"Signora, dipende poi che cosa vuole grattugiare con questo tipo di lama, le sconsiglio anche se qui c'è scritto, di usarlo per il parmigiano, lo rovinerebbe del tutto. Sa cosa le dico? Ho un limone in borsa, adesso le faccio vedere."
Sotto gli occhi basiti della signora sfodero il mio limone e con uno stile da fare invidia alla migliore televendita americana faccio vedere quanto funziona bene.
Faccio la spesa a piedi e metto sempre le cose più pesanti nel mio zaino, avevo scordato di mettere il limone in dispensa.
La signora si presenta, mi dice che il mio accento italiano è delizioso e mi chiede in italiano di dove sono.
Lei è americana, di origine greca e sa un po' di italiano, di greco e parla bene spagnolo. Adora l'Italia e la cucina Italiana.
Segue la versione moderna di quello che capitava nel medioevo, quando due cavalieri si trovavano a passare in una strada stretta. Ciascuno elencava i santi, i vescovi, i guerrieri della famiglia e chi ne aveva di più passava sulla destra. Di questi tempi la lista è meno divertente, luoghi, origini, occupazioni, titoli di studio, interessi, chi conosciamo e come e dove, in un linguaggio che tristemente mi ricorda la stupenda poesia di Wislawa Szymborska. Ma non siamo -troppo- animali e questo è il nostro modo per annusarci il sedere, per capire se siamo sicuri o no.
Mentre parliamo penso a come sono conciata oggi. Non vesto elegante e durante l'inverno mi infagotto per non soffrire il freddo. Oggi in particolare non rappresento l'italian style, l'autrice de Le malvestite potrebbe fare un post su di me. Un piumone vecchio di sette anni che mi fa sembrare un piccolino con la giacca del papàchi indovina la poesia?, comperato quando Marta era nella mia pancia da ben otto mesi, i polsi un po' esausti dall'uso quotidiano. Un anello della zip l'ho sostituito con un fil di ferro proprio oggi. Un cappello calcato sugli occhiali fuori moda e una sciarpona che non tolgo nemmeno in negozio.
Il paio di scarponi da neve modello chediolibenedica mi fa tanto sentire la versione alpina di Diane Keaton, ma la signora americana sembra non farci caso.
Anche la religione di appartenenza è stata scandagliata, il mio cognome in Italia fa solo pensare a un'origine straniera, ma negli USA è collegata immediatamente alla religione ebraica. Prima o poi dovrei scrivere di tutte le avventure legate a questa interpretazione.
Scambio di indirizzi e numeri di telefono, ci piacciamo.
"Chissà come fa bene il sugo bolognese!" Sospira. E, francamente, sospiro anche io.
Le dico che non faccio il sugo bolognese, e le spiego in breve il ragù della mamma di Sasà, che è di Aversa e che lo fa buonissimo. Le propongo una sessione di cucina italiana e lei accetta con piacere ed entusiasmo.
A giorni parte per un viaggio, ritornerà appena in tempo per la visita del mio cugino greco Alexandre e andremo a mangiare souvlaky in una taverna greca che conosce lei: Da lì programmeremo la prima sessione di cucina.
La mia amica ha ricevuto uno zester microplane con qualche pezzetto di limone ancora tra le lame. E una buona storia da raccontare.
Posted by ElenaC at 15.02.08 08:39