
E’ il crostaceo dall’aspetto più strano che io abbia mai incontrato. Lunghi come il mio mignolo, sembra arrivino dalla preistoria.
E invece son crostacei contemporanei, pescati ieri. Una delle pesche più pericolose, fatte nella profondità dei mari della Galizia. Questi percebe crescono incastonati tra le rocce, in profondità. La Galizia, però, non è l’unico luogo in cui si possono trovare, ma al mercato dell’Olivar qui a Palma de Mallorca arrivano da questa stupenda regione del nord della Spagna.
Il primo carico di stupore e informazioni ci arriva da Miguel, vicino di casa e amico di Sara. Galiziano, vive nell’Isola di Mallorca da qualche tempo, anche se il suo lavoro lo porta spesso in giro per il mondo, in luoghi lontanissimi e piuttosto complicati da raggiungere. Come il Buthan, ad esempio, ma questa è un’altra storia.
Da un paio di sere cuciniamo tutti insieme e ieri ci ha portati al mercato del pesce.
Non mi basterà un mese per raccontarvi tutti i piatti e le spezie che sto scoprendo!
In ogni caso, il percebe l’abbiamo scottato non più di tre minuti in acqua salata. Miguel dice che in Galizia si cuoce usando l’acqua del mare.
Il sapore è ottimo: l’interno raccoglie un liquido che sa di mare e di alghe e la pochissima ‘carne’ non è da meno. Ma l’aspetto è la cosa che più mi è piaciuta.


Mamma mia Elena mi hai portato indietro di 27 anni, quando li ho assaggiati per la prima volta a Madrid. Che buooooniii!!!!
Un abbraccio e buon weekend
Grazie Lorella, felice di averti riportato indietro nella memoria. In effetti, sono crostacei memorabili! Un buon week end anche a te!
Ciao Elena,visti a Barcellona nn ho avuto il coraggio di mangiarli mi sembravano le zampe del varano di comodo :) vorra dire che la prox volta chiuderò gli occhi :) felice di rileggerti aspetto tutto quello che avrai da raccontarci!
@Lory, in effetti fanno un po’ impressione. Ma son bellissimi. Felicissima di tornare a scrivere e continuare a dialogare con voi!
Elena quale abbondanza, che bello due post in un giorno! Mi sembrano delle zampe di qualche bestiola da libro fantasy, però son curiosa. Poi quando torni e ci vediamo ci racconti tutto!
@sonia il primo post l’avevo scritto ieri, ma era impossibile entrare nel blog. Prossima settimana ci vediamo, perfetto!
è vero, fanno davvero impressione! sembrano le zampe di qualche strana bestia ungulata.
è bello però rileggerti, comida. benritrovata.
Grazie mille Roberta. Ben ritrovata anche a te!
@roberta non potevo non condividere con voi una tale curiosità. Un abbraccio. I’m back :)
sinceramente sono orribili! alla vista.
al gusto mi fido dell’impressione di chi li ha assaggiati.
non ho in programma viaggia a mallorca o in galizia…continuerò a mangiarmi le mie, di unghie. baci- sì
@silvia meno male che quelle unghie preistoriche non si mangiano! sono certa che tu e pà, nei vostri viaggi, li incontrerete
Affascinanti questi Percebe… non li ho mai assaggiati, ma spero di poterlo fare presto!
@Mafaldina spero anche io che tu li possa vedere dal vivo e assaggiarli
O.o che strani!!!
Ciao Comida. :)
@Ilaria parola mia, son rimasta minuti e minuti a osservarli
Esteticamente piacerebbero a Friedensreich Hundertwasser (sopratutto), Schiele, Gaudì …Mi chiedo in che modo si mangino.
@Mario, che piacere leggerti anche qui sui commenti di comidademama. E mi riporti a Vienna, alla coloratissima memoria dell’ Hundertwasser House.
Noi le abbiamo bollite in acqua salatissima. Tradizionalmente si usa l’acqua di mare. Si aprono, si sugge il sughetto che sa di mare, e si mangia il piccolo nervo interno.
Ma che bello è leggerti? Di più.
@Reb sei troppo gentile. Bellissimo leggere voi, qui. Un caro abbraccio.
Bentornata!!! non ti ho mai scritto, ma volevo dirti che mi fa sempre tanto piacere leggerti. Buona vacanza!
Rosanna
@Rosanna, grazie mille! A presto, con nuove ricette e storie.
bentornata! avevo chiesto ad alex di foto e fornelli che fine avessi fatto, nessun post per mesi..
bello rileggerti con queste stranezze!
elena anch’io
@elena, grazie mille di avere chiesto ad Alex, che in effetti mantiene con me un contatto anche al di fuori della rete. Sto bene, grazie. E ora che scrivo e mi rimetto in contatto con voi sto ancora meglio.
Come potevo non condividere con voi questa stranezza che arriva dagli abissi marini galiziani?
Un abbraccio.
Sono “spaziali”!
:P
nel senso che sembrano arrivare da qualche lontano mondo extra terrestre e sono proprio curiosi sia nell’aspetto sia nei colori!
ps: che bello leggerti :-))))
@twostella in effetti sembrano arrivare da altrove. Sono felice di rileggerti anche qui. E ancora più felice di averti vista dal vivo, con il tuo simpaticissimo consorte, qualche settimana fa. Passerò agosto in provincia di CN. Non so bene i nostri spostamenti, ma siete i benvenuti a Savigliano.
Che bello rileggerti! Bentornata!! Questi artigli non li avevo mai visti, nè ero al corrente della loro esistenza. Ma quante cose si ignorano? Che bello quel ” cuciniamo insieme” che hai scritto en passant…comunica una serenità e un’allegria che fanno subito estate, begli amici, gioia di stare insieme…
@Patrizia, grazie mille per avere scritto. Sono felicissima di rientrare in contatto con tutti voi. Mi mancavate molto. ‘cucinare insieme’, sì, sono d’accordo: suggerisce un momento senza fretta, dove con gli amici si parla e si cucina. Dove si sta insieme tranquillamente, come non mi capitava da mesi. A presto!
Cara Elena è bello ritrovarti e saperti in vacanza…sei mancata…
un saluto affettuoso.
@laura, grazie mille! Ben ritrovata anche a te
Io li ho scoperti l’estate scorsa in Portogallo, avevano fatto impressione anche a me, poi li ho assaggiati e devo dire che sono veramente buoni ..
che bella Maiorca! Era l’isola delle vacanze al mare, una sola settimana, dopo i mesi in montagna. E tornavo a settembre dagli amici milanesi con un’abbronzatura da invidia… Ma questo stranissimo crostaceo che arriva dalla preistoria proprio non l’avevo mai visto! Da te si impara sempre, bentornata! Buone vacanze, Lucia