28.10.09

Julie & Julia - Intervista a Comidademama. Gli appunti.

Oggi pranzo con una mia amica americana, zuppa d'orzo allo Scrigno del Duomo. Un piccolo lusso per ricevere una signora appena arrivata dalla Bay Area.
Tra una bollicina di Trento doc e un canone a tre voci per spiegare chi siamo e cosa facciamo nella vita, ricevo al telefono (silenziato, certo!) la richiesta di un'intervista sul film Julie & Julia - appena uscito in Italia, sui foodblog e su comidademama per un settimanale trentino.

"Perchè tu?"
Ho quattro occhi, due ancora in jet lag, che aspettano una risposta.
Che, vi avverto, sarà molto lunga.
E che mi serve come traccia per riordinare le idee e per impostare un altro lavoro.*

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Vivendo anche solo per un anno in USA è stato impossibile non accorgersi dell'immagine di Julia Child. E' presente nei negozi di libri, sulle bancarelle, nei negozi per gourmand, a scuola, nelle librerie della case dei nostri amici. Perfino da Target, alla televisione!
Dopo una delle mie visite a New York (15$ di corriera Fung Wah, Chinatown Boston-Chinatown Manhattan, potevo non fare un salto tante volte in quell'anno?), quella in cui sono andata a vedere il laboratorio del no knead bread, ho preso in mano testi, fatto le orecchie alle pagine, sottolineato, guardato immagini. Parlato con i miei amici americani e con i negozianti, con chiunque vedessi con un suo libro in mano.

E ho scritto un post, su chi è Julia Child, lo trovate QUI.
Chi mi ha contattato oggi a pranzo l'ha letto e al momento dell'intervista ha pensato a me.
Poteva seguire i link, fare copia e incolla delle cose scritte e scrivere l'articolo, ma non l'ha fatto. Ha telefonato.*

E poi, le coincidenze della vita. Comidademama e Julia Child sono state, in qualche maniera, vicine di casa.
All'inizio degli anni Sessanta Julia Child si trasferisce non lontano da quella che è stata la nostra casa a Cambridge MA, al 103 di Irving Street.
Il consorte, Paul Child, ingegnere, progetta la cucina che sarà teatro dei suoi primi show televisivi, ora conservata nello Smithsonian National Museum of American History Behring Center.
Marta ci passava davanti ogni giorno con lo schoolbus.

Bastano le ricerche che mi hanno portato a scrivere un post e queste belle chiacchiere per un'intervista? Direi proprio di no.
Apro la mia cartella Julia Child e ritrovo gli articoli interessanti che ho conservato e ne cerco altri sulla rete. E mi viene in mente di controllare che ora è e che temperatura c'è in Harvard Yard questa mattina, con un po' di nostalgia.

Il film è diretto e scritto da Nora Ephron.
Nel 1989 introduce Katz's Deli nel nostro immaginario collettivo con il film Harry ti presento Sally.
(E non ci crede più nessuno se dite che lo conoscevate già da prima. Non vi infastidite, fa parte dell'effetto 'immaginario collettivo'.)

Ephron deve tradurre in storia e intreccio i contenuti di due libri ( due su tre) che non hanno avuto fortuna, almeno inizialmente.

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Ma come?
Uno viene definito una pietra miliare della cultura gastronomica americana e l'altro è il libro derivato da uno di quei casi da blogstar che compaiono sui giornali e sugli articoli degli esperti.

Il film
Esce in USA in Agosto 2009. In Italia è uscito lo scorso 23 Ottobre.
Ephron intreccia:
A) La vita parigina di Julia Child narrata nel libro autobiografico My life in France - scritto con il suo pronipote Alex Prud’homme e pubblicato postumo.
B) Cosa succede nell'anno 2002, 365 giorni in cui Julie Powell cucina tutte le ricette del primo libro di Julia Child, "Mastering the Art of French Cooking, Volume 1". 365 giorni raccontati nel suo blog in forma di post molto fitti di descrizioni. Un modo per scacciare via l'imminente crisi dei trent'anni, la frustrazione di un lavoro insoddisfacente.
Powell si ritiene "...too old for theater, too young for children, and too bitter for anything else...".

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Il libro di Julia Child. Mastering the Art of French Cooking, Volume 1.
Inizio anni '60.
Julia Child ha ottocento pagine, dieci anni di revisioni e di implementazioni, dieci anni passati a Parigi e in viaggio, con un progetto in tasca. Tornare in America e pubblicare il libro.
Un editore bostoniano, vedendo la bozza di "Mastering the Art of French Cooking, Volume 1" dice:
"Ma signora Child, NESSUNA donna americana è interessata alla cucina francese".

