15.01.09

Dal Giappone: furoshiki, un quadrato di stoffa per contenere, trasportare e decorare.


furoshiki copia.jpg

Se avete amici giapponesi probabilmente avrete avuto tra le mani un oggetto avvolto dentro un furoshiki. Un regalo, una ciotola o un libro restituito, una pietanza per un potluck dinner, un bento. Qui sopra vedete le mie due bottiglie da latte crudo e un pacchetto di farina.

Il furoshiki è un quadrato di stoffa. Piegato e annodato serve per contenere e trasportare oggetti, o per avvolgere elegantemente dei regali.
Può essere di cotone, seta, rayon. Coloratissimo colori 'Edo' (marrone, nero, verdone) per gli uomini, fantasie e colori 'Kyoto' per le donne, double face, con il blasone della famiglia, delle scritte commemorative, con fantasie o in tinta unita. Fatti a mano, a macchina, da massaie, artigiani, artisti, bambini. C'è l'imbarazzo della scelta.
Materiali e finiture adatte ad ogni occasione sottendono a regole precise.
Il lato di questo fazzolettone quadrato varia da i 45 cm per piccole cose fino a 230 cm per mettere via futon invernali durante l'estate. Per facilitare le operazioni di annodamento spesso uno dei due lati è leggermente più lungo dell'altro, senza però intaccare troppo la proporzione del quadrato.

Le misure. small: 45-60 cm medium: 70-75 cm Large: 90-105 cm XLarge: 120-130 cm XXLarge:175-230 cm

Links
Kakefuda Il famoso negozio di furoshiki a Kyoto. Ecco un commesso di Kakefuda all'opera.
Original Kyoto Furoshiki
Furoshiki.com troverete altre interessanti informazioni oltre a bellissime immagini, indicazioni di libri sull'argomento, una scheda sui tenugui, che sono altri tipi di stoffa di cui lei fa la collezione e di cui spero parlerà nuovamente.

Diffuso (non solo) in Giappone fin dal XII-XIV secolo con il nome di hirazutsumi nel Periodo Muromachi (1392-1573) torna in auge per trasportare i vestiti nei sentō, bagni pubblici, e diventare tappetino per i piedi prendendo il nome di furoshiki (furo deriva dalla parola "bagno" shikideriva dal verbo "stendere")

Lo so. State pensando a che stoffe quadrate avete in casa.
Qui di seguito si vedono alcune tecniche, ma il Ministero dell'Ambiente giapponese ha fatto ancora di più.

Dicevamo, nel 2006 il Ministro dell'Ambiente giapponese Yuriko Koike promuove l'utilizzo del furoshiki come alternativa ecologica ai sacchetti di plastica. Per rinfrescare la memoria al popolo giapponese prepara il "Mottainai Furoshiki" ,una guida su come usare il furoshiki. Guida step by step bellissima ed efficace.
Da provare.



millumino2009_sm.jpg
Il mio tentativo di eliminare il più possibile contenitori usa e getta, dopo le bottiglie di acqua e di latte, di yogurt passa per le borse di plastica.
Nonostante abbia una sporta della spesa continuo ad essere invasa da sacchetti che inquinano. Il furoshiki è bellissimo e me ne risparmierà alcuni.

Volete un furoshiki originale giapponese? Se ne trovano di tutti i prezzi. da 100 yen (quando aprirà un 100 yen shop in Italia!) fino a cifre esorbitanti per un lavoro di alto artigianato. Ecco una lista di negozi che vendono articoli giapponesi in italia. NB Per evitare brutte sorprese e tempo perso è necessario sempre accertarsi prima per telefono che orari e domicilio del negozio non siano cambiati. La rete è piena di dati non aggiornati.

Posted by ElenaC at 15.01.09 02:52
Comments

My partner and i certainly must think even more in that direction and find out what i can do over it.

Posted by: Newsletter at 02.05.11 02:16

Ciao, io di solito scrivo solo ricette di cucina o parlo di cibo etico, questa volta però mi sono entusiasmata e l'ho postato subito sul mio blog!
Jas
www.cucinandosenza.blogspot.com
spero in una tua visita.

Posted by: Jas at 25.02.10 10:51

michela: benvenuta e grazie di tutti i complimenti, immeritati. Spesso non dormo, sono un'insonne dilettante. E scrivo i post.

kazu, bello saperti da questa parte del mondo ^o^

Posted by: comidademama at 02.02.09 03:34

Mi hai fatto innamorare dei Furoshiki. Grazie di esistere.
Ti leggo sempre con grande curiosità. Incredula di come sai conciliare mille impegni e famiglia.
Michela Rimessi.

