ComidaDeMama

October 15th, 2012 by Elena

Io non mangio da solo – Pane condito


Partecipo con piacere al contest “BUONO COME IL PANE” promosso da Virginia insieme a ProgettoMondo Mlal.
Tema del contest: ricette con il pane. Contribuiranno alla creazione di un calendario e di un libro per la raccolta fondi della campagna IO NON MANGIO DA SOLO.

Il pane condito che si mangia abitualmente a casa mia arriva dalle Isole Eolie. Secoli e secoli fa, in un bar di Salina mi trovai davanti a una ciotola stracolma di questo ben di dio.
Pane raffermo, olive, cucunci, pomodori secchi, mandorle, filetti di acciuga sotto sale, aglio, origano, semi di finocchio, pepe, peperoncino, sale in grani grossi e tanto, tanto olio. Mescolati e passati al forno.

Un tripudio di sapori che da decenni replichiamo nelle cucine delle nostre famiglie, per la gioia dei commensali.

pane cunzato

Pane condito
Ingredienti per 6-8 persone a seconda della golosità
500 g di pane raffermo*
100 g di olive nere denocciolate
una piccola manciata di capperi in salamoia o di cucunci
10 pomodori secchi
100 g di mandorle intere
3 filetti di acciuga sotto sale
3 spicchi di aglio sbucciati e tagliati in quarti
2 cucchiaini di origano essiccato
1 cucchiaino di ajowain o di timo
1 cucchiaino di semi di finocchio
1 peperoncino secco, oppure peperoncino macinato
2 cucchiaini di sale grosso leggermente frantumato o, meglio, di sale kosher
olio quando basta

preriscaldare il forno a 220°C.
Ridurre il pane raffermo in dadi sufficientemente grandi da costituire un boccone (massimo 2 cm di lato).
Dividere a metà le olive e risciacquare e scolare i capperi.
Lasciare i pomodori secchi in ammollo per 5 minuti in acqua bollente.
Scolare e tagliare grossolanamente i pomodori insieme alle acciughe.
Mondare gli spicchi di aglio e, a piacere, lasciarli in camicia, interi oppure tagliarli in due parti o tritarli finemente.
Nel caso si usassero peperoncini secchi interi frantumarli con un mortaio.
In una ciotola riversare il pane raffermo tagliato con tutte le briciole più grosse, le olive tritate, i capperi, i pomodori secchi tagliati, le mandorle, i filetti di acciuga tritati grossolanamente, gli spicchi di aglio, origano, i semi di finocchio e di ajwain e il peperoncino.
Riversare il tutto in una teglia da forno o in una tortiera di diametro 24 cm protetta da carta da forno e condire con olio, sale e pepe. E’ importante che il pane sia piuttosto allargato altrimenti le parti non esposte direttamente non diventeranno croccanti. Può essere utile controllare il livello di doratura dopo i primi cinque minuti ed eventualmente rimescolare il pane con un cucchiaio di legno.
Infornare a 220°C per una decina di minuti e prolungare la cottura fino a quando il pane non sia completamente dorato e croccante.
Questa preparazione può essere fatta sia in anticipo e servita a temperatura ambiente che fatta al momento e servita calda.

* a seconda di come è composto e di quanto è secco il pane cambia di peso. io ho usato due mezzi no knead bread rimasti intonsi per 6 giorni

Comments

13 Responses to “Io non mangio da solo – Pane condito”
  1. Roberta says

    che profumo di Eolie che viene da quella foto e dalla ricetta! mai sentito l’ajowain, ora cerco – anzi è meglio che vada a dormire ;)
    ciao Elena!

    • Cara Roberta, anche tu insonne? In ogni caso, sono felice che il profumo delle Eolie si arrivato fino da te :)

      • Roberta says

        no per fortuna niente insonnia, dovevo (solo) finire di scrivere un saggio e intanto sbirciavo qua e là per la rete ed è sempre bello leggerti ;)

      • Caspita, un saggio! Su che argomento, posso chiedere? Sono curiosa.
        Io facevo le notti a disegnare, in un’altra vita. Ieri invece non riuscivo a prendere sonno.
        Mi sono poi addormentata per pochi minuti e Matteo ha iniziato a piangere e mi ci è voluta un’ora per addormentarlo. Un po’ dopo le 5 am siamo crollati entrambi.
        A presto e buona fine scrittura del tuo saggio!

      • il saggio (finito! lo presento a Roma la settimana prossima) è sulle conseguenze di genere dei cosiddetti modelli inclusivi di sviluppo agricolo (ovvero joint ventures tra privati e comunità o associazioni di piccoli contadini) in Mozambico – che sono complesse e problematiche perchè sembra che le donne in Africa siano costrette ad essere relegate a tirare su 4 pannocchie e molte volte non si riconosce il loro ruolo produttivo: ergo, sono ulteriormente marginalizzate (ecco, dovevo giusto fare un abstract!)
        sono i denti che non fanno dormire Matteo? per Elio impatiens (F. di Bach) aveva funzionato a meraviglia!

  2. daniela says

    Che meraviglia, deve essere una vera bontà!
    Un abbraccio,
    Daniela

  3. Evviva Elena! Sono contentissima che tu sia riuscita a partecipare! Grazie infinite!

    • Cara Virginia, avrei voluto pubblicare un pudding salato (è in draft da una settimana), ma ne capita sempre una e non riesco a fotografarlo. Te lo dedicherò una volta completato, fuori tempo massimo.
      Un abbraccio e, ancora, complimenti per il tuo/vostro lavoro.

  4. Deve essere spettacolare! Ne sento il profumo e la croccantezza fin qui sulla mia triste scrivania del mio triste ufficio. Proverò al più presto. Da me il pane secco non si butta mai, ci sono mille modi per riutilizzarlo!

    • Cara Dana, in effetti ho amici che hanno deciso di nutrirsi solo con pane cunzato e vino bianco :) Il pane secco è buonissimo, hai ragione. Se segui la campagna di Virginia, vedrai tutte le ricette che verranno raccolte in un libro. Sono una più bella dell’altra.

  5. Non sono mai stata alle Eolie purtroppo, ma me ne sono innamorata solo a vedere questo pane. Bello unto e saporito come solo al sud si può trovare. Non conosco i cucunci.. ma dove li trovi questi ingredienti? Ehheh ogni volta mi stupisci. Se ne impara sempre una qui :-) Bacione cara

    • Elena, pensa che Marco a Filicudi si è innamorato definitivamente del mare. Prima o poi dovete andare, è un arcipelago meraviglioso. I cucunci si trovano conservati in salamoia. Li puoi sostituire con dei capperi. Appena li trovo te li porto.

      ps ho mangiato da sola (!) uno dei vostri cavolfiori. Strepitoso!

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