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Fortunatamente il ricordo di un vivace carteggio sul tema dei coltelli intrattenuto nel periodo parigino con lo storico Bernard de Voto le fa ottenere un appuntamento con Judith Jones, editor e traduttrice della parte francese della Knopf Inc.
Judith Jones conosce Parigi e la cucina francese, porta a casa la bozza del libro e inizia cucinare. Non è ancora vice direttrice della Knopf Inc, poi venduta alla celebre Random House. Traduce libri dal francese e sa di avere in mano un ottimo libro. Chiede a qualche suo collega un po' più in su nella scala gerarchica di mettere una parola buona per lei durante una riunione.
I signori Knopf lasciano tentare a Judith Jones il lancio di questo libro, con la frase celebre, quasi da Roderduck: " Se riesce a far vendere un libro con quel titolo mi mangio il cappello". Qui un articolo molto divertente scritto da Judith Jones su questo avvenimento.

Io non credo molto nella fortuna, ma nelle cose che vanno fatte capitare, per dritto o per traverso. E poi l'inerzia delle cose fa il resto. In questo caso si aggiunge una impennata grazie a questa fortunata circostanza del film. Altra inerzia a seguire e così via.

La bravura di Ephron e Meryl Streep in Julie & Julia fanno valere al libro "Mastering the Art of French Cooking, Volume 1". il primo posto nei bestseller del NYTimes, per la prima volta dopo 48 anni dall'uscita del libro, il 30 agosto 2009.

Scrive il NYTimes che secondo Nielsen BookScan, agenzia americana che segue le vendite dei libri, 22.000 copie sono state vendute dopo le prime settimane dall'uscita del film.
Barnes & Noble rileva il 700% d'aumento di vendita del libro nel mese di agosto '09. (fa sette volte tanto)

Il libro e il blog di Julie Powell "Julie & Julia "
Ephron rende anche al meglio, [...] trimming some fat from Ms. Powell’s rambling book (and draining some of the juice as well)[...], il libro di Julie Powell che riassume i post di gran successo tratti dal weblog Julie/Julia Project.
2 ottobre del 2005. The New York Times pubblica una recensione di David Kamp sul libro 'Julie and Julia': The Servantless American Cook, tratto dal weblog di gran successo dell'autrice. Kamp critica pesantemente il libro. [...] I was hoping and expecting that "Julie and Julia" would attempt some sort of smart perspective in this manner, some reflection on Powell's part about the era that Child's involved, aspic- and butter-heavy recipes represent, and how Child's approach is either hilariously anachronistic or remarkably relevant or some combination thereof. [...] "Nineteen-sixty-one was a different country, no doubt about it," Powell writes. Alas, that's as far as she goes with the thought. Julie Powell willed herself out of that secreterial pool by thinking big; I wish that, for her print publishing debut, she hadn't thought so small.[...]

Anche The New Yorker non recensisce in maniera entusiastica il libro. Non solo quindi si contesta a Powell una scarsa analisi di cosa abbia rappresentato e rappresenti Julia Child nella cultura americana, il fatto che lei sia stata una donna indipendente, con un grado di istruzione, che da giovane abbia servito la sua patria in guerra. Che certamente non si riconosceva in Sabrina/Audrey Hepburn al corso tres chic di economia domestica e buone maniere, per sapere come stare al mondo. Che combatte per essere trattata al pari di un uomo nella scuola di cucina Cordon Bleu di Parigi. Che apre alla middle class post bellica una finestra sulle tradizioni gastronomiche delle persone che di fatto la compongono, questa america. Che apre un nuovo canale di mercato, quello dei prodotti francesi rivolti alla middle class e non solo più alla elite, e fa muovere l'economia. Anche se in Francia c'è chi in parte dissente su questo. [...]For Jean-Claude Ribaut, the food critic at Le Monde, Ms. Child was more like “a mediator who promoted the French lifestyle in the United States, but had no influence on restaurateurs.”[...], ad esempio.
Che usa efficacemente il linguaggio televisivo. Che non le importa se è allampanata e non sembra Marta Stewart. Che ha un marito che mette a disposizione la sua visione scientifica del mondo e, come un pioniere, le progetta uno spazio di lavoro innovativo.
Del libro di Powell non viene gradita nemmeno la trasandatezza e verbosità dello scritto, le descrizioni un po' sgradevoli e non necessarie.

E anche qui Ephron pare compia il miracolo e renda lieve e divertente questa vicenda prendendo il meglio che c'è e intrecciandolo con la ormai leggendaria vita di Julia Child.
Riportando in mano agli americani un libro che è pieno di ricette molto molto sostanziose, troppo ormai per l'orientamento salutista che una parte di USA ha abbracciato.
Ottenendo dal pubblico pagante una rinnovata attenzione, e le stesse esclamazioni (moriremo tutti di colesterolo!) e stesse inarcature di sopracciglia che abbiamo noi quando leggiamo certe ricette dell'Artusi, per esempio. Libro che però teniamo, anche in più copie, nella nostra libreria perchè è un testo che ha un valore e un contenuto che va oltre alla ricettina e il prodotto da promuovere.

