26.09.05

Preparate i fazzoletti

IMG_7943Ecco un'immagine di repertorio, scattata da Beppe Bressi, trovata mentre sto inscatolando il tutto.
Da sinistra a destra, il my wise, comidademama con un decoletée che mai più nella sua vita potrà vantare a meno che non rifaccia un secondo figlio e si ostini ad allattare per altri 15 mesi e una quasi irriconoscibile Marta, ignara del fatto che dopo pochi giorni avrebbe preso il suo primo volo per i Paesi Bassi, il primo di una interminabile serie.

Dato che non credo posterò più dall'Olanda perchè sto intensificando i lavori inizio a salutare tutti, grazie per averci tenuto compagnia in questi anni.

Grazie a tutti quelli che hanno trovato il tempo per comunicare con me.
Grazie a quelli che mi hanno telefonato quando mi hanno squottato la casa di fianco, alle email di conforto quando non mi capacitavo che esistessero le black school in Olanda, grazie a tutti i commenti che avete mandato, alle tantissime email che ho ricevuto da chi i commenti non li scrive.
Grazie di tutto.

Ho sempre pensato di scrivere questo ultimo post olandese in lacrime, invece sto bene, ho un po' di magone --mica sono di pietra--, ma so che l'esperienza trentina sarà interessante e positiva e che almeno con chi segue il weblog potrò avere una continuità di contatti. E son cose.

Dalla prossima settimana sono in Piemonte e tornerò alla ricerca di una casa a Trento perchè mi rifiuto di pagare un sacco di soldi per dei buchi che nemmeno in Herengracht.

A presto, le cronache altamente digeribili avranno luogo in Terre Trentine, ne vedremo delle belle.

Tipo c'è una comunità filippina molto grande. La cucina filippina è un mix di quella malese, cinese e indonesiana. Già la cosa mi ispira. Mai mangiato filippino? E cingalese? E i prodotti locali?
Sah, chi mi insegna a fare i canederli?

Posted by ElenaC at 14:41

Scatoloni II-nomenclatura

all'alba delle ore 1.30 am inauguro un nuovo scatolone
cose apparentemente inutili, di cui non so l'utilizzo, ma che temo buttare nella spazzatura

ora vado a dormire

Posted by ElenaC at 01:40

25.09.05

Scatoloni I-nomenclatura

Cose Piccole e Fragili da non Perdere
-piastrella con ciliegio in fiore e dedica in giapponese di Sumi
-le candele orchidea di RdM
-i bangles per Diwali
-scultura astratta di Heleen
-un bel righello
-tre stelle marine
-lanterna di Dona e Roberta
-lettere di legno M A R T A

seguono

cibi-arnesi giapponesi
due strutture in bambù per soba, mandolina Benriner, bacchette, poggia bacchette bicchieri in bambu
rice seasoning di hello kitty
fiocchi di pesce secco
parallelepipedi di mochi
maccha
maccha per gelato per marina con traduzione in inglese
le alghe nori da sushi tagliate a forma di miffy
alghe alghe
sesamo
suribaki e surigoki
una confezione di miso appena arrivata da Tokyo
salse e salsette
wasabi in polvere e in pasta
kit per sushi
comperare riso


cibi-arnesi indiani
set dispense lezioni di Priya
kit per rollare chapati
sottobicchieri di nandini
due spice tin
set dapic nic
tamarindo
dahls e spezie a profusione
thali
cestello vapore
riso

cibi thai
set dispense lezioni di Umaporn
salsa di pesce
latte di cocco
limoni istrice
zucchero di palma chiaro
zucchero di palma scuro
tamarindo in pasta secca
pasta di curry
peperoncini
lemongrass
riso


miscellanea cucina
qui ci vuole un grande scatolone

miscellanea cose piccole, non carta, che trovo sui bordi delle librerie
qui ci vuole uno scatolone più grande di quanto stimerò

libri
ancora due scatole

carta
sospiro, non ce la farò mai

miscellanea bagno
ma i giochi da bagno li metto nei giochi di marta? se sono asiutti si
scatola piccola, lascio in eredità tutti i detersivi

giochi marta
... ma come è possibile che ce ne siano ancora!

