Da un forum della Cucina Italiana ho trovato questa ricetta
cosa ne pensano i livornesi?
Ingredienti per 6 persone
1 polpo e 1 seppia del peso totale di circa 600 g (invece delle seppia anche calamari o totani)
2 kg, circa, di pesci assortiti: scorfani rossi e neri, gallinelle, trance di palombo
500 gr. fra cicale di mare (canocchie) e granchi
500 gr. di cozze
100 gr. d'olio d'oliva, 1 bicchiere di vino rosso, 2 cucchiai di aceto, sale, peperoncino
1 kg di pomodori San Marzano ben maturi (o 500 gr di pelati)
1 grossa cipolla, 4 spicchi d'aglio, 1 manciata di prezzemolo
Per il brodo: 500 g di minutaglia di pesce: piccole tracine, trigliette, merluzzetti, ecc; 1 cipolla, 1 carota piccola, una costola di sedano; qualche gambo di prezzemolo; 1 spicchio d'aglio; sale. Per servire: 16 fette di pane casereccio possibilmente del tipo toscano senza sale; 1 spicchio d'aglio.
Svuotate e squamate tutti i pesci. Eliminate le branchie, privateli delle pinne e delle teste conservando queste ultime per il brodo. Sciacquateli quindi sotto l'acqua corrente e preparateli per la cottura dividendo in due o tre trance i pesci più grandi in modo che abbiano un tempo di cottura uniforme. Passate le cozze con uno spazzolino duro tenendole sotto il getto dell'acqua e, se necessario, raschiatele con un coltello. Spellate le sacche della seppia e del polpo, lavatele, asciugatele con carta da cucina e tagliatele a striscioline. Lavate e asciugate anche i tentacoli e spezzettateli. Sciacquate anche i pesci per il brodo, metteteli in una pentola insieme alle teste lasciate da parte e coprite il tutto con circa due litri di acqua fredda. Unitevi il sedano, la carota e la cipolla, mondati e affettati, il prezzemolo legato a mazzetto, lo spicchio d'aglio e il sale necessario. Incoperchiate, fate prendere l'ebollizione quindi abbassate la fiamma e lasciate cuocere per circa tre quarti d'ora.Tuffate i pomodori in acqua in ebollizione, passateli nell'acqua fredda quindi pelateli, privateli dei semi e spezzettateli. Scaldate l'olio in una casseruola ampia e, a fuoco moderato, fatevi imbiondire la cipolla tritata. Lavate il prezzemolo e tritatelo finissimo insieme agli spicchi d'aglio spellati e al peperoncino e, quando la cipolla comincia a prendere colore, unitevi il trito, mescolate e lasciatelo sfrigolare per un minuto prima di aggiungere le striscioline di seppie e di polpo. Rialzate la fiamma, salate, e lasciatele asciugare mescolando spesso. Quando cominciano a prendere colore bagnate con l'aceto e, appena è sfumato, unite il vino e subito dopo i pomodori. Incoperchiate e proseguite la cottura per una mezz'ora fino a che seppie e polpi saranno teneri e il sugo giustamente asciugato. Nel frattempo il brodo di pesce sarà pronto: recuperate i piccoli pezzi di polpa che si saranno staccati dai pesci e teneteli da parte quindi passate tutto il resto dal passaverdure, montato con il disco più fine, schiacciando bene teste e lische che renderanno il brodo più denso e saporito. Aggiungetelo al sugo di pesce, unitevi anche i pezzetti di polpa lasciati da parte e fate riprendere l'ebollizione. Mettete le cozze in una padella, incoperchiate e tenetele sul fuoco vivo fino a che saranno tutte aperte quindi scartate le mezze valve vuote e unite al sugo il liquido che avranno emesso, dopo averlo filtrato. Assaggiate ed eventualmente regolate il sale quindi cominciate ad aggiungere il pesce, iniziando da quello più consistente (cicale di mare, granchi e palombo). Proseguite con scorfani e gallinelle e, a distanza di pochi minuti unite anche il grongo e le cozze lasciando cuocere il pesce per circa una quarto d'ora, complessivamente. Abbrustolite le fette di pane, strofinatele con l'aglio, accomodatele in otto piatti larghi e profondi e distribuitevi in maniera armoniosa i pesci tirandoli su delicatamente con una schiumarola. Versate in ogni piatto parte del brodo e servite il cacciucco ben caldo.
Sento un album meraviglioso "In good company" che vede il contrabbassista canadese Charlie Biddle, colonna portante del montreal Jazz festival, in compagnia di musicisti fenomenali. Se amate il jazz secondo me questo è un album da non perdere. Penso che sarebbe bello sentirlo in buona compagnia, in terrazza, a lume di svariate candele bevendo del buon vino e parlando fino a tardi. Lo faremo. Lo faremo. Non posso scrivere le cose che mi passano per la testa in questo momento perchè questo è un blog e non un diario personale, finalmete sono arrivata ai bordi del blog, quasi temevo non esistessero. Passo quindi alle immagini. Ciao, Luisa.

... mi sono arrivati caterve di spam terribili nei commenti
che tristezza
vabbè, ora le ho cancellate, ma credo che chiuderò i commenti una volta in vacanza, mi spiace, ma non so come difendermi
gli IP erano tutti diversi, hai voglia a bannare
Sento Bollani e Rava cn le cuffie, Montreal Diary vol.1, metre leggo materiale per un articolo da scrivere sul Dr. Seuss.
Di là Marta e Marco giocano.
Riassunto veloce.
La mia ex padrona di casa che abita nello Jordaan mi contatta per cucinare per la sua annuale riunione di famiglia finanziata in questi venti anni dall'eredità di suo nonno. Quest'anno sono in Broek in waterland, in una casa ultra mega bellissima, con una cucina professionale a disposizione.
Questo è il loro ultimo anno e Meike vorrebbe che cucinassi qualche cosa di buono per la cena del sabato sera.
Propongo il menu, discuto il prezzo, troppo basso, secondo Marco, non sono brava a vendere cosa so.
Chiedo di poter vedere il posto, in questi anni di lavoro ho imparato a non fidarmi delle descrizioni altrui.
Il menu piace, ma devo servire cena tra le 18.0 e le 21.00 perchè poi c'è un corso di salsa con, as eguito, serata danzante; sono invitata a parteciparvi,mi hanno detto che serviranno le pietanze e puliranno loro, io devo solo cucinare. So di già che li aiuterò anche io, non riesco a non lavorare, ma apprezzo il gesto, molto democratico.
Oggi mi chiama il gestore di questo cottage immerso nel verde dei polder e nel blu dei canali. Dice che è sorpreso che non abbiano scelto il suo catering interno e abbiano chiesto a me (e se sono brava che ci devo fare?). Mentre mi spiegava come arrivare in bicicletta all'appuntamento mi ha chiaramente detto che voleva discutere con me una possibile collaborazione.
