14.01.07

Teatro con forchette e mestoli di legno

Ho un post sul bunet piemontese in canna, ma questa sera è stato attaccato a suon di cucchiaino dai miei amici e domani dovrò fare un esercizio di stile per fotografarlo oppure sperare di avere tutti gli ingredienti per rifarne un altro da capo.

Buon anno a tutti.

Questa sera, mentre il bunet veniva assaggiato, io ero in camera di Marta ad intrattenere i suoi quattro amici, Lucia, Marcello, Luigi e Paolo, quattro bimbi vivaci e simpatici, che hanno saltato per ore, e poi si sono seduti sul letto di Marta ad aspettare.
Davanti a loro ho messo la libreria ultra leggera IKEA di Marta, svuotata di tutto il suo contenuto per una sera. I primi piani coperti da un foulard luccicante fermato con delle calamite colorate.
Sui piani scoperti troneggiava il mio contenitore di mestoli e bacchette giapponesi, matterelli indiani, grattaformaggi olandesi, matterelli piemontesi.

"E queste pinze di legno di che Paese sono?" Mi chiede Marcello.
"Ma no, sono italiane"
"Dai, non le avevo mai viste"
"Ma perchè hai bacchette per mangiare cinese lunghe così?"
"Sono giapponesi e servono solo per cucinare, la mia amica Sumi ci gira le polpette, guarda, si tengono così"
Gli utensili da cucina interessano non solo agli adulti.

Per una volta, quindi, il mio porta attrezzi non era accanto al fornello, a portata di mano durante le preparazioni del cibo, ma era un castello.
Dietro a questa fragile scenografia fatta di poche cose io e Marta abbiamo animato i miei mestoli raccontando una storia.

A me le marionette antropomorfe hanno sempre fatto molta paura, anche quelle dei teatri delle ombre, le trovo inquietanti.
Una volta con Gigi, durante una lezione di cucina per bambini, un compleanno, avevamo progettato di tirare un filo, appendere una tovaglia a quadrettoni e fare una breve presentazione del menu da cucinare con loro, usando i mestoli come marionette. Poi avevamo molto lavoro per un catering imminente e abbiamo lasciato perdere per troppa stanchezza.

Prima di Natale io e Marta abbiamo drammatizzato una storia che mio nonno mi raccontava da piccola in dialetto. Un po' per nostalgia di Gigi, un po' perchè passare una sera io e Marta con il papà negli USA e senza televisione fa scattare la creatività collettiva.

La storia parla di una principessa che sfoggia orgogliosa un anello per il suo compleanno e che riceve per cena tutti i cortigiani, pasteggiando a salsiccini. Un ladro si traveste da cuoco e usando tanti nomi diversi al cospetto di diverse persone nel castello riesce a suon di equivoci a rubare l'anello e a scappare. Ho adattato la storia in italiano togliendo una buona quota delle parti dissacranti che ci facevano rotolare dal ridere e in questi sei anni questa è una delle storie che non ha perso fascino per Marta.

Quella sera abbiamo fatto il casting a tutti i miei utensili da cucina.
Il suribachi e il surigochi non avevano abbastanza presenza scenica, la mia mandolina giapponese era troppo pericolosa per essere animata alla cieca anche se sarebbe diventata una meravigliosa guardia del castello. Lo stampo pluripiano per fare gli idli indiani era una perfetta fontana, ma non c'erano fontane nella storia, nemmeno come comparsa.
L'unica cosa giapponese che è entrata nel cast è un colino intrecciato, il resto l'abbiamo lasciato per le prossime sceneggiature. Abbiamo passato una sera a ridere e a provare. Convertire una storia in uno spettacolo di marionette non è facile. Mi ricordo che non ce ne siamo accorte e siamo andate a dormire a mezzanotte, pensando alle sgridate --amorevoli, eh!-- se il papà l'avesse saputo.

Alla fine il cast è diventato più cosmopolita, senza adesioni a cucine paricolari. Marta voleva il pettine da garganelli, ma questa sera abbiamo soprasseduto.

Dopo alcune prove e alcune riunioni di programmazione io e Marta abbiamo deciso che eravamo pronte per la prima esibizione pubblica.
I bambini hanno gradito e hanno chiesto con entusiasmo il bis.
Marta si è divertita molto e professionalmente ha trattenuto le risate tra una battuta e l'altra.
Credo che prossimamente ci saranno altri spettacoli.


CAST- in stretto ordine di comparizione

La principessa- Forchettone di legno fair trade, marca ALTROMERCATO
Il Re suo padre- Cucchiaio di legno faitrade, marca ALTROMERCATO, coordinato con il precedente
perchè come dice Marta, "Sono parenti, un po' si devono assomigliare"

La Capocuoca- schiumarola da wok. In acciaio, altissima, potrebbe assimilarsi ad una persona allampanata e quindi un po' goffa. Dato che La Capocuoca dà ordini a tutti, quasi anche al Re, avevamo bisogno di un personaggio imponente.

Il ladro- frustino a spirale, IKEA, il più piccolo del set da due.
Il ladro minore che provoca il ladro protagonista offrendogli come scommessa il suo cappello- il mio taglia pizza

Le guardie del palazzo, volutamente una grandissima e una piccola, alla Stanlio e Ollio
Guardia n°1- pinze di legno, che sostituiscono le mie forbici grandi, che non si trovano più. Era perfetto per fare il passo marziale "UNO'Duee UNO'duee" impugnandole dal basso e facendole sforbiciare.
Guardia n°2 chiamata anche "uataaaaaaaaa" è un colino in giunco fair tade , che sembra vagamente un kendoca molto basso


comparse
il mattarello pluripista, quello tutto zigrinato, con cui si possono fare le taglialelle,
le forchette da pannekoeken, a due punte, comprate da HEMA, sempre troppo poche, devo ricordarmi di acquistarne altre appena ritornerò in Olanda

Posted by ElenaC at 14.01.07 00:43