14.05.07

Wislawa Szymborska e le sue poesie

Lavorando intorno all'Est Europa ho conosciuto persone molto simpatiche ed interessanti. Diana, Giulia, Nadia, Rotaru, Oelexandra e Maria, Alexandra, Bozena, Francesco, Edyta, Delia e la sua famiglia, Nedhmi, Admir, Aldi, Consuelo che credo sia la prima italiana laureata in lingua albanese e che se non fosse stato per il professore sempre assente avrebbe scelto l'ebraico.
Wislawa Szymborska l'ho scoperta grazie ad Edyta.
Per essere più precisi, il primo libro che ho posseduto di Wislawa Szymborska, "Uno spasso" me lo ha regalato lei qualche anno fa quando è venuta a trovarmi ad Amsterdam, con tre candele a forma di fiore che ho sotto gli occhi, se alzo la testa dalla tastera. L'ho scoperto questa era leggendo la prefazione della raccolta, bellissima, "Sale". Non ricordavo più il nome dell'autrice di "Uno spasso" che ricordo con affetto specialmente per la bella esperienza di Zefram e RdM a caa di Gigi e in visita da noi, con noi, e le parole sotto il platano di Het Suijtje e lei che parla con il fuoco del camino acceso che le tinge la faccia. E quell'architetto del verde tedesca conosciuta per caso in un trasporto barca tra un concerto e l'altro che era dei nostri in una di queste serate. Che nostalgia.
Poetessa, nel 1996 Premio Nobel per la letteratura "Per la capacità poetica che con ironica precisione permette al contesto storico e ambientale di venire alla luce in frammenti di umana realtà " . Sulla rete ci sono molte poesie con fior di commenti e critiche letterarie. Per quello che mi riguarda trovo che la sua poesia abbia muscoli e tendini. E ringrazio Edyta per avermela fatta conoscere. E quindi condivido con voi la scoperta, copiando una delle poesie che si trovano in rete che mi è piaciuta particolarmente.



Scrivere un curriculum

Cos'è necessario?
E' necessario scrivere una domanda,
e alla domanda allegare il curriculum.

A prescindere da quanto si è vissuto
Il curriculum dovrebbe essere breve.

E' d'obbligo concisione e selezione dei fatti.
Cambiare paesaggi in indirizzi
E ricordi incerti in date fisse.

Di tutti gli amori basta quello coniugale,
e dei bambini solo quelli nati.

Conta di più chi ti conosce di chi conosci tu.
I viaggi solo se all'estero.
L'appartenenza a un che, ma senza un perché.
Onorificenze senza motivazione.

Scrivi come se non parlassi mai con te stesso
E ti evitassi.

Sorvola su, cani gatti e uccelli,
cianfrusaglie del passato, amici e sogni.

Meglio il prezzo che il valore
E il titolo che il contenuto.

Meglio il numero di scarpa,
che non dove va
colui per cui ti scambiano.

Aggiungi una foto con l'orecchio scoperto.
E' la sua forma che conta, non ciò che sente.

Cosa si sente?
Il fragore delle macchine che triturano la carta.

da: Vista con granello di sabbia, a cura di Pietro Marchesani, Adelphi

Posted by ElenaC at 14.05.07 09:04