Lunedi, ore 11.00, Broek in Waterland vedrà arrivare una mamma italiana in bicicletta con biondina al seguito e un cesto colmo di pane e cantuccini. Poi faccio sapere se e come è andata.
sto pulendo casa e ho appena aperto il frigorifero trovando la mia moleskine
beh, almeno ora so dove si era cacciata

Anche qui fa caldo, finalmente
Marta sta veramente bene e tra poco andremo in campagna!
Torno alle mie faccende domestiche
...un post così
anche senza troppe esagerazioni sui giochi e le orecchie da gatto
anche senza troppe provocazioni, ché le persone a volte sono costrette a lavorare tanto, a lungo e male
anche senza beach volley
anche senza troppe parolacce, ché non sono necessarie
ma con la stessa sostanza e la stessa domanda rivolta ai superiori.
... e la qualita' della nostra salute si rispecchia nella qualita' del nostro lavoro.
come ha ragione, grazie per la segnalazione, mafe
In effetti uno dei miei motivi di dubbio sul tornare in Italia è la amarissima constatazione del poco rispetto del tempo libero del lavoratore.
Sono sicura che non sia ovunque così.
Non che sia un mio problema, nessuna azienda italiana assumerebbe una trentaquattrenne con un figlio di quattro anni, e con un corpo in grado di produrne un altro senza problemi, però sento, leggo di amici che sono sull'orlo di un tracollo, tamponato a volte da vacanze/placebo, bonus aziendali, malesseri fisici che li bloccano a letto restituendo loro una parvenza di normalità. Alcuni sono andati oltre Oceano per chiarirsi le idee, altri hanno preso un anno sabbatico per studiare e capire e hanno pagato cara questa decisione, altri hanno provato ad andarsene dall'Italia, non ci sono riusciti, ma lo faranno presto, appena troveranno altre occasioni.
Sentendo i pochi amici olandesi che ho e vedendo come lavora Marco mi sembra che qui in Olanda, senza arrivare a uno scenario quasi utopico disegnato dal post che ho segnalato, il tempo libero, o meglio il tempo della persona singola venga considerato con rispetto.
Posso sbagliarmi, ma non credo.
Fiuuuuuuuuuu
Sembra che marta non abbia praticamente nulla, anche un paio di radiografie dicono ch ele sue ossa sono a posto, resta un mistero il dolore fortissimo che aveva ieri.
Grazie a tuttibquelli che si sono preoccupati e che hanno chiesto novità!!!
Oggi sono andata alla visita di controllo in ospedale e mi hanno detto di non preoccuparmi. Marta ha ricevuto in premio per essere stata molto brava un latte e cioccolato da HEMA e una pistola ad acqua a forma di delfino
Ora andiamo sotto a sparare acqua alle caprette del vicino.
Sembra che un po' di sole si faccia avanti dopo una notte in cui sono scesi metri cubi di acqua dal cielo.
La mia scheda audio è andata a ramengo dopo aver installato una webcam tre anni fa.
Questa mattina ho avuto una illuminazione: e se usassi le cuccfie almeno per sentire i CD?
Eccomi quindi a scrivere sentendo i Dead Can Dance. Niente male, niente male.
Peccato che debba tornare a stirare.
Qui fa freddo, Marta ha da questa mattina una spalla fuori posto e domani corriamo dal dottore. Speriamo in bene.
Is My Blog Burning.IT, versione italiana dell'amata e seguita iniziativa di Alberto.
Ospite di questa seconda edizione, Iaia propone come tema Sughi (per la pasta) a base di verdure.
Fino al 30 luglio siete in tempo a postare sul vostro blog le ricette e mandare un messaggio con relativo permalink nei commenti del post introduttivo di Iaia.
Se non possedete un blog, potete spedire direttamente la ricetta a iaiab@yahoo.com.
Ecco la mia ricetta, se di oggi la realizzerò posterò pure la fotografia.
Me l'ha insegnata la my wise mother in law Isa durante il suo soggiorno qui ad Amsterdam.
Pasta estiva alla my wise mother in law:
Ingredienti per quattro persone affamate:
400 gr pasta
250 gr ricotta fresca
1 uovo intero, freschissimo
4 zucchine di grandezza media
una manciata generosa di parmigiano grattugiato
sale pepe olio
un wok o un'ampia padellla per salatre la pasta e le zucchine
Mettere su l'acqua per la pasta.
Lavare e mondare le zucchine. Tagliarle a pezzi lunghi 4 o 5 cm e poi tagliarle a bastoncini di media grandezza.
Scaldare nel wok 5 cucchiai di olio e far saltare le zucchine a fuoco vivace fino a che non saranno cotte. Spegnere il fuoco, coprire con un coperchio e lasciare in caldo.
Nel frattempo l'acqua per la pasta starà bollendo, buttate la pasta.
Nei pochi minuti che la pasta impiegherà per cuocere mescolare in una ampia ciotola da portata la ricotta e l'uovo, insaporire con pepe ed eventualmente un filo di olio.
Poco prima di scolare la pasta accendete il fuoco sotto il wok, la fiamma sarà alta.
Appena scolata la pasta buttatela nel wok facendo attenzione a non scottarvi con gli eventuali schizzi di olio (ecco la mamma apprensiva che c'è in me...) e saltatela per un paio di minuti. Trasferitela immediatamente nella ciotola mescolando velocemente con un cucchiaio di legno. Servire bollente con a lato ancora parmigiano e pepe per i commensali più golosi.
imbb.IT#2:il tema
Questo è un vero "Dolce da sbattersi per terra", Angelo voleva la ricetta ed eccola qua.
Ingredienti per 4 persone:
4 belle pesche a pasta soda, di quelle che si spaccano facilmente e nettamente in due, alcuni le chiamano "spaccarelle", da me in Piemonte si chiamano, credo, persi patanù. In Olanda le pesche non sono il massimo, cercherò quell prodotte dalla compagnia israeliana Carmel, che importa in Olanda le verdure, fino ad ora provate da me, migliori.
40 gr di buoni amaretti
40 gr di zucchero
15 gr di mandorle pelate
15 gr di polvere di cacao amaro
1 uovo intero
2 dl di buon Moscato
50 gr burro
Preparazione:
Lavate e asciugate le pesche. Apritele a metà e togliete i noccioli.
Allargate la cavità, togliendo un po' di polpa con un cucchiaio.
Mettetela da parte, in una ciotolina. Intanto portate il forno a 220°C.
Sbriciolate gli amaretti, tritate le mandorle comprese le quattro delle pesche.
Fate un impasto con la polpa avanzata dalle pesche, gli amaretti, il trito di mandorle, lo zucchero, l'uovo intero e il cacao.
Distribuite l'impasto nelle mezze pesche.
