ComidaDeMama

September 9th, 2012 by Elena

Les Chouquettes



Quando ero piccola ne comperavo sacchetti interi dal panettiere. Erano piuttosto grandi e avevano una nomenclatura varia: bisù, bijoux, bisiù.
La granella di zucchero era irresistibile e mia mamma, il giorno in cui iniziò a sfornarli per merenda, venne accolta da una ola.
Dopo lustri (e lustri!) di bisù ( o bijoux, o bisiù) grandi come un mandarino, arriva su RAI Radio2 Marie de la Cucina di Calycanthus, in un pomeriggio d’estate, a spiegarmi che:

  • I bisù ( o bijoux, o bisiù) in Francia si chiamano chouquettes.
  • Les chouquettes sono molto (ma molto!) più piccole di un mandarino.
  • La ricetta di Marie e quella di mia mamma sono uguali.
  • Vi siete persi le belle voci di Maite e Marie, intente a raccontare le loro le ricette della Buona Colazione, compresa quella delle chouquettes, su Twilight Estate?
    Niente paura, potete risentirle comodamente in podcast.


    Ho ritrovato les chouquettes e la loro ricetta in alcuni blog che seguo da molti anni:

  • Nel vecchissimo post di Chocolate&Zucchini, uno dei primi blog di cucina che seguivo quando ho iniziato a scrivere ComidaDeMama, nel 2003.
  • Le trovo mescolate alle descrizioni di vita parigina di David Lebovitz.
  • SeriousEats esagera un po’ definendo la pâte à choux come la “Madonna of doughs“.
  • Insomma, ho smesso di leggere e mi sono messa al lavoro.
    Ho seguito la ricetta di Marie diminuendo lo zucchero dell’impasto ed ecco il risultato.
    Devo resistere alla tentazione di fare cucchiaini abbondanti di impasto, altrimenti torno alla dimensione “clementine”.
    Di seguito trovate la ricetta con lista dei punti critici e la loro soluzione.

    Les chouquettes
    Ingredienti:
    250 g di acqua
    60 gr di burro
    25 g di zucchero
    1 pizzico di sale
    125 g di farina 00
    4 uova
    granella di zucchero

    In un pentolino portare a bollore l’acqua, il burro, lo zucchero e il sale. Lasciare sciogliere il burro.
    Appena l’acqua bolle togliere il pentolino dal fuoco, versare la farina in un’unica volta e mescolare fino a ottenere un composto omogeneo. Riportare il pentolino sul fuoco e mescolare la pasta fino a ottenere una palla. Lasciare raffreddare la pasta.
    Aggiungere le uova, una alla volta, mescolando costantemente. L’impasto risulterà lucido e piuttosto sodo.
    Con un cucchiaino disporre l’impasto su una teglia da forno rivestita di carta da forno. Cospargere le chouquettes di granella di zucchero.
    Cuocere in forno già caldo a 180°C per 15-20 minuti, fino alla loro doratura.

    Punti critici della ricetta e come risolverli.

  • Bruciare la pasta nel pentolino. Si risolve lavorando velocemente l’impasto e tenendo d’occhio la fiamma.
  • Ottenere un impasto liquido e buttare via tutto. Bisogna lasciare raffreddare bene l’impasto prima di aggiungere le uova. Non è il caso che sia freddissimo. Basta che sia tiepido.
    Le uova, come ho scritto nella ricetta, vanno aggiunte una alla volta: metti il primo uovo, mescoli bene fino a totale assorbimento nell’impasto. Poi aggiungi il secondo e così via fino al quarto.
  • Il forno. Ogni forno è diverso, ha temperature che variano, umidità interna e così via. Le prime volte bisogna vedere come si comportano les chouquettes in cottura, annotando quanti minuti ci vogliono per ottenere la doratura.
  • Comments

    28 Responses to “Les Chouquettes”
    1. ma questi sono i bigne’? non li ho mai sentiti chiamare bisu’… chouquettes mi ricorda la pasta choux con la quale si fa i bigne’ …. ad ogni modo sembrano proprio supergolosi! l riempi di crema?

      • Cara Giulia, la pâte à choux accomuna tutte queste preparazioni.
        Non li riempio di crema, sono molto buoni così senza nulla.

    2. daniela says

      Mi hai fatto venire una voglia matta di provare, le tue foto su di me hanno sempre questo effetto Oggi mi sa che non ce la faccio ma domani sicuramente
      Grazie, un abbraccio,
      daniela

    3. E non ho dubbi che ne andavi pazza! Son meravigliosi!! Me la segno proprio e chissà che un giorno me li possa gustare pure io :-) Bacioni!!!

      • Elena cara, scegli una data di fine settembre e vieni a trovarci con tuo marito a cena! Basta che non sia l’ultimo sabato del mese, che c’è la festa del pane a Bressanone.

    4. Che ricordi! Mi sembra di sentirne ancora il profumo :-)
      Anche se li faccio, o se li compro, buoni come quelli che mangiavo da piccola non li ho mai piu’ mangiati?
      Saranno gli occhi della nostalgia?