musica e dvd
fatto, tre scatoline

la mucca
non è proprio la mia, ma le assomiglia, ottima scatola antiurto

vestiti già pronti
biancheria quasi tutta pronta
due tappeti da mettere sul fondo del van di Gigi

miscellanea disperata
scarpe, tre paia nostre, tre paia di marta ormai piccole
catenacci delle bici
casco di Marta
rollers

cavi
quelli sono, cavi e ciabatte

alta tecnologia
insomma come lo inscatolo il pc e tutti ifili


Sento The Smiths-Big Mouth Strikes Again, questo clima autunnale mi fa sentire la mancanza di Sergio, di quando andavamo in giro insieme, con Nadia a fare fotografie nelle belle domeniche di autunno.

Posted by ElenaC at 11:12

E in tanto Restodelmondo e il fiancé hanno cucinato per trenta, dico trenta, persone.

Complimenti!

Posted by ElenaC at 10:23

Marco è a Lisbona, Marta è in Italia

E io sono qui ad Amsterdam, sola.
Mi sembra di essere in vacanza.
Impacchetto, pulisco, saluto le ultime persone.
Questa sera, cena thai da Katinka e Dirk.

Inizia a fare brutto, lasciamo l'Olanda alle sue scale di grigio.
Venerdi si parte.

Posted by ElenaC at 09:53

22.09.05

Errata Corrige

Arrivo ora da Gigi. Cambio di location per l'ultimo lavoro di comidademama 100%nederlands.
Droog design ha l'apertura di una mostra sui designer contemporanei svedesi domani, quindi noi lavoreremo alla Orangerie dell'Hortus Botanicus di Amsterdam. Uno dei miei luoghi preferiti.

Posted by ElenaC at 15:34

Back in town

18913074_d476908737_t.jpg2288135_f810560095_t.jpgDa lunedi Marta è tornata a vivere in Italia, l'ho accompagnata e sono stata con lei fino a ieri mattina.
Ed eccomi qui ad Amsterdam, la casa sembra vuota senza di lei che traffica con le sue bambole e i suoi colori. Nessun rumore di piedini che vengono a saltare in mezzo a me e al my wise questa notte.

Il mio programma da qui al 30 settembre è pulire, impacchettare, pulire, impacchettare, pulire, impacchettare.

Domani ultimo lavoro con Gigi in una cornice che avevo consigliato e che è stata accolta con entusiasmo.
Cucineremo in una galleria di design, pm10 e rob sono passati di là.
Comidademama finisce in bellezza lavorando nella cucina di Droog Design.
Il mio amico Micon ha curato qualche tempo fa nella stessa galleria una degustazione di sale e un evento Slow Food, chiamato Slow fast food in questa fotografia si vede la cucina.

Posted by ElenaC at 07:34

TV o non TV?

Non vorrei avere la televisione in Italia, i programmi sono scadenti, non si salva nessuno. Non posso vedere la BBC se non abbonandomi a qualche cosa che trasmette tanto calcio, e poi sarebbe disponibile solo BBC world, che va bene, ma non ha i cartoni animati per Marta.
Abbiamo deciso in ogni caso di tenere una televisione, messa in camera nostra in maniera che non sia troppo accessibile. Ma se l'esperimento della BBC in rete funzionerà la tv va dritta in cantina.