Prendete una pirofila e imburratela. Posate sopra le mezze pesche, spruzzatele con il vino moscato e mettete a cuocere in forno per circa tre quarti d'ora.
Si possono mangiare gelide estratte dal frigo e oa temperatura ambiente.
Chi vuol farsi del male le consuma subito, ancora calde, ma c'è da morire.
Mia mamma non mette le mandorle, ma secondo me le pesche sono decisamente più buone, domattina cerco anche se il Ricettario di Nonna Genia dice la sua, data la produzione dei mitici persi 'd Canal. Che malinconia di Piemonte che mi viene a parlare di pesche.
NOTA: ho eliminato le mandorle amare dalla ricetta perchè non voglio intossicazioni sulla coscienza.
Il mio migliore amico Dona tornato da Genova mi scrive:
Più ci andiamo e più l'apprezziamo, è sempre più bella
In più l'aria di festa che tira in tutto il centro storico per l'anno 2004
e quindi capitale della cultura la rende ancora più affascinante...
Perchè non ci porti Priya nella settimana che passerà in Italia?
Prima cosa il B&B dove siamo andati a dormire...uno dei più belli in
assoluto dove siamo mai stati.
Percorsa via Carioli, pavimentata a nuovo e resa pedonale da poco, nel
momento in cui si sfocia in via Garibaldi, appena si intravede Palazzo
Rosso, si apre sulla sinistra una splendida salita, subito dopo il Palazzo della
meridiana, che porta ad un bel palazzo storico appena restaurato.
All'ultimo piano si trova l'appartamento in cui abbiamo dormito.
Appena entrati, salita una rampa di scale, ci si trova nell'androne del
palazzo...siamo rimasti a bocca aperta!
Quel palazzo faceva parte di un vecchio convento medioevale, di cui è
rimasto parte del chiostro, che ora fa bella vista di sè accogliendo coloro
che arrivano...sulla sinistra un gran portone conduce ad un laboratorio di
restauro, mentre davanti si trova l'ascensore e le scale che conducono ai
piani superiori.
Il laboratorio era chiuso (essendo domenica) ma dalle finestre si
intravvedeva quella che poteva sembrare una cappella barocca, con stucchi,
statue e contorni vari.
Prendiamo l'ascensore (interamente in vetro e ben inserito nell'androne
delle scale) e saliamo fino all'ultimo piano, dove ci accoglie una signora
gentilissima (certo, abbiamo commentato, non è di Genova) di origini
modenesi, che si ha accompagnati nella nostra stanza. Saliamo su una scala
che porta ad una mansarda con circa tre stanze ed entriamo nella nostra.
Piccolina, con palchetto per terra, un armadio e uno scrittoio antichi, un
letto di forme moderne.
Molto semplice, pulita ed accogliente con una finstra da cui si apre una
vista meravigliosa sul porto antico e sui tetti della città.
Ci mostra il
bagno, enorme e mansardato anche lui, bellissimo, e ci accomodiamo
tranquilli.
Quando scendiamo per uscire passiamo nel soggiorno dove faremo
colazione, con una splendida libreria a nostra disposizione, con molti
libri di architettura e una buona scelta di narrativa sudamericana, ci
affacciamo sul terrazzo, sicuramente la cosa più bella della casa.
Una meraviglia: in mezzo a palazzi storici, questo spazio di almeno una
trentina di metri quadrati con uno splendido pergolato per riparasi dal
sole, tante piante, un glicine enorme, panni stesi e due grandi tavoli
dove mangiare. Ma soprattutto una meravigliosa vista sulla città vecchia, a
partire dai tetti di via Garibaldi fino al porto, tra tetti di ardesia
grigio perla, camini, campanili e navi che vanno e vengono.
Bello da mozzare il fiato e da invidiarglielo per tutta la vita. Come
diresti tu, da sbattersi per terra.
Abbiamo veramente trovato un appartamento che assomilgia molto a quello dei
nostri sogni.Il resto della casa non lo abbiamo visto (a parte una cucina
piena di giochi, dal momento che i padroni di casa hanno due bambini), ma
immaginiamo essere all'altezza delle aspettative
e il tutto per 70 a notte, compresa la prima colazione del giorno dopo con
focaccia, torta al cioccolato fatta in casa, biscotti, succo di frutta,
caffelatte e the.
Lo consiglierei a chiunque
www.bblameridiana.it
A questo punto siamo partiti per il nostro giro in città, cominciando da
Via Garibaldi. restaurata per l'occasione è un vero e proprio angolo di
paradiso. In più alcuni palazzi sono aperti e permettono di dare
un'occhiata agli interni.
Abbiamo visto palazzo Podestà (http://www.stradanuova.it/frameset.asp?main=podesta.htm) e siamo rimasti a
bocca aperta guardando il ninfeo nel cortile e le stanze al primo piano.
Da lì a palazzo ducale per le età di Rubens. Mostra molto ampia, con
didascalie chiarissime e molto ben allestita, (l'abbiamo capita pure noi,
ignoranti come pochi). Unico neo: troppa gente nelle sale, ma d'altra parte
era domenica.
Giro in via San Lorenzo direzione porto antico, tappa ai portici di
sottoripa per comprarmi calamari fritti in una splendida e trucida
friggitoria, e pranzo davanti al bigo, comodamente seduti in panchina.
Caffè e mostra dedicata a Renzo Piano
(http://www.genova-2004.it/default.asp?id=1805&lingua=ITA) alla porta
Siberia. Interessantissimo: tutti i suoi lavori, dall'aeroporto di Osaka alla chiesa
di Padre pio, dal Lingotto al negozio Hermes di Tokyo, con foto, plastici e
disegni.
Usciti abbiamo fatto tappa al Cubo (http://www.cubo-04.it/), interessante
installazione accessibile e studiata per i non vedenti, e in cui siamo
entrati con gli occhi bendati, per poterlo vivere nel modo giusto: un
disagio incredibile!
E così siamo tornati a casa per riposarci.
Usciti la sera, cena al porto antico, due passi dopo e a nanna, ma prima
ancora abbiamo percorso Via Garibaldi: con la nuova illuminazione è uno dei
posti più magici che abbia visto, quasi paragonabile a Piazza San Marco.
E SE LO DICE DONA....
Il giorno successivo siamo stati all'acquario (che Robi non aveva ancora
visto) e dopo pranzo siamo tornati a casa.
Bellissima Elena, ci devi assolutamente portare Priya e vengo anch'io con
voi.
E' veramente l'occasione giusta per vederla...un mare di possibilità,
l'imbarazzo della scelta sulle cose da vedere, mosrte, concerti,
spettacoli...tutto ti avvolge...una grande festa, da godere fino in fondo.
A settembre ci vogliamo comunque tornare per vedere il nuovo museo del
mare, che dovrebbe essere inaugurato a fine mese.
Grazie, amico mio!
Ricevo qualche giorno fa una telefonata da parte di una mia ex padrona di casa.
