22.05.08

Comidademama e la classe del kindergarden americana


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Per un paio di settimane ho tenuto con Megan, mamma americana vissuta per tanti anni in Italia, alcune brevi attività nella classe del kindergaden di sua figlia, molto amica di Marta.
Mi spiace non potere far vedere le fotografie di questo gruppo di 19 bambini di tutte le nazionalità. Hanno cinque anni e mezzo circa e si preparano a diventare first grader, ovvero alunni della prima elementare.
L'attività è iniziata parecchie settimane fa. la classe sarebbe andata in viaggio in Italia, a Roma. Un viaggio immaginario, con tanto di borsa da viaggio fatta a mano, con un passaporto disegnato dai bambini e la carta di imbarco. Il check in è stato simulato alla perfezione, passando in segreteria e poi nella zona di ricreazione, dove c'è stato il controllo bagagli. La classe è diventata un vero aereo con due file di posti a sedere per passeggeri, piloti e hostess, impersonati da quattro studenti più grandi.
Un bambino si è andato a cambiare e si è messo in giacca e cravatta, ha detto che non era da tutti i giorni prendere un aereo e sarebbe stato elegantissimo, così ha fatto. Appena finita l'attività ha chiesto scusa ed è andato a rimettersi in libertà.
Ho proiettato su un grande schermo una carrellata di alcuni soggetti legati all'italia che potevano interessare ai bambini. Animali domestici, animali da fattoria e selvatici, tenendo per ultima ovviamente la vipera. Se non c'è un serpente che carrellata sugli animali è?
Ho fatto vedere i diversi paesaggi italiani, dettagli di città, raccontato le fontane facendo vedere dalle più monumentali alle più comuni, balconi, comignoli, tutti i trasporti possibili e immaginabili, le diverse varietà di castelli, fortezze di mare e di terra dato che volevano costruirne uno a in tre dimensioni.

Abbiamo imparato "Ci vuole un fiore" e mi spiace di non potervi fare vedere il musetto color cioccolato e i dreads impolverati di farina di F., un bimbo molto vivace a cui è piaciuto moltissimo fare i grissini stirati torinesi.
A quanto pare mezza scuola ruotava intorno al forno della sala professori sentendo un profumo di grissini e pare che in molti, non solo i bambini, abbiano gradito.
C., bimba parigina che mi ha fatto un mini corso di francese ai fornelli, grande fan come me e Marta di Kirikou e di Michel Ocelot mi ha detto chiaramente che per lei la ricetta era troppo semplice.
Mentre le spiegavo che per altri bambini meno coinvolti nelle pratiche di cucina a casa questo era un buon modo per provare a fare qualcosa con un ottimo risultato un altro bambino che in futuro farà il diplomatico ha tentato di mediare, facendomi intenerire molto.
E poi ho portato tutti i libri di scuola di Marta e ho chiesto a Marta di venire a raccontare come era la scuola elementare in Italia, chiedendole di prepararsi un discorso e di scrivere i punti che avrebbe voluto raccontare. E' stata sommersa di domande ed era tutta contenta.
Ma la cosa più divertente, oltre a dipingere il castello e fare le foto all' autore della torre più alta, tutto sorridente e con il pollice in alto come Fonzie, è stata la finta libreria italiana.
Abbiamo fatto vedere le valute europee, descritto i tagli e i colori, poi i bambini hanno dovuto disegnare i loro soldi per potere venire da me a comperare i libri.
tutti, dico tutti si sono procurati una banconota da 500 euro, seguita da tagli da 200 e 100 euo. Solo alcuni hanno ardito ad avere un 20 euro. Quindi ho dovuto in fretta inventarmi un resto credibile.
Con Megan abbiamo portato tutti i libri delle rispettive figlie in modo da avere una buona scelta.
Un bel bimbo dalla zazzera bionda come Schroeder dei Peanuts mi si presenta davanti chiedendomi come era il pound rispetto all'euro e quanti libri avrebbe potuto comperare con i suoi soldi. Di seguito un fiume di richieste, bambini che mi davano libri e soldi e andavano via contenti, altri che tornavano a chiedere un cambio merce o un rimborso, altri che chiedevano lumi sui libri.
A un certo punto la folla di bambini si dirada e vedo la mia zazzera bionda in un angolo, seduto su una pila di libri italiani che urla "NEW BOOKSHOP! Italian books!" Ebbene sì, ho avuto anche la concorrenza.
Mi hanno poi spiegato che questo bambino è figlio di un importante economista, che valuta in che acque stanno navigando gli USA. Accidenti alla concorrenza ben informata.
Insomma tra concorrenti sul mercato, castelli con torri da stabilizzare, cori inteneriti alla vista dei vitellini, apprezzamenti per l'Etna in eruzione abbiamo concluso un bel periodo con un potluck dinner con i genitori e mostra dei lavori. I potluck dinner o gli Ice cream social o pizza social sono frequenti a scuola. Iniziano a delle ore incredibili, come alle 17.30, perchè moltissimi bambini vanno a dormire molto presto.
L'idea è di creare un momento di socializzazione per magari fare un po' di autofinanziamento e versare una quota simbolica per il gelato o la pizza oppure chiedere a tutti di portare qualche cosa di pronto.
Impressionante la quantità di papà presenti.
Non mi aspettavo di essere omaggiata con un'orchidea e due magliette della scuola, una per me e una per Marta, mi sono un po' commossa.
Poi è iniziata la cena. Tre classi, sessanta genitori, hanno portato un piatto fatto da loro, una mamma ha perfino fatto i cannoli alla siciliana riempiti al momento, per essere in tema. Marta si è fiondata sul primo piatto di purea di patate e mais e si è messa in un angolo a chiacchierare con una sua compagna di scuola che aveva suo fratellino invitato.
Ecco qui, un pezzetto di nostra vita scolastica.

Posted by ElenaC at 22.05.08 13:59