30.05.07

Focaccia di patate della festa di fine anno della 1°B



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Dedica speciale a quelle mamme della classe 1°B che hanno gradito la focaccia oggi pomeriggio.
Oggi festa a casa di Matteo, tutta la classe e le maestre insieme per gli auguri di fine anno. Ho fatto una variazione alla ricetta della focaccia di Genìe ed è piaciuta, allora scrivo la ricetta con le sue variazioni .

Ingredienti per una teglia da forno:

300 ml acqua
600 gr di farina
un cubetto di lievito di birra
2 cucchiaini di zucchero
10 gr sale
1 bicchiere abbondante di olio extra vergine d’oliva
2 patate bollite
eventuali pomodorini e olio per condire

Far sciogliere il lievito con un po’ d’acqua tiepida e aggiungere mezzo cucchiaino di zucchero, 200 gr di farina, fino ad ottenere una pasta morbida. Mescolare e lasciare lievitare mezz’ora con un coperchio sopra la ciotola.

Nel frattempo fare bollire le patate con la propria buccia in acqua salata. A cottura ultimata rimuovere la buccia e schiacciarle come per fare il purè (basta anche schiacciarle con una forchetta in un piatto) .

Mettere i restanti 400 gr di farina in una grande ciotola e aggiungere la pastella con il lievito, le patate schiacciate, un bicchiere d’olio d’oliva extravergine e 10 gr di sale. Lavorare bene la pasta fino ad ottenere un impasto soffice e compatto. Ungere un tegame da forno con il bordo alto e stenderci l’impasto facendo pressione con le dita. Cospargere la focaccia con sale fino. Lasciare lievitare almeno un’ora. Eventualmente dopo questa ora di attesa decorare con pomodorini, olive, erbette. Infornare a 200 gradi e lasciare cuocere per una ventina di minuti circa.

Posted by ElenaC at 18:49

Mayura Subhedar e Nandini Bedi e il loro nuovo film, " Per chi passa da Amsterdam giovedi o venerdi

Le mie due amiche registe di Bombay hanno deciso di fare un esperimento, mettere in scena un film in 48 ore e lo presentano alla Westergasfabriek, la centralina del gas ottocentesca ormai da qualche anno diventata centro culturale, sede di cinema, teatri, gallerie d'arte e locali (uno dei quali serve un espresso decente).
Per chi gravita nella mia amata città giro l'invito a vedere cosa hanno combinato. Lì troverete tutte le persone che mi mancano da morire in questo momento, Mayura e Nandini comprese.

Qui sotto l'invito, in olandese.

Beste Mensen,

Afgelopen weekend hebben ik samen met Nandini Bedi in
48
(een half!!!) uren een korte film gemaakt....meet veel
hulp en steun van onze ploeg en vrienden. Het heet " A
Sense of Direction" by Hand Held Films.
Wij zijn zeer trots op onze films dus kom kijken!

Wij nodigen jullie uit deze en andere films die in 48
uren gemaakt zijn te komen kijken in Het Ketelhuis,
Pazzanistraat 13,
Cultuurpark Westergasfabriek.(Tel: 020 - 684 00 90)
op aanstande donderdag 31st Mei om 18.00 uur of
vrijdag 1 Juni om 19.30

Groeten,
Mayura Subhedar

Posted by ElenaC at 14:19 | Comments (2)

29.05.07

Neu-ah Nam Tok "waterfall beef"



some Panang Neu ingredients
In primo piano, foglie di kaffir lime tagliate a striscioline finissime


Come antipasto, sempre per questa serata con gli amici di scuola di Marta, voglio saldare un debito con il my wise, che si è innamorato di questa insalata di manzo tailandese e io non l'ho mai più fatta.
Questa è una variante del più noto Laab, nome generico per le insalate di carne (maiale, anatra, pollo etc.). Anche se la vera ricetta del Neu-ah Nam Tok richiede la sfilettatura del pezzo di manzo e poi la cottura la mia insegnante di cucina Thai, Umaporn Sagjan, ci consigliava di marinare e di cuocere il pezzo di carne tutto intero e poi, una volta cotto fuori e rosato dentro, di tagliarlo a fettine. Sono stata dal mio macellaio di fiducia e ho spiegato per filo e per segno cosa intendevo fare e lui mi ha scelto il pezzo che riteneva migliore, con la promessa di tornare domani a riferire l'esito.
Bene, non mi resta che mettermi al lavoro. Ma prima, la ricetta.


