
Mi spiace di avere fatto unicamente queste tre fotografie durante le mie visite fatte a New York, quando prendevo il pullman Fung Wah 15$ Chinatown Boston- Chinatown Manhattan e ritorno. Ma credo che possano rendere l'idea di quanto è accogliente e di quanto mi manchi NYC ^^.
Dove ho letto la storia di Alain Cumont?
Intervista ad Alain Cumont
Canadian Living
Ciao a tutti voi, sono stata recentemente a N.Y. e su consiglio di un'amica, sono stata a LE PAIN QUOTIDIEN. Risultato: ci tornavo tutte le mattine.
FA-VO-LO-SO e i ragazzi che ci lavorano (tutti studenti/esse) gentilissimi!
Andateci
Un saluto a tutti
Paola
a Roma c'era !!! ed era buono. ma non c'è più almeno dal 2008.
ora al suo posto c'è un locale che imita le pain quotidien ma è appunto una imitazione (di cui diffidare...) volevo comprare la crema di nocciole, ma guardando gli ingredienti ho scoperto che sono diversi da quelli dei prodotti originali venduti in belgio o in francia (molto più grasso!). devo dire che me l'hanno anche fatta assaggiare, non era come l'originale, quindi ho rinunciato. Peccato!
Grazie per il commento e per il link a questo bellissimo post. A guardare le foto sembra di sentire il profumo del pane!
Posted by: missk lorina at 05.03.09 10:42ho scoperto Le pain quotidien da quando sono arrivata a vivere a Bruxelles ... e l'ho adorato subito!
tanto como il suo blog!
grazie pero tutta questa informazione... tornero speso!
NEGOZIO MILKYWALKY? Ha un nome che già mi ispira un bel po'!
SOno curiosissimaaaa!
Cercando su google pain quotidien da far vedere a mia sorella mi sono imbattuta nel stuo scritto!!!Non sapevo la storia...interessante!
Ma xchè non ne aprono uno anche a Milano mi chiedo!??!
Con questo tuo post mi offri un lampo di nostalgia: prima di venire a Milano abitavo Bruxelles, proprio nel periodo in cui stava aprendo Il pain quotidien: ci andavo in famiglia, da sola o con mio figlio piccolissimo. Che peccato che non esista anche a Milano ! Quasi quasi ne apro uno !!!
Posted by: Gabrielle at 29.01.09 11:29silvio, troppo gentile, sono felice che i racconti (e le fotografie)riscaldino un po'.
lorenza, benvenuta! Grazie mille per avere partecipato a Menu for HopeV, sono felice che tu abbia vinto il chutney di UTZ, è un bellissimo regalo.
Kazu ANDERSEN! si chiamava andersen quello in Omontesando e nelle stazioni di Kyoto. Che memoria che ho.
Maite di http://lacucinadicalycanthus.net/ mi ha spiegato in dettaglio il declino di Le Pain Quotidien di Roma, che peccato. Da quello che ho capito Alain Coumont cerca di riacquistare i franchising 'ammarati'. Chissà se acquisterà anche quello di Roma.
twostella spero che ti piaccia!
cri A quanto pare a Roma è stato un flop. Ho amici che hanno fatto studi per franchising di questo genere e avevano elencato tutta una serie di problemi possibili. Oggi ho visto il negozio pilota di Milky Walky, a proposito.
isabella benvenuta e lieta di accoglierti con una bella memoria.Immagino costi caro un franchising così.
erika bella Ginevra, ci sono stata eoni fa, per lavoro. Ho ancora una tovaglia di Globus. Sull'originalità di Le Pain Quotidien direi che dipende a cosa sei abituata. Per me in Italia trovare un posto così è una chimera
elisabetta e in tanto compensi con il nuovo, bellissimo miele!
fra in effetti è un bel posto
elga, e io verrei a fare due chiacchiere con te
davide grazie! vero, dona calore
roberta troppo gentile! congratulazioni per la bella Marta e buon viaggio!
adina era un buon ostello? just in case ^_^ su Roma ho avuto la cronaca del declino del negozio di Roma. Peccato.
la frenk che sogno! il mercato, Nizza!
elvira NYC è inesauribile, c'è sempre una buona scusa per tornare
alex anche in Olanda non è niente di nuovo, come anche l'atmosfera gezellig. Magari andremo insieme!
maite, che dire.
stefy tipo Andersen!
pm10 giassai del declino del PQ Roma, peccato.
Posted by: comidademama at 28.01.09 13:25Storie sempre "calde", da leggere e da gustare come pagnotte.
Grazie!
Ciao Elena, queste panetterie devono essere una meraviglia, appena ne avrò l'occasione andrò sicuramente a visitarne una.
Colgo l'occasione per ringraziarti perchè in seguito alla tua segnalazione dell'iniziativa "menu for hope" ho partecipato e ho vinto! ieri ho ricevuto i chutney di "untoccodizenzero": una meraviglia!
Cara Comida, ricordo Andersen e Bagel&Bagel da Foodshow, ma c'è una catena chiamata Antendo che fa delle cose davvero particolari (sui e non sul generis, scusa per il mio pessimo latino ^^) alcuni in base ai prodotti di stagione. Un bacione e grazie per la visita!
Tre scatti conditi con la tua descrizione ci danno già l'idea e il profumo di pane e pasticceria ... appunto mentale per provare di persona :-) baci
Posted by: twostella il giardino dei ciliegi at 27.01.09 16:04Che meraviglia... credo che qui da noi una situazione del genere non sarebbe apprezzata come merita. Peccato!
