ComidaDeMama

November 30th, 2014

Nuvole di pandolce al cardamomo

“Mamma hai fatto le nuvole!”
Matteo mi sorprende. Quante volte in questi anni ho servito a colazione o a merenda delle fettine di questa treccia rotonda, leggermente dolce e al profumo di cardamomo. E non ho mai visto le nuvole che producevo!

Ho usato una parte della Danish pastry che adopero di solito per i kanelbullar o per la Danish braid (o per l’angelica verticale, oppure ancora per i twist o per la torta a cuore, e poi, e poi… ” … e poi, Comida, che ne dici di costruire una pagina per tutte le ricette con la Danish pastry? Con la sua storia, curiosa, che inizia da uno sciopero dei panettieri danesi e che continua fino a oggi. E con tutte le forme che hai sperimentato negli anni.”)

Anni fa ho trovato la ricetta ideale per l’impasto e da allora non l’ho più cambiata. Richiede decisamente meno burro e molto meno tempo della Danish pastry tradizionale.
La ricetta è della nonna finlandese di Tessa Kiros, riportata nel memoir con ricette Falling Cloudberries. Ricette di famiglia dal mondo.

L’impasto che si ottiene è abbondante: oggi l’ho diviso in quattro parti e ho creato questa treccia tonda e tre trecce farcite di marmellata di lamponi..
Ma potete ricavare due grosse trecce rotonde. O quattro piccole. O sei ancora più piccole. Oppure otto ancora più piccole. Sta a voi scegliere la dimensione (e regolare i tempi di cottura in forno).

Se volete anche voi le nuvole, affettate da cima a fondo la vostra treccia, come se fosse un filone di pane. Et voilà!

Treccia rotonda.
Ingredienti per due trecce

250 ml di latte intero tiepido
100 gr di zucchero
un cubetto di lievito da 25 gr
1 uovo intero
120 gr burro morbido
15 capsule di cardamomo verde
due pizzichi di sale fine
buccia di un’arancia finemente grattugiata
650 gr di farina 00

per spennellare:
un tuorlo d’uovo
tre cucchiai di panna liquida

per guarnire:
granella di zucchero

In una ciotola sbriciolare il lievito, aggiungere latte tiepido e lo zucchero. Rimuovere i semi del cardamomo dalle capsule e ridurli in polvere con un macinino. A parte mescolare l’uovo, il burro, il sale, la buccia di arancia e il cardamomo. Unire i due composti e amalgamare aggiungendo la farina. Trasferire in una spianatoia l’impasto e lavorare a mano fino ad ottenere una palla di pasta elastica e morbida. Mettere la pasta in un’ampia ciotola, incidere a croce la superficie, coprire con un foglio di plastica o con un panno umido e lasciare lievitare per due ore al riparo da correnti di aria. Il volume si duplicherà.
Dividere l’impasto in due parti uguali. Prendere la prima metà e dividerla a sua volta in quattro parti uguali. Formare quattro cordoncini di pasta (lunghi uguali) appoggiare su un pezzo di carta da forno per poterlo poi trasferire più facilmente sulla placca.
Procedere all’intreccio come indicato nelle fotografie sottostanti.
Spennellare la superficie con la mistura di uovo e panna precedentemente emulsionate.
Guarnire con granella di zucchero.

Lasciare lievitare per una mezz’ora.
Cuocere in forno già caldo a 180°C per 25-30 minuti, fino doratura avvenuta.

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Avete gli occhi incrociati a forza di seguire i cordoncini di pane? Tinuccia consiglia di riferirsi a queste preziose indicazioni.

May 27th, 2014

ComidaDeMama a Stoccolma – Un caffè nel Vasastaan

Siete a Stoccolma e volete fare una pausa con un caffè e una pasta profumata di cardamomo e cannella? Go for a fika!
Tranquilli, non mi ha dato di volta il cervello. Non ho una regressione adolescenziale e tanto meno ho iniziato a scrivere tutto con la kappa :)

Fika in svedese è sia un verbo, sia un sostantivo che racconta di tazze di caffè bevute in compagnia di kanelbullar e di tutto il repertorio di dolci (definiti fikabröd) che la Svezia può offrire.

