ComidaDeMama

December 10th, 2012

ComidaDeMama Winter Cookie Swap – il ricettario e la serata degli 800 biscotti


Avete mai avuto in casa 800 biscotti? Tutti insieme in una stessa stanza, nel vostro tinello marron*, pronti per essere assaggiati?
A me è capitato mercoledì scorso organizzando il mio primo Cookie Swap.
Cosa è un Cookie Swap l’abbiamo spiegato qualche tempo fa, quando ho lanciato l’idea su ComidaDeMama. Ma ripetere non fa mai male.

Cookie Swap è uno scambio di biscotti, molto in uso nei paesi anglofoni (ma non solo!), specialmente nel periodo pre-Natale, quando per tradizione se ne preparano molti. Si offrono in casa agli ospiti e si regalano agli amici.
Il Cookie Swap è anche un bel modo per passare qualche ora in compagnia di amici e poi avere in casa un bell’assortimento di biscotti senza doversi mettere lì a fare mille preparazioni differenti.

Come funziona? Beh, mettetevi comodi, che vi racconto come è andata l’altra sera!


Otto invitati (+ Marta + la sottoscritta fanno 10) sono arrivati mercoledì sera a casa ComidaDeMama, insieme ai loro 80 biscotti fatti in casa.
Fate i calcoli:

80 x 10 = 800 biscotti!
in realtà ce n’erano di più perché molte persone ne hanno portati 90-100.

Nelle settimane precedenti alla serata mi hanno inviato le ricette, che ho raccolto in un ricettario cliccando QUI o sull’immagine che trovate in fondo al post.

COMIDA SI PERO’ NOI VOGLIAMO VEDERE I BISCOTTI; GRAZIE.
Va bene! Eccoli qui, in un collage creato da Zonzolando:

Le fotografie di tutti i biscotti le trovate in bell’ordine
nel post scritto da Zonzolando.

Le persone invitate sono quasi tutte blogger, molte di loro non si conoscevano di persona ed è stata una festa incontrarsi dal vivo.
Si è creato immediatamente un bel clima e abbiamo passato una serata fatto l’una e mezza del mattino a chiacchierare fitto fitto, raccontando un po’ di noi, di dove abbiamo vissuto e lavorato, delle nostre passioni e dei nostri progetti presenti e futuri.

All’una del mattino scatta il momento ‘esperimento scientifico’: ComidaDeMama si mette a spiegare alle invitate come separare il tuorlo dall’albume usando una bottiglietta vuota di plastica. Scake, Sonia e Zonzolando hanno fotografato la sequenza :)

Comida, ma i biscotti? Eh, i biscotti sono stati messi in bella mostra fino al momento in cui ciascun autore ha offerto e ha presentato il perché e il per come del proprio biscotto. Ho sfoderato il mio arsenale di alzatine, di ghirlande e di scatole per esporli al meglio.
La presentazione di ogni singolo biscotto è stata da tutti accolta da complimenti, domande e chiacchiere piacevoli. Ad accompagnare tutto questo, tisane profumatissime portate da Manuela e tazze fumanti di cioccolata calda.

Eccoli, i biscotti, in rigoroso ordine sparso:
1 – Gli Hilda Törtchen di Marta.
2- I “Pobassinos a modo nostro” di Per Scherzo e Per Caso.
3- I “Picnic Cookies” di M., figlia di Scake.
4- I “Cuori di Noci” di Federica , ricetta di Alex Fef.
5- I “Biscotti al cocco” di Zonzolando.
6- Le “Alfajores” di Orlo Subito.
7- I “Bastoncini alle mandorle” di Profumi e Colori.
8- Le “Ciambelle al Vino” di Scake – Un anno a casa.
9- I “Chocolate Chip Cookies” di Piano B.
10- Le “Margherite” di Elena, ComidaDeMama
Sono dispiaciuta di non aver fatto tante foto, in qualità e quantità, ma ero molto impegnata a ospitare le mie ospiti e ad allestire il buffet della cena.

Parliamoci chiaro ragazzi: la pancia deve esser piena per parlar di biscotti!
Ecco cosa ho servito:

  • Focaccia al limone (ricetta con la pasta madre di Corrado Assenza, una garanzia!), accompagnata da hummus, yogurt e un centrotavola di cruditées.
  • Un curry vegetariano al latte di cocco, una porzione jumbo di Papadums e un basmati al cardamomo e cannella.
  • Un paio di quiches con la ricetta di Christophe Felder (altra garanzia).
  • I Laugenbrot fatti con la pasta madre, accompagnati con il burro salato e lo speck dell’Alto Adige.
  • La zuppa d’orzo altoatesina per scaldarci.
  • Biscotti/cucchiaini di frolla da intingere nel Lemon Curd.