Posted by: Cri at 27.01.09 15:40Ciao! Avevo sentito parlare bene del tuo blog e stasera sono venuta a trovarti. E tu come mi accogli? Con uno dei luoghi più cari al mio cuore e alla mia memoria (nostalgia terribile quindi...). Al pain quotidien di Liegi ho passato delle mattinate indimenticabili (la marmellata con le fragoline intere...) e ho salutato amici che dovevo lasciare.
Pensa che mi ero persino informata per un franchising (così, pour parler...) ma costava tantissimo...
Purtroppo a Roma non c'è più :(
A Tokyo ci sono diversi locali sul generis; il pane ha una forte attrattiva anche su chi è abituato a ingredienti diversi dai nostri.
Che belle foto Comida! Grazie per il fragrante post ^^
ciao,
io ci sono stata a Ginevra, abito a ginevra.
qui è sempre pieno, credo sia cultura, colazione, brunch, merenda... i pani le confetture le marmellatine.
a me piace il concetto, è un sogno che ho visto realizzato appunto da "loro"; i pani sono buoni, così il resto, ma niente di veramente unico e diverso.
Mi unisco ai sospiri di Stefy... anche a me mancano tanto i panifici-caffetterie che si trovano all'estero :**
Posted by: elisabetta at 27.01.09 11:47Guardando le tue foto e il sito è venuta nostalgia a me che non ci sono mai stata...che locale incantevole
Un bacio
fra
Anche io non ci sono mai stata ma mi hai fatto venire una gran voglia di sedermi a quel tavolo..
Posted by: Elga at 27.01.09 07:32che bella storia che ci racconti, concordo con Stefie sul fatto che è strano che a nessuno è venuto in mente anche qui di creare un posto simile, semplice nelle proposte e che dona calore
Posted by: davide at 27.01.09 07:23ciao ti leggo sempre anche se non commento mai!Forse sarò a NY con la famiglia in aprile e quando ho visto il post mi sono andata a riguardare i vecchi post di NY:aveva attirato la mia attenzione quello intitolato sopravvivere a manhattan, mi dicevo ma come? me lo sono perso mi sembra di non averlo letto mai...poi ho visto la data:ero in ospedale a far nascere mia figlia(che tra l'altro si chiama Marta)!
Grazie per le tue dritte sempre interessanti!
Un saluto,
Roberta
ah, ps: a roma c'era, ma pare non essere all'altezza dei Le pain quotidien che si trovano in giro. ci ho preso la crema spalmabile bianca.. ma non era nemmeno lontanamente come la crema bianca di ny! :-((
Posted by: adina at 27.01.09 04:58con me sfondi una porta aperta! ce l'avevamo attaccato all'ostello nella broadway, upper west side all'altezza della 84ma circa... fantastico posto. certe colazioni ci siamo fatte, seduti in quel communal table! :-) certe chiacchierate!
Posted by: adina at 27.01.09 04:53la prima volta che sono entrata in un pain quotidien ero a Nizza... rimasi folgorata dall'atmosfera... mi piaceva tutto: l'ubicazione (affacciato sul mercato), il tavolo(!!!), i colori delle pareti, il legno, la luce, il menu, il cibo... era quasi precisamente il locale ideale, quello dove passare ore da sola o in compagnia... una sorta di condensato del buon vivere europeo... sì, poi hanno aperto a Roma, ma in poco tempo il posto ha preso una piega... diversa e ho smesso di andarci... le colazioni non avevano più il profumo della bellezza e del Mediterraneo...
Posted by: la frenk at 27.01.09 04:39Non ci sono stata purtroppo...mi sa che a NY mi sono sfuggiti molti luoghi gastronomicamente interessanti, a partire da whole food market, ma il tempo era poco e le cose da vedere troppe, tocca per forza ritornarci :)
Posted by: Elvira at 27.01.09 04:38
Grazie Elena per questo post! Spero di poter andarci presto perchè questa formula del tavolo comune mi piace tantissimo.
Qui in Germania è molto normale sedersi al tavolo di un ristorante con altre persone che non si conoscono, ma solitamente solo per una mancanza di posti liberi. In Italia sarebbe impensabile.
Il tavolo grande che invita a stare insieme è tutta un'altra cosa.
Un abbraccio
eh, le pain quotidien, a parigi era un'abitudine quotidiana appunto, una di quelle cose che rientrate in Italia ci mancava da morire... quando aprì roma: felicità assoluta! poi, mi viene da dire ovviamente, ha chiuso... ai romani non piace mangiare a un tavolo comune e sembra non abbiano mai digerito questa idea del fare colazione, merenda ecc. fuori casa, con la possibilità di comprarsi pure il pane. Ora è stato trasformato in un posto anonimo e qualunque, la prima cosa che è stata eliminata nel restyling/restaurazione è stato ilgrande tavolo comune...
Posted by: Maite at 27.01.09 03:37Sembra la descrizione del paradiso! ^___^ Non capisco perché in Italia manchi quasi completamente l'abbinamento panificio + caffetteria + posti a sedere :-(
E leggendo questo post non ho potuto fare a meno di pensare alle profumate panetterie giapponesi in cui "fai la spesa" col vassoietto... ah, nostalgia...
c'è un pain quotidien a roma. andiamo? :)
Posted by: pm10 - susan at 27.01.09 03:19