Comidademama in Canada. Dim Sum al Mississauga Chinese Centre
Siamo a Toronto, ospiti di John, il nostro amico coreano canadese conosciuto ad Amsterdam.
John è la prima persona con cui ho veramente conversato in inglese.
Prima di allora le frasi più lunghe che conoscevo erano indirizzate alle mie insegnanti di inglese. Robe del tipo:
'The cat is on the table'.
Al tempo John studiava molto bevendo litri di caffè per completare il suo PhD. Spesso veniva a cena da noi, il suo unico pasto vero del giorno. Cucinare per lui mi ha sempre dato molta soddisfazione, aveva una fame da lupi. Mi ritrovavo in mezzo a dissertazioni scientifiche con una Marta di pochi mesi addormentata tra le braccia, a cercare di capire cosa si dicessero lui e Marco. Poco per volta ho iniziato a sperimentare i miei racconti strampalati e pieni di incisi in un'altra lingua e la sua attenzione mi è stata molto di aiuto.
John ora ha una moglie coreana e due figli piccoli, e stiamo passando qualche giorno in loro compagnia.
Viaggiare in una città che non si conosce avendo degli ospiti locali che spendono tempo per far visitare la città è puro lusso e siamo molto felici.
Entrambi i genitori si sono trasferiti in Canada quando i nostri amici avevano pochissimi anni, iniziando due attività di lavanderia.
Sara è una ottima cuoca e sta affinando la sua cucina tradizionale coreana andando a lezione dalla mamma di John che da poco è in pensione. Conosce anche molto bene la cucina cinese e giapponese e mi promette di farmi provare i suoi locali preferiti.
"A pranzo andiamo Chinatown per un buon dim sum wiki, devo fare alcune spese per casa". Vivono in un tranquillo quartiere residenziale, da quando hanno messo su famiglia hanno lasciato il loro appartamento downtown Toronto per una casa più grande con giardino.
Seguiamo l'automobile di John che infila delle strade suburbane piene di cartelloni GRANDI SCONTI SUL SALOTTO, 24hMC Drive, GAS, WENDY. I saloni di automobili usate sventolano mille bandierine con la foglia d'acero e cotillon da Natale. Intercettiamo su FM100.7 di Toronto Franco Battiato che canta "Cerco un centro di gravità permanente" versione anni '80 e pensiamo a Bollani che gli fa il verso con "Hai mai letto Kundera/Le coltri della storia".
I capannoni aumentano e non riesco a capire come possa esserci una Chinatown lì in mezzo.
C'è.

Marta ha un occhio ottimo e urla "La pagoda rossa! Guarda!"
E ci ritroviamo davanti al
Mississauga Chinese Centre, una scommessa di un gruppo di investitori di Hong Kong che nel 1986 hanno visto in questa zona un buon posto per diventare un centro di interesse.
Affitto basso, tutt'intorno nulla di speciale anzichè triste, una decina di acri da trasformare in centro di negozi e ristorazione cinese. Come fare a far la differenza?
Sessanta artigiani esperti dalla provincia cinese di Jiangsu e 6milioni di dollari per riprodurre una selezione delle meraviglie dell'arte e architettura cinese. Quando sorge il sole illumina la statua di Buddha attraverso il portale di entrata interamente in legno di 13 metri, senza l'ombra di un giunto metallico. Una muraglia da nove dragoni, gli unici nove fuori dall'Asia, solo l'Imperatore poteva averne nove come decorazione della barriera per il suo giardino. Una stele e molti monumenti in pietra. Una replica di una porta fortificata della Grande Muraglia. Il Soo Chow Garden, un padiglione offerto dalla provincia cinese di Jiangsu, una torre d'angolo tipica delle antiche fortificazioni cinesi. Un passaggio coperto è copia del Yee Wo Garden di Pechino.
bianco/nero del mercato, negozi e architettura di Jessica Winkworth
In tutto questo florilegio di rosso e oro noi abbiamo parcheggiato gli automezzi e siamo andati a mangiare al tipico
fast food cinese dell'ora di pranzo, un locale che serve
dim sum wiki.
L'ingresso piccolo ci illude, entriamo in un locale enorme, rumoroso, illuminato al neon, con un lunghissimo dipinto lungo la parete e veli a soffitto.
Ai tavoli si fa fatica a rintracciare un occidentale, ma non ho tempo di guardarmi intorno e nemmeno di sedermi. vengo attaccata da sue cameriere che spingono dei carrelli, mi urlano nomi in cinese indicando cestelli in bambù fumanti e piattini pieni di pietanze. Sara risponde in cinese e sul nostro tavolo si materializzano quattro cestelli di bambù e una teiera con coppette di ceramica.
Mentre prendiamo posto ci spiegano che i camerieri vengono pagati a commissione, quindi sono molto aggressivi e velocissimi in modo da guadagnare il più possibile. Sul retro loro divise hanno dei segni che indicano quanto costano le portate da loro offerte. C'è il carrello da 10$, da 5$, da 22$ e così via.
Lascio ordinare ai nostri ospiti, il
dim sum consumato in Olanda è la riprova che è necessario avere una vera guida esperta quando si assaggia qualche cosa di nuovo di cui si è letto solamente sui libri e sulla rete, magari con due parole scambiate al volo con qualche cinese sull'argomento.
Dumplings con carne di maiale, seppie in umido, riso e carne avvolti in foglie di loto, gamberi imbrigliati in pastelle di riso complicatissime da prendere con le bacchette, pezzi d'anatra arrosto, pani di riso al vapore ripieni, salse piccanti e tanto tè al gelsomino, pani dolci, dolcissimi per le bambine come dessert. Ma le varietà servite erano veramente tante e in tutta la Cina si differenziano notevolmente.
In fondo un enorme palco rosso fuoco decorato con drago e fenice, simboli beneauguranti dell'Imperatore e Imperatrice è dedicato ai matrimoni.
Ecco, il nostro tour di Toronto è iniziato qui, in maniera un po' poco ortodossa, in una città della periferia, in un posto con una storia da raccontare e un dim sum da provare. Cosa chiedere di più?
Posted by ElenaC at 17.07.08 02:31