  • Ho creato due alzate verticali per servire le mie 100 margherite. Vi piace l’idea?
    Ho usato un porta vaso in zinco dell’IKEA, dei bastoncini, un vaso, della spugna per fiori e della scagliola. Un DIY (do it yourself) molto facile e presto vi farò un tutorial.

    Alcuni di voi che hanno seguito la preview del Cookie Swap su facebook per email mi hanno chiesto come ho fatto a fare le etichette e la grafica del ricettario.
    Ho utilizzato questo free template:http://blog.worldlabel.com/2011/round-labels-in-a-vintage-style-design.html e ho utilizzato il free font Amaze. Tutte queste cose cessano di essere free se si usano per scopi commerciali, ma non è questo il caso.

    Potete leggere i racconti o le ricette delle altre partecipanti su Zonzolando, PianoB, Per Scherzo e Per Caso, Scake e Profumi e colori.
    Cliccate sull’immagine qui sotto per scaricare il ricettario in PDF

    *Sì, siamo appassionati delle canzoni di Paolo Conte :)

    September 29th, 2012

    Crème Fraîche fatta in casa

    homemade_creme_fraiche_comidademama
    Fare la crème fraîche in casa è di una semplicità estrema. Avete mai provato?
    Basta mescolare in una ciotola un po’ di panna fresca con un po’ di latticello fermentato, aspettare 24 ore, e il gioco è fatto. Più semplice di così!
    Qui a Trento la crème fraîche si trova nei negozi di prodotti naturali, confezionata in porzioni piccole.
    L’altro giorno, mentre ne acquistavo un vasetto mi hanno chiesto: “Signora sa cosa è vero? Che l’altro giorno una signora l’ha messa nel caffè e si immagini!”

    Marta ed io però volevamo vedere la trasformazione della panna in quella crema morbida e leggermente acida che i francesi consumano in gran quantità.
    E poi vogliano anche fare il burro di crème fraîche (e usarne il siero, quasi un meta-buttermilk), ma questo ve lo raccontiamo un’altra volta.

    Con la stessa curiosità, in passato Marta ed io ci siamo cimentate nel fare in casa:

  • La pasta fillo.
  • La meringa all’italiana (quella con lo sciroppo bollente al posto dello zucchero). Quella stessa volta, Marta ha fatto da sola la sua prima pasta frolla per crostate e il suo primo lemon curd.
  • Lo yogurt usando un thermos.
  • Il labna.
  • La pasta fillo, va detto, è un lavoraccio, ma merita la pena provare almeno una volta.

    Crème fraîche e yogurt nel thermos si equivalgono in termini di sforzo. Che è pari a zero.
    Quando poi ho visto il post di Food in Jars non ho più avuto esitazioni. Mi piace da morire, Food in Jars. Non manca mai in uno dei post di Marisa McClellan qualcosa che mi faccia accendere una scintilla di curiosità. Lo seguo da tempo con molto interesse, pur non facendo quintali di marmellate e conserve.

    Insomma, la ricetta è brevissima:
    in una ciotola di vetro mescolate 1/2 l di panna fresca con quattro cucchiai di latticello fermentato. Coprire la bocca del contenitore con una garza sterile, assicurandola con un elastico. Aspettare 24 ore e riporre in frigorifero.

    Due note:

  • Il latticello fermentato si compera. Come dice la parola, all’interno si trovano dei fermenti. Speravo potesse andar bene sbattere della panna fino a ottenere il burro e utilizzare il latticello di risulta, ma non si può.
  • C’è un motivo per cui la ricetta di Food in Jars consiglia di mescolare panna e latticello prima di andare a domire: previene dal passare ogni 5 minuti davanti davanti al barattolo, guardarlo e dire “Caspita, non funziona. Vedi che non *mi* funziona? Perché non è ancora capitato niente? No, non è vero. Guarda, guarda! Si sta addensando! … o no?” :)
  • Come usate voi la crème fraîche?
    Per me, un cucchiaino di crème fraîche rende speciale una zuppa o crema di verdura. E’ una base eccellente per alcune insalate. E’ super nel purè. Arricchisce un risotto. Si potebbe andare avanti una vita!