“This was a secret dream,” Ms. Ephron said, “that the movie would sell a lot of books.” C'è riuscita. Brava.

Andrò a giorni a vedere il film.
E l'intervista sarà molto molto breve. Promesso.

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Gli articoli (solo una piccola parte di quelli letti)

The New York Times
BOOKS
'Julie and Julia': The Servantless American Cook
By DAVID KAMP
Published: October 2, 2005

MOVIE REVIEW
Julie & Julia (2009) NYT Critics' Pick

Two for the Stove
By A. O. SCOTT
Published: August 7, 2009

BUSINESS
After 48 Years, Julia Child Has a Big Best Seller, Butter and All
By STEPHANIE CLIFFORD
Published: August 23, 2009

Europe
A ‘French Chef’ Whose Appeal Doesn’t Translate
By MAÏA de la BAUME
Published: September 16, 2009

Magazine
Out of the Kitchen, Onto the Couch
Photo Illustration by Erwin Olaf for The New York Times. Set Design: Jeffrey W. Miller. Special Effects: Jane Choi. Location: Bulthaup Showroom, New York.
By MICHAEL POLLAN
Published: July 29, 2009
The New Yorker

JULY 06, 2009
PROFILES
NORA KNOWS WHAT TO DO [ABSTRACT]
PROFILE of Nora Ephron. Nora Ephron is five-six and, at sixty-eight, as slight as a sparrow. She first became well known in the late nineteen-sixties as a magazine journalist who wrote features about cultural institutions and media celebrities. She became even more famous in 1976, when she…
by Ariel Levy

AUGUST 14, 2009
BLOG: THE BOOK BENCH
HOW JULIA CHILD'S MEMOIR SAVED MY DINNER PARTY
By Thessaly La Force

SEPTEMBER 17, 2009
BLOG: THE BOOK BENCH
IN THE NEWS: THE OLD MAN AND THE MONEY, JULIA WHO?
The Kindle edition of “The Lost Symbol” is outselling the print edition on Amazon; a pirated e-copy is also making the rounds. The 1952 issue of LIFE magazine that included Hemingway’s novella “The Old Man...
By Michelle Legro
(comidademama to do list)

MAY 29, 2009
BLOG: THE BOOK BENCH
WHAT ARE YOU READING, ARIEL LEVY?
By The New Yorker

JUNE 29, 2009
BLOG: NEWS DESK
BACK ISSUES: NORA EPHRON LOVES DOUGHNUT MACHINES
In this week’s issue, Ariel Levy profiles Nora Ephron, the writer-director whose new movie about Julia Child comes out in August. Levy accompanies Ephron to the James Beard Awards (the Emmys for food) and later...
By Avi Zenilman

THE FILM FILE
JULIE & JULIA
Meryl Streep as Julia Child, an American in Paris in the fifties, longing to write a cookbook, and Amy Adams as Julie Powell, a lost young American wife in Queens in 2002, who replicates Child’s recipes. The structure is more a rhyming device than a dramatic idea, yet it works…
by David Denby

AUGUST 14, 2009
BLOG: THE BOOK BENCH
SECOND “JULIE & JULIA” POST OF THE DAY
I’d like to add, as an addendum to Thessaly’s magnificent garlic-mayonnaise post, one thought about the film, which I saw a couple nights ago at the cineplex on 38th Street, in Long Island City,...
By Macy Halford

Da mschwarz (grazie)
qui (http://www.npr.org/templates/story/story.php?storyId=111429489) un'intervista interessante di Fresh Air in cui Michael Pollan descrive come sono cambiate le trasmissioni TV sul cibo da Julia Child ad ora.


* Ho deciso di condividere gli appunti qui su comidademama per sostenere ancora una volta l'importanza della condivisione libera e trasparente delle notizie che abbiamo, che ci premono e sono importanti per noi e per il nostro lavoro, per i nostri interessi e hobby.
Costano tempo ed energia e chi le usa senza rispetto non fa una buona cosa.
Ecco, Lydia e Adriano, io vi dedico questo post di appunti, che è più una mia pagina personale di lavoro. E' un segno piccolo, bon.

Ecco, ripeto. Essendo questo una pagina di lavoro non rispetta i canoni di brevità e contravviene a tutti i decaloghi su come si compila un post di successo.
ma magari vi può essere utile per avere un quadro migliore se e quando andrete a vedere questo film. O dovrete parlarne o scriverne.