Ingredienti per quattro persone

450 gr di manzo (molte sono le varianti, ma io farò manzo anche perchè voglio che sia rosato all'interno)
2 cipollotti tagliati a rondelle
un mazzetto di coriandolo fresco, le foglie tritate grossolanamente
2 lemon grass tagliati finissimi
5 scalogni tagliati finemente
una manciata di foglie di menta fresca
2 cucchiaini (a gusto) di peperoncino rosso secco tritato
2 cucchiai di riso tostato e tritato grossolanamente
5 cucchiai di succo fresco di lime
3 cucchiai di salsa di pesce
zucchero di palma
una manciata di basilico thai per accompagnare
qualche foglia di kaffir lime tagliata finissima per guarnire

Teoricamente bisognerebbe tagliare in pezzetti spessi 3 cm la carne, grigliarla a fuoco moderato fino a cottura, con un coltello affilato tagliare fino a ridurre a pezzettini la carne e trasferirla in una ciotola aggiungendo il lemon grass e gli scalogni.
Umaporn diceva di marinare il pezzo grande di carne con una parte di lime e di salsa di pesce e poi di gettare il pezzo intero in un wadjan bello pesante e rovente, con giusto un cucchiaio di acqua e niente olio. Inizialmente la carne di attacca ma poi il grasso della carne ovvierà a molti inconvenienti. Una volta cotto il pezzo (ho scelto un pezzo di carne non troppo spesso in ogni caso) si procede al taglio in lamelle.
Condire quindi i pezzetti di carne combinando la salsa di pesce con il lime e lozucchero. In ogni manuale di cucina Thai o qualsiasi cuoco Thai vi dirà che le quantità non sono mai definite e definitive, bisogna provare e correggere secondo ai propri gusti. Aggiungere peperoncino e un po' del riso tostato e tritato. Mescolare a lasciare riposare perchè prenda sapore. Aggiungere la menta, il coriandolo e i cipollotti, mescolate e mettere su un piatto da portata accompagnato dalle foglie di basilico Thai e un po' di kaffir lime tagliato finissimo come decorazione (optional).

Posted by ElenaC at 14:14 | Comments (5)

Khang karee kung- Curry giallo di gamberi e pomodorini a ciliegia


Khang Karee Kung ingredients
Questa sera un amico di Marta viene a cena con la sua famiglia. La mamma mi è particolarmente cara ed è sempre incuriosita dalle stranezze che trova disseminate sui pochi mobili del mio soggiorno o delle cose che a volte servo per merenda, senza contare la sua addiction alla marmellata di Rose di Damasco dei Monaci di Bose.
Dato che finalmente ha accettato un invito a cena con tutta la famiglia preparerò questa ricetta che ho imparato in Olanda grazie alle lezioni impartitemi da Umaporn Sagjan e che è diventata un classico di casa.
Ecco un sito interessante, sempre segnalatomi da Uma, per imparare a cucinare thai.


Ingredienti per quattro persone

250 gr di gamberi sgusciati di dimensione medio-grande ("prendete i migliori della vostra pescheria e non ve ne pentirete" diceva Uma)
1 cucchiaio abbondante di pasta gialla di curry*
250 ml latte di cocco non dolcificato
100 gr pomodorini a ciliegia
2 grandi peperoncini rossi piccanti
1 cucchiaino di sale
circa 2 cucchiaini di zucchero di palma (più un po' di extra da parte per regolare il gusto alla fine)
1 cucchiaio di salsa di pesce
2 cucchiai di olio di semi di mais

Pulire i gamberetti, eliminare la vena e il guscio e passare brevemente sotto l'acqua corrente.
In un wok o in una pentola capace versare i due cucchiai di olio e scaldare a fuoco medio. Quando l'olio è ben caldo aggiungere la pasta di curry. Mescolare fino a che le spezie non inizieranno a sprigionare i loro profumi e di seguito unire il latte di cocco.
Questa procedura è molto veloce e viene eseguita anche nei ristoranti dove si cucina alla velocità della luce. Ma se uno avesse tempo dovrebbe fare a meno dell'olio e scaldare la metà del latte di cocco sempre nel wok, aggiungere la pasta di curry e far cuocere a fuoco medio, rimestando di continuo fino a quando l'olio del cocco non affiorerà in superficie in forma di occhielli. A questo punto aggiungete il resto del latte di cocco mescolando fino a ottenere un composto omogeneo. Fate voi la scelta del modo di cottura a seconda del tempo che avete a disposizione.