    September 4th, 2012

    Lemon Curd Meringue Tartlets – Oggi cucina Marta


    Piccole crostate ripiene di lemon curd , sormontate da ciuffi di meringa appena tostati.
    Non è un gioco da ragazzi. Eppure Marta (11 anni) le ha cucinate da sola divertendosi un mondo.
    Beninteso la mia supervisione c’era, eccome! Pena, avere poche fotografie di Marta all’opera. Ma quando i ragazzi cucinano, essere accanto a loro, presenti e attenti, è una condizione imprescindibile per la loro sicurezza.
    Ecco qui sotto Marta alle prese con la misurazione degli ingredienti. Secondo voi, quanto pesa ingrediente segreto? :)

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    November 6th, 2010

    Dolci veloci senza glutine: Lemon curd!


    Un paio di scones, una buona cucchiaiata di panna montata a mano, accompagnati da un barattolo di lemon curd. Ecco come ci siamo innamorati di questa crema inglese, densa e corposa.
    Scoperta ad Amsterdam nelle cucine di De Bakkerswinkel, il lemon curd ha conquistato tutta la famiglia aggiudicandosi la storica (dal 2003!) catalogazione di questo blog: ‘dolci da sbattersi per terra’.

    In questi giorni arriva una richiesta: “Comida, mi segnali delle tue ricette senza glutine, per una cena con ospiti celiaci?”
    E così mi sono resa che il primo tentativo di quattro anni fa non corrisponde più alla ricetta che seguo ora, un adattamento alla versione di fiordizucca.

    Detto fatto. Ecco qui un bicchiere di lemon curd reduce dal passaggio di amici armati di svariati cucchiaini.
    La ricetta? E’ qui sotto.

    lemon_curd01a.JPG

    Lemon Curd
    adattamento alla ricetta di fiordizucca
    Ingredienti per circa 450 g:

    3 limoni non trattati (succo e buccia)
    200 g di zucchero
    115 g di burro
    4 uova intere
    Lavare e asciugare i limoni. Grattugiarne la buccia ed estrarne il succo.
    Raccogliere in un pentolino lo zucchero, il burro, la buccia e il succo filtrato dei limoni.
    Fare sciogliere il tutto a bagnomaria.
    A parte, in una scodella, sbattere leggermente le 4 uova con una forchetta.
    Le uova non vanno montate: lo scopo è quello di rompere i tuorli e amalgamarli leggermente con gli albumi.

    A questo punto unire le uova al composto di burro, zucchero e limone.
    Mescolare costantemente con una frusta, in modo che tutto si amalgami bene.
    Il fuoco sotto il bagnomaria sarà moderato, ma non basso.
    Continuare a mescolare fino a quando vedrete la crema rapprendersi.
    Togliere dal bagnomaria e passare la crema ancora calda attraverso un colino a maglie fini.
    Lasciare raffreddare e poi far riposare in frigorifero per qualche ora prima di servire.

    Come si conserva?
    C’è chi la mette bollente ne vasetti sterilizzati e la conserva fino a tre mesi.
    Io non ho mai provato e ho sempre paura che vada a male.
    Allora faccio questa quantità, la conservo in frigo. Ma finisce molto, molto velocemente.

    Lemon curd con cosa?
    - con una torta asciutta, come la torta allo yogurt.
    - con la panna sbattuta a mano (senza zucchero) con gli scones.
    - al posto della crema pasticcera nei dolci e nelle crostate.
    - da solo, come crema al cucchiaio.
    - con dei biscottini secchi.
    - direttamente con le dita!

    Avete mai provato a fare il gelato al lemon curd?

    lemon_curd_03a.JPG

    5 post sul lemon curd
    1. - La passione per la cultura inglese (anche in cucina)- Te’ all’inglese. Ricette classiche – Twostella
    2. - La ricetta di partenza - Crostata con lemon curd e fragole – Fiordizucca (ricetta del lemon curd è di Antonella)
    3. - Pura eleganza calicanta™ - Lemon curd – La cucina di Calycanthus
    4. - Ci voleva un buon crumble! - Crumble al lemon curd – Omino di panpepato
    5. - Versione light - Lemon Curd estivo – FrancescaV