A chi è sopravvissuto alla lettura, meno scorrevole del solito, dovrei dare un premio.
Scherzi a parte, questo è un post aperto.
Aperto a chi vuole contribuire con notizie e riflessioni in più.
Ho scritto a Daniela che nei commenti del post su Julia Child ha detto che una sua amica lavorava nel set e se vuole raccontarci la sua esperienza è la benvenuta.
Scriverò alla figlia di Dede- Varie ed eventuali, che vive a Brooklyn ed è produttrice cinematografica per sapere cosa ne pensa.
Sentirò anche Roberta Corradin, scrittrice e giornalista, che ha curato l'edizione americana del libro Nonna Genia e che ho con dispiacere mancato di incontrare a New York lo scorso anno.

Blogger oltreoceano (e anche da questa parte dell'oceano) fatevi sentire se l'argomento vi appassiona!

Non abbiamo parlato tanto di ricette, ma questo è più un fenomeno di costume, di cultura e anche di mercato. E di persone.
E dove ci sono storie di persone io proprio mi appassiono.

Posted by ElenaC at 28.10.09 03:04
Comments

We obviously have to think more in that direction and see a few things i can do over it.

Posted by: Arnita Freimark at 24.04.11 10:48

Apple now has Rhapsody as an app, which is a great start, but it is currently hampered by the inability to store locally on your iPod, and has a dismal 64kbps bit rate. If this changes, then it will somewhat negate this advantage for the Zune, but the 10 songs per month will still be a big plus in Zune Pass' favor.

Posted by: purchase Strattera at 30.03.11 00:18

I found your site from altavista and it is eye-popping. Thank you for sharing such an incredible article...

Posted by: order generic Cipro at 22.03.11 01:11

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Posted by: Diflucan buy online at 27.02.11 01:20

complimenti per il blog

Posted by: francosco mastering at 11.07.10 10:41

sono rimasta colpita da tutto quello che conosci di Giulia Child! Inutile dirti che io non la conoscevo, ma il film mi è piaciuto così tanto che ho cominciato a cercare notizie più dettagliate. Adoro cucinare e mi piacerebbe trovare i libri di giulia, sai se esistono in commercio naturalmente in italiano? Ciao, a presto e grazie......

Posted by: susanna at 15.12.09 07:12

Elena quando ho visto la presentazione del film e poi anche seduta nel cinema ho pensato a te!! Conoscevo Julia child non solo perche' frequento blogs in lingua inglese.... ma ricordo tutti i tuoi articoli, il tuo entsuiasmo su di lei... Mi ha fatto sorridere che e' arrivata sui grandi schermi la storia di una food blogger anche se intrecciata con la biografia della Child. sono felice del risultato, mi e' piaciuto moltissimo e ho letto con molto interesse questo tuo post.
Un bacio- complimenti per le tue attivitá al Gioco degli Specchi.
Daniela

Posted by: campodifragole at 11.11.09 15:33

Ciao!!!io ho visto il film da poco e me ne sono innamorata...ho cercato qualche copia in italiano del libro di Julia Child ma con scarsi risultati...avresti qualche dritta da darmi???grazie!!!

Posted by: Manuela at 11.11.09 12:50

La cosa che mi ha colpito del film è che nel blog lei non mette fotografie, secondo me fa tanto la foto nella descrizione di un piatto...

Posted by: zucchero d'uva at 03.11.09 17:27

Grazie Elena, grazie per questo splendido post che tu dici contravvenire a tutti i decaloghi di un post di successo.Io lo trovo very successfully. Ti leggo solo ora, ma sono stata al "buio" per alcuni giorni, l' alimentatore della batteria (si dice cosi', vero) del mio child, Macbook, non ha piu' dato segni di vita. Julia Child l' ho conosciuta grazie a te, il libro l' ho ordinato, aspetto di vedere il film e aspetto con impazienza la tua intervista, che spero sara' lunghissima........
Sei stata molto generosa, per aver voluto condividere cosi' apertamente i tuoi appunti personali. Abbiamo anche potuto appurare che le persone corrette esistono: a te hanno telefonato.
Un abbraccio

Posted by: Barbara at 01.11.09 16:12

Sono molto incuriosita e affascinata dalla forza di carattere di Julia Child, sarà stata davvero così nella sua vita come è descritta nel film?
Se così fosse è un aforza, da imitare!
Quella pernacchia , io l'avrei dovuta fare chissà quante volte!
Devo dire che mi metterei volentieri anche a inparare queste ricette tanto pericolose per il colesterole, ma che mi ricordano moltssimo le ricette della mia famiglia... ne vale la pena dai, chissà che sapori!!
Per gli articoli, sto facendo il corso di inglese per ripassare la lingua, capisco qualcosa si e no.

