benvenute!!!!

Posted by ElenaC at 14:04

08.04.04

Dutch Light.

uitdam_land400x300.jpgVivo in Olanda da tre anni ormai, il fattore atmosferico è all'ordine del giorno, scherzo sempre della mania di parlar del tempo degli olandesi, ma è una cosa importante per queste persone che vivono mesi di poca luce e che devono convivere con le intemperie. Spesso mi lamento del freddo, del vento e della pioggia, ma devo dire che la luce qui ha veramente qualche cosa di seducente.

Ricordo uno dei miei primi viaggi fatti in Nord Europa con la mia famiglia, odissee automobilistiche in cui mio papà guidava l'auto di notte e di giorno ci guidava alla scoperta di città molto belle. Ho in mente, credo fossimo in Inghilterra, un contrasto di colori mai visto prima: uno squarcio di sole su un campo da calcio in cui una ventina di ragazzotti dalle pelle pallidissima tiravano calci a un pallone --barbari-- su un prato.
Ricordo ancora meglio la mia prima vista di Edimburgo. Alle porte della città, la vedevo dall'alto di una collina. In basso la città era di pietra grigio scura, la stazione era nera e il tutto contrastava con un altipiano verdissimo e un cielo blu pieno di nuvole. "Io qui ci vivrei" ho detto, davanti all'ennesimo panorama di scogliere, prati verdissimi, nuvole e cieli plumbei, e io sono sicura che mio papà abbia fatto qualche battuta sull'invivibilità del tempo proprio come aveva fatto il padre di Priya in visita ad Amsterdam con la famiglia nel 1964.
Avevo capito che la luce del nord era speciale, non sapevo però nulla della luce olandese.

Esiste un antico mito per il quale la luce olandese è diversa da tutte le luci presenti al mondo. Stiamo parlando della leggendaria luce che vediamo, per esempio, nei paesaggi di Jan van Goyen e di Jacob van Ruisdael, negli interni e nature morte di Johannes Vermeer, Pieter Saenredam e Willem Claesz Heda. Nel 17mo secolo l'osservazione del fenomeno atmosferico e, in particolare, della luce diventano il cardine di quello che viene chiamato visual culture, cultura visuale. Secondo l'artista tedesco Joseph Beuys il 1950, data di costruzione delle dighe del Zuyder Zee e della conseguente pianificazione e costruzione di nuovi polder --campi letteralmente strappati dalle acque in grado di ospitare fattorie, coltivazioni e allevamenti-- segna una data di chiusura di questa cultura visuale. La vera luce olandese non esiste più se non nelle tele degli autori fiamminghi.


Dutch Light è un documentario sulla luce in Olanda. Diversi artisti, storici e scienziati provenienti da tutte le parti del mondo sono intervenuti offrendo il loro punto di vista.

Questo è il più bel documentario che io abbia mai visto in vita mia.
Sono sicura che la familiarità con i luoghi filmati possa rendere la visione più facile. Ad esempio capisco che un cantiere e i rumori dei martinetti per l'inserimento dei pali di fondazione --di passaggio nel film per pochi secondi-- possa lasciare fredde molte persone, ma io sono passata per mesi davanti a quel cantiere per andare a lavorare nel negozio di design e per me quei suoni sono rimasti impressi perchè la terra si muove come in un terremoto a ogni colpo.
Appena disponibile comprerò il DVD di questo film, lo porterò con me come memoria degli anni passati in Olanda perchè riassume una parte delle cose che ho amato qui.

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Posted by ElenaC at 22:42

20.06.03

Ancora Open Tuinen

Ieri ho visto l'annuncio ufficiale della manifestazione Open tuinen che coinvolge una trentina di giardini storici in tutta la Amsterdam dei Grandi Canali, la manifestazione inizia oggi fino a domenica compresa. Gli orari di visita dei giardini sono dalle 10.00, alle 17.00 il bilglietto-pass valido per i tre giorni costa 10 euro (ne vale veramente la spesa) e si può comperare in tutti i luoghi visitabili.
Ad esempio la galleria FOAM in Keizersgracht 609 (occhio che i canali sono lunghissimi, i numeri crescono partendo dalla stazione e andando verso l'Amstel), oppure al Bijbels museum, in Herengracht 366-368, oppure ancora, poco distante dal Dam il Theatermuseum in Herengracht 168.
Parallelamente, domenica 22, si svolgera una piccola apertura di giardini "minori", che sono fuori della lobby dei Grandi Canali per un prezzo politico di 1.5 euro, se interessa vedere il post di qualche giorno fa.
I palazzi e i giardini più spettacolari sono nella stragrande maggioranza nel "Gomito d'oro" nella parte di Herengracht più vicina all'Amstel, ma 'è anche il giardino di erbe aromatiche della scoladi cucina e altre sorprese.
Posted by ElenaC at 08:56

15.06.03

Open tuinen

Il 22 giugno,dalle 11.00 alle 16.00, alcuni giardini storici situati nel quartiere Jordaan di Amsterdam saranno aperti ai comuni mortali.
L'atro anno funzionava così: scoprivi questa manifestazione per caso leggendo un volantino appicccato al muro, facevi otto ore di fila al VVV (ufficio informazioni e prenotazioni alla stazione centrale o in Leidsestraat) per scoprire che il biglietto lo potevi comperare in qualsiasi dei posti da visitare. Alcuni sono molto famosi, come il giardino del Bijbels Museum o il Willet-Holthuijsen Museum, si sa, sono tappe imperdibili. Il signore del botteghino lo sapeva, io invece no. E va beh, continuiamo a farci del male.
Per 10 euro mi sono impossessata di un pass e per tre giorni ho visitato case private mozzafiato, musei meno noti del Van Gogh museum e molto interessanti, scuole di cucina, gellerie di arte, mangiato stuzzichini, pannekoeken e sbevazzato frizzanti anidridi per pochi centesimi serviti in cucine del '700 degne di un esproprio proletario.

Ho trovato oggi il classico volantino appiccicato sulla vetrina del macellaio e ho scoperto che quest'anno la manifestazione sarà più piccola e i biglietti -1.50 euro per persona- verranno venduti nei giardini dietro la porta delle case in Elandsstraat 110-136 e Willemstraat 132.Tutti i giardini visitabili avranno palloncini verdi svolazzanti davanti alle porte di ingresso.
Sarebbe coerente mettere una ricetta degli stuzzichini o dei pannekoeken, ma non sono così interessanti e allora di seguito metterò uno strepitoso pasticcio di verdure che mi ha fatto assaggiare, se due porzioni king-size dopo il ben di dio mangiato prima possono essere chiamate assaggio, la mia amica Roberta l'altra sera.
Posted by ElenaC at 19:40

31.05.03

Per la stazione (degli autobus)!!!!

L'altro giorno, mentre andavo ad aiutare un mio amico a scattare delle fotografie ad Hoffdorp, orrida cittadina distante qualche Km da Amsterdam, siamo passati davanti a una fermata dell'autobus bellissima.
E' molto particolare, sembra plasmata nella creta da un gigante.
Ho trovato un sito con una recensione e ho scoperto che è stata completata da poco e che ha anche vinto alcuni premi.
Vale la pena farci un giro.
Tot Kijk!

Posted by ElenaC at 10:51