Tuffare nella salsa molto calda i pomodori, i gamberi e i peperoncini tagliati a rondelle, portare la salsa a ebollizione (senza esagerare, la salsa deve sobbollire e mescolando di continuo) per pochi minuti, fino a cottura ultimata dei gamberetti.
Condire con il sale, la salsa di pesce e lo zucchero di palma.
Servire bollente con riso thai in bianco.

*Se non avete in casa la pasta di curry giallo si può sempre fare pestando in un mortaio i seguenti ingredienti.
5 peperoncini rossi essiccati, messi in acqua bollente per 1 ora
5 cucchiai di scalogno tritato
2 cucchiai di aglio sminuzzato
1 cucchiaino di galanga fresca sminuzzata (l'hai presa, vero RdM? diversamente ti indico un paio di posti in Milano dove la puoi trovare)
1 cucchiaio di lemon grass tagliata a rondelle fini
1/2 cucchiaio di buccia di limone istrice
1 cucchiaino di radice sminuzzata di coriandolo
5 grani di pepe bianco
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di pasta di gamberetti.

Qualora non aveste un buon mortaio in pietra, di quelli che il pestello fa fatica a farsi reggere usate un mixer normale per ridurre a purea finissima tutti gli ingredienti tranne la pasta di gamberetti, che viene aggiunta alla fine, mescolata con il resto della pasta di curry.
La dose equivale a 3/4 cup di prodotto finito e si può conservare in frigorifero per 3-4 mesi in vasetti di vetro.

Posted by ElenaC at 12:51 | Comments (6)

28.05.07

Son cose

IO.jpg
photo courtesy of sulasavon

Mentre sto facendo il bilancio economico dell'evento interetnico che ho appena concluso, fuori piove e sento "Round midnight" con un golfino di lana per scaldarmi.

E arriva una email che mi fa sentire come se fosse spuntato il sole tra le gocce di pioggia.

Ciao Elena,
nel caso non te l'abbia ancora detto nessuno, ti informo di averti
menzionata tra i "100 siti per 100 desideri" nel libricino che ho
redatto per il settimanale Grazia e che si trova ancora in edicola
allegato alla rivista.
http://grazia.blog.it/2007/05/22/voglio-100-siti-per-100-desideri/
ciao
Giulio (ovvero Zu)

Grazie Zu!

My wise, be proud of me!

Posted by ElenaC at 15:12 | Comments (14)

27.05.07

Belleville Rendez-vous

Allez les filles, allons...
SI BALLA!

J' veux pas finir mes jours à Tombouctouuuu...
(Tombouctouuuu)
La peau tirée par des machines à clous
Moi je veux être frippé, triplement frippé
Frippé comme une triplette de Belleville

J' veux pas finir ma vie à Accapullllllllcoooo
(Accapullllllllcoooo)
Danser tout raide avec des gigolos
Moi je veux être tordu, triplement tordu
Balancé comme une triplette de Belleville

(Allez les filles, allons...)
Swinging Belleville rendez-vous
Marathon dancing doum dilouuu
Vaudou Cancan, balais tabouuu
Au Belleville swinging rendez-vous

J' veux pas finir ma vie à Singapouuuur
(Singapouuuur)
Jouer au dico, manger des petits fours
Moi je veux être idiot, triplement z'idiot
Gondolé comme une triplette de Belleville

J' veux pas finir ma vie à Honoluuluuuu
(Honoluuluuuu)
Chanter comme un oiseau çà n'se fait plus
Je veux ma voix brisée, triplement brisée
Swinguer comme une triplette de Belleville

Swinging Belleville rendez-vous
Marathon dancing doum dilouuuu
Vaudou Cancan, balais tabouuuu
Au Belleville swinging rendez-vous

J' voudrai finir ma vie à Katmandouuuu
(Katmandouuuu)
C'est bien plus doux de faire des rimes en "ou"
Mais je veux être givré, triplement givré
Swinguer comme les triplettes de Belleville

(Allez les filles...)
Swinging Belleville rendez-vous
Marathon dancing doum dilouuuu
Vaudou Cancan, balais tabouuuu
Au Belleville swinging rendez-vous

Swinging Belleville rendez-vous
Marathon dancing doum dilouuuu
Vaudou Cancan, balais tabouuuu
Au Belleville swinging rendez-vous


Belleville Rendez-vous
by -M- Mathieu Chedid
special guests: Django Reinhardt, Josephine Baker, Fred Astaire

Il film-cartone è semplicemente geniale. Altra passione di Marta. E mia.
Qui solo un saggio-

Vah, che è forte Mathieu Chedid!