Posted by ElenaC at 07:27

18.09.05

Lezione di cucina Thai- shopping in Nieuwmarkt

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Ieri quindi abbiamo scandagliato angolo per angolo i negozi di Nieuwmarkt. La piazza del Waag era animata dal mercato biologico del sabato.
Uma si presenta con il suo trolley da lavoro per trasportare meglio gli ingredienti e i suoi affilatissimi coltelli. Ci chiede se conosciamo la zona e i negozi che ci sono, io e Simona rispondiamo che, si, veniamo spesso a rifornirci di ingredienti per la cucina giapponese e per qualche spezia al volo se non si ha tempo di andare da San's, IL negozio indiano per eccellenta in città.
Percorriamo la Zeedijk, che brulica di gente, c'è il sole ed è sabato, fa fresco. Marta mi segue con pazienza e fa gli scherzi a Uma.
Passiamo subito al numero 103 di Zeedijk, in un toko cinese, per ordinare un'anatra laccata. Toko è un termine generico che significa gastronomia, puoi mangiare sul posto piatti semplici, seduto su piccoli tavolini, a volte solo su sgabelli, o puoi portarli a casa. Uma dice che questo posto è l'unico che le disossa l'anatra laccata e ci consiglia di andare a fare uno spuntino lì una volta. Dall'esterno si vedono queste povere anatre tutte rosso rubino appese a un gancio da macellaio, fa un po' impressione, ma se Uma dice che è un buon posto per uno spuntino, ah, bisognerà provare.

A pochi passi più in là, oltrepassato il tempio, entriamo in un egozio che vende surgelati, Uma ci compera dei tranci di una torta dolcissima e spugnosa, specialità della casa così come i loro noodels fatti a mano.
Il negozio è stracolmo, in pochi metri quadri si condensano persone che arrivano da almeno tre continenti. E tutti comperano palline di pesce, di gamberi , pronte per essere fritte. Simona prende appunti, io seguo Marta che tocca tutto.

Saltiamo il negozio di articoli per la cucina perchè io e Simona lo sappiamoa memorie e potremmo fare noi la visita guidata dentro. E andiamo al nostro negozio preferito, Zeedijk angolo Stormsteeg, quello decorato a forma di padoga, il Dun Yong.
Qui comperiamo quasi tutto perchè in effetti hanno una scelta infinita di merce e di prodotti freschi.
Uma ci piega, verdura per verdura, tutte le proprietà e i possibili utilizzi.
Io e Simona cerchiamo intanto la Bulldog sauce e il mochi per cucinare l'okonomiyaki.

Concludiamo la spesa andando a prendere il pesce in Kloveniersburgwal, nella pescheria in cui i garzoni buttano i granchi che non si muovono più nel canale -- pescheria favorita della mia amica giapponese Mariko--, e a prendere foglie di banano, kaffir lime e pasta di gamberetti.
Perchè in questa lezione la pasta di curry la faremo a mano e non la compereremo.

Ora riparto per i miei lavori domestici, finire di cucinare per il goodbye party di oggi e fare i bagagli per l'imminente partenza di Marta e mia per l'Italia.
Torno ad Amsterdam mercoledi e mi rifarò viva, raccontando la lezione di cucina e la lezione su come cucinare e servire cibi con le foglie di banano.
Venerdi prossimo, ultima mia lezione di cucina italiana, nella cucina appena rinnovata di Gigi.

Posted by ElenaC at 07:07

17.09.05

Altra lezione di cucina thai

self made banana leaves box with garlic in in

Questa lezione è iniziata a Nieuwmarkt, il quartiere cinese di Amsterdam. Uma ci ha portato a fare la spesa, passando in rassegna almeno cinque negozi di generi alimentari.
Mille sono state le domande, secondo me un corso di cucina non italiana deve incominciare nei negozi in cui si reperiscono gli ingredienti, Uma concorda.

Abbiamo chiesto di usare le foglie di banano per creare ciotole e piatti.
Ma ora scappo, non riesco a scrivere di più, vado a fare il salame di cioccolata per domani, ultimo goodbye party per Marta alla Peuterspelenzaal di Rozenstraat.

Posted by ElenaC at 23:45

'If you want to get your daughter married, send her to Ms. Dalal's Classes', indian cooking with Ms. Tarla Dalal

chawal_70.jpgMayura mi ha regalato un minilibro di una famosa scrittrice di libri di cucina indiana, Ms. Tarla Dalal.
La sua carriera inizia nella sua cucina di casa, anno 1966, dopo essersi sposata e trasferita a Bombay. Presto diventa una vera leggenda e ha lunghe file di studentesse pronte ad aspettare il proprio turno per assistere alle sue lezioni.

