ComidaDeMama

November 12th, 2009 by Elena

Come si fa il tè alla menta marocchino? Ce lo spiega Mina Igli


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Fotografia di Stefania Endrici © 2009
Sapevate che in alcune parti del Marocco il mazzetto di menta che si mette nel tè ha anche rametti di timo e foglie di salvia?
Noi l’abbiamo imparato da Mina Igli durante l’ultima degustazione di tè che ho organizzato nell’ambito del festival Il Gioco degli Specchi, festival di letteratura e intercultura.
Festival che, non mi stanco di ripeterlo perchè ne siamo onorati, ha ottenuto il plauso del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Per trovare questi bouquet di foglie verdissime e profumate a Trento è sufficiente entrare in uno dei tanti negozi di prodotti mediorientali e chiedere.
50 cents per invadere la vostra casa di un profumo fresco.

Molte persone in sala mi hanno chiesto ‘A Trento? Ma dove si trovano questi negozi?’, che ho deciso di organizzare delle passeggiate dedicate alla scoperta di queste miniere di ingredienti preziosi. Passeggiate che non sono solo riservate ai trentini. Quindi, se passate da Trento provate a scrivermi al solito indirizzo email elena(punto)chesta(chiocciola)gmail(punto)com
Potrebbe essere una buona occasione per conoscerci di persona. E quale migliore occasione potrebbe essere la ricerca di qualche ingrediente che vi manca?

Ma torniamo al tè.
Come per la degustazione del tè cinese di Xuemei e per il tè giapponese di Keiko anche per Mina la veranda dell’hotel America che ci ha ospitato era affollata di persone interessate.

Ho chiesto a Mina di poterla fotografare con calma, in maniera da seguire tutte le fasi della preparazione del tè. Che sono:

- Versare alcuni cucchiaini di tè (tè verde, gunpowder, il suo preferito è in una confezione rossa decorata con un pavone d’oro) nella teiera e risciacquarlo con acqua bollente. Per togliere l’eventuale polvere e per eliminare una prima parte di teina che renderebbe troppo forte il tè- ‘la testa’, direbbero i distillatori.

- Aggiungere in teiera una generosa quantità di rametti di menta.

- Versare l’acqua bollente nella teiera

- Aggiungere zucchero (ho calcolato che c’era un cucchiaio abbondante per tazza. lo so, è tantissimo! ma è ottimo, bisogna seguire le indicazioni di mina), e mescolare.

- Nella stanza già si spande il profumo della menta infusa ed è difficile non avere premura di assaggiare, ma è necessario operare ancora molti passaggi, veloci, ma molti.

- Portare la teiera sul fuoco e far scaldare l’infuso senza mai far prendere il bollore.

- Assaggiare e regolare ancora di zucchero.

- Prima di servire il tè bisogna attendere qualche minuto ancora.

-Prima di servire il tè bisogna ossigenarlo. Come si fa? Si versa il tè nel bicchiere posato sul tavolo, tenendo la teiera molto in alto. Questa operazione richiede molta abilità e vi prego, onde evitare di scottare qualcuno, se volete provare, usate un contenitore grande e tenete i bambini lontani.

- Questa operazione di ossigenazione va fatta almeno tre volte. Se usate dei bicchieri da tè alla menta vedrete che si formerà della schiuma in superficie.
In una circostanza meno pubblica di questa, durante un tè preparato da Mina e con amici marocchini, questa schiuma è stata applaudita come quando da noi nelle feste si stappa una bottiglia di metodo classico.

- Il tè viene servito nei bellissimi bicchieri decorati.

- Si sorseggia con piacere e con calma, accompagnato da lunghe chiacchierate e dolci alla mandorla.


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Fotografia di Stefania Endrici © 2009

Ringrazio Stefania Endrici per avere scattato le fotografie, perchè è stato impossibile per me avere tempo e calma per farlo. Se volete vedere le altre foto dell’evento cliccate QUI

Seguirà (e poi non vi parlerò più del festival, promesso e tornerò a postare ricette, che Natale è alle porte e abbiamo molte cose da preparare quest’anno, sia per lavoro che per svago) il resoconto delle due cene, indiana e marocchina. Purtroppo Stefania non ha fotografato molto della cena indiana, ma vedremo di raccontare a voce cosa abbiamo cucinato con John, nato e cresciuto in Bangalore e con Mina, che ormai conoscete dopo avere preso, almeno virtualmente, un tè alla menta con lei.