La sua famiglia, sparsa un po' in giro per il globo terrestre, si riunisce ogni anno in una casa presa in affitto nel Waterland spendendo così i soldi lasciati in eredità dalla loro mamma. Sono in tutto una quaratina di persone, inclusi i bimbi, e mi hanno praticamente chiesto di curare la loro cena del sabato, la cena più importante.
Ho deciso il menu che tiene conto del fattore incognito relativo alle condizioni della cucina in cui lavorerò e degli ingredienti di qualità che posso trovare qui ad Amsterdam
Aperitivo
Pane cunzato
Antipasto
Caponata
Torta ligure della nonna dei Pesenti
Primo
Pasta fredda ai profumi dell'orto
(ovvero con un condimento a base di erbe aromatiche e mozzarella e pomodori e olive e striscioline piccine di frittata con l'erba di san pietro, e con un ombra di scorza di limone)
Secondo
Straccetti alla romana
Sarde beccafico
Side dish
Frandura
Dolce
Pesche ripiene con salsa di cioccolata (Pérsi pien, in piemontese)
Crostata alla ricotta ai frutti rossi
Questa mattina alle 4.00 la signora pazza del quartiere passeggiava in Nieuwendammerdijk urlando a tutti polmoni. Mi sono svegliata alle 6.30 e faceva un po' caldo.
Mi è venuta voglia di leggere un bel romanzo di Jorge Amado.
Se avessi la mia libreria cercherei Dona Flor e i suoi due mariti e lo rileggerei tutto di un fiato.
Seconda gustosa edizione dell'Is My Blog Burning.IT, ispirata alla bella iniziativa, in lingua inglese, di Alberto.
Seconda edizione, dicevo, ospitata da Iaia che propone un tema decisamente gustoso: sughi (per la pasta) a base di verdure.
Ora ci penso, cucino qualche cosa e poi posto anche io, ché nella prima versione ero molto impegnata ad annotare e a leggere tutto che mi sono scordata di scrivere!
imbb.IT#1: il tema, le ricette


Eccoci alla prima edizione dell'Is My Blog Burning.IT, versione italiana della interessante iniziativa che alberto, autore del weblog il forno ha lanciato nella blogosfera.
Riassumendo, per chi leggesse per la prima volta tutto l'ambaradan.
Una decina di giorni fa ho lanciato un tema, Salse&Intingoli, invitando amici blogger e non blogger, amanti dellla cucina e buone forchette, a postare o mandare via posta elettronica una ricetta.
Le risposte sono state copiose e ringrazio di cuore tutti quelli che hanno partecipato con le loro gustose proposte.
Il pesto secco di Placida Signora è la prima ricetta che arriva da ComidaDeMama, un metodo antico di fare il pesto, che si usava nella stagione piena del basilico in anni in cui freezer e frigoriferi latitavano.
Iaia parte in quarta con il bagnetto verde , speciale ricetta di sua mamma e prosegue con una salsa cotta di prezzemolo e una salsa verde con acciughe, morti e in paradiso.
Cospargendomi completamente da capo a piedi di cenere segnalo un Cassetto Variabile ricolmo di mousse di tonno (sorry... sapevo che avrei fatto qualche casino, sono una casinista)
Delio scrive nei commenti:anche per me la crema al tonno, che credo sia l'unica cosa che mi sia piaciuta durante *tutte* le fasi della mia evoluzione, dai 2 ai 25 anni.
mescolare il contenuto di una scatoletta da 80g di tonno all'olio d'oliva (seee, come no; e comunque l'olio va scolato prima) con tre cucchiai abbondanti di mayonese *senza* renderlo una mousse (i filamenti del tonno si devono ancora percepire), una dozzina di capperi sotto sale (i migliori sono quelli immensi che si trovano in questo periodo in italia meridionale) opportunamente sciacquati, e mezzo pomodoro s. marzano tagliato a cubettini. spalmarlo su ampie fette di pane di altamura leggermente tostato e agliato. un corvo bianco ci sta benissimo.
Vesnuccia offre generosamente un gemellaggio volpianese/balcani: il balcanico Ajvar a base di melanzana e peperoni "babura"(donna vecchia e grassa- nonnaccia sarebbe una traduzione letterale) piccoli e carnosi, e la volpianese Aja', una crema a base di tomini, aglio e latte.
Il Bagnet Roos, o Bagnet Rus viene presentato da Numb e da RtR . Guai chi dice che questo è un doppione, ché gli intingoli e le salse sono come i curries indiani: non ce n'è uno uguale all'altro, ci sono delle sfumature che, purtroppo potremmo solo cogliere assaggiando i due bagnetti. Io mi sacrificherei volentieri.
Dal piemonte saltiamo alla Sicilia, Mauro mi fa venire voglia di prendere il bus di Eurolines per andare a Trapani a gustare il Pesto trapanese e di vedere il gineceo che ha messo in agitazione per la sua realizzazione. Che bellissimo nome, Agata. E solidarizzo con l'uso moderato del mortaio.
MMMMM i genitori di Dada(umpa) sono in Cina. Nell'introduzione ala sua ricetta scopriamo che quando i genitori non ci sono lui e suo fratello si danno alla nobile arte del pocciare e propone La ricetta ecuadoriana della morosa di un mio amico che detesta Padova, salsa mitica in cui intingerei pure il dito per finire tutto quello che resta nella ciotolina.
Corrado potrebbe fare una fortuna proponendo il suo pesto ai pistacchi come valida e sana alternativa alle droghe leggere. Appena passo dal mio negozio di noci e frutta secca proverò a farlo, delizioso!
Salsa di peperoni al peperone di LaLaura particolarmente indicata per:
- Sfamarsi quando si contano le calorie, dato che la salsa praticamente non contribuisce al bilancio totale.
- Dare un senso originale alle tagliatelle, che sono flaccide e disordinate e raramente rendono giustizia ai sughi coi pezzetti.
- Dare speranza per il futuro a chi non sa sbucciare i peperoni.
Non dico altro.
Fioccano ancora ricette!
Dani scrive di ricette nel suo blog e dice di questa crema alle melanzane Eccezionale perché la puoi preparare prima di partire, fantastica perché la puoi gustare sul pane abbrustolito davanti al tramonto, accompagnata sia da un rosso corposo che da una cerveza leggera… non ti tradisce.
Come Felipe, amico di Mafalda, si trasforma nell'Eroe mascherato Mucho maas si trasforma in Mucho Gusto per proporre un patè di fegatini e duroni di pollo che sua mamma prepara a natale.
Capsicum, il mio nickname preferito, posta una profumatissima e colorata LA ZUCCA GIALLA AL FORNO CON CIPOLLE DI TROPEA IN AGRODOLCE AL MIELE DI CASTAGNO ED ACETO BALSAMICO. Scendo dal pullman per Trapani e mi fermo a Tropea per fare rifornimento di cipolle.