Stupisce le vecchia generazione di mamme indiane cucinando con un solo cucchiaino di olio, limitando il ghee, alleggerendo una cucina che ancora oggi, purtroppo, produce morbidi e pasciuti indiani, pieni di problemi di salute.
Anche in questo l'India mi ricorda l'Italia. La fettina di carne crogiolata nel burro color nocciola era un lusso da domenica che mia nonna proponeva in tavola negli anni '60, poi nel tempo la sua dieta è diventata molto più leggera.

Ringrazio Mayura, che mi spiega che a casa sua tutte le sue cugine, mashi e amiche hanno questi libretti e anche Priya mi mostra la sua collezione personale, e vado a vedere se per caso questa signora ha un sito, dato che pubblica il bimestrale di cucina più seguito in India, Cooking & More.

Il sito esiste e conta più di 270.000 utenti registrati. Beh, da oggi avranno un'utente italiana con id=comidademama in più. Credo sia comparabile con il sito della Cucina Italiana, ma mi riservo di scandagliarlo angolo per angolo.

Le sezioni Kiddies Corner e Festival of the Month, con relative ricette, sono state incluse immediatamente nel kit di sopravvivenza in Terre Trentine*.

Dovrò mettere una parabola a Trento per vedere ogni settimana il suo cookery show "Cook it Up with Tarla Dalal" sul Sony Entertainment Television. Dato che si può vedere in tutto il Sud Est Asiatico, India, il Golfo, Inghilterra e pure negli USA. Prenderò Sony Entertainment Television? ^_^

*kit di sopravvivenza in Terre Trentine, comprende generi diversi di conforto, morali e materiali, in caso di attacchi di nostalgia in Terre Trentine.
Terre Trentine è un omaggio a Philip K. Dick

Posted by ElenaC at 08:32

okonomiyaki (oh-koh-no-mee-yah-kee)

Fioccano gli addii fioccano.
Sumi è passata a dire addio a Marta con le sue tre figliole ancora in divisa, appena uscite dalla British School. Dopo vari abbracci e scambi di regali tira fuori un sacchetto e dice:"Il tempo passa e io devo insegnarti ancora un sacco di cose, mettiamoci al lavoro".

E mentre affettavo finemente la metà di un enorme cavolo cinese, Sumi tira fuori dal sacchetto un parellelepidedo di mochi piuttosto duro, del formaggio tipo Cheddar, della carne macinata di maiale, si rammarica di aver dimenticato i fiocchi di pesce e qualche gamberetto secco. Ci vorrebbe un po' di spring onion, ma non ce l'ho. Sumi mi dice che ogni angolo del Giappone ha la sua versione di questo piatto e quindi anche noi avremmo fatto la nostra.
Faremo una sorta di pancake di cavolo, spiega, uno dei cibi preferiti di Maia e Chyio.
Mescolo con la forchetta gli ingredienti sminuzzati, aggiungiamo sale, due uova, tre cucchiai di farina e pochissima acqua per legare il tutto e poi cuociamo in due pentole antiaderenti appena unte di olio due voluminosi pancakes.

Il risultato non è stato possibile fotografarlo perchè le bambine si sono avventate sopra come avvoltoi.
Oggi andrò a Nieuwmarkt e cercherò l'ingrediente che mi manca, il mochi e poi posterò la foto prima che si ripeta l'assalto.

Per guarnire Sumi ha fatto una salsa molto saporita composta da Bulldog sauce medium, Rubra e Maionese

Posted by ElenaC at 07:43

16.09.05

Goobye oude basischool

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Posted by ElenaC at 23:40

15.09.05

Aggiornamenti

Inizio a perdere il controllo della situazione.
Mi sento come in quella fiaba popolare in cui il figlio stupido, messo a bada della casa, riesce in pochi minuti a uccidere la gallina, allagare la cantina di birra, perdere la farina nel tentativo di risanare la cantina e stare istericamente seduto sulle uova per covarle. Schiacciandole, per altro, e facendone una frittata.

Mentre mi preparavo per la notte sono riuscita a bruciare con il grill uno dei due frangipane del goodbye party di Marta per domani. Si può alla mia età, con una ventina di frangipane di diverse dimensioni all'attivo, bruciare un dolce in fase di meringatura? Certo che si può.
Anche perchè oggi, tutti gli ingredienti in fila, mancante ahimè la digital camera in spalla, mi sono resa conto di aver spedito le fruste elettriche in Italia.
Il minimo che mi poteva capitare oggi, quindi, era di bruciare una meringatura.


