Luigi Urru, è una di quelle persone che Sergio definirebbe persone meteora. Arriva all'improvviso nella mia vita, assolutamente per caso, e se ne va velocemente lasciandomi la netta sensazione di non poterne più fare a meno.
In una delle stupende cene a lumi, svariati lumi, di candele a casa di Elena Cina arriva questo ragazzo, ha vissuto tre mesi in un paesino sperduto sul monti dell'Atlante per scrivere la sua tesi intorno ai comportamenti sociali dei berberi, di più non so. Ha una fidanzata tedesca che si chiama Cornelia e ha una voce da oltre tomba al telefono. Il particolare sembra irrilevante. Il fatto è che io non l'ho mai vista e tanto meno l'ho contattata, quindi devo averlo captato da qualche altra parte e mi è rimasto appiccicato alla mia poca materia grigia.
Ricordo Marco, sconvolto dalle cene di almeno una ventina di persone sedute per terra nelle stanze e nel corridoio della casa di Elena a mangiare senza vedere bene dove la forchetta andasse a pescare per via della stupenda e scarsa illuminazione delle candele. Lui e Luigi avevano conversato parecchio e si erano piaciuti, prova del fatto, Marco si ricorda del suo nome, cosa assolutamente non scontata per lui.
Ahem, sento odore di madeleine, sorry. Vado a toglierle dal forno.
Luigi sparisce, so che aveva trovato lavoro presso una radio tedesca e scriveva per vivere. Un giorno lo incontro su un treno e nella mezz'ora di viaggio insieme parliamo di letteratura magrebina, ambito che conosce bene.
Io, santa ragazza, gli comunico che ho letto tutta la produzione di Tahar Ben Jelloun e lui alza gli occhi al cielo.
Mi sento un po' a disagio, come se avessi parlato a un amante del jazz della mia passione per i Manhattan Transfer o dei Jellow Jackets. Lui mi rassicura, Tahar Ben Jelloun è bravissimo, ma nel magreb ci sono degli scrittori altrettanto bravi, solo che le grandi case editrici non li pubblicano, penalizzando la loro visibilità.
Lui mi promette di inviarmi una bibliografia un po' più varia sull'argomento, dato che non so il francese mi promette di fare una selezione degli scritti tradotti in italiano. Io ringrazio e sorrido, non credo che questa lettera arriverà mai, e invece è qui davanti a me, porta la data del 20/11/97.
La cosa vergognosa è che, ad oggi, l'unica cosa che ho fatto grazie a questa lista di libri è stato andare a vedere la presentazione del libro --con presenti le autrici algerine Assia Djebar e Malika Mokeddem, da anni in esilio-- Donne d'Algeri nei loro appartamenti.
Ora voglio condividere con voi questa selezione personale, perché per conto mio questo è un regalo bellissimo.
Mohamed Choukri, Il pane nudo, Theoria
Mohamed Choukri, Jean Genet e Tennesee Williams a Tangeri, Il Saggiatore
Abdelkebir Khatibi, Amore bilingue, Edizioni Lavoro
Driss Chraibi, Nascite all'alba, Edizioni Lavoro
Toni Maraini, Ultimo tè a Marrakesh, Edizioni Lavoro
Rafael Chirbes, Momoun, Le mani
Assia Djebar e Malika Mokeddem, Donne d'Algeri nei loro appartamenti, Giunti
Isabella camera d'Afflitto, Narratori arabi del Novecento, Bompiani
Yacine Kateb, Nedjma, Jaka Book