Ho la fortuna di vivere qualche giorno nella casa di inizio ’900 di una mia amica che vive nel Vasastaan, quartiere nel cuore di Stoccolma.

Pronta a partire con Matteo e il passeggino alla volta della Stockholms stadsbibliotek di Gunnar Asplund mi imbatto nel Systrarna Anderssons.
Probabilmente questo bar/panetteria/pasticceria non esiste più, credo lo abbiano chiuso, chiederò alla mia amica.

Cosa era più attraente, l’interno leggermente in mal arnese ma con molto carattere o l’esterno organizzato con dei bei tavolini e morbidi plaid per non morire assiderati nonostante il sole?

Ecco un’impavida locale che sfida le basse temperature del mattino. Ho vissuto per molti anni in Olanda, ma non mi sono temprata abbastanza.

Non ho fotografato molto cibo in questo viaggio perché ero molto più attratta dalla luce che continuava a rivelare edifici e spazi pubblici, dalle persone e dalla ricchissima proposta di design.

Ma questo bar incontrato nei primi cinque minuti di passeggiata mi è piaciuto e allora ve lo racconto per immagini.

L’interno era accogliente e molto informale.
Forse è qui che Matteo ha consolidato la parola kanelbullar per indicare tutto questo ben di dio disposto in bella vista sul tavolo.

Pasticceria da forno svedese e pani bellissimi erano gomito a gomito con un piccolo esercito di tazzine spaiate bianche e blu. Da manuale.

Stoccolma conta una varietà molto ricca di locali, più o meno tradizionali, più o meno informali. Non mi prendo la briga di fare alcuna recensione.
Questo che vedete è un piccolo bar di quartiere che forse non esiste più. Profumava di buono e mi piacerebbe tornare e ritrovarlo di nuovo.

May 24th, 2014

ComidaDeMama a Stoccolma. Skeppsholmens Folkhögskola, una scuola speciale dietro al Moderna Museet


La luce di Stoccolma è vibrante e generosa, accompagnerà tutti i giorni del mio viaggio. Raggiungo l’isola di Skeppsholmen, voglio vedere dove si trova il Moderna Museet anche se so che non lo visiterò. Oggi ho camminato molto con il piccolo Matteo in passeggino e per lui sarebbe troppo stancante.

Ci fermiamo al Cafe Bloom, all’interno del museo, per una pasta al cardamomo e cannella e una pausa sotto il ciliegio del giardino. L’atmosfera è rilassata: nessuna musica di sottofondo, solo il parlottare delle persone e il tintinnio dei cucchiaini sulle tazze.


E per gli eterni giorni cupi, non c’è che dire, gli interni sono molto accoglienti.

Raggiungendo il Caffè Bloom sono entrata un momento nel ristorante del museo, molto conosciuto per la vista che offre sulla città. Giudicate voi, è una meraviglia!


In questo momento in sala non ci sono persone, ormai l’ora del pranzo è conclusa.
Per deformazione professionale amo molto vedere questi spazi non abitati. Mi piace vedere i segni del lavoro che rimane da fare prima che tutto diventi perfetto, prima che arrivino gli ospiti. Anche se non se ne sta ancora occupando nessuno si sente la tensione. O almeno la sento io.

Insomma, cercando il Cafè Bloom sbircio tutto quel che si può del museo, bookshop, spazi comuni, porte aperte, mentre Matteo procede con passo sicuro tuonando: “Kanelbullar, kanelbullar!”

Pensavo di accontentarmi di vedere dall’esterno il Moderna Museet progettato da Rafael Moneo e invece l’isola ha deciso di farmi una sorpresa.

Trovo un mini cantiere navale. Le barche sono piccole e di legno grezzo. Sicuramente è una scuola ma scoprirò solo più tardi di cosa si tratta.
Davanti a me giovani e adulti lavorano insieme.
Il legno ha un odore buonissimo esaltato dal sole, altroché cannella e cardamomo.

