"Scusa puoi ripetere?"
"HO DETTO: Non sapevo che i maghi delle bolle potessero essere mamme. Mamme di figlie. Di bambine!"
Un soldino di cacio con la maglietta a righe e una manciata di lentiggini sul naso mi sta guardando dal basso verso l'alto, piuttosto ammirato.
Oggi clima ideale per fare le bolle di sapone. Caldo, senza vento, leggermente umido, sarebbe stato meglio un po' di più, ma chi sta poi in piedi?
Da qualche giorno sto facendo decantare la mia miscela super di sapone e glicerina per fare le bolle di sapone più grandi del mondo.
Insomma, nemmeno dovessi fare un'escursione in Patagonia, per fare bolle di sapone da campione il clima deve essere in condizione. Altrimenti si fa prima a spendere un dollaro nei drugstores e prendere un tubetto qualsiasi.
L'anno scorso Marta ha partecipato ad un bel laboratorio sulle bolle di sapone organizzato dal Museo Tridentino di Scienze Naturali e ha riacceso in me un'antica passione.
Le prime prove sul marciapiede davanti a casa e si sono rivelate un bel modo per chiacchierare con i vicini, che hanno trovato la cosa "assolutamente divertente". Ma al parco ho assistito a delle vere e proprie standing ovations e qualche zuffa tra bimbi per scoppiare le bolle.
E' che odio andare al parco giochi. Non posso leggere perchè quando leggo veramente non c'è nulla al mondo che mi possa distogliere, nemmeno la mia ansia materna. Non sferruzzo o faccio uncinetto come mia zia Caterina quando mi portava al parco giochi di Vernante*. Due chiacchiere con qualche mamma? Forse, perchè no. Ma vuoi mettere fare le bolle?
Nessun attrezzo particolare, solo una bottiglia di plastica piena della mia super miscela, un ex barattolo di yogurt come contenitore. Marta va a giocare allo scivolo e io inizio ad esercitarmi usando solo le dita delle mani in forma di ugello. Fare bolle piccole non è un problema, ma produrre delle grandi bolle che galleggino pingui e pigre nell'aria, eh, quella è un'arte.
I vicini di casa con creature un paio di giorni fa sono entrati immediatamente in casa tornando con due mega sparabolle di sapone e sono rimasti secchi a vedermi usare le mani. Alla fine hanno optato per le mani e Marta si è divertita con gli oggetti "produci, consuma e crepa". No comment.
Al parco c'erano pochi bambini, piuttosto piccoli. Una mamma ha iniziato a parlare con me e io ho detto una cosa che non credevo avrei mai detto in vita mia.
"Le spiace se faccio le bolle mentre parliamo?"
La versione alla comidademama del classico
"Le spiace se fumo?"
Entrambe abbiamo realizzato l'analogia, ci siamo fatte una bella risata e la signora in questione ha voluto provare anche lei.
Dopo un po' il parco si è popolato di ragazzini in età da day care .
E io giù a provare e soffiare. In tre secondi era tutto uno scoppiar di bolle.
Nessuno ha osato chiedermi di provare a farle fino a che Marta non è arrivata chiedendomi con fare professionale:
"Mamma, posso?"
Da lì i più grandi hanno iniziato a chiedere perchè lei poteva e loro no.
"E' mia figlia, lei sa come fare"
Occhi ammirati alla mia biondina vestita di bianco e alla sulla performance.
Noah chiede a sua mamma se può provare, anche una ragazzina cinese ha il permesso del suo papà.
"E allora io vado dalla mia babysitter, ma mia sorella non le mette le mani nel sapone, è veramente PICCOLA. E voi step away! Sennò le bolle non nascono bene!" Il moccioso dalle lentiggini ha le idee chiare. E io imparo un nuovo phrasal verb.
Un coro di proteste arriva dagli under3, ma spiego che senza le mamme sono troppo piccini per provare. Allora arriva una mamma giapponese che mi spiega che sua figlia --anche se è molto piccola-- è veramente dotata di una certa sensibilità e vorrebbe provare.
MI sento come Tom Sawyer quando dipinge la staccionata e chiedo alla mamma di stare lì vicino perchè temo che la bimba possa leccarsi tutte le dita o combinare qualche altro pasticcio, non si sa mai con i più piccoli.
Implementazione, implementazione e ancora implementazione, dice il my wise, in effetti devo implementare lo stadio chiamato "dove asciugarsi e fare asciugare ad una decina di bambini le mani" per questa volta ho usato la T-shirt preferita di Marta. Poco appropriato, ma il risultato è stato raggiunto.
La prossima volta però porto un asciugamano.
Non male oggi essere insignita del titolo "Maga delle bolle" NONOSTANTE abbia generato --quelle horreur!!!-- una bambina.
*Mai, MAI andare a vedere i parchi giochi della propria infanzia una volta cresciuti. Sono una delusione mortale, sono sempre più piccoli e poco attrezzati di quanto si ricordi