    5. come sempre una fonte inesauribile di informazioni!!! non uso ascoltare la radio ma in questo caso farò un’eccezione! grazie e soprattutto proverò anche io questi meravigliosi piccoli meno di un mandarino!

      • Troppo buona! Io ho riscoperto la radio grazie ai podcast. Sento molta radio americana ed è un toccasana per il mio inglese.
        A presto!

    6. Buoni! Io li ho sempre chiamati bijoux, è interessante scoprire il nome vero di questi bigné leggerissimi! :)
      Proverò a farli in casa.
      grazie per la ricetta!

      • @Irma Anche da te si chiamano bijoux allora! Fammi sapere come ti sono venute!

    7. sai che ho provato a farli alcuni anni fa ? mi sono veuti un pasticcio…. ma riproverò con la tua ricetta perchè è scritta con una tipografia che mi fa sembrare tutto semplice. Maite e Marie mi stanno molto simpatiche.

      • @Maria Claudia Anche a me una volta non venivano bene. I punti critici che ho rilevato (e risolto) sono:

        1- Bruciare la pasta nel pentolino. Si risolve lavorando velocemente l’impasto e tenendo d’occhio la fiamma.
        2- Ottenere un impasto liquido. Bisogna lasciare raffreddare bene l’impasto prima di aggiungere le uova. Le uova, come ho scritto nella ricetta, vanno aggiunte una alla volta: ne metti una, mescoli bene fino a che non sia bene assorbita dall’impasto e poi aggiungi la seconda e così via fino alla quarta.
        3- Il forno. Ogni forno è diverso, ha temperature che variano, umidità interna e così via. Le prime volte bisogna vedere come si comportano les chouquettes in cottura, annotando quanti minuti ci vogliono per ottenere la doratura.

        Spero di esserti stata d’aiuto.
        A presto!

    8. Li consiglio a tutti, sono buonissimi! attenzione però che sono pericolosi: uno tira l’altro e creano dipendenza!!!
      anche la ricetta sembra semplice, magari ci proviamo insieme, ti va?
      un supersonico abbraccio ;P

      • Federica, mercoledì mattina faccio le chouquettes con una mia amica. Se hai tempo passa!

    9. Son perfetti,trovare la granella di zucchero Londra sara’ un’impresa,ma li devo fare!
      The Madonna of doughs mi ha fatto ridere.A costo di sembrare blasfema,mi son chiesta quale Madonna..
      Ciao,un abbraccio

      • Edith, sei sicura che non ci sia la granella da Waitrose? In inglese si chiama nib sugar, oppure pearl sugar.
        Ho letto che puoi trovare la granella al German Deli di Borough Market. Ti conviene chiamare per assicurarti che ce l’abbiano sul serio, trovi i riferimenti nella pagina che ti ho linkato. Devi chiedere del Hagelzucker. Che voglia che ho di venire a Londra! A presto!

        • Quick edit: ho cercato nel sito di German Deli e ce l’hanno ( si chiamano Diamant Hagelzucker). Costano 1.30£

        • Dimenticavo, anche io mi son chiesta : “Mrs. Ciccone or HER?” :))))

        • Grazieeee! Ho passato 15 minuti a rispondere ai commenti da me e blogger mi ha cancellato tutto! Quindi ti rispondo qui: Ma Waitrose e’ per i ricchi! (scherzo…)
          A Borough,nonostante oggigiorno sia una trappola per turisti,ci finisco spesso.
          Quindi la missione comincia!
          Un abbraccio!

        • Cara Edith, turistico o non turistico, a Borough Market c’è la granella di zucchero a 1.30£.
          Buona missione Diamant Hagelzucker :)
          Su Waitrose sorrido (scherzi a parte, è carissimo! Sono anche fornitori della regina). Qualche anno fa ho fatto una micro spesa gourmand prima di prendere l’aereo per tornare a casa.

    10. Marie ha voce rodiofonicamente flautata e questo è un fatto. Ma la tua faccenda “punti critici” è una meraviglia.
      PS Mariaclaudia grazie!!

      • Grazie Maite. In effetti sia su facebook, sia qui (e anche dal vivo) mi è stato detto: “Sembra facile, ma poi a volte viene un pasticcio”. E visto che anche io le prime volte ho fatto pasticci, ho messo su quelli che per me sono i punti critici.

        Anche la tua voce in radio suona benissimo.
        Di Marie adoro quando dice gas.
        Domanda: avete scelto Rava come sottofondo o mi sbaglio?

    11. La foto iniziale spacca! Mi inchino.

    12. Ma lo sai che continuo ad usare la tua ricetta dai tempi che stavi ad Amsterdam?
      È stata la prima che ho provato, e non l’ho più abbandonata!
      Un bacio,
      Marina

      • Cara Marina, mi fa piacere che tu continui ad usare la ricetta di mia mamma. Un abbraccio!

    Get Adobe Flash playerPlugin by wpburn.com wordpress themes