Scopro dove sono finita.
Sto osservando a occhi sgranati gli allievi del corso di costruzione di barche nordiche della Skeppsholmens Folkhögskola (Skeppsholmens folk high school).
Al termine del loro lavoro vareranno la loro barca facendo un giro nell’arcipelago.

Date un’occhiata a tutte le fasi del lavoro in questo video, commentato in svedese (!).
La cosa buffa è vedere come si sono conciati gli studenti prima di partire per il loro viaggio di inaugurazione.

Proseguendo lungo la riva ho passato in rassegna un museo en plein air di barche storiche.
In tutto questo mio sgranar di occhi non ho notato il veliero di fine ’800 trasformato in ostello della gioventù Af Chapman .

Quindi dovrò tornare a Stoccolma apposta per colmare questa lacuna.

Nel frattempo proseguirò a raccontare quel che ho visto in questo breve viaggio, svolto a fine maggio del 2013.

Per curiosità, il Moderna Museet
in numeri sui social network:
35.571 contatti su Facebook.
8330 followers suTwitter
Quasi 6500 followers su Instagram

Il loro canale YouTube sembra interessante.

May 4th, 2013

Treccia danese rotonda

Una treccia rotonda, leggermente dolce e al profumo di cardamomo. Perfetta per colazione. O per merenda, se ne avanza un po’.

Ho usato una parte della Danish pastry che uso di solito per i kanelbullar o per la Danish braid (o per l’angelica verticale, oppure ancora per i twist o per la torta a cuore, e poi, e poi… ” … e poi, Comida, che ne dici di costruire una pagina per tutte le ricette con la Danish pastry? Con la sua storia, curiosa, che inizia da uno sciopero dei panettieri danesi e che continua fino a oggi. E con tutte le forme che hai sperimentato negli anni.”)

Anni fa ho trovato la ricetta ideale per l’impasto e da allora non l’ho più cambiata. Richiede decisamente meno burro e molto meno tempo della Danish pastry tradizionale.
La ricetta è della nonna finlandese di Tessa Kiros, riportata nel memoir con ricette Falling Cloudberries. Ricette di famiglia dal mondo.

L’impasto che si ottiene è abbondante: oggi l’ho diviso in quattro parti e ho creato questa treccia tonda e tre trecce farcite di marmellata di lamponi per le mamme del playgroup che frequento con Matteo.
Ma potete ricavare due grosse trecce rotonde. O quattro piccole. O sei ancora più piccole. Oppure otto ancora più piccole. Sta a voi scegliere la dimensione (e regolare i tempi di cottura in forno).

Treccia rotonda.
Ingredienti per due trecce

250 ml di latte intero tiepido
100 gr di zucchero
un cubetto di lievito da 25 gr
1 uovo intero
120 gr burro morbido
15 capsule di cardamomo verde
due pizzichi di sale fine
buccia di un’arancia finemente grattugiata
650 gr di farina 00

per spennellare:
un tuorlo d’uovo
tre cucchiai di panna liquida

per guarnire:
granella di zucchero

In una ciotola sbriciolare il lievito, aggiungere latte tiepido e lo zucchero. Rimuovere i semi del cardamomo dalle capsule e ridurli in polvere con un macinino. A parte mescolare l’uovo, il burro, il sale, la buccia di arancia e il cardamomo. Unire i due composti e amalgamare aggiungendo la farina. Trasferire in una spianatoia l’impasto e lavorare a mano fino ad ottenere una palla di pasta elastica e morbida. Mettere la pasta in un’ampia ciotola, incidere a croce la superficie, coprire con un foglio di plastica o con un panno umido e lasciare lievitare per due ore al riparo da correnti di aria. Il volume si duplicherà.
Dividere l’impasto in due parti uguali. Prendere la prima metà e dividerla a sua volta in quattro parti uguali. Formare quattro cordoncini di pasta (lunghi uguali) appoggiare su un pezzo di carta da forno per poterlo poi trasferire più facilmente sulla placca.
Procedere all’intreccio come indicato nelle fotografie sottostanti.
Spennellare la superficie con la mistura di uovo e panna precedentemente emulsionate.
Guarnire con granella di zucchero.