Tris di creme proposta da SpIn, una a base di prosciutto, una a base di fegatelli di pollo e una molto fresca a base di pomodori e aglio, stupenda.
stellefilanti light sperimenta una versatile crema fredda di verdure e ha l'approvazione della famiglia. Immagino il colore e già mi mette allegria.
Reina e io abbiamo in comune il fatto che non misuriamo nulla in cucina. Ahimè io ogni tanto misuro, ma per le salse vado a occhio di sicuro.
Pensieri Oziosi ci prepara un Guacamole eclettico da accompagnare con delle tortilla chips guardando un paio di DVD, non chiederei di meglio per questa sera, ho anche in casa lo speciale ingrediente asiatico che rende questo guacamole eclettico.
Valentina propone una fresca mousse di melanzane che ha servito in un suo aperitivo lungo in terrazza. Nel post consigli sul vino e sulla musica migliore per gustare il tutto.
Peperoni verdi azzisi. Madre Natura fa scendere un po' la temperatura nelle zone in cui Milton vive e il miglio side effect che possiamo godere è questa ricetta succulenta e profumata, corredata da una bellissima foto e una scelta di vini bianchi e rosati da abbinare.
Mammina stupisce con effetti speciali e ci delizia con due salse: SALSA SATAY che non ho mai ardito fare e quindi ora la farò di certo e la freschissima SALSA ALLA MENTA che sembra un po'una delle raita che Priya fa ogni tanto, oggi mammina è molto ispirata verso oriente!
Ospito volentieri la ricetta di Silvio della Pearà. Splinder non rende facile la pubblicazione di troppe immagni o non amerà il midollo?
Per ultima arriva Simona, la mia amica padovana che vive ad Amsterdam, silenziosa lettrice di questo blog e di quello del my wise. Anche lei, curiosamente, ha una versione della Pearà, chiaramente padovana, anzi, credo di Montagnana. La salsa verde produma di dragoncello, erba che conosco fresca solo da quado vivo qui in terre di Olanda. Buonissima!
Passo il testimone a Iaia che ospiterà al prossima edizione dell'imbb.IT scegliendo un nuovo tema, inventando un nuovo logo e spero che ci sia anche una terza edizione e una quarta e una quinta, me lo auguro veramente. Ho già pronto il prossimo tema.
Grazie infinite e buon appetito.
SALSA VERDE
Tritare molto prezzemolo con un po' di mentuccia e dragoncello, secondo il
proprio gusto. Aggiungere pane, che avrete gia' ammollato in aceto, sale e
pepe. Anche qui, va a gusto, ma la salsa risulta in genere moooolto verde.
Mescolare energicamente in modo da far diventare il tutto una bella salsa
cremosa, aggiungendo aceto se necessario.
La mia preferita, che vooogliaaaaa:
SALSA PEARA'
Si fa con un po' di brodo prelevato dal bollito (non sgrassato eh, quando
mai), del pane raffermo magari seccato per bene, midollo (di bue, manzo,
vitello, quel che e') fatto sciogliere pianino pianino, pepe. Non ci sono
quantita' , bisogna andare un po' a naso e a gusto.
Si aggiunge il pane grattugiato al midollo gia' sciolto, dipende da quanto
pane viene assorbito. Poi si scioglie la salsa con del brodo bollente e si
fa cuocere un paio d'ore circa, pianissimo, aggiungendo del brodo via via se
e' necessario e molto pepe una ventina di minuti prima di togliere la salsa
dal fuoco. Si vede che e' pronta quando si stacca dalle pareti della
pentola.
La consistenza finale e' quella di una besciamella abbastanza fluida, piu' o
meno.
Naturalmente si puo' sostituire il midollo con del burro, o con un misto di
burro e olio, non e' la stessa cosa ma di questi tempi si puo'/deve fare...
PEARA’ ALLA VERONESE. Ingredienti. Pane grattugiato vecchio almeno di 15 giorni non di tipo condito (le rosette sono perfette, qui usiamo 10 o 12 rosette piccole), 1/2 cucchiaio raso di pepe nero macinato, 150 grammi di burro, midollo di bue (aiutarsi con il coltello per estrarre e spingere fuori tutto il midollo che raccoglieremo e accartocceremo in carta alluminio da riporsi in frigo fino al giorno seguente), 2 spolverate di cannella, formaggio grana grattugiato in quantità.


2) Preparazione del brodo

3)Preparazione della salsa: Il brodo della ramina in terracotta deve essere tiepido/caldo. Vi si aggiunge il pane grattugiato mescolando con il frustino. Aggiungere circa i ¾ totali del pane finché tutto il brodo si è intorpidito e mettere su fuoco vivace con il retino per la terracotta.

4) Aggiungere quindi il burro.

5) ... e la "miola" (il midollo)

6) Una volta sciolto il burro, aggiungere il pepe nero e la cannella.

7) a questo punto dovrebbe più o meno risultare così. Ora si mescola sempre con il frustino di tanto in tanto fino a che non bolle.Quando bolle moderare il fuoco e continuare a mescolare con un cucchiaio di legno aggiungendo se occorre pane grattugiato fino a una media consistenza. E’ giusto che sbollisca lentamente, non deve assolutamente attaccarsi sul fondo e sui lati.

La terrina ora va disposta in modo da poter vedere dall’alto metà della fiamma libera e metà sotto il bordo della pentola che risulta inclinata a 45 gradi. Con il cucchiaio occorre avere una certa sensibilità nel rasentare i lati e il fondo e quando si sentono i primi “ruvidi” si ruota di 180 gradi la pentola e con il cucchiaio si scioglie il leggero grumo sul fondo ora sul lato inferiore. Notare che quando viene ruotata perde il bollore per poi recuperarlo dopo qualche istante. Ecco la posizione ideale: (basta pensare che un tempo era fatta sul fuoco del camino e veniva continuamente ruotata sul bordo!).
La ricetta non è mia ma di Allan Bay ( autore di Cuochi si diventa Feltrinelli, libro che consiglio veramente a tutti e di un blog su Fel. attualmente un po' in letargo)
Pesto ai pistacchi
Mettete la boccia del frullatore in freezer per 1 ora almeno: così il basilico non si ossiderà e non annerirà. Versateci all’ultimo momento 40 foglie di basilico, 30 g di pistacchi, poco olio extravergine di oliva leggero, ligure o del Garda, 1 spicchio di aglio, 1 pizzico di sale grosso e 30 g di parmigiano. Frullate per 15 secondi. Trasferite in una ciotola e completate con il altro olio e con altri 30 g di formaggio grattugiato. Regolate di sale.
Di mio aggiugerei di evitare il sale perché i pistacchi e parmigiano sono abbastanza già salati
Ospitato da ComidadeMama in occasione dell'imbb.IT#1
Bagnet Rus.
