12.10.04

Squatting my home, gran finale

Se ne sono andati ieri notte, credo. In silenzio, al solito. Gli squatter più silenziosi che io abbia mai incontrato.
Questa mattina ho visto quello che immaginavo di vedere il giorno dell'occupazione. Anche se la mia mente non pensava che la polizia olandese arrivasse con sette unità mobili e tre cellulari da prigione.
Una decina dei bei tomi con i caschi bianchi --che mi hanno fatto gelare il sangue per tre secondi, flashback genovesi-- sono usciti al freddo, sembrava dovessero evacuare un forte, non una casa.

I restanti erano seduti al caldo, a guardare fuori dai finestrini lo sparuto gruppetto di vicini di casa, una mamma con due bimbi andati apposta a vedere l'avvenimento, tre paparazzi, un cameramen e i soliti quattro gatti che saltano fuori ovunque, mani intrecciate dietro la schiena, quando capita qualche cosa un po' fuori dal solito.
Non ho visto il proprietario della casa, che ha vinto la causa in corso, che farà pagare agli squatter 11.400 euro per le spese processuali, ma che adesso dovrà --a detta dei vicini di casa-- smontare il tetto dell'edificio per sanare le irregolarità che hanno reso il suo palazzotto non agibile per più di un anno.

Loro non c'erano, ieri sera hanno avuto visite da amici e credo che abbiano traslocato le ultime cose. Pensavo facessero una festa di addio, ieri hanno messo un divano fuori in giardino, piantato un ombrellone a terra --dovevano avere un scenografo nel gruppo, con quattro cose da pattumiera hanno fatto un bellissimo lavoro-- e un grande lenzuolo blu con in bianco: DOMANI ANDIAMO VIA.

I poliziotti hanno rimosso una delle tre belle vetrate affacciate al prato all'inglese, hanno verificato che tutto fosse in ordine, detto quattro parole con i paparazzi e ora stanno ritornando in centrale, a prendersi una tazza di caffè mentre qualcuno stilerà un rapporto.

Fine del periodo squatter, non posso dire di essere contenta, mi ci ero affezionata a questi giovanotti malvestiti che dipingevano quadri orribili esponendoli poi dalle finestre. Quando faceva bello studiavano sul prato all'inglese davanti al porto e, nelle pause, si allenavano a fare i giocolieri. Hanno invitato i genitori a vedere la casa occupata e hanno offerto loro birre, sempre seduti sul prato all'inglese, che poi è il pezzo forte della casa.
I loro BBQ erano molto discreti e ogni tanto, nei pomeriggi d'estate --estate? ad Amsterdam quest'anno c'è stata l'estate?-- dalle loro finestre si sentivano le note di "Kind of blue".

Molti si ricorderanno di quanto ero terrorizzata. Quella domenica pomeriggio tremavo dalla paura e gentilissimi bloggers mi avevano trasmesso sostegni morali. Poi mi venne il nervoso vedendo molti vicini di casa che andavano a conoscere di persona gli squatter, bussando alla loro porta. Segue post del my wise.
Mangiando pane bianco, burro e fragole fresche, un po' di zucchero sopra, con coltello e forchetta, dalla mia vicina Floor giocammo a Mrs Maple and Mr Poirot e appresi della possibilità che quegli stessi vicini di casa cordiali con loro li avessero assoldati per sbloccare la situazione del cantiere sospeso.

Dopo questo avvenimento fino a oggi abbiamo passato con gli squatter giorni di convivenza serena, ripeto, quasi mi dispiace che se ne siano andati. Comunque hanno passato una estate --mi ripeto: estate?-- in un bel posto, speriamo che abbiano trovato un altro posto per questa notte.
Intanto la Nieuwendammerdijk sarà sul telegiornale locale di AT5.

Posted by ElenaC at 12.10.04 08:15