Lasciare lievitare per una mezz’ora.
Cuocere in forno già caldo a 180°C per 25-30 minuti, fino doratura avvenuta.

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Avete gli occhi incrociati a forza di seguire i cordoncini di pane? Tinuccia consiglia di riferirsi a queste preziose indicazioni.

October 10th, 2010

Ikea Kondis per Kanelbullar


“[...] Ovviamente con i kanelbullar ho pensato subito a te (, Comida)”
Via facebook, Alex segnala dei link molto interessanti, belli, divertenti. Come questo qui sopra, ad esempio.

Sapete quante miglia ci vogliono per guadagnarsi un buon kanelbullar senza rimorsi?
Seguite questa storia divertente, tra paesaggi scandinavi, app per Iphone e gli stessi colori pastello dello scorso post, IKEA! “Homemade is best”/“Hembakat är Bäst”.

E kanelbullar siano!
Oggi il Trentino regala una domenica fresca incorniciata di montagne stupende.
E’ tempo di accendere il forno e profumare la casa di cardamomo e cannella.

La ricetta è sempre quella di qualche anno fa, con le foto passo a passo per creare le roselline come Tessa Kiros. Per chi l’avesse dimenticata, ecco tutto qui sotto.
Io, intanto, inizio a correre!


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Diffusi in tutta la Scandinavia e Paesi confinanti, vengono sfornati in casa e serviti nei locali o sale da tè, e non solo nel periodo natalizio. Caldi, tiepidi, a temperatura ambiente, abbinati a creme o soli. Con la dose che propongo ne produrrete circa trenta.
I tempi di lievitazione sono lunghi: due ore per la pasta e mezz’ora per e roselline già formate, ma assolutamente ne vale la pena.
Munitevi di una scatola a chiusura ermetica per conservare meglio le roselline.

Kanelbullar -Piccole roselline di cardamomo e cannella

ingredienti per circa 30 roselline
250 ml di latte intero tiepido
100 gr di zucchero
un cubetto di lievito da 25 gr
1 uovo intero
120 gr burro morbido
15 capsule di cardamomo verde
due pizzichi di sale fine
buccia di un’arancia finemente grattugiata
650 gr di farina 00

per il burro alla cannella

100 gr di burro a temperatura ambiente
50 gr zucchero
3 cucchiaini di cannella

per spennellare
un tuorlo d’uovo
tre cucchiai di panna liquida
zucchero

In una ciotola sbriciolare il lievito, aggiungere latte tiepido e lo zucchero. Rimuovere i semi del cardamomo dalle capsule e ridurli in polvere con un macinino. A parte mescolare l’uovo, il burro, il sale, la buccia di arancia e il cardamomo. Unire i due composti e amalgamare aggiungendo la farina. Trasferire in una spianatoia l’impasto e lavorare a mano fino ad ottenere una palla di pasta elastica e morbida. Mettere la pasta in un’ampia ciotola, incidere a croce la superficie, coprire con un foglio di plastica o con un panno umido e lasciare lievitare per due ore al riparo da correnti di aria. Il volume si duplicherà. Dividere l’impasto in quattro parti e su un piano di lavoro infarinato stendere quattro rettangoli 20×30 cm spessi 2-3 mm, spalmare su ciascuno di questi un quarto del burro indicato, spolverare di zucchero e cannella e arrotolare formando quattro salami, Tagliare a grosse V, più che V possiamo parlare di piccoli trapezi isosceli di base minore 2cm e base maggiore 5 cm, o di V dalla punta molto larga per chi ha sempre odiato la geometria. Possono essere tagliati anche più piccoli, in fase di cottura aumenteranno ancora di volume.
Prendere ogni singolo pezzo, poggiarlo sul lato più lungo. Con due dita premere sulla punta in alto fino a raggiungere il piano. Se la superficie è stata uniformemente imburrata la sfoglia si muoverà facendo uscire il colore brunastro della cannella.
Disporre le roselline ben distanziate su una placca da forno, coperta da carta da forno.
Spennellare con l’uovo e la panna mescolati precedentemente insieme, spolverare leggermente con zucchero e lasciare in lievitazione ancora 30 minuti prima di infornare per 20 minuti a 180°, fino a doratura avvenuta, avendo cura di controllare che anche la parte sottostante sia cotta.