Posted by: Michela Rimessi at 01.02.09 22:15

Elena in questo momento sono le nostre insonnie a coincidere :) Mi trovo in Italia per seguire alcuni progetti, poi tornerò a leggerti con 8 ore di anticipo ;)
Un abbraccio grande

Posted by: Kazu at 27.01.09 14:35

kazu che bello che la mia insonnia coincida con il tuo fuso orario! Hai ragione, quando sono stata in Giappone ho visto, anche, le my bag, come le chiami tu ^_^ Spero di tornare presto. We'll see.

Posted by: comidademama at 25.01.09 19:17

"Valà che se ti devono fare un regalo o portare il tupperware ti arrivano con il furoshiki ;D"
Ahahhah verissimo, tra regali e dimenticanze varie ne ho una collezione completa sia a Roma che a Tokyo.
Però per strada amano assolutamente sfoggiare la loro my bag di turno, e ce ne sono di bellissime *_*
Un bacione!!!

Posted by: Kazu at 25.01.09 18:34

elena prego! sono contenta che ti sia piaciuta l'idea

Posted by: comidademama at 25.01.09 18:20

grazie! bellissimo! divulgherò citandoti.

Posted by: elena at 25.01.09 12:57

CV bentornata nel mondo dei sani,il tuo raffreddore è stato epico! bella la tua abitudine di portare i cibi avvolti nei tessuti.
GRANDE per il coinvolgimento della municipalità!

elisabetta grazie a te!

marta anche io ho un'amica che si chiama Tomoko!

twostella grazie!

milton è bello vedere come cambia il nome di questo fazzoletto a seconda delle zone del mondo in cui si trova

mary recupera, recupera e poi sarebbe bello se facessi qualche foto, dai!

adre :)

Posted by: comidademama at 20.01.09 22:53

Riemergo ora dall'influenza.

Non so perché, in effetti non ci sono particolari vantaggi igienici, ma quando porto delle cibarie a casa di amici le avvolgo regolarmente in un canovaccio da cucina, ne ho un paio in misto lino che uso solo per questo scopo... Forse perché le cose calde almeno non fanno condensa come dentro la pellicola, vabé, cmq sempre fatto così.

Per la spesa ho una pletora di sacchetti di tela, per la spesa grossa ho quelli riutilizzabili da supermercato. I sacchetti di plastica sono una piaga dalla quale è difficilissimo sfuggire, ci sono negozi in cui non fai nemmeno in tempo ad aprire bocca per dire che "no grazie, non lo voglio" che ti hanno già infilato tutto dentro un sacchetto. brrrr

Non vedo l'ora che vadano fuori legge.
Sto coinvolgendo il comune del paesone nel M'illumino di meno, il coinvolgimento è passato attraverso l'inoltro a mezza giunta comunale, sindaco compreso, di alcune mie mail deliranti inviate ad un'amica assessora. Insomma, lo sputtanamento è completo, dopo 'sta cosa cercherò asilo politico ovunque ma lontano da qui :-P

Posted by: CV at 20.01.09 09:01

Ciao
si sono io o al massimo ammenoche non ti abbia scritto anche la mia collega Chiara.
Mi fa piacere che ti piaccia il nostro blog.Il tuo non smette di stupirmi.

Saluti

Elisabetta

P.S. Grazie per il Benvenuto

Posted by: elisabetta at 19.01.09 08:13

Che bello! Che bei ricordi che mi fai tornare in mente! Quando vivevo a Barcellona la mia amica Tomoko mi aveva insegnato a farli. Ma da quale imbranata che sono, non sono mai riuscita a farne uno di decente. Ad ogni modo sono bellissimi da vedere e da vivere.

Posted by: marta at 19.01.09 02:51

Ciao Elena, dopo il tuo post e i commenti dei tuoi lettori ho chiesto anche ai miei. Mi hanno confermato l'uso nelle langhe del "fagottino" con o senza "cavagnin" per contenere il pasto nei campi durante la giornata di lavoro.
Il fazzoletto-canovaccio a volte conteneva un bottino prezioso, ovvero i tartufi. Sono andata a cercare un vecchio libro con l'illustrazione. Ecco il link con la foto che ho aggiunto or ora in onore del tuo post :-)
http://giardinociliegi.blogspot.com/2008/12/tajarin-alluovo-burro-e-salvia.html

Posted by: twostella il giardino dei ciliegi at 18.01.09 14:34

Anche dalle mie parti i contadini si portavano da mangiare al lavoro in questo modo chiamando il loro furoshiki "Fazzutto:n" ( fazzolettone ) con esiti meno eleganti ma comunque funzionali ...