Non troppo forte, leggermente acida, si sposa con alcuni piatti in modo
squisito:
Con il bollito (leggendaria la lingua salmistrata)
Con i formaggi freschi (tomini o caprini)
Con le verdure lesse
Con le acciughe (quelle sotto sale, diliscate e lavate SOLO con un poco di
aceto e vino bianco)
Ingredienti:
4 pomodori da salsa ben maturi
1 peperone rosso o giallo
1 cipolla bionda
2 (almeno, ma io tanto sono single, e quindi posso esagerare)spicchi di
aglio
1 carota
olio di oliva EV, aceto di vino bianco, peperoncino o pepe, zucchero e sale.
Lava e trita le verdure (pomodori, peperone, carota, cipolla e aglio).
In una padella alta versa l'olio e fai soffriggere dapprima l'aglio e la
carota. Aggiungi la cipolla (sfumala se vuoi con del vino bianco), aggiungi
i pomodori, il peperone, una dose decorosa di aceto, un cucchiaino di
zucchero, sale
Fai cuocere lentamente, per sfinimento (circa tre ore), poi al setaccio
recupera le pelli. Da servire freddo come contorno, o addirittura come
conserva per verdure bolllite (antipasto alla piemontese) o acciughe, da
preparare adesso e da conservare in barattolo sterile fino a Natale...
Ricky.the.Rider
già del blog rtr.blog.excite.it
ora in pausa mistica
e ospite graditissimo di Comida
sta cantando mentre mi aiuta a stirare "ah le Monde" insieme a Giovanni Lindo Ferretti e tutti i PGR, lacrimuccia di mamma sua :OD
... oggi inizia a essere un po' caldo, non troppo eh, e indovinate chi sono arrivate?
Le zanzare...
siamo in onda!!!!
mi mancava scrivere due righe qui, lo ammetto.
bene, in questi giorni, tra le altre cose, ho provato a mettere su un photoblog per il nuovo website di Artemista usando folderblog scoperto su BlogAggregator e aiutandomi irfanview per il thumbnails --grazie a Ste.
Le foto per ora sono le mie, lo sto provando.
Devo riuscire a farmi pagare da qualcuno arrghhhhhh, almeno uno.
Devo aver preso il mio karma in subaffitto da una donna danarosa. Sennò non capisco.
La cosa più folle che ho fatto in questi giorni di pioggia è stata:
andare a prendere Marta all'asilo, sotto un mega diluvio, indossando la cuffia da nuoto in silicone di Marco. Esteticamente dubbia, funziona e tiene caldo.
Immaginate la faccia del mywise quando gliel'ho comunicato....
Con il trasloco del sito da un server all'altro i links sono andati a pallino, mi scuso con chi ha cliccato e ha trovato una pagina vuota e ringrazio chi ha avuto la pazienza di ritornare a vedere se quella sciroccata di Comida ha ripreso il link. Eccomi qua.
S. e S., due giovani torinesi, una giornata intera, solo una purtroppo, da spendere ad Amsterdam. Li accompagno in giro per la città, il giorno successivo avranno la mattinata impegnata nella visita del Van Gogh Museum e poi ripartiranno per un'altra meta; questa è la loro prima visita ad Amsterdam.
Ci incontriamo alle 9.45 nei dintorni della Stazione Centrale e affittiamo due biciclette da Mac Bike, che si trova nell'edificio della stazione, con accesso esterno, contrassegnato dall'enorme logo.
Mentre familiarizzano con i classici olandesi freni a contropedale ci dirigiamo in pochi minuti verso il centro medievale della città.
Parcheggiamo le biciclette al sicuro nell'Oudebrugsteeg dietro alla facciata del Palazzo della Borsa di Berlage, percorriamo la via soffermandoci a vedere il palazzo chiamato Oude Accijnshuis che ospita il bellissimo caffè scuro Cafe Heffer.
Raggiungiamo in pochi secondi il 69 di Warmoesstraat, siamo ai bordi del quartiere a luci rosse e ci concediamo una ottima e ricca colazione al De Bakkerswinkel .
10.30 Ritemprati percorriamo in biciletta la Warmoesstraat fino a raggiungere la Engekerksteeg in cui si ha il migliore scorcio sul quartiere a luci rosse: all'angolo un fioraio espone bancarelle colme di piante, in fondo alla via s'intravvede la Oude Kerk, la chiesa più antica di Amsterdam, cuore del primo insediamento della città.
Io non amo particolarmente questo quartiere, ma è indubbio che chiunque associ Amsterdam al Red Light District e mi preme che si veda che c'è molto da scoprire oltre alle vetrine per cui è famosa. Percorriamo in biciletta i canali che hanno accolto intorno il 1200 i primi insediamenti di pescatori, ci soffermiamo davanti ad alcune meravigliose facciate di edifici per scattare delle fotografie. Si parla di trade commerciali nell'epoca d'oro, di chiese cattoliche clandestine, nascoste in alcuni edifici dopo la presa di forza dei protestanti nel tardo '500.
Ci dirigiamo verso Zeedijk, spartiacque e bordo del quartiere cinese. Alcune guide dicono che questa sia una via squallida, ma non è assolutamente vero.
In questa via, controllata dalla polizia così come tutto il Red Light District, può affascinare chiunque sia interessato nel vedere come una comunità grande come quella cinese si sia insediata ad Amsterdam. Negozi, farmacie, videoteche, supermercati possono essere visitati senza problemi da chiunque. i supermercati, in particolari, sono miniere di prodotti asiatici (cinesi e giapponesi in questo caso, ma non è raro trovare altri generi alimentari), un vero paradiso per chi ama cucinare non solo italiano.
Mi ripropongo di stilare un itinerario --con corso di cucina annesso-- in tutti i negozi di alimenti e di oggetti da cucina etnici in Amsterdam. Al mattino si visita e si fa la spesa e al pomeriggio si può procedere alla lezione di cucina.
Di ritorno in Italia le preziose informazioni dello Chef Kumalè potranno aiutare a reperire non lontano da casa molti ingredienti conosciuti qui.
Arriviamo in Nieuw Markt e scattiamo fotografie a De Waag, l'antica porta-pesa pubblica della città che ora ospita al suo interno un esclusivo ristorante.
11.30 Percorriamo i meravigliosi canali che fanno del Binnenkant, una parte di Amsterdam non molto frequentata dai turisti, una zona incantevole e piacevole da visitare. Questo è il vantaggio di avere una biciletta e una bella giornata a disposizione; si possono visitare molte più cose. Per gli amanti della Scuola di Amsterdam in questa parte di Amsterdam si può ammirare la Scheepvaarthuis (Prins Hendrikkade 108-114), monumentale palazzo progettato da J.M. van der Mey nei primi anni del '900.