Grazie a Stefania per il libro e a Palmasco per avermi aiutata a scegliere la fotografia

Kanelbullar step by step.

Kanelbullar- il salame Kanelbullar - il taglio a V
Arrotolare il salame dopo aver imburrato e speziato la pasta.
Di seguito tagliare il salame a grosse V.

Kanelbullar- alzare uno dei triangoli/trapezi sulla sua base maggiore Kanelbullar- schiacciare la sommità con un dito
Poggiare ciascuna V con il lato maggiore sul piano di lavoro
e spingere con un dito la sommità.

Kanelbullar- schiacciare fino a raggiungere il piano di lavoro Kanelbullar- i livelli di pasta imburrati scivolano tra loro durante la pressione
Spingere senza paura fino a raggiungere il piano di lavoro.
I livelli di pasta scivoleranno tra di loro formando i petali delle roselline.

kanelbullar- in caso, aggiustamenti della rosellina Kanelbullar- rosellina prima delle due ore di lievitazione
Aggiustare con una pressione di due dita la forma delle roselline.
Lievitare per due ore, spennellare con l’uovo e la panna e infornare.

Credits fotografia iniziale trovata su www.designmadeingermany.dep/

June 1st, 2009

ComidaDeMama compie sei anni.

31 Maggio 2003. ComidaDeMama è di ritorno da un set fotografico per una pubblicità.
Cercando la location si perde nella campagna olandese con Rob Van Uchelen. In compenso trovano una spettacolare fermata dell’autobus progettata da NIO architecten.
Il primo post era fatto: una manciata di righe con un link, senza fotografie.
I seguenti riportavano notizie da Amsterdam, libri, immagini e ricette di cucina.
E’ stato sorprendente vedere i primi commenti di altre persone e, dopo qualche mese, il nome ComidaDeMama in un post sui foodblog scritto da Antonio Sofi.

Rovistando negli ultimi dodici mesi di lavoro saltano fuori fotografie, ricette e alcune parole chiave: USA, pasticceria danese, Trento, Claudia Roden, Julia Child, risparmio energetico, solo per bambini?

Sei anni sono veramente tanti.
Ho conosciuto molte persone, tramite ComidaDeMama, ricevuto stimoli ed informazioni interessanti. Intrecciato amicizie e trovato validi compagni di lavoro. Risposto a valanghe di email di persone timide nel commentare, programmato viaggi, scoperto nuovi autori. Grazie.

Con enorme sorpresa e felicità scopro i festeggiamenti per i sei anni di comidademama di annalibera, che non solo ha scritto un post commovente, ma ha coinvolto altre persone creando un festeggiamento itinerante. Grazie mille!
Grazie a pm10, da più di sei anni in rete e sempre sulla cresta dell’onda e ad alex-cuochedell’altromondo per i fiori, l’alzatina e i kanelbullar.
A Genny di Al Cibo Commestibile per la sua angelica di pasta danese fatta con farina integrale e con una farcia spettacolare di cui vi lascio la sorpresa.
A Romina di bonasorte che intitola i suoi gentilissimi e divertenti auguri Sei anni da sbattersi per terra.
A enza di io da grande che fotografa ceci&limone, non ricetta indiana della mia amica Priya e che sceglie comidademama mentre fa una delle sue bolle di sapone giganti. Sono felice che il post sulla pedicure in USA ti sia piaciuto, rido sempre quando lo rileggo.
Grazie ad Ady che, in fondo a un suo bellissimo post, mi prende in giro amabilmente facendomi gli auguri.
Grazie, grazie, grazie a Sandra Salerno aka Un Tocco di Zenzero, che mi dedica un lungo post pieno di ricordo di quando ci siamo conosciute dal vivo tre anni fa e la ricetta delle sue strepitose olive speziate alla marocchina che portò in quell’occasione.
Ed Elisabetta di panemiele, grazie per le tue parole e per avere creato la versione in piccolo (e con fiori freschi per decorare) della torta Barozzi versione Meridiana.
Ragazzi, che compleanno!

