30.10.03

Grassilliwarehouse

Una rivelazione. Una strip folgorante. Meglio di Bristow --magari Bristow me lo tengo ancora caro-- meglio di Dilbert --sicuramente la grafica è migliore. Le strip di Roberto Grassilli da ora mi strapperanno un sorriso almeno una volta al giorno. Mi permetto di pubblicare solo un frammento di una storia.
Roberto spero che non si dispiaccia, ma mi ha colpito il suo acume, la sua ironia, la sua spietata lucidità nel narrare certi tipi di dinamiche aziendali che non mi mancano affatto. Per non parlare poi della grafica bellissima, c'è addirittura un carattere che sembra uscito da "Ecce bombo"--mò me lo segno--.
In effetti i miei autori preferiti di comics --Claire Bretecher, Quino, Frank Dickens-- non hanno dei tratti appaganti, tranne forse per Pazienza, Pratt e Bilal che compensano un pò. In effetti devo dire che a me i fumetti piacciono molto anche se ormai non ne leggo più tanti.
Quando siete veramente alla frutta in ufficio leggetene una e fate una bella, lunga, fragorosa, interminabile, appagante risata. E fate saltare le sedie di chi vi ha fatto cantare tutti per mano "We are the champion" all'ultimo meeting aziendale perchè il consulente ha detto che avrebbe migliorato l'autostima dei dipendenti.
Impagabile è la figura dell'esorcista aziendale che impone di cambiare ai dirigenti le cravatte troppo "fancy" con altre, appena intinte nelle stimmate del DP. Anche la figlioletta Emma incanta con le sue alternative covers e con le sue citazioni di "Sussidiario" del lino e Mistoterital, mi spiace quasi scriverlo perchè poi Sergio inizia a preferire Emma a Marta. Posted by ElenaC at 30.10.03 23:26