Oggi ho salutato Priya ed è stato molto doloroso, veramente difficile. Mi sembra di dover tornare domani da lei per una buona tazza di chai e due parole, ma lei sarà in Sicilia, in vacanza, e quando partirò lei non sarà ancora rientrata e quando rientrerà io non ci sarò più.

Marta inizia a dare i primi segni di disagio, è molto stanca e tutto sta cambiando rapidamente. Lunedì sarà meglio, togliamo un elemento, il vivere in Olanda, e sarà più facile elaborare cosa viene dopo in territorio amico. "Territorio amico" equivale a una sola persona, Nonna Carina, mia mamma.
Quando hanno detto a Marta di scrivere quale era il suo luogo preferito per passare la vacanza, Marta ha dettato semplicemente:"Oma", che vuol dire nonna anche in olandese. E poi Marta mi ha detto ieri l'altro che lei, quando pensa a Nonna Carina, resce a vederla. Il che mi fa molto piacere.

Allora, digitalcamera in carica, frangipane depilato dalla parte nerofumo, frangipane sano, micro frangipane caso mai a qualcuno mancasse una fettina (.. la Yiddish mame che è in me), il salame di cioccolata, gli scatolotti di snoepijes con mazzetto di piume colorate come regalo per i bimbi, dato che ho perso il sacchettone di biglie che avevo comperato per l'occasione.
C'è tutto? Coltello, colino, zucchero a velo, mandorle a lamelle, placemat in plastica.

Lunch box lavato, pane e coltelli sul tavolo, bene.
A dormire.

Posted by ElenaC at 00:06

12.09.05

Thai cooking lesson

Khang Karee Kung ingredientsSabato pomeriggio ho onorato il mio regalo di compleanno per Katinka, la creatrice delle pere alla Katinka, per intenderci.
Ho prenotato solo per noi due una lezione di cucina tailandese a domicilio. Conoscevo per la sua ottima fama , Umaporn Sangjan, avevo mancato una lezione da Priya per via di una mia lezione di cucina italiana.

Come racconta una delle sue studenti
Umaporn Sangjan, our teacher, is a recent immigrant to the Netherlands from Thailand. She learned authentic Thai cookery the traditional way ... by helping her mother and is now busy teaching westerners how to cook real Thai dishes in the same way..."learning by doing".

Uma ha iniziato questo lavoro come me, per via del fatto che non riuscivamo a comunicare con le persone del posto e abbiamo deciso di aprire i contatti passando per una delle nostre passioni in comune: la cucina.
Più che in Italia in Tailandia, ci spiega Uma, le donne apprendono dalle famiglie come cucinare.
Farsi nutrire una persona è indubbiamente un atto di fiducia, e in Olanda, per la mia esperiente, è stato più facile cucinare con gli indigeni piuttosto che parlare con loro. Scommetto che qualche garofano potrebbe ricamare sul soggetto "la comunicazione del gusto". Ecco, io non lo faccio.

La lezione è stata molto bella, abbiamo assaggiato a punta di cucchiaino ogni pasta di curry, fatte comparazioni sugli zuccheri di palma e di canna e di barbabietola, sulla differenza tra la mia salsa di pesce dell'Albert Hein --"Trust me Elèna, it's nothing, try that one, you can compare"-- e quella portata da Uma. Interessante sentire gli effetti dei singoli ingredienti sulle pietante che cucinavamo.

Molto divertente. Umaporn l'ho già invitata a Trento per tenere delle lezioni e lei ha già accettato.
A presto il menu e le ricette, ora vado a portare Marta a scuola.