May 28th, 2009

Comidademama nel libro di Elisabetta Tiveron su Pippi Calzelunghe!

Pippi Calzelunghe piccola grande cuoca. Comfort food in salsa svedese.
Ringrazio le amiche che, più o meno consapevolmente, hanno contribuito alla realizzazione di questo libro: Ilva Beretta, che mi ha prestato le sue copie di Pippi in svedese; Brigida Clazzer Doss, che gentilmente riletto le bozze; Alex (e la sua mamma) per la ricetta del porridge; Elena Chesta, per avermi introdotta ai kanelbullar più buoni che abbia mai provato.
Elisabetta Tiveron, Pippi Calzelunghe piccola grande cuoca. Comfort food in salsa svedese

Ditemi voi che questa non è una sorpresa splendida per il mio compleanno.
Una busta contenente il libro di Elisabetta Tiveron, accompagnata da una lettera molto bella. Il mio nome nei ringraziamenti, accanto ad Alex e Brii e ricordo quando segnalai a Elisabetta Ilva Beretta e il suo blog strepitoso, Lucullian Delights per uno scambio di idee su queste lingue cos

May 27th, 2009

Danish Pastry. Treccia rotonda.

Nell’anno in cui ho vissuto a Boston, per spiegarmi la presenza di una grande scelta di pasticceria danese in ogni local farmers market e in ogni caffè che si rispetti, sono dovuta risalire al matrimonio del Presidente degli Stati Uniti Woodrow Wilson, Dicembre 1915. Senza Julia Child e Rose Levy Beranbaum non ci sarei arrivata.

E’ una storia di first ladies, di pasticceri arrivati dall’Europa in cerca di fortuna, di cookstudio in Fifth Avenue, downtown Manhattan. La potete leggere qui.

Per comidademama la passione per la danish pastry incomincia dai kanelbullar, le roselline di cardamomo di Tessa Kiros, autrice per metà finlandese e metà cipriota del memoir con ricette Falling Cloudberries. Ricette di famiglia dal mondo. L’impasto che Kiros propone richiede decisamente meno burro e molto meno tempo della danish pastry tradizionale. Niente detrempe, panetti di burro da includere delicatamente, niente pieghe.
Quindi, cari Daring Bakers che vi siete misurati con la Danish Braid, perdonatemi, non ho seguito la ricetta classica.
Il risultato è ottimo ugualmente. Parola della nonna finlandese di Tessa Kiros.

Ho usato l’impasto dei kanelbullar per creare diverse forme, eccole qui sotto. Se cliccate le immagini troverete i procedimenti step-by-step per ottenere un’angelica [verticale], la treccia danese, un cuore di roselline di cardamomo, i classici kanelbullar di Tessa Kiros, i twist di Rose Levy Beranbaum.

E questa treccia circolare?
Tutto merito di Paoletta e Tinuccia. Ho fatto per due volte il panbrioche allo yogurt di Paoletta ottenendo degli ottimi risultati. L’impasto, però era molto morbido e umido, quindi non sono riuscita a seguire una delle tecniche di formatura consigliate da Tinuccia.
Mi sono detta:”Sai che c’è? Uso l’impasto dei kanelbullar, e provo con quello.”
Detto fatto ecco la treccia rotonda.

Treccia rotonda.
Ingredienti per 2 trecce circolari.