Posted by: chiara at 01.11.09 14:10

Ho visto il film ieri sera ed è carino e leggero, e naturalmente, come credo ogni foodblogger, mi sono riconosciuta in pieno nel personaggio di Julie. CHiunque l'abbia visto e mi conosce mi ha detto che mi ha pensato... ed effettivamente è proprio uno squarcio sul mondo reale di un foodblogger, quindi come non riconoscersi?
Per il resto non mi ha fatto venire voglia di comprare il libro (i libri...), effettivamente troppo colesterolico, ma sapere se veramente il carattere della Child fosse proprio quello sì.
Buona domenica
Stefania
P.s. Ho letto il tuo post fino in fondo, anche io... vedi quanti coraggiosi?

Posted by: Stefania Oliveri alias fantasie at 01.11.09 09:12

Da quando hai postato sono passati un paio di giorni. Ma avevo bisogno della calma necessaria per leggere attentamente il tuo post. Posso dire che i tuoi post su Julia Child mi sono piaciuti più del film? E mi hai invogliato a leggere il libro della Child. Saró una voce fuori dal coro, ma a me il film non ha fatto impazzire. Sono entrata con grandi aspettative e sono uscita delusa. Carino, non c'è che dire, ma mi aspettavo di più. Credo che sarebbe stato molto, molto meglio limitarsi alla storia di Julia Child. Le due storie intrecciate perdono di ritmo, a tratti il film è lento. La Streep è deliziosa e mette di buonumore, ma la storia di Julie forse è interessante solo per noi foodblogger che ci ritroviamo in alcune scene. L'unica cosa che ha colpito anche me è il fatto che si decida di cucinare tutte, ma proprio tutte le ricette di un libro.
Mi aspettavo qualche scena divertente in più del trailer.
Probabilmente mi sono fregata con le mie aspettative. Sono davvero curiosa di sapere cosa ne penserai tu del film.
Un abbraccio e buona domenica
Alex

Posted by: Alex at 01.11.09 08:26

Sono arrivata in fondo!!
Già ero curiosa, ora non vedo l'ora di andare a vederlo, vorrei procurami i libri... certo che tu la conoscevi già da prima, sarei curiosa di andare in America per vedere li cosa ne pensano!

Posted by: zucchero d'uva at 30.10.09 21:08

Beh, io il film l'ho visto e l'ho trovato delizioso!
Ha diversi spunti di riflessione, ovviamente non solo culinari, ma secondo me una grande verità:il gusto di una passione,il desiderio di emergere, non devono mai far perdere di vista, la vita reale, le persone e le cose davvero importanti!
Grazie infinite per gli interessanti approfondimenti... Julia Childe è un personaggio davvero affascinante ed interessante che sembra fare tutto con estrema leggerezza ed allegria, una donna per certi versi da imitare per vivere meglio!
Un saluto affettuoso,
Ornella

Posted by: Ornella at 30.10.09 19:50

Ho letto sia My life in France che il libro di Julie Powell e, sì, anche io mi aspettavo di trovarci molta più Julia e un pò meno Julie.
Mi sono detta però che con i "miti" ognuno si confronta a modo suo. Julie stessa racconta che JC non l'aveva in grande simpatia (http://juliepowell.blogspot.com/2009/08/couple-of-things.html) e la prende tutto sommato con filosofia.
Ma essere stata l'ispirazione di un progetto capace di cambiare la vita di una persona, così differente per mentalità, carattere e approccio, penso sia solo la conferma della grandezza di JC.
Guarderò il film con curiosità e, grazie, grazie mille per tutti quegli articoli.

Posted by: anto at 30.10.09 12:34

Comida, non credo che la sua intenzione fosse quella di far pubblicità al suo libro, tant'è che nessuno ne fa menzione bensì lei ha scelto di fare il film perché si è immedesimata essendo anche lei un po' Julie Powell

Posted by: Caroline at 30.10.09 12:06

Elena, sei strabiliante!!! Ho letto il post fino in fondo e sono sopravvisuta! ;o) Ho lasciato solo gli articoli da leggere con calma nel week-end.
Dicevi "per scacciare via la crisi dei trent'anni..."??? E poi, quella citazione "...too old for theater, too young for children, and too bitter for anything else..."
Hmm, volevo aspettare fino a quando riesco a recuperare il film in lingua originale, ma mi sa che vado a vederlo questo pomeriggio! ;o)))

Posted by: puracucina at 30.10.09 11:38

valentina io ho marta di 9 anni e lei va più di me al cinema, pensa! sono curiosa ma non mi aspetto che sia un film memorabile, ma sono curiosa.
E felice che ti sia piaciuto il post. Fare la mamma è molto impegnati vo e spero che tra poco tu riuscirai a stare stravolta solo 12 ore su 24 e poi sempre meno

miciapallina chi ha visto il film ne conta quattro, di libri in pista. Perchè c'è anche in qualche maniera il libro della Ephron di mezzo.
Son curiosa di vedere il film per capire il film. Ovvio è che il titolo e il pretesto parte dal libro Julie and Julia, quindi è quel libro che intendi.

silvio puoi dire di essere amico della sua vicina di casa :) quello col jet lag permanente perchè sempre in viaggio te lo saluto volentieri. Un abbraccio alle tue ladies.