Altre fotografie

Posted by ElenaC at 07:31

sat.jpgUna delle cose che mi mancherà del vivere ad Amsterdam è di incontrare per caso, in un pic nic indiano di inizio settembre, una persona come Satyendra.
E' nato in India, è molto alto rispetto agli altri indiani che ho conosciuto, la sua pelle scura fa capire che i suoi genitori sono del Sud, ma lui ha sempre vissuto nel Nord.
Completato un Master of Design all' Industrial Design Centre di Bombay è stato invitato a completare gli studi a Parigi al French Institute of Design. Ha ricevuto un premio internazionale per advanced design studies in product design all' Art Center College of Design in Svizzera.


Dal 1992 ha lavorato e vissuto in Europa, parla anche l'Italiano, beh, un po' e ha vissuto a Torino per un anno. Dal 1993 al '95 ha collaborato con Alessi (Italy), Apple (USA), Carerra (Germany), Jacques Farel (Hong Kong), Frogdesign (Germany ), Head (Austria), Wilkhahn (Germany) etc. Nel 1995 si è trasferito in Olanda e continua a lavorare per molte aziende, tra cui l'immannete Philips.
Abbiamo parlato molto durante il pic nic, Satyendra ama l'Italia, ha trovato un'accoglienza calorosa, un'apertura e un'attenzione verso i giovani designers. Mi fa molto piacere.

Mi ha invitata a vedere il suo atelier, mi incuriosisce una delle sue ultime invenzioni, il puzzle carpet e spero di poter vedere come lavora e con che strumenti, con che materiali.
Fortunatamente viene molto spesso in Italia per via del suo lavoro, in particolare frequenta il Veneto, ovviamnete, lo rivedremo presto, quindi.

Posted by ElenaC at 06:18

11.09.05

Goodbye parties

Iniziano a fioccare i goodbye parties, mascherati da compleanni, festicciole a tema, lezioni di cucina. Ogni occasione è buona per salutare per bene chi ci sta a cuore.

Giovedi sera sono tornata in Olanda e venerdi mattina sono rientrata in circolo cucinando da Gigi, goodbye party per 150. Non era la mia festa, s'intende. Ero molto stanca e deconcentrata, anche perchè mi preparavo all'idea di dire "arrivederci" a una bella fetta di amici indiani e relativi consorti non necessariamente indiani, quella sera, a casa di Priya.
Dovevamo vestirci tutte in sari, ma io e Simona abbiamo lavorato fino all'ultimo momento e così abbiamo lasciato perdere. Ciascuno dei miei amici ha preparato qualche cosa. La zuppa di mung dhal, la raita di melanzane, il riso pulao, chana dhal mughai style, paneer kofta in salsa di spinaci e una torta di cioccolata imperiale con fragole fresche e rosa rossa.
E sono anche riusciti a farmi piangere, solo una volta, quando hanno brindato alla nostra salute con champagne e ci hanno regalato un ricettario compilato a mano da ciascuno di loro, con fotografie delle loro famiglie e una ricetta della casa.
E così abbiamo dato inizio ai goodbye parties. Preparo i fazzoletti.
Qualche fotografia

Posted by ElenaC at 23:57

09.09.05

del trovar casa a Trento -parte II

Sono di ritorno da Trento.
Lunedi mattina scorso ho portato Marta a scuola, primo giorno dopo le vacanze. Tutto bene se non per quel cartello che invitava i bimbi a presentarsi il giorno dopo con costume e ciabattine. Il kit marino di Marta giace da almeno un mese in un cassetto in Italia.
Ho corso come una matta per prendere al volo da H&M qualche cosa di adatto senza perdere un minuto, dato che dovevo partire per Schiphol nel giro di poco tempo.

Per una volta mi rilasso viaggiando in aereo, non abituata senza Marta al mio fianco, senza la mia biondina che consulta con fare professionale le istruzioni di emergenza chiedendomi perchè poi si deve vietare alle donne una scarpa col tacco.

Inizio a sentirmi a casa quando il treno Verona-Trento si ferma per 30 minuti a Rovereto. Un signor ritardo. Ero in compagnia di un signore neozelendese e la sua amica inglese, anche loro diretti a Trento, ci siamo divertiti a parlar di niente e il tempo è passato.