    April 22nd, 2009

    ( LIMONI + SALE ) = citrons confits & lamoun makbouss

    up01

    Avete una pianta di limone nel vostro giardino?
    Io no.
    E quando arrivano tre frutti da un podere siciliano, insieme a tre avocado e a una buona quota di foglie di limone ho voglia di conservarne il profumo e il sapore per un po’ di tempo.
    Mia mamma ne farebbe dell’ottimo limoncello. Oppure del lemon curd per gli scones.
    Ma la mia passione per il salato mi fa prendere in mano La cucina del Medio Oriente e del Nord Africa di Claudia Roden, che è fonte sempiterna di prelibatezze.
    Oggi mi cimento in due sue conserve di limoni in cui il sale è ingrediente fondamentale: citron confits e lamoun makbouss.
    Tiro anche fuori il mio coltello di ceramica, per onorare meglio il regalo. Non tanto perchè i limoni siano complicati da incidere o affettare, per questo basta un buon coltello affilato, il vostro preferito.
    Pronti per vedere le due ricette?

    November 23rd, 2008

    Afternoon tea per Twostella

    Twostella ecco il post dedicato alla tua bellissima iniziativa Afternoon tea award
    scones.jpg
    Per tutta la mia vita, fino a quando non ho incontrato la mia amica indiana Priya e la mia amica giapponese Sumi, il tè è stato quello delle merende a casa di mia mamma.
    Un liquido forte e amaro con una patina di calcare galleggiante. Bustine monodose di cui collezionavo la carta infuse per troppo tempo.
    Unica ancora di salvezza una quantità criminale di zucchero, succo di limone e mezza confezione di Biscotto Salute Wamar dalla grafica veramente di altri tempi. In giorni fortunati, i biscotti Lagaccio, quelli genovesi.
    Quando ho iniziato a frequentare Mrs. F. per delle conversazioni in inglese il mio pour parlè sulle sue abitudini con il tè naufragava miseramente tra voli pindarici -suoi- e strafalcioni grammaticali -miei-.
    Contavo di poter sfoderare qualche piatto robusto da high tea, un egg and bacon pie, un roast beef, qualche piatto con patate e cipolle Teisen Nionod, salmone e merluzzo saporiti. E proporre anche una birra doppio malto, dato che si potrebbe. Ma siamo ad un afternoon tea, altro menu, altra etichetta.
    Il tè potrebbe essere un Earl Grey, l’unico tè da signore inglesi che io possa bere senza trucidarlo con la miscela di zucchero e limone, non importa se le quattro del pomeriggio non sia l’ora adatta per l’Earl Grey.
    Musica e libri li scambierei volentieri con qualche volo pindarico di Mrs. F., i libri non mancavano mai nei suoi discorsi mentre la musica della BBCradio1 arrivava in sottofondo tra le foglie di una felce gigante.
    Il tutto accompagnato da un buon lemon curd, usando la ricetta dell’amica di fiordizucca.
    E degli scones. Potremmo definirli un dolce rustico alla moda che, se non cucinato a dovere, si trasforma nella versione anglofona della Luisona.
    E allora per farli al meglio -già per riprodurre butterscotch drop scones che erano tanto piaciuti a The Food Traveller- ho scomodato due mostri sacri della cucina americana.
    Rose Levy Beranbaum, autrice pluri-premiata di libri sulla panificazione e sui dolci, consulente di una delle più grandi aziende americane produttrici di farine, insegnante e instancabile scrittrice.
    E la rivista Cook’s Illustrated, di cui avrò modo di parlare anche in altre occasioni, nota per la sua opera certosina di testaggio di ricette, ingredienti e utensili da cucina e per l’uso prioritario di disegni e non di fotografie per illustrare le ricette.
    Volete degli scones a prova di bomba? Loro li hanno cucinati in n varianti, segnalando i pro e i contro di ciascuna e definendone la combinazione perfetta.
    Alla fine scelgo la versione RLB, integrando con i preziosi consigli di avere contenitori e ingredienti molto freddi, da lavorare velocemente di Cook’s Illustrated e poi vedremo.
    Le dosi hanno dei numeri strani, vedrete. Sono gli adattamenti che RLB fa da cups a g, se volete arrotondate, la mia bilancia è cos

