15.02.07

Giornate di cucina italiana con il signor Yamamoto

Chiamarle lezioni no, non me la sento. Il signor Yamamoto è uno chef, proprietario di un ristorante italiano nella città di Himeji, in Giappone. E' qui a Trento per completare il suo tour annuale in Italia per acquistare prodotti locali e a conoscere persone che vogliano condividere con lui la propria tradizione gastronomica.
Per una serie di felici combinazioni eccomi questa mattina alle sette a prendere la bicicletta per andare al mercato e prendere del pesce, riempire la mia auto di cesti di verdura, pronta a passare tre giornate in cucina con lui.
Inizialmente avevamo deciso di cucinare solamente piatti piemontesi, ma si sono inserite felici contaminazioni.
Qui a Trento ci sono dei negozi di agrumi siciliani in cui la gente si accalca - a ragione- per acquistare arance dolcissime e cedri enormi molto buoni. Dovevo assolutamente usarli.
Il mattino è iniziato con una ottima tazza di caffè. Ospite, traduttrice, amica, Francesca è stata ponte indispensabile tra la lingua giapponese e le mie lunghissime spiegazioni legate ad ogni piatto che ho proposto.

Il primo dialogo è stato un po' surreale. Francesca era occupata e io e il Signor Yamamoto eravamo intorno al tavolo. Mi ha chiesto di definire cosa voleva dire "spicchio". Ho preso carta e penna e ho schizzato, che la mia laurea in architettura mi serva a qualche cosa, che diamine!
Ho iniziato cucinando delle sarde a beccafico. Il tema dellla forma ad uccellino mi è sempre piaciuto e mi ricorda qurella volta in cui facemmo gli uguisu mochi con la mia amica Sumi. Mi tremavano le mani dall'agitazione, ma dopo un po' mi sono ricomposta. Il libum, questa volta fatto con la farina di farro e due ricotte, le margherite di Stresa, la vellutata di patate e di porri come si fa dalle mie parti e i taralli pugliesi. Una mattinata di lavoro sotto un sole meraviglioso, che mi ha permesso di scattare alcune fotografie sfruttando appieno la potenzialità della mia macchina fotografica.
L'iniziale dubbio sull'abbinamento dell'olio, sale e pepe con le arance è stato superato con un moto di entusiasmo, merito delle arance ottime arrivate dalla Sicilia. La giornata è proseguita con altri piatti, tra cui dei calamari ripieni guarniti di listarelle sottilissime di cedri, le melanzane piccanti e il bunèt. il tutto intrammezzato da tazze di caffè e chiacchiere piacevoli.

Domani altra giornata. Un regalo per me, un'esperienza nuova con persone molto gradevoli. Domani si unirà alla combriccola la mia amica Paola, gourmand, esperta di vini, persona saggia e ottima compagna di viaggio. Prevedo un'altra giornata interessante.


Programma del giorno
Insalata di arance e finocchi
Vellutata patate e porri
Sarde a beccafico
Libum con il farro e due ricotte
Margherite di Stresa
Taralli pugliesi di Gennarino
Melanzane piccanti
Calamari ripieni
Bunét

Posted by ElenaC at 15.02.07 23:09