Posted by: milton at 18.01.09 13:28

Trovo fantastico. Io adoro preparare bene i pacchetti... recupererò anch'io pezzi di batista che avevo conservato... quel modo di avvolgere le bottiglie, poi, lo trovo utilissimo. Grazie...

Posted by: mary at 18.01.09 09:09

Magnifico!! ma tu Elena quante ne sai??!! Adesso mi faccio un giro tra i vari link!!

Posted by: Adrenalina at 18.01.09 05:11

francescaV: In Olanda avevo amici giapponesi. Dal tupperware pieno di onigiri da portare al parco per i bimbi ai regali di Natale per noi il furoshiki era sempre presente. Li ho conservati per anni. Anche i miei amici giapponesi di Trento mi hanno portato delle cose avvolte da furoshiki. Poi mi è capitato in mano un libro, non molto tempo fa e così ho scoperto l'iniziativa del ministero dell'ambiente giapponese. Il pdf che hanno creato è la riconferma di quanto sia bello e valido il design giapponese, in un foglio tutte quelle informazioni precise, tanto da diventare belle.

valentina: benvenuta e grazie mille per i complimenti, troppo buona. Ora vado a segnarmi sul mio feed rader il tuo indirizzo. In effetti è comprensibile che le stoffe fossero usate per il trasporto, prima di trovare altri sistemi. Peccato che i miei nonni, contadini, sono tutti morti, sicuramente loro avevano questi "fasulet da group". Mia mamma era troppo giovane per ricordarsi.

capo sud: hai visto che bellezza? sono felice che ti sia piaciuta l'idea. Il vino impacchettato così farà furore.

Alemu anche io sono piemontese e i miei nonni erano contadini, ma quando sono nata erano in città. I cavagnin li ho visti e anche le gerle, abbiamo una cascina in prov di CN, ma i "fasulèt da grup" non li ho mai visti. Chiedo a mia mamma se se ne ricorda.

anna maria p. in effetti prima della samsonite e dei sacchetti di plastica in qualche maniera dovevano pur fare per trasportare le cose ^_^ Grazie per il link, non sapevo del "fasulèt da grup" e delle sue varianti.

sara fiordiviola sei troppo avanti! spero che gli schemi giapponesi ti diano qualche nuovo spunto creativo.

staximo grazie! in ogni caso la borsa la puoi fare a casa, quella da grandi spese, o da mare- ciabattine etc. Appena faccio un bagno turco come si deve me la porto così la mia spugna da scrub e asciugamano per la testa ^_^

elvira, hai ragione, sono così belli che quasi uno non pensa al resto. Ah, questi giapponesi.

elena che bello, ci incontriamo una volta? Sono passata ieri l'altro ed era aperto, il negozio Thai. HAnno un giorno di chiusura e hanno una saracinesca molto coprente con l'insegna sulla vetrina, facile non centrarla se è tutto spento. Noi abbiamo un'amica che vive alla porta accanto quindi ci passo spesso. Ci sono anche un po' di saldi!

Alex io sono una frana in cucito, quindi per me questa è una manna! ^_^

lydia hai ragione, elegantissimo e anche facile e veloce.

Elga troppo buona, grazie! Quando vedo qualche cosa che mi ispira, come i tutorial per imparare a fare una cosa, non resisto e vado fuori tema. Questo blog non ha in effetti una 'linea editoriale', segue parzialmente il filo dei miei pallini. Parzialmente altrimenti sarei sempre al computer a scrivere!


Posted by: comidademama at 17.01.09 06:12

conoscevo questo fazzoletto tradizionale giapponese proprio perchè avevo letto l'iniziativa del governo locale per il risparmio di plastica e affini. E' bello scoprire che i nostri contadini già lo facevano, e accorgersi così delle affinità che spaziano tra un posto ed un altro, anche se lontani come l'Italia e il Giappone. E' un bello stimolo per andare a conoscere sempre di più le tradizioni legate alle nostre terre, con un occhio aperto e curioso verso il mondo. Grazie Elena per questi spunti e per i link che hai messo. Baci!

Posted by: FrancescaV at 17.01.09 05:35

è un po' che ho scopero il tuo blog... inutile dire che è spettacolare... e la cosa che mi entusiasma oltre alle belle ricette per le quali ho iniziato a leggerti... è senzaltro questo favoloso mod di spaziare tra diverse culture.... complimenti!!!