Gloria bello il Fung Wah eh? Arrivare da Brooklyn non ha prezzo. E la sosta "ten minutes!" al tragico fast food dell'autostrada? btw eravamo più europei e americani che cinesi. Io vorrei la maglietta del Fung Wah ^_^

atruf76 bellissimo, vengo a leggere il tuo post

Posted by: comidademama at 29.10.09 23:04

Da poco sono ritornata a visitare il tuo blog (causa mancanza di internet e maternità stile sono occupata o meglio "stravolta" 24 ore su 24 :-) ) e rimango sempre stupita da quanto sia piacevole leggere i tuoi post che mettono una gran voglia di fare ed informarsi.
Non so se con la mia piccola riuscirò ad andare a vedere questo film che mi incuriosisce molto (anche perchè adoro Meryl Streep) ma se andrò temo di uscire dal cinema affamata come quando ho visto Chocolat!

Posted by: ValentinaB at 29.10.09 22:21

Bellissimo ed interessante!
In effetti sto facendo la corte a quel libro da qualche settimana (quello del film intendo) e adesso sono ancora più pepata!
Mi piace moltissimo leggere i tuoi post... fino alla fine!
Anche questo!

nasinasi

Posted by: miciapallina at 29.10.09 17:47

Aspettiamo l'intervista.

Poi posso dire che conosco la massima esperta di Julia in Italia?

Salutami quello col jet lag.

Posted by: Silvio at 29.10.09 16:21

lydia ma figurati, è il minimo.

mammina sono curiosa di sapere quale è la coincidenza che hai rilevato che ti fa dire di me 'pazzesca'

Aiuoilik le baguette! poi mi dici se ti è piaciuto

lenny prego, in realtà sto scoprendo tante altre cose cammin facendo, ma non vi tedio oltremodo

Elga comidademama 0 calorie! posso provare a lanciarmi sul mercato? che dici?

Giò in effetti Julia Child non so quanto sia conosciuta. io se non fossi andata a vivere in USA non l'avrei forse notata per ancora tanto tempo. Forse il tema del blog e l'attrice famosa attirerà l'attenzione del grande pubblico. Poi non so, non credo che stiamo assistendo a una pietra miliare del cinema americano. Vediamo come è e speriamo di divertirci.

Dada non ti preoccupare, io ho molto spam e quindi i commenti sono moderati, quindi sottoscrivi una volta sola e poi ti metto in chiaro io.
Sono felice che tu apprezzi la condivisione.

gea poi mi dici, anche io non l'ho ancora visto

elvira ti dico quando l'ho visto. C'è sempre un elemento che ti rende non obiettivo anche se non leggi recensioni e articoli. Per me la presenza di un'attrice così caratteristica già mi crea aspettative e pre-giudizi su come sarà il film.

Ilaria tu mi fai morire di nostalgia! Ho parlato di te a una signora molto interessante di Sassari.
vero che è nel corredo delle signore americane, l'opera omnia di Julia Child?

caroline volo a leggerlo! e il fatto che la Ephron voglia piazzare anche il suo libro intrecciandolo nel film, accidenti.

danielaB io non ho mai studiato cinema e sono felicissima di scambiare pareri come se fossimo appena uscite dalla sala cinematografica e dirette a prendere un buon caffè, magari da Arione.

giovanna ma prego e mi fai venire la nostalgia di una bella e vera e grande libreria di cambridge. Sob.

Rossella allora devi assolutamente vedere anche l'opera di rose levy beranbaum, è bravissima e anche lei ha un approccio molto preciso sulle misurazioni e sugli strumenti.

dede ti immagino che giri in casa come un'anima in pena a cercare in libro da leggere. Questa Ephron deve essere abile, mi ha incuriosito. E adesso che sento te ancora di più.

marco grazie mille

enza spero non sia troppo pesante, in realtà ho tagliato e tagliato

lukiz bello che hai già visto il film! volevo postare tantissime immagini di repertorio, ma il tempo non mi ha nemmeno consentito di rimpicciolire le immagini dei libri.

Posted by: comidademama at 29.10.09 16:18

Grazie per aver condiviso i tuoi appunti! Ora sono più curiosa di vedere il film!
Anch'io anni fa qualche volta ho preso la corriera Fung Wah... ricordo che alla fine di ogni viaggio odoravo di involtino primavera!