Posted by ElenaC at 21:18 | Comments (9)

18.05.07

Da sabato prossimo preparo taglierino e cartoncino

E gioco con Marta a Peter Callesen.

Posted by ElenaC at 08:39 | Comments (20)

15.05.07

Appunti veloci , Flickrvision (beta)

Flickrvision (beta)

Posted by ElenaC at 10:15

14.05.07

Wislawa Szymborska e le sue poesie

Lavorando intorno all'Est Europa ho conosciuto persone molto simpatiche ed interessanti. Diana, Giulia, Nadia, Rotaru, Oelexandra e Maria, Alexandra, Bozena, Francesco, Edyta, Delia e la sua famiglia, Nedhmi, Admir, Aldi, Consuelo che credo sia la prima italiana laureata in lingua albanese e che se non fosse stato per il professore sempre assente avrebbe scelto l'ebraico.
Wislawa Szymborska l'ho scoperta grazie ad Edyta.
Per essere più precisi, il primo libro che ho posseduto di Wislawa Szymborska, "Uno spasso" me lo ha regalato lei qualche anno fa quando è venuta a trovarmi ad Amsterdam, con tre candele a forma di fiore che ho sotto gli occhi, se alzo la testa dalla tastera. L'ho scoperto questa era leggendo la prefazione della raccolta, bellissima, "Sale". Non ricordavo più il nome dell'autrice di "Uno spasso" che ricordo con affetto specialmente per la bella esperienza di Zefram e RdM a caa di Gigi e in visita da noi, con noi, e le parole sotto il platano di Het Suijtje e lei che parla con il fuoco del camino acceso che le tinge la faccia. E quell'architetto del verde tedesca conosciuta per caso in un trasporto barca tra un concerto e l'altro che era dei nostri in una di queste serate. Che nostalgia.
Poetessa, nel 1996 Premio Nobel per la letteratura "Per la capacità poetica che con ironica precisione permette al contesto storico e ambientale di venire alla luce in frammenti di umana realtà " . Sulla rete ci sono molte poesie con fior di commenti e critiche letterarie. Per quello che mi riguarda trovo che la sua poesia abbia muscoli e tendini. E ringrazio Edyta per avermela fatta conoscere. E quindi condivido con voi la scoperta, copiando una delle poesie che si trovano in rete che mi è piaciuta particolarmente.



Scrivere un curriculum

Cos'è necessario?
E' necessario scrivere una domanda,
e alla domanda allegare il curriculum.

A prescindere da quanto si è vissuto
Il curriculum dovrebbe essere breve.

E' d'obbligo concisione e selezione dei fatti.
Cambiare paesaggi in indirizzi
E ricordi incerti in date fisse.

Di tutti gli amori basta quello coniugale,
e dei bambini solo quelli nati.

Conta di più chi ti conosce di chi conosci tu.
I viaggi solo se all'estero.
L'appartenenza a un che, ma senza un perché.
Onorificenze senza motivazione.

Scrivi come se non parlassi mai con te stesso
E ti evitassi.

Sorvola su, cani gatti e uccelli,
cianfrusaglie del passato, amici e sogni.

Meglio il prezzo che il valore
E il titolo che il contenuto.

Meglio il numero di scarpa,
che non dove va
colui per cui ti scambiano.

Aggiungi una foto con l'orecchio scoperto.
E' la sua forma che conta, non ciò che sente.

Cosa si sente?
Il fragore delle macchine che triturano la carta.

da: Vista con granello di sabbia, a cura di Pietro Marchesani, Adelphi

Posted by ElenaC at 09:04

09.05.07

Uova sode a forma di stella- molded star eggs



Tutti in riga!