Il mattino dopo ho subito incontrato Marina che mi ha accolto in una maniera molto calorosa facendomi sentire la benvenuta e anche un po' a casa.
Non so come si possa tradurre in italiano, ma making time è esattamente quello che ha fatto Marina, ritagliare dalla sua vita piena di impegni di lavoro e di famiglia del tempo per me.
Ho cercato di contattare tutte le persone che mi hanno scritto in questi ultimi tempi, non sono riuscita ienamente nell'impresa, ma mi riservo di farlo all'inizio di ottobre.

Non sono più abituata all'Italia, Trento è un susseguirsi di scorci monumentali mozzafiato, di piazze, di fontane. La pietra è straordinariamente bella. Ci sono un sacco di negozi di mutande, vai a sapere come mai consumano tante mutande da queste parti.
Dal canto mio ho represso la voglia di comperare almeno tre paia di scarpe. Ah, l'Italia!

Martedi e Mercoledi ho visto molte case e altrettanti agenti immobiliari, mi girava la testa per il caldo e il gran camminare, ho misurato a passi la città, sempre un ottimo modo per prendere coscienza degli spazi.
In tutto questo Marina è stata per me una sorta di oasi di distensione e di tranquillità perchè il cielo solo sa cosa mi passa in testa in questo periodo, ché muoversi non è cosa da poco.
Scambi culturali di edamame e confetture di lamponi, maccha e raffinati speck, tanti discorsi fatti, alcuni ancora lasciati aperti. Che dire, grazie Marina.

Domani, secondo round, Marco è a Trento e vedrà quattro appartamenti.
Il nostro amico Paolo e altre persone ci avevano avvertiti: "Preparatevi a un mercato immobilare impazziti". Avevano ragione.

Posted by ElenaC at 14:59

02.09.05

Yaki-gyoza-lesson two

How to put in the panMarta sta dormendo da un'ora, cosa rarissima. Sono mesi che non cucino con la mia digital camera in spalla, mi manca molto, ma proprio non trovo il tempo per farlo. Approfitto quindi di un momento mio di pausa in attesa di avere qualche ora libera non appena Marta riprenderà scuola.

Oggi abbiamo ricevuto visita da Sumi e le sue tre figlie, Maia, Chiyo e Kay. Mentre le bimbe giocavano e tentavano di aiutarci io e Sumi abbiamo fatto il ripieno per i gyoza e in quest'ora li ho preparati e ora sono pronti per essere prima fritti e poi finiti al vapore.
A giugno facemmo la prima sessione di yaki-gyoza e tortellini. Sumi, alle prese con una dose imperiale di tortellini, utilizzava una tecnica giapponese nel tagliare a quadri perfetti la pasta e io, con i gyoza, cercavo di ispirarmi a dei tortelli.

Questa volta siamo riuscite solo a preparare il ripieno insieme, principalmente per motivi di tempo e per via delle nostre quattro figlie esplosive.
Felice di lasciare qualche ditata di farina sulla digital camera mi accingo a preparare i gyoza, sempre più veloce.

In progress qui trovate un piccolo album su Flickr.

Per la pasta, 30 dischetti da 10 cm di diametro ^_^
Se riuscite a procurare la pasta già fatta tutto sarà più veloce, non credo sia difficile per chi ha una gastronomia cinese nei paraggi, viene venduta in dischetti.
170 ml acqua
200 gr farina forte

Mescolate il tutto fino a ottenere un impasto omogeneo e soffice come il lobo di un orecchio. Formare una palla, coprire il tutto con un panno bagnato e lasciare riposare per un po'.
Tagliare la pasta in 30 pezzi e formare dei dischetti di 10 cm di diametro. La parte centrele dovrebbe essere un po' più spessa dei bordi, ma nel pacchetto che abbiamo usato io e Sumi lo spessore era identico per tutta l'estensione.