    July 12th, 2008

    Comidademama in Canada- Thousand Islands

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    Con tutte le fotografie che ho scattato metto un dettaglio di una barca a vela, che ho usato e addirittura timonato, ma in un giorno di vento tranquillo. E’ tutto un tirare corde e levarsi di mezzo al momento giusto. Ho raggiunto i 7,2 nodi , siamo stati belli obliqui per un po’ di tempo e sarebbe più professionale sapere il gergo per questo tipo di cosa, ma non lo so.
    Siamo vicini al lago Ontario, in un enorme braccio di fiume che raccoglie letteralmente migliaia di isole.
    I nostri amici hanno un’isola di tre ettari, tutta per loro, completamente ricoperta di mirtilli selvatici, felci e pini.
    I mirtilli sono piccolissimi e hanno prodotto una serie infinita di blueberries pies, con o senza rabarbaro.
    La compagnia è ottima e ho cucinato per tutti nonostante le difficoltà nel reperire ingredienti e acqua potabile.
    Pomodori al tun tun, clafoutis di peperoni, l’ormai immancabile danish braid, focaccia, 5 libbre di salmone alla griglia, enormi quantità di lemon curd e lime curd degli amici di fiordizucca, crostate. Ecco alcune delle cose preparate.
    Marta è diventata una pescatrice esperta e si butta nelle acque gelide senza problemi.
    Tra poco più di un giorno lasceremo questo pezzo di paradiso per visitare i nostri amici coreani che vivono a Toronto.
    Su Flickr qualche fotografia in più dell’Isola.

    January 15th, 2006

    Lemon Curd

    Lemon curd

    Aggiornamento del marzo 2013: da qualche anno ho cambiato ricetta per il lemon curd. Vi consiglio di provare a fare le Lemon Curd Meringue Tartlets, delle piccole crostate di frolla, farcite di lemon curd e decorate con ciuffi di meringa all’italiana.
    Sembra difficile, ma alla fine questo dolce l’ha cucinato Marta (11 anni!)

    Ho assaggiato per la prima volta questa crema al limone tipicamente inglese anni fa al De Bakkerswinkel di Amsterdam, quello situato al n°69 di Warmoesstraat dove servono impeccabili scones caldi accompagnati da panna fresca appena montata e dove ogni tanto si può gustare un high tea sentendo musica jazz dal vivo, ammesso che si riesca a trovare posto.
    Le composte e le confetture offerte — così come le torte e il pane — sono prodotte quasi in tempo reale dallo staff.
    Probabilmente un tempo era un’officina meccanica, ha una grande cucina a vista che consente di vedere alcune fasi della preparazione dei cibi, decisamente interessante. Ecco, diciamo che il posto è piacevolmente sgarrupato, molto olandese, dove magari le sedie non sono design, ci sono i tavolacci in legno, divanetti reduci dalle discoteche degli anni ’80, ma se capita di finire lì un fortunato giorno di maggio il tavolo è cosparso di petali di rose freschi. E son veramente cose, beh almeno per i non schizzinosi.

    Questa ricetta è molto facile e veloce da fare, basta avere gli ingredienti pronti, uno in fila all’altro.

    Occorrono:
    Una pentola per il bagnomaria
    Una pentola con il fondo arrotondato che si inserisca bene nella precedente
    Una buona presina
    Un cucchiaio di legno
    Un colino
    Uno o più contenitori di vetro bel lavati, sterilizzati o cosa vi rende più tranquilli.

    Ingredienti

    100 gr burro
    225 gr di zucchero semolato bianco
    il succo e la buccia grattugiata finissima di 3 limoni biologici
    3 uova più un tuorlo (io le ho battute un po’ anche se non era segnalato nella ricetta)

    Sciogliere a bagnomaria il burro. Abbassare la fiamma e aggiungere in sequenza lo zucchero, il succo e la scorza di limone e le uova, rimestando lentamente.

    Non lasciare che la crema cuocia troppo o, peggio ancora, che prenda bollore.
    Non appena si vela il cucchiaio rimuovere la casseruola dal fuoco.

    Passare al colino la crema aiutandola con un cucchiaino a passare tra le maglie metalliche.
    Versare il lemon curd in barattoli di vetro sterilizzati lasciare intiepidire e successivamente riporre in frigorifero.
    Il giorno dopo è maledettamente più buona.
    Conservare in frigorifero per non più di 15 giorni.

    Nella ricetta non c’erano indicazioni di passare al colino il tutto, ma lo consiglio vivamente perchè la texture risulterà molto più setosa.