Credo che da oggi in poi nè io e tanto meno Marta riusciremo a considerare un uovo sodo come prima.
Oggi è mercoledì e Marta torna a casa da scuola alle 12.10 per rimanerci tutto il pomeriggio. Ormai abbiamo concordato il menu, guai a cambiarlo. Bistecca ai ferri e basmati bianco condito con yogurt bianco e sale. E tante chiacchiere, un po' di frutta e una pausa pranzo per noi.
L'altra notte però non riuscivo a dormire e ho finalmente trovato un buon sito in cui si insegna a modellare le uova sode, che tanto belle compaiono nei bento box. Ottimo esperimento da fare con Marta, a maggior ragione ora che il my wise è per una settimana in Inghilterra. In effetti da qualche tempo a questa parte ogni volta che Marco parte cerco di inventarmi qualche cosa di speciale. Oggi quindi uova a forma di stella (e cuore e orsetto) e una scatola di tempere nuove fiammanti per fare dal vero l'ultimo gioco preferito di Marta scovato nel sito della BBC CBeebies, che consiglio spassionatamente a chiunque abbia un bimbo interessato a frequentare un po' l'inglese giocando.

Come al solito divago. Tornando alle uova.
Nel molded eggs tutorial è evidente quanto sia semplice trasformare un pover'uovo sodo in una stella o in altra forma, basta avere la formina adatta. Allora ho pensato "Mmmmm, ma io ho gli stampini da onigiri che Tomoko mi ha portato dal Giappone! Stai a vedere che con quelli ce la faccio anche io!"
Mi sono un po' scoraggiata quando ho visto che le mie uova erano grandi, troppo grandi rispetto alle mie forme, cercherò delle uova più piccole la prossima volta perchè, come si vede nelle altre fotografie, il risultato non è stato perfetto, ma è chiarissimo che il problema è risolvibile.

Ricapitolando il tutorial.
Si cuociono normalmente queste uova sode.
Le uova vanno pelate velocemente quando sono ancora calde facendo attenzione a non scottarsi. Io ho usato un asciugamani per proteggermi.
Trovare questa parte rischiosa squisitamente giapponese.
E' necessario avere queste formine, si trovano in negozi specializzati o sulla rete.
Bisogna schiacciare in questa formina l'uovo, anche se devo capire se è meglio mettere per prima la punta o il sedere.
Si lascia per qualche minuto, se non una decina, a prendere forma e delicatamente si rimuovono dal loro stampo.
Io poi ho deciso di tagliare a fettine la mia stella con il mio coltello di ceramica bagnato di acqua, usandolo come un piccolo seghetto.
Il risultato è quello che si può vedere nella fotografia. Senza contare gli occhioni sgranati di Marta.

"Che mamma stravagante. Pensa, lei le uova sode me le fa a forma di stella"

Mi chiedo se con un po' di buona manualità e qualche mia forma da biscotto non riesca a trasformare un pover'uovo sodo in un elefantino. Accidenti ho finito le uova. E temo anche il tempo per le sperimentazioni, almeno fino a questa notte.

Posted by ElenaC at 14:11

06.05.07

Un sorriso

A Stefania che ha visto un Sakamoto argentato ed affascinante a Rovereto. Mi spiace di non averti incontrata.