200 gr carne di maiale macinata, dovete chiedere al vostro macellaio di fiducia la parte della pancia, bella grassa, e farvela macinare
uguale volume di cavolo bianco
^_^ un mazzetto di nira, tipo di cipollotto cinese detto anche gil choy, in caso non lo troviate si può sostituire con porro o, appunto il cipollotto nostrano. Nel caso troviate Nira dovete tagliare la prima parte, più bianca e tagliare finissimamente tutta la parte verde della verdura anche se la troverete molto dura.
Due grandi cipolle tagliate finissime
tre spicchi di aglio
un pezzetto di zenzero fresco
sake (optional), un goccio generoso
olio di sesamo, un goccio generoso
salsa di soia

Tutti gli ingredienti vanno tagliati finissimi e impastati insieme, le proporzioni possono cambiare a seconda dei gusti. Alcune varianti prevedono l'uso dei gamberetti e del pollo nel ripieno.
Ora viene il bello, come confezionare uno di questi dumplings.

Prendere in mano un dischetto, con un dito intriso di acqua inumidire metà del bordo, riempire il centro del dischetto con il ripieno, ripiegare il bordo bagnato su quello asciutto cercando di formare delle piccole pieghe mentre si sigillano i due bordi. In un piatto piano diporre il gyoza appena formato sulla zona ripiena in maniera che stia in piedi. Il ripieno è morbido e non sarà quindi difficile questa operazione.

Da qui in poi Sumi è diventata molto dettagliata nella spiegazione, perchè il momento della frittura-cottura a vapore è il più delicato.
Obiettivo: avere una parte dei yaki- gyoza molto croccante, anche quando sarà freddo.

Prendere una padella antiaderente, versare un po' di olio, non molto. Aspettare che l'olio si riscaldi e disporre i gyoza, sempre in piedi come sul piatto, a forma di fiore riempendo tutta la padella. Pare che si possano disporre anche in linea, dipende dal vostro gusto, l'idea è che si sformeranno tutti insieme in un colpo solo, saranno attaccati gli uni agli altri, e quindi il disegno d'insieme è importante.
Aspettare che l'olio rosoli bene la parte direttamente poggiata sulla padella, per pochissimi minuti (il capire quanti è la parte di abilità che rende questa ricetta difficile, dovrò fare mille tentativi per la gioia di Marco e Marta), poi versare acqua fredda fino a coprire la metà dell'altezza dei gyoza, coprire con un coperchio e abbassare la fiamma.
Cuocere fino a esaurimento dell'acqua. Le prime volte dovrò controllare, poi Sumi mi ha detto che dovrò riconoscere il suono differente che la padella emette.
Aspettare ancora un minuto e poi togliere il coperchio, completare la cottura e sformare come se fosse una frittata, mettendo un piatto da portata a mò di coperchio e girando la padella.

Si servono sia caldi che a temperatura ambiente accompagnati da un mix di salsa di soia e aceto di riso, mescolato a una pasta di peperoncino piccante.

Posted by ElenaC at 18:04

Prima discesa verso Trento, si inizia a cercare casa

Bene, martedi 6, mercoledi 7 e giovedi mattina dell'8 sarò a Trento.

Sto cercando di capire dove procurarmi una bicicletta, la ragazza dell'Ostello della Gioventù che ho contattato mi ha detto che il Comune le fornisce, ma non sapeva bene dove.
Intanto ho letto che alcune sono a disposizione all'uscita della stazione e presso il parcheggio di via Monte Baldo, ma il post è del 2003, nel frattempo saranno scomparse? Chi lo sa?

Bene, sono pronta, metto digital camera, telefonino ---caricare queste due cose prima di partire--, il vestito buono della domenica e qualche ricambio e parto per la nuova avventura. Un libro, ecco, mi manca un buon libro da leggere e una carta della città. E me li compererò in loco.

Intanto sto leggendo la tesi di laurea di un mio amico, Alberto Collidà che s'intitola La bicicletta è un mezzo di trasporto urbano. Analisi generale e particolare all'area torinese, che, come dice che, come scrive l'Associazione Città Ciclabile - Firenze, pur riguardando in maniera più specifica la città di Torino, per grandissima parte ha valenza generale.

Posted by ElenaC at 10:57

01.09.05

Inizia il freddo

Oggi mi viene da sentire ossessivamente Goodbye pork pie hat, senza testo

Nota, in primavera chiedere a mia mamma di piantare un po' di soia nell'orto.

Posted by ElenaC at 20:04