Dal ponte di Korte Koningsstraat vediamo la secentesca Montelbaans Toren e il modernissimo museo NeMo, progettato da Renzo Piano.
In pochi minuti raggiungiamo la Nieuwe Uilenburgerstraat, siamo ormai nella zona ebraica, e vediamo l'imponente struttura della fabbrica di diamanti Gassan, un esempio di archeologia indutriale molto ben conservata. Si possono effettuare delle visite grautite all'interno, ma preferiamo proseguire alla volta della Sinagoga Portoghese, dell'Amsterdam Joods Museum, gettando uno sguardo sul chiassoso mercato delle pulci di Waterlooplein.
Attraversiamo l'elegante Plantage Middenlaan arrivando all'Hollandsche Schouwburg , elegante teatro ottocentesco usato esclusivamente da ebrei negli anni del nazismo e in seguito trasformato in centro di raccolte degli abitanti ebrei prima della deportazione nei campi di concentramento. E' un luogo importante per la storia della città tanto quanto --se non di più-- la casa di Anna Frank.
Siamo quindi arrivati in una parte della città costruita nell'Ottocento, arricchita da parchi e dall'enorme zoo, che costeggiamo lungo la Plantage Kerklaan dirigendoci verso l'Entrepotdock, canale che ospita dei bellissimi magazzini restaurati e convertiti in alloggi e studi molto eleganti. In questo canale c'è anche l'unica libreria italiana in olanda, la libreria Bonardi. Consiglio sempre di dare un'occhiata alla loro agenda --legate molto spesso alle attività culturali promosse dall'Istituto italiano di Cultura per i Paesi Bassi-, per vedere se nelle sere in cui si visita la città non ci sia un reading o la presentazione di qualche buon libro.
Perdiamo il senso del tempo, potrebebro essere le 12.00, 12.30, la colazione continua a fornirci le energie per continuare la visita.
In Hoogte Kadijk si può vedere un cantiere di resaturo di navi, il Werf 't Kromhout, diventao allo stesso tempo museo, un luogo molto suggestivo anche per i non appassionati di navi e affini.
Torniamo sui nostri passi, Entrepotdock e Plantage Kerklaan, per immetterci nella alberata e rigogliosa Henri Polaklaan, vedendo il Vakabond Museum e il Museo della Resistenza.
In Plantage Midenlaan facciamo sosta all'Orto Botanico, oasi di pace e di verde in cui è conservata la prima pianta di caffè introdotta in Europa nel lontano 1706.
Ho una carta annuale per me e per tre ospiti adulti e quindi visitiamo brevemente il nucleo secentesco, l'espansione settecentesca e ottocentesca e la modernissima serra a tre microclimi. potremmo fermarci nella meravigliosa Orangerìe per un boccone ma ripartiamo alla volta del mercato dei fiori, in Singel, vicino alla Munt Toren.
Percorriamo velocemente Konings Plein, la commerciale Heiligweg e ci concediamo un sacchetto di patate fritte --vera passione degli olandesi, che ne consumano a quintali tutto l'anno-- in uno dei chioschi più famosi della città, in Voetboogs Straat.
13.30 Voetboogs Straat ci porta in Spui e cerchiamo di visitare il Begijnhof, ma scopriamo che gli orari sono cambiati equesto monumentale complesso destinato a ospitare anziene signore senza famiglia e mariti. Ora si può accedere ogni mattina dalle 8.00 alle 13.00. Domani, prima del Van Gogh ci sarà tempo anche per questo bellissimo monumento e per visitare la meravigliosa doppia corte dell'Amsterdam Historisch Museum.
Attraversiamo i grandi canali della espansione seicentesca e, costeggiando Prinsengracht arriviamo nello Jordaan, vedendo l'hotel Pulitzer che ospita ogni anno i meravigliosi concerti di inizio e chiusura del Grachtenfestival, la Westerkerk --qui Rembrandt, ridotto in miseria e trasferito nello Joordan, venne sepolto in una tomba presa in affitto--e la casa di Anne Frank . Per gli appassionati di fotografia la FOAM ospita fino al 12 settembre una mostra di fotografie di famiglia scattate da Otto Frank, padre di Anne.
Lo Jordaan è molto affascinante pur essendo stato per secoli un quartiere povero e degradato. Ora è costellato da antiquari, gallerie d'arte , locali alla moda, meravigliose case. Per compensare la mancata visita al Beginhof vediamo un nascosto hofije minore, costruito per la comunità da un mercante diventato ricco.
Torniamo su Prinsengracht fino a che la Noorder Kerk non compare. Qui ogni sabato si tiene un bellissimo mercato do prodotti biologici, animato da moltitudine di persone qausi più interessante del mercato in sé.
A un minuto di bicicletta Brouwersgracht, la via dei birrai, incanta con i suoi palazzi e le sue colorate houseboat. Girando nella piccola Oranje Straat attraversiamo la bella e animata da negozi curiosi Harlemmer Dijk , attraversiamo anche Harlemmer Hottuinen e il passante ferroviario per immetterci nella elegante Prinsen Eiland , un'isola molto bella, a parte qualche episodio di brutta architettura di fine anni '70.
In particolare è belle vedere i velieri attraccati nel canale prossimo a Bickers Gracht e i romantici ponti levatoi bianchi in zona.
Raggiungiamo Harlemmer Plein. Sono le 15.30. Ci lasciamo molto felici di aver trascorso qualche piacevole ore insieme.
La fame si fa sentire e quindi è il momento di una pausa da Stubbe, un ottimo chiosco al fondo di Harlemmerstraat, sul ponte che attraversa il Singel. Qui si puossono gustare panini all'aringa cruda, freschissima, orgoglio di ogni buon olandese. In alternativa si possono gustare panini al salmone affumicato e tutta una varietà di ottimi prodotti ittici locali.
Ci lasciamo con la sensazione che , se ci fosse stato più tempo, sarebbe stato necessario soffermarsi di più su ogni singola cosa vista. Ottima premessa per tornare ad Amsterdam con più calma e tempo a disposizione. Arrivederci a presto!
Altro itinerario svolto lungo una settimana.
E altro ancora.

Eccoci alla prima edizione dell'Is My Blog Burning.IT, versione italiana della interessante iniziativa che alberto, autore del weblog il forno ha lanciato nella blogosfera questa maratona di ricette di cucina a tema.
In sintesi (ah, la sintesi):
-Si lancia un tema, in questo caso Salse&Intingoli.
-Chi ha un blog posta la sua ricetta preferita, il suo cavallo di battaglia legato a questo tema.
-Se se ne ha la possibilità posta anche una fotografia della ricetta realizzata.
-Nei commenti qui sotto segnala link del post e io provvederò a fare una lista commentata di tutto il materiale arrivatomi entro il 20 di luglio.
-Chi non ha un blog può mandarmi il tutto via posta elettronica.