Posted by: Gloria at 29.10.09 15:13

ecco cosa cercavo! ho appena pubblicato un post con i miei commenti al film visto proprio ieri sera...e appunto dicevo che volevo cercare qualche informazione in più...ed eccomi accontentata!!! grazie infinite...con calma leggerà tutto con attenzione
ancora grazie!anna

Posted by: atruf76 at 29.10.09 10:27

Cara Elena, sono in tournè lavorativa e mi sto collegando poco.
Questo tuo regalo mi riempie di gioia e la considero una grande manifestazione di affetto stima e solidarietà.
Ti tingrazio davvero tanto.
Un abbraccio

Posted by: lydia at 29.10.09 09:01

sei pazzesca!!! e quando avrò un po' di tempo ti spiegherò perchè. baci.

Posted by: mammina at 29.10.09 01:25

Il film devo ancora vederlo, ma dopo aver provato le "sue" baguette non posso non andare a vedere il film! Bel post, complimenti!

Posted by: Aiuolik at 28.10.09 23:32

Ti ringrazio per questo approfondimento che mi aiuterà a comprendere meglio il film :))

Posted by: lenny at 28.10.09 22:25

I tuoi post hanno sempre il potere di saziarmi anche se qui non mangio nulla almeno con la bocca! Sei sempre attenta e riguardosa nei confronti di tutti, sei speciale, bon!

Posted by: Elga at 28.10.09 20:38

beh..un'intervista te la meriti tutta!!!!
ho letto il post con molto piacere, ho anche visto il film e devo dire che mi è piaciuto anche se credo che, almeno in Italia, dove Julia child non è così conosciuta al di fuori del mondo di foodblogger, cuochi e compagnia bella, non sarà molto apprezzato. sicuramente non troppo coinvolgente, però carino, a tratti lento per i non adetti. per noi blogger (e mariti di blogger) è sicuramente piacevole ritrovarsi nelle vesti di Julie Powell e quindi l'occhio è di parte. Meryl Streep favolosa!

Posted by: Giò at 28.10.09 20:25

Ci riprovo (è da un po' che non riesco a commentare).
Grazie infinite come sempre Elena, sei la regina della condivisione, rendi internet vivo e vivace. Il film l'ho visto più di un mese fa' e ho voglia di approfondire ancore di più il contesto, comunque si' è più una storia di costume e di persone che di cucina. Ma a noi va bene cosi'!
Buona serata

Posted by: Dada at 28.10.09 19:39

Ci riprovo (è da un po' che non riesco a commentare).
Grazie infinite come sempre Elena, sei la regina della condivisione, rendi internet vivo e vivace. Il film l'ho visto più di un mese fa' e ho voglia di approfondire ancore di più il contesto, comunque si' è più una storia di costume e di persone che di cucina. Ma a noi va bene cosi'!
Buona serata

Posted by: Dada at 28.10.09 19:35

Ci riprovo (è da un po' che non riesco a commentare).
Grazie infinite come sempre Elena, sei la regina della condivisione, rendi internet vivo e vivace. Il film l'ho visto più di un mese fa' e ho voglia di approfondire ancore di più il contesto, comunque si' è più una storia di costume e di persone che di cucina. Ma a noi va bene cosi'!
Buona serata

Posted by: Dada at 28.10.09 19:34

Grazie Elena come sempre (ho letto tutto hai visto?), sei la regina della condivisione, rendi internet vivo e vivace. Informazioni e osservazioni che mi permettono di avere un quadro più completo e di costume (il film l'ho visto più di un mese fa' ;-). Adesso ho voglia di approfondire ancora di più! Buona serata

Posted by: Dada at 28.10.09 19:30

Non pensavo di andarlo a vedere, ma grazie a questo post di sicuro lo noleggerò! Tks!

Posted by: Gea at 28.10.09 18:51

Sara' difficilissimo mantenere l'obiettivita' quando vedrai il film, dopo aver letto tutti questi articoli..o almeno per me lo sarebbe, io evito accuratamente anche di leggere le prefazioni dei libri per non esserne nfluenzata :)
Ma tant'e', Julia&Julia vorrei andare a vederlo anche ora che ne so molto di piu' grazie al tuo post, l'accuratezza e la perizia con cui approfondisci gli argomenti sono sempre il tuo segno distintivo. BAci :)

Posted by: Elvira at 28.10.09 17:19

Elena bellissimo post!!! Oggi piove da morire qui a Cambridge, ma non fa tanto freddo...Quando questa mattina sono passata in Beacon Street ho tirato giu` tutti i santi contro l'autista del 83 che continuava a fare scendere le persone senza accostare! Giusto per farti sentire un po` a casa! Tornando al post, aspetto con impazienza il film in DVD, tutte le mie amiche americane stravedono per Julia, e si, hanno tutte i suoi libri a casa, penso facciano parte del corredo qui :P
Ho provato e riprovato a finire il libro della Powell, non mi e` piaciuto, mi aspettavo delle rivelazioni che non sono arrivate pagina dopo pagina; e non sono stata la sola.
E bello leggerti e spero metterai un pdf della tua intervista..pleaseeeee
Un abbraccio,
Ilaria

Posted by: Ilaria at 28.10.09 16:53

Ho scritto un post anch'io sul film, sottolineando il fatto che nel film non si parla solo di Julie Powell e Julia Child ma anche di Nora Ephron che nel suo libro "I feel bad about my neck" dedica un intero capitolo sui suoi esperimenti culinari e sulla sua passione per Julia Child e altri food writer. Ti consiglio di leggero, al di là di questo argomento, è un libro molto bello e commovente.

