
E' stato un crescendo di apprezzamento da parte di tutti con fotografie, bis, appunti presi anche sul tavolo della degustazione. Eravamo alla fine tutti stanchissimi ma soddisfatti. Come nei migliori temi di quinta elementare, come era? "Stanchi, ma felici del bel giorno trascorso".
Il signor Yamamoto mi ha detto più volte che le cose che ho prepararto erano belle e buone e io ne sono felicissima, detto da uno chef giapponese è un premio non da poco.
Sono la benvenuta a Himeji come guest cook. Un onore per me.
E poi il commiato, come dice Francesca, molto giapponese. Veloce, turbinoso.
Io e Paola volevamo raggiungere degli amici a Merano e avevamo i minuti contati.
Ci siamo salutati e ringraziati a vicenda in un batter d'occhio e il signor Yamamoto è sparito tra le automobili di piazza Venezia facendo ciao con la mano. Noi siamo salite su un treno verso nord, alla volta di Genìe e della sua calorosa ospitalità. Ivapori balsamici delle terme meranesi. e le choacchiere con Ge^e e la sua famiglia ci hanno ritemprate.
Io e Francesca abbiamo iniziato a conoscerci in questa occasione, in comune abbiamo una partenza imminente. Durante le ore passante insieme si è creata un'armonia, sono passate molte parole, ci siamo conosciute e misurate in un contesto inconsueto e io ne sono felice.
Per me e Paola è invece il primo coronamento di una serie di lunghissimi discorsi fatti insieme. Un'avventura da ripetere e da consolidare.
Ringrazio tutti, veramente tutti quelli che mi hanno supportato in questa avventura.
Paola e Francesca, innanzi tutto, compagne di avventura, belle persone.
Mia mamma, che, a 550 Km di distanza, ha con me provato tutte le ricette che mi sono venute in mente nella prima selezione, telefonandomi per darmi consigli e carpendo varianti ed accorgimenti dai gourmand e dalle esperte cuoche che conosciamo. Stefania che mi ha prestato i cesti più belli che aveva. Dona, il mio migliore amico, che ha riempito l'automobile di mio zio (grazie anche a lui, ovviamente) di albarelle piene di leccornie messe sott'olio dalla sua famiglia e di un prezioso libro di dolci piemontesi da cui ho imparato a fare i savoiardi.
A chi si è offerto di aiutarmi e di venire a Trento, alle email di incoraggiamento, alle telefonate di amici che volevano sapere se tutto andava bene. A Rosita che via Skype mi parlava dal suo Brasile mentre faceva grissini stirati piemontesi per un esercito. Ai sorrisi si alcune mamme della scuola di Marta, il signor Moser di via Calepina che mi ha riparato la gomma bucata in quindici minuti netti perchè avevo una fretta incredibile, Marina e Roberta che mi hanno offerto il caffè e buone chiacchiere mente ero sconsolata e con la ruota della bici a terra, per Cristina ed Anna e i loro incoraggiamenti e, last but not least a Marco che mi ha aiutato seguendo Marta.
Appena potrò completerò le ricette che mancano di link con fotografia e preparazione. Ma ora devo tornare al lavoro e sparirò per qualche giorno. A presto con ricette rumene, polacche, moldave, ucraine. Le Cene dell'Altro Mondo si stanno avvicinando a passi da gigante. Il festival letterario "il gioco degli specchi" è alle porte ed io corro, corro e corro, e sto veramente bene.
Programma del giorno
Treccia di pane
Zuppa di castagne alla valdese
Flan di porri con crema di zucca
Flan di cardi con la bagna cauda
Bagna cauda con verdure invernali
Torta Barozzi versione Meridiana.