Posted by: valentina at 17.01.09 02:18

GE-NIA-LE
La prossima volta che sarò invitata a cena da amici, le bottiglie di vino le porterò così, sai che chic! e che belli i due video. Credo di aver capito che è meglio usare stoffe sottili, come quelle dei foulard

Posted by: capo sud at 16.01.09 15:32

..anche in Piemonte si era già "avanti"!! :) a casa dei miei nonni ci sono ancora diversi "fasulèt da grup" bianchi a quadretti azzurri, proprio come quelli descritti in tigulliovino. ma anche nell'astigiano si usavano, per portare le uova, le grissie con il pintone di vino nelle vigne, le torte per la merenda.. non è che le borse di plastica sono sempre esistite, ma fra fazzolettoni e cestini (i cavagnèn) in vimini ci si è sempre aggiustati. anch'io odio visceralmente i sacchetti di plastica, ho una collezione di borse di tela di tutto rispetto e provo vera stizza quando me le dimentico a casa e sono costretta a prendere quelle di nylon.

Posted by: Alemu at 16.01.09 07:34


niente di nuovo sotto il sole!!!
leggete qui:
http://www.tigulliovino.it/montagnagenovese/mandillo_nome.htm

i contadini genovesi erano sulla stesa lunghezza d'onda dei giapponesi e non lo sapevano..

grazie Elena per la tua curiosità e la tua voglia di comunicarci le tue scoperte
anna da una alessandria nebbiosa e ghiacciata

Posted by: anna maria p. at 16.01.09 06:43

che forte!
pensa che già lo facevo senza sapere che si chiamasse cosi' e che ci fosse dietro tutta una cultura. io avvolgo sempre tutto negli strofinacci, faccio un nodo e li porto a mo' di borsa, specialmente quando si tratta di cibo!

Posted by: sara fiordiviola at 16.01.09 05:12

C'è poco da fare: tu Elena sei geniale nel scovare le idee. Il nome furoshiki per me era ignoto, però pensandoci bene ricordo di averlo visto nei cartoni animati. Tipicamente era utilizzato dai contadini che si caricavano sulle spalle una quantità esagerata di cose tutte racchiuse in quello che io credevo un lenzuolo :o)
Molto carina l'idea della borsetta, però non mi ci vedo al supermercato a stendere un grande furoshiki sul pavimento dopo le casse per deporvi la spesa e poi annodarla!

Posted by: Staximo at 16.01.09 04:51

BE' il Giappone ci ha dato decisamente qualche lunghezza in fatto di risparmio energetico!

Questi fazzoletti sono terribilmente belli, direi che la questione ecologica, pur de essenziale, in questo caso e' quasi secondaria!

E, si, ho pensato alle stoffe che ho in casa :))

Un abbraccio :)

Posted by: Elvira at 16.01.09 04:29

ciao,
belli questi fazzolettoni! vivo anch'io a trento e visto che avevi fatto un post per l'apertura del negozio thai, magari hai qualche notizia: è stato chiuso? non ci sono passata per un po' e ora non c'è più. crisi?
e.

Posted by: elena at 16.01.09 04:19

E io che per fare una borsa così cucio e cucio e cucio. Invece bastano tre nodi! Sei sempre geniale a scovare queste cose e a farcele conoscere con il tuo entusiasmo.
Di stoffa ne ho tanta e quella borsa la voglio proprio provare.
Baci

Posted by: Alex at 16.01.09 02:29

Ammetto la mia grande ignoranza, io proprio non lo conoscevo...
Lo trovo veramente molto elegante

Posted by: lydia at 15.01.09 15:00

Ammiro e stimo la tua genialità! Solo tu potevi concentrare un post ecologico, ricco di tradizione e anche fashion, perchè no?!

Posted by: Elga at 15.01.09 13:02

mammina hai visto che colori? ^_^ beh, pensa che le usavano anche i commercianti, e per scappare dai villaggi. altrochè spesone :D

Posted by: comidademama at 15.01.09 10:42

con quanta eleganza e grazia impacchettano con le loro manine che sono abile anche negli origami...io sono negata per queste cose. Però ci proverò perchè è fighissimo...e poi penso già alle stoffe coloratissime...la vedo più dura per le spesone al super...bacioni. (fortissimi i video!!) mi fai morire! :-)

Posted by: mammina at 15.01.09 10:34

Fedra grazie a te!

Anna, grazie! prima di acquistare il depuratore leggi bene gli articoli di AltroConsumo, che sono piuttosti critici a riguardo. Non ho un'opinione perchè qui a Trento possiamo farne a meno, ma vale la pena pensarci data la spesa.
Se vuoi puoi farlo a casa con della stoffa quadrata, il furoshiki.