250 ml di latte intero tiepido
100 gr di zucchero
un cubetto di lievito da 25 gr
1 uovo intero
120 gr burro morbido
15 capsule di cardamomo verde
due pizzichi di sale fine
buccia di un’arancia finemente grattugiata
650 gr di farina 00

per spennellare:
un tuorlo d’uovo
tre cucchiai di panna liquida
zucchero

In una ciotola sbriciolare il lievito, aggiungere latte tiepido e lo zucchero. Rimuovere i semi del cardamomo dalle capsule e ridurli in polvere con un macinino. A parte mescolare l’uovo, il burro, il sale, la buccia di arancia e il cardamomo. Unire i due composti e amalgamare aggiungendo la farina. Trasferire in una spianatoia l’impasto e lavorare a mano fino ad ottenere una palla di pasta elastica e morbida. Mettere la pasta in un’ampia ciotola, incidere a croce la superficie, coprire con un foglio di plastica o con un panno umido e lasciare lievitare per due ore al riparo da correnti di aria. Il volume si duplicherà.
Dividere l’impasto in due parti uguali. prendere la prima metà e dividerla a sua volta a metà. Formare due cordoncini lunghi 40 cm, appoggiare su un pezzo di carta da forno per poterlo poi trasferire più facilmente sulla placca.
Procedere all’intreccio come indicato nelle fotografie sottostanti.
Spennellare la superficie con la mistura di uovo e panna precedentemente emulsionate.

Lasciare lievitare per una mezz’ora. Cuocere in forno già caldo a 180°C per 25-30 minuti, fino doratura avvenuta.

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Avete gli occhi incrociati a forza di seguire i cordoncini di pane? Tinuccia consiglia di riferirsi a queste preziose indicazioni.

February 2nd, 2009

San Valentino? Sweet [Danish pastry] heart.

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Con Marta ogni giorno è buono per cucinare qualche cosa a forma di cuore, a casa montag non dobbiamo aspettare San Valentino.
Ma nel caso qualcuno si sentisse ispirato dalla festività e volesse utilizzare la versione semplice e veloce di Danish pastry di Tessa Kiros di cui abbiamo parlato qui, qui, qui e qui ecco qua la soluzione per creare un cuore profumato al cardamomo e cannella .

Sweet heart.
Ingredienti per 2 cuori da circa 20 cm di diametro

250 ml di latte intero tiepido
100 gr di zucchero
un cubetto di lievito da 25 gr
1 uovo intero
120 gr burro morbido
15 capsule di cardamomo verde
due pizzichi di sale fine
buccia di un’arancia finemente grattugiata
650 gr di farina 00

per il burro alla cannella:
100 gr di burro a temperatura ambiente
50 gr zucchero
3 cucchiaini di cannella

per spennellare:
un tuorlo d’uovo
tre cucchiai di panna liquida
zucchero

In una ciotola sbriciolare il lievito, aggiungere latte tiepido e lo zucchero. Rimuovere i semi del cardamomo dalle capsule e ridurli in polvere con un macinino. A parte mescolare l’uovo, il burro, il sale, la buccia di arancia e il cardamomo. Unire i due composti e amalgamare aggiungendo la farina. Trasferire in una spianatoia l’impasto e lavorare a mano fino ad ottenere una palla di pasta elastica e morbida. Mettere la pasta in un’ampia ciotola, incidere a croce la superficie, coprire con un foglio di plastica o con un panno umido e lasciare lievitare per due ore al riparo da correnti di aria. Il volume si duplicherà. Dividere l’impasto in quattro parti e su un piano di lavoro infarinato stendere quattro rettangoli 20×30 cm spessi 2-3 mm, spalmare su ciascuno di questi un quarto del burro indicato, spolverare di zucchero e cannella e arrotolare formando quattro ‘salami’.

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Tagliare con un coltello i ‘salami’ in triangoli con lato lungo circa 3 cm.
Coprire gli stampi a forma di cuore con carta da forno e disporre i triangoli di pasta lungo il perimetro interno. Riempire il vuoto rimanente cercando di ottenere un disegno gradevole.
Spennellare con l’uovo e la panna mescolati precedentemente insieme e lasciare in lievitazione ancora 30 minuti prima di infornare i cuori, uno alla volta, per 20 minuti a 180°, fino a doratura avvenuta, controllando che anche la parte sottostante sia cotta.