Posted by: Caroline at 28.10.09 16:53

ciao,il film l'ho visto sabato scorso,mi é piaciuto.Grazie perché permetti di approfondire le vicende di queste donne,e del ruolo di julia child.Mi piacerebbe avere la tua opinione sul film,certe cose mi sono piaciute di più e certe di meno,a livello di intreccio della trama,intendo..certi punti avevano troppo poca tensione narrativa secondo me,ma é solo un'opinione personale e modesta del poco che ho studiato di cinema!
Daniela

Posted by: Daniela B. at 28.10.09 16:36

io il libro l'ho comprato quest'estate a boston (in una delle librerie che mi hai consigliato tu a cambridge, grazie ancora) e l'ho letto d'un fiato. Carino, solo a tratti un po' noioso (detto da me che pure sono appassionata di cucina, non so come reagisce alla lettura una persona normale), e a mio giudizio scritto in un'ottica molto molto americana. julia child la conoscevo solo dal tuo post e da qualche lettura che avevo fatto perché mi avevi incuriosita, ma devo approfondire. intanto stasera vado a vedere il film, ti farò sapere. grazie ancora di condividere.

Posted by: giovanna at 28.10.09 15:34

Io ho letto ComidaDeMama e My Life in France, finora.
Molto soddisfatta. Però vedo che ho ancora molto da leggere e studiare :)
E nuovamente mi pento di non aver preso i libri di Julia Child in Canada. Anche se Mastering the Art of French Food è stato pensato per i cibi americani, ossia Julia studiò nel dettaglio anche la composizione della farina prima di dare le dosi delle ricette.
C'è molto da imparare per serietà, professionalità e passione da Julia Chid.

Grazie ComidaDeMama e buona intervista

Posted by: Rossella at 28.10.09 15:29

Ho sentito nominare per la prima volta Nora Ephron quando incautamente iscritta all'Euroclub, mi sono vista recapitare d'ufficio il suo "Affari di cuore", la storia credo vera della scoperta del tradimento del marito con la sua migliore amica. L'ho subito catalogato come una scemenza stile Armony e l'ho lasciato decantare per un bel po' prima di trovarmi in crisi d'astinenza da libri e aprirlo. L'ho finito di botto senza interruzioni, e ho capito che la signora ci sapeva fare sul serio.

Posted by: dede at 28.10.09 15:12

qui (http://www.npr.org/templates/story/story.php?storyId=111429489) un'intervista interessante di Fresh Air in cui Michael Pollan descrive come sono cambiate le trasmissioni TV sul cibo da Julia Child ad ora.

Posted by: marco at 28.10.09 15:03

porca paletta! non mi vien da dire altro (e ce ne vuole)

Posted by: enza at 28.10.09 14:59

io il film l'ho visto di già. e ho pensato: ma prima opoi di tutte ste faccende sicuramente ne leggerò anche su comidademama. ed ecco qua! anche io mi sono letta tutto; mi bevo proprio il tuoi post, che sono come storie e pare di inseguire il coniglio bianco. gli articoli li tengo da parte, per ora, ché con l'inglese faccio un po' fatica. :)

grazie, sempre.

Posted by: lukiz at 28.10.09 14:53

Cobrizoperla grazie a te per la pazienza di leggere tutto.
E ho capito che l'anima, da sola, non basta.
Questo post l'ho scritto in pubblico anzichè tenermelo come mia traccia di lavoro perchè quando si viene copiati (è accaduto a tutti, me compresa) si ha la tentazione di chiudere i rubinetti, di marchiare 'è miomiommio' e questi pessimi comportamenti avvelenano la voglia di condivisione.

Così è venuto un post molto lungo.


Antonia veramente lo meriteresti, mi scuso per la lungaggine, ma sono appunti.

Posted by: comidademama at 28.10.09 14:37

Letto tutto!
Tranne gli articoli che, prometto, leggerò presto.
Il premio? Scherzo, a me piace leggerti.

Posted by: Antonia at 28.10.09 14:31

prima di arrivare in fondo, alla specifica dell'asterisco, stavo giusto pensando di dirti:
l'intervista sarà breve ma qui dai tutta te stessa, senza riserve.
grazie per la tua generosità. ;-)

Posted by: cobrizoperla at 28.10.09 14:17
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