Silvia prego! Sono perfetti i foulard, si piegano bene. Se puoi mi mando qualche fotografia?


vera tu sei la regina dei tessuti africani, il mio è un semplice pezzettin di stoffa!

silvia bellissimo bento e furoshiki! Pensa che ero in treno da Nagoya a Takayama e c'erano 4 amiche con il bento in grembo, avvolto dal loro furoshiki e lo usavano come tovaglietta.

Elisabetta, ciao e benvenuta! sei tu che mi hai mandato un'email per scambiare gli indirizzi, vero?
Il sito della scuola è molto bello.
frequento amici giapponesi e ho viaggiato in Giappone, hai ragione, c'è un'innato senso del bello e dell'essenziale. Non mi stupisco di trovare Bruno Munari nelle gallerie di Tokyo.

MICHELA vai senza farti problemi. Marta, che ha una manualità normale e la voglia di concentrarsi propria della sua età -8 anni- ce la fa benissimo, non vedo come tu non possa fare lo stesso.


KAZU Valà che se ti devono fare un regalo o portare il tupperware ti arrivano con il furoshiki ;D vero è che tra i miei amici giapponesi non ho molti fashion victims.
Quella della shopper griffata è una (mi si perdoni la parola) tendenza non solo giapponese, che non scompare mai. Quando lavoravo nel mondo della moda, eoni fa, ricordo i report delle agenzie di pubblicità. Li leggevo per curiosità e perchè erano scritti in un italiano splendido. Già allora la shopper 'grandi firme' era in auge. E, se è per questo, dovresti vedere quante signore vedo qui in Italia con le borsine di Harrods. Io giro con quella di Whole Foods e, se la ritrovassi tra gli scatoloni, quella di Trader Joe -per nostalgia ^_^- ^ç^

marta grazie!

Posted by: comidademama at 15.01.09 08:33

Che bel post, grazie della segnalazione!!!

buona giornata!!

Fedra

Posted by: Fedra at 15.01.09 08:04

Bellissimo! Anche io vado sempre a fare la spesa con le mie sportine per evitare i sacchetti e dove è possibile prendo quelli di carta...il mio prossimo progetto è comprare un depuratore cosi limito le bottiglie di plastica. Questo furoshiki è molto bello e anche molto utile. Andro in giro per Milano alla ricerca.
Grazie e un abbraccio

Posted by: Anna at 15.01.09 07:32

Grazie, ora so come usare i bellissimi foulard che mi ha lasciato mia madre!

Posted by: Silvia at 15.01.09 07:03

che bella stoffa quella del tuo furoshiki !

Posted by: verafaso@hotmail.com at 15.01.09 06:48

Era quello che mi mancava! Sto preparando un regalo per le mie amiche: un bento box da portarsi al lavoro, e questo è proprio ciò che serve per trasportarlo. Grazie 1000!

Posted by: Silvia at 15.01.09 06:47

Un'altra elisabetta,
consulto il tuo blog da un pò,
ma da quando tre anni fa ho iniziato a lavorare all'italcook scuola internazionale di gastronomia a jesi nelle marche.Siamo in contatto spesso con i nostri alievi giapponesi,affascinante è il loro modo di prendere le cose rendendo tutto pratico e piacevole x necessita forse.Sarà banale nelle cose hanno acquisito un'essenzialità unica che non è purtroppo nel nostro dna.
comunque grazie per le belle pagine.
mi trovi se sei curiosa di conoscerci in www.italcook.blogspot.com

Posted by: Elisabetta at 15.01.09 06:32

Effettivamente ho pensato subito alla stoffa da utilizzare ora il problema è tentare di riprodurre.
Grazie

Posted by: MICHELA at 15.01.09 06:31

La cosa buffa è che noi occidentali amiamo i furoshiki, mentre i giapponesi fanno incetta di shopping bag in Europa (vedi Harrods, ecc.)^^

Posted by: Kazu at 15.01.09 06:17

Che bella idea! Grazie del post

Posted by: marta at 15.01.09 06:06

elisabetta, dai, e poi fotografi.

fra, beata te! Le mie poche stoffe sono sempre a 400Km ad est da qui e a Trento vigliacco trovare un negozio decente di stoffe

Posted by: comidademama at 15.01.09 05:16

Eccome se ci provo!!!

Posted by: elisabetta at 15.01.09 04:55

Questa cosa è geniale, mia madre ha metri di stoffa inutilizzata in cantina ora so cosa farci!!! grazie per questa splendida idea
Un bacio
fra

Posted by: fra at 15.01.09 04:27

In effetti cercavo links per questo post.

Posted by: comidademama at 15.01.09 04:11

Avevo fiutato che stavi incubando il 'furoshiki' gia' domenica ...

Posted by: Avesao at 15.01.09 03:42
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