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La ricetta dell’impasto dei base è tratta dal libro:

Titolo Falling Cloudberries. Ricette di famiglia dal mondo

Autore Tessa Kiros

Prezzo € 39,00

Dati 2006, 389 p., ill., rilegato

Editore Luxury Books (collana Luxury food)

Sfogliate Falling Cloudberries di Tessa Kiros

January 30th, 2009

Danish Pastry. Angelica (verticale) step-by-step.

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Tutto è incominciato dai kanelbullar, le roselline di cardamomo di Tessa Kiros, autrice per metà finlandese e metà cipriota del memoir con ricette Falling Cloudberries. Ricette di famiglia dal mondo. L’impasto che Kiros propone richiede decisamente meno burro e molto meno tempo della pasta danese tradizionale. Niente detrempe, panetti di burro da includere delicatamente, niente pieghe.
Quindi, cari Daring Bakers che vi siete misurati con la Danish Braid, perdonatemi, non ho seguito la ricetta classica.
Il risultato è ottimo ugualmente. Parola della nonna finlandese di Tessa Kiros.
Gli ingredienti si impastano tutti insieme e si lasciano riposare due ore. Da questo momento in poi si possono creare le forme più disparate.
Oggi angelica verticale. Taglio a metà sul lato lungo della sfoglia arrotolata e cosparsa di burro, zucchero e cannella. Sigillo un estremo e inizio ad attorcigliare. Le fasi step-by-step sono qui di seguito.

Angelica
Ingredienti per 4 trecce:

250 ml di latte intero tiepido
100 gr di zucchero
un cubetto di lievito da 25 gr
1 uovo intero
120 gr burro morbido
15 capsule di cardamomo verde
due pizzichi di sale fine
buccia di un’arancia finemente grattugiata
650 gr di farina 00

per il burro alla cannella:
100 gr di burro a temperatura ambiente
50 gr zucchero
3 cucchiaini di cannella

per spennellare:
un tuorlo d’uovo
tre cucchiai di panna liquida
zucchero

In una ciotola sbriciolare il lievito, aggiungere latte tiepido e lo zucchero. Rimuovere i semi del cardamomo dalle capsule e ridurli in polvere con un macinino. A parte mescolare l’uovo, il burro, il sale, la buccia di arancia e il cardamomo. Unire i due composti e amalgamare aggiungendo la farina. Trasferire in una spianatoia l’impasto e lavorare a mano fino ad ottenere una palla di pasta elastica e morbida. Mettere la pasta in un’ampia ciotola, incidere a croce la superficie, coprire con un foglio di plastica o con un panno umido e lasciare lievitare per due ore al riparo da correnti di aria. Il volume si duplicherà. Dividere l’impasto in quattro parti e su un piano di lavoro infarinato stendere quattro rettangoli 20×30 cm spessi 2-3 mm, spalmare su ciascuno di questi un quarto del burro indicato, spolverare di zucchero e cannella e arrotolare formando quattro ‘salami’.

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Tagliare in due i ‘salami’ per il lato lungo ricavando due parti uguali. In uno dei due estremi pizzicare la pasta dei due mezzi ‘salami’ e iniziare ad attorcigliarli, formando le angeliche.

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Scaldare il forno a 180°C.
Coprire due placche da forno con carta da forno. Disporre le angeliche, due a due, ben distanziate sulle placche.
Spennellare con l’uovo e la panna mescolati precedentemente insieme e lasciare in lievitazione ancora 30 minuti prima di infornare le teglie, una alla volta, per 20 minuti a 180°, fino a doratura avvenuta, controllando che anche la parte sottostante sia cotta.

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La ricetta dell’impasto dei base è tratta dal libro:

Titolo Falling Cloudberries. Ricette di famiglia dal mondo

Autore Tessa Kiros

Prezzo € 39,00

Dati 2006, 389 p., ill., rilegato

Editore Luxury Books (collana Luxury food)

Sfogliate Falling Cloudberries di Tessa Kiros

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