Dato che da voi in Italia fa molto caldo non ho avuto cuore di proporre alcunchè di cotto nel forno e ho pensato a quanto è buono sedere all'ombra di un albero, gustando buone salse spalmate su un crostino di pane bevendo un bicchiere di vino bianco gelato. E come non dimenticare gli intingoli, freddi o caldi, che possono prolungare di qualche ora una cena tra amici.
Parlare e mangiare tutti insieme, per ore, con gli amici di sempre, in una sera di estate, a lumi di svariate candele. Mentre lo scrivo provo un po' di malinconia.
Allora, spero che il soggetto di questo nostro primo imbb.IT scateni la vostra fantasia. Pensate alle ricette che più vi piacciono, postatele o inviatele via posta elettronica entro il 20 di luglio.
Non è necessario essere cuochi professionisti, nè avere un blog gourmand.
Mi spiace che molti blogger siano in vacanza, in particolare encli e mauro, cuochi buongustai, ma questo è l'inizio di una serie di imbb.IT quindi ce ne sarà per tutti.
Iaia e milton sono i padrini di questa prima volta, dato che grazie a milton sono arrivata a conoscere questa iniziativa e grazie all'entusiasmo di Iaia mi sono decisa a smetterla di tergiversare.
Invito anche a partecipare all'edizione in lingua inglese, alberto ha detto che non è il caso di aver vinto un Pulitzer per poter partecipare.
Buon divertimento e, se qualcuno vuole ospitare il prossimo imbb.IT si faccia vivo, mi raccomando!!
Finalmemente sola, io e Joao Gilberto e una marea di lavori da finire.
Agua de Março a tutti (una della canzoni preferite di Vesnuccia).
Qualcuno mi moltiplichi per mille questa mattina, please.
Aggiornamento, siamo a BREGOVIC!!!!!!!!!!!! Underground, datemi una pistola che sparo in aria!!!
milton e iaia sorrideranno perchè sanno di che cosa sto parlando.
alberto, autore del weblog il forno ha lanciato nella blogosfera questa maratona di ricette di cucina a tema, che oggi giunge alla sua sesta mirabile edizione.
Da tempo parliamo con milton di prevedere una cosa analoga qui in Italia, chè spesso ci si blocca a scrivere in inglese.
Quindi lancio timidamente la proposta di iniziare un
Is My Blog Burning#IT e vorrei ospitarlo nella cucina disordinata di ComidaDeMama.
qui le "regole del gioco".
Non è necessario essere dei food blogger, nè di avere un blog.
Domani lancerò un tema, e chi vorrà potrà postare la sua ricetta preferita in tema con anche la fotografia del piatto --se si vuole, non è obbligatorio-- e mi manderà li link del post nei commenti relativi al post di inizio.
Chi non ha un blog può spedire la ricetta a me e io al pubblicherò.
La prossima edizione sarà ospitata da chiunque voglia ospitarla, siete i benvenuti.
Ora devo scappare, a domani!!!!
I'm a little teapot, short and stout
Here is my handle [one hand on hip], here is my spout [other arm out straight]
When I get all steamed up, hear me shout
Just tip me over and pour me out!
[as song ends, lean over and tip arm out like a spout]
I'm a clever teapot, yes it's true
Here's an example of what I can do
I can change my handle to my spout [switch arm positions and repeat tipping motion]
Just tip me over and pour me out
Una delle più belle canzoni per bimbi che abbia mai sentito!!!

Leggo sulla Repubblica della bella intervista fatta a uno dei miei registi preferiti e mi viene in mente che vorrei andare una volta nella vita così a nord da poter vedere il sole a mezzanotte. Quando poi vengono citati i fratelli Kaurismäki non posso non avere nei miei occhi la pellicola dil "Leningrad Cowboys go to America", cult movie visto con Nadia, grazie a Sergio, fonte di sorprese inedite in campi disparati.
Trovo un profilo di Moretti in inglese, voglio mostrarlo ai miei amici non italiani, molti conoscono "La stanza del figlio"; ho regalato una volta "Caro Diario" --il my wise era scettico sul livello di comprensione del film-- ed è stato molto apprezzato. Qui un'altra scheda in inglese con film e immagini, utile per spiegare meglio.
Vado in giro con Marta, c'è il sole e non so fino a quando durerà. Intanto sento Ludovico Einaudi, che ha anche musicato "Aprile", così, per malinconia.
Ieri io e il my wise abbiamo avuto un paio di ore di libertà e siamo andati al Winkelcafè a mangiare la torta di mele con la panna. Mentre cercavo un posto nel dehor un cameriere mi ha chesto:"Do you have Obsession?".
Stavo per raccontargli l'elenco delle ultime mie ossessioni quando mi è balenato nella testa che Obsession è un profumo.
Dato che le mie ossessioni non gli importavano molto le racconto qui, altrimenti a cosa serve un weblog?
Voglio imparare a scrivere in inglese, non sono in grado di esprimermi per iscritto come un essere umano. Sembro uscita dalla giungla, allevata sin da infante da gorilla --ex componenti del cast di "Tarzan", sezione controfigure, altrimenti non si capice come io abbia fatto ad apprendere i primi rudimenti dell'inglese nella giungla-- della Paramount Pictures.
Quindi, messi i petite fours in forno mi accingo a spendere due parole
su Fifty Writing Tools scritti da Roy Peter Clark.
Premetto che, per chi volesse leggere l'opera in italiano, MdS ha tradotto la versione di qualche tempo fa nella quale gli attrezzi erano trenta. Luisa Carrada, illuminata autrice del sito Il Mestiere di Scrivere, commenta:
Purtroppo devo andare, devo fare ancora un sacco di cose prima di uscire e andare a prendere la mamma di marco.
Spero che questa lettura vi possa piacere e interessare. Tornerò sull'argomento presto.
Un consiglio: mai cuocere i petite fours e iniziare a scrivere un post. Si cuoceranno irrimediabilmente troppo.

Questa mattina il my wise mi ha vista arrivare dal Noodermarkt, mercato biologico che si tiene ogni sabato intorno alla Noorderkerk, brandendo vittoriosa il mio suribachi e il suo bel surikogi.
Il suribachi è un mortaio di terracotta smaltato all'esterno. L'interno è ruvido, solcato da scanalature che consentono la rapida polverizzazione dei semi di sesamo. Il surikogi è un pestello in legno piuttosto tozzo.
Oggi pomeriggio abbiamo fatto con Marta il gomasio, ottima alternativa al sale, pestando poco sale e semi di sesamo arrostiti.
Si possono creare salse molto buone a base di sesamo pestato, arricchite di zucchero, sale, sake e salsa di soia, perfette per rendere i fagiolini bolliti degni di essere presi in considerazione come contorno.
Ora scendo dalla vicina di casa timida a chiedere una tazzina di salsa di soia, chè ho dimenticato di comperarla.