Posted by ElenaC at 00:08

01.05.07

Baklava



Baklava

In ultima analisi io non cucino baklava per non schiantare di nostalgia. Ma per l'evento che sto organizzando devo spiegare questa ricetta ad un gruppo di pasticceri professionisti che ne produrranno per cinquecento persone.
Tornando ai ricordi avrò avuto dodici o tredici anni. Io e mio papà avevamo parcheggiato la macchina su un marciapiede lontano pochi metri dallo stretto di Corinto, il mare più violentemente blu che ricordi nella mia vita.
Mia mamma e mia sorella, accaldate e scocciate, ci aspettavano in auto mentre noi ci compravamo in un chiosco una selezione imperiale di baklava. Alle noci, al pistacchio, con la pasta kataif che mi si polverizzava tra le dita,a rotolino, a forma di spicchio. Dolci, ah, se eran dolci. Trasudavano sciroppo. Mio papà fuori Italia era in grado di farmi mangiare di tutto, addirittura le mie allora odiatissime cipolle crude, tutto per gustare quanto era diverso dal cibo di casa. Non riuscivamo più a pulirci le mani dal giulebbe e ridevamo mentre mia mamma e mia sorella ci invitavano a non fare i salami e di proseguire il viaggio.Non ho rivisto un vero baklava per quindici anni, fino a quando non mi sono messa a lavorare con dei businessman turchi, che ad ogni meeting rifornivano l'intero dipartimento di lukum e baklava.
Ma sicuramente il sospirone che mi sgorga al primo morso di questo dolce deriva da Amsterdam. Chi ha vissuto un po' in questa città sa che uno dei mercati più belli rionali è quello che occupa giornalmente una parte di Albert Cuypstraat . Nella parte lasciata in balia delle biciclette e delle automobili si trova uno dei locali più amati da me e Marta, scoperto per caso un giorno in cui il mio migliore amico era in visita ed era affamato dopo una mattina passata al mercato con noi. Il locale poi ho saputo, è famoso in tutta Amsterdam, dove ha una seconda sede in Kinkerstraat. Si tratta di Kismet, qui borek, lukum, halva di sesamo e una serie infinita di baklava vengono serviti giornalmente. C'è anche una parte di tavola calda con spesse melanzane ripiene di carne e altri piatti, ma credo che il loro pezzo forte sia il loro uso sapiente della pasta fillo. Una delle cose che più mi ha colpito la prima volta che sono entrata era il minaccioso coltellaccio con cui tagliavano i borek, sembrava uscito dalla caverna dei quaranta ladroni.
Marta riusciva nonostante la sua tenera età a fare fuori una porzione da adulto di qualsiasi prodotto con la pasta fillo e credo che i baklava al pistacchio a forma di spicchio saranno una delle sue comidedemama.


Kismet
Albert Cuypstraat 64
1072 CW Amsterdam




Ingredienti per 4 persone golose

per il baklava:
una confezione di pasta fillo da 500 gr
500 gr di noci a piacimento (mandorle, noci, pistacchi)
due cucchiai di zucchero
250 gr di burro fuso e un pennello da cucina

per lo sciroppo:
50 gr di miele
500 gr di zucchero
450 gr di acqua
un cucchiaio di acqua di rose o di acqua di fiori di arancio

Preparare lo sciroppo.
Sciogliere in un pentolino tutti gli ingredienti tranne l'acqua di rose, che aggiungeremo a sciroppo ormai intiepidito. Fare bollire a fuoco vivace per qualche minuto e lasciar raffreddare lo sciroppo. Una volta intepidito aggiungere l'acqua di rose e mettere a raffreddare definitivamente in frigorifero per qualche ora.
Scongelare la pasta fillo e coprirla con un panno umido avendo cura di non poggiarlo direttamente sulla pasta. E' una pasta delicata e che si rompe facilmente, specialmente se è stata scongelata velocemente. Maneggiare con estrema cura.
Coprire di carta fa forno una placca.
Tritare grossolanamente le noci e lo zucchero. A seconda del tipo di baklava che si vuole fare si potranno avere diversi gradi di finezza della graniglia.
Poggiare il primo velo di pasta fillo e spennellare con burro fuso. Sovrapporre un secondo strato e pennellare con burro fuso. Ripetere questa operazione sovrapponendo in totale sei figli di spasta fillo. Cospargere uniformemente con le noci tritate e ripetere la sovrapposizione di altri sei strati di pasta fillo. Spennellare generosamente anche l'ultima superficie di pasta fillo. Abbiamo ottenuto un rettangolo piuttosto spesso. C'è chi preferisce alternare le nici tritate ricoprendo tutti i primi sei strati di pasta, sempre spennellati di burro.
Con un coltello molto affilato e inumidito con acqua praticare dei tagli a losanghe premendo la lama fino in fondo.
Infornare per 40 minuti a 180°C. La pasta deve essere cotta e al superficie deve essere molto ben dorata.

Appena tolta la pirofila dal forno inondare letteralmente i baklava con lo sciroppo preparato in precedenza. Lasciare raffreddare completamente prima di servire.

Posted by ElenaC at 14:07

Marta lontana, one of her greatest hits

Stay tonight
We’ll watch the full moon rising
Hold on tight
The sky is breaking

I don’t ever want to be alone
With all my darkest dreaming
Hold me close
The sky is breaking

I don’t ever want to be alone
With all my darkest dreaming
Hold me close
The sky is breaking


darkest dreaming
david sylvian

Posted by ElenaC at 11:28