    November 20th, 2005

    Canederli di MarinaB

    Marina taught me how to make canederliQuesto che vedete è il primo sorriso che mi ha accolto a Trento lo scorso settembre e che mi aiutato a superare il primo impatto con la città.
    Marina vive e lavora a Trento anche se ha per lungo tempo vissuto e studiato in giro per il mondo. Parla una quantità imprecisata di lingue e le usa nella sua professione. Lo scorso venerdi mi ha insegnato a fare i canederli, un buon modo per avvicinarsi al Trentino.
    Mi presenta davanti una grande ciotola colma di pane raffermo tagliato a cubetti molto piccoli, mezzo Kg. Non c’è molta crosta, il pane è bianco, ma potrebbe essere anche integrale.
    Mentre mi spiega l’origine povera dei canederli scalda mezzo litro di latte intero e, una volta bollente, lo riversa sul pane mescolando il tutto con le mani.
    Mentre lascia riposare questo impasto iniziamo a tagliare a cubetti di media misura una generosa quantità di speck e di formaggio Asiago stagionato. Le quantità sono ancora da stimare. Se faccio i canederli di formaggio dovrei tenere la proporzione peso formaggio e peso pane 1:1.
    Canederl dough Canedeli dough Canederly dough ready o be shaped in balls Canederli ready to be boiled in a fresh and rich meat bouillon
    Alla vista dello speck vacillo, adoro gli insaccati e in Olanda devo dire che è più unico che raro trovarne di buoni, quindi ho l’acquolina in bocca.
    Marina toglie molto del grasso dello speck, per non appesantire troppo questa pietanza che si rivela sempre più sostanziosa a mano a mano che ne vedo la realizzazione.
    Intanto il calore del latte ha reso più elastico il pane, che ora si modella e impasta molto più facilmente. Marina aggiunge qualche goccia ancora di latte ricordandomi che un tempo veniva messa l’acqua, quindi, se mi trovassi senza latte potrei tranquillamente usare un po’ di acqua per ammorbidire il tutto.
    Mescoliamo speck, formaggio, una generosa quantità di formaggio grana trentino DOP, un po’ di prezzemolo tritato per dare colore e due uova intere, fresche, di dimesione media (ma che se ne fa la gente di un uovo extra large, ché poi le ricette non vengono. Per non parlare di quella povera gallina che le deve produrre, suvvia!). Niente farina, dice Marina, altrimenti diventano macigni.
    Man mano che Marina impasta energicamente tutto si compatta raggiungendo una consistenza morbida e tesa, siamo pronte a formare con le mani bagnate luna ventina di palline.
    Alcune verranno conservate nel congelatore, disposte su un vassoio per le prime tre ore e poi messe in sacchetti. Quando sarà il momento di usarle verranno buttate nel brodo bollente senza doverle scongelare.
    Le altre le abbiamo cotte in un brodo di carne bollente che Marina aveva preparato il giorno precedente. Alcuni buttano i canederli in questo brodo, coprono la pentola e spengono il fuoco, noi invece abbiamo cotto io tutto a fuoco lento per circa dieci minuti.
    Il brodo era molto saporito, lo speck e il formaggio hanno arricchito la preparazione di base, e i canederli deliziosi. Proverò a farli in tutte le varianti, al formaggio, verdi con gli spinaci, nuovamente allo speck e formaggio, in brodo o asciutti, conditi con un po’ di burro e salvia fresca.
    Mentre assistevo a questa lezione ho intravvisto delle cose ottime di cui vorrei assolutamente sapere come si fa, come le friselle che lei fa in casa usando il lievito madre che palpita nel suo frigorifero.
    Intanto per dessert mi ha fatto assaggiare il lemon curd di sua produzione, ottimo. Ho ottenuto la ricetta e il giorno dopo non ho potuto fare a meno ad acquistare dei limoni biologici e farne una piccola porzione per noi.
    Ringrazio ancora qui Marina per la bella serata e per avermi insegnato tante cose nuove ottime. Spero di non avere fatto degli errori, ho trascritto ciò che mi è rimasto in mente, l’altra sera non ho preso appunti scritti.
    Ah! Quasi dimenticavo. La manina che brandisce un pezzo di carota appartiene ad Anna, figlia di Marina, che ha giocato con Marta tutto il tempo sgranocchiando verdura fresca come antipasto.

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