Comments

20 Responses to “Come si fa il tè alla menta marocchino? Ce lo spiega Mina Igli”
  1. Ciao Elena! Sarei venuta cos

  2. Elena ciao
    Un cucchiaino di zucchero non è tantissimo, a casa mia se lasci fare te ne ritrovi 3 colmi per tazza :).
    Del resto anche Edward Said nella prefazione di “Palestina” di Joe Sacco ammette che i palestinesi zuccherano troppo, e se lo diceva Said!
    Mannaggia Elena sarei venuta tanto volentieri ma i pomeriggi per me sono tremendi!
    Un abbraccio e adesso organizziamo una cena con calma!

  3. sonia è un cucchiaio, non un cucchiaino. Io che bevo tutto senza zucchero immaginati! Ma è ottimo. Edward Said, accipicchia, scomodi uno dei miei mostri sacri preferiti per lo zucchero. Mi spiace che tu non sia venuta, ma possiamo chiedere a Mina se viene da noi e lo facciamo tutti insieme (Ste&Ste, Maite, tu, Christine, cos

  4. stefania says

    io vengo a passeggiare,non vorrai lasciarmi a casa?
    :-)

  5. stefania endrici, certo, non hai visto che c’era ste&ste nell’invito?
    PianoB mi ricordo che sonia te l’aveva preparato, a presto allora

  6. Benissimo, se me lo dite con un po’ di anticipo vi prendo la menta sul terrazzo, prima che la geli!!
    Siete delle occidentali, ariane e bionde tutte e due, come fate a non zuccherare il tè?!?!? Magari non un cucchiaio da minestra colmo, ma una metà abbondante è d’obbligo!!
    Said sapeva anche divagare e scrivere righe di una leggerezza delicata e deliziosa. Elena ti porto il libro che dicevo, quando ci vediamo!

  7. Ho bevuto questo thè per due anni avendo vissuto in Andalucia, che alla fine non è altro che un distaccamento del Marocco in terra ispanica; le sale da thè abbondavano e anche nelle sagre questa era una delle bevande analcoliche più consumate…Quanti ricordi, grazie per aver condiviso questa bella esperienza.

  8. Grazie Elena, per questa spiegazione perfetta. Anche questo, del te’ marocchino, e’ un bellissimo rituale. E lo zucchero ci va proprio, altrimenti non e’ lui.

  9. Che meraviglia, avrei voluto essere li!
    Appena torno in Italia provero’ a farlo, tra l’altro ho la teiera uguale identica a quella di Mina, perche’ il marito della mia vicina di casa e’ marocchino e l’anno scorso, tornato da un viaggio a Casablanca me ne ha regalata una.
    baci da amsterdam

  10. Concetta says

    Ciao Comida,
    grazie del reportage!
    L’unico tè alla menta che ho bevuto è stato nella moschea centrale di Parigi (nella sala da tè annessa), non so se ci sei mai stata. Un luogo meraviglioso, sono sicura che te ne innamoreresti e con tè e dolcetti stratosferici.
    Lascio l’indirizzo se qualcuno dovesse passare da quelle parti: La Mosquèe, 39 Rue Geoffroy Saint-Hilaire, 75005 Par

  11. Complimenti per questa bella iniziativa!

  12. Cara Elena… per me il the alla menta sa di nostalgia, di un’amicia lontana, tanto che non me lo preparo mai da sola perchè mi sembra un po’ triste. Chi me l’ho ha insegnato mi speigava che in Marocco ci sono diversi modi di farlo. Lei la menta la aggiungeva solo a fuoco spento, lasciandolo riposare qualche minuto prima di farlo respirare una prima volta. Poi lasciava riposare ancora nella teira e lo girava ancora prima di servirlo. E usava le zollette di succhero al posto del cucchiaio, cosa che mi faceva sentire ancora di più in un mondo di bambola. Durante un viaggio in Marocco, nel sud, nel bel mezzo dell’erg, un caffè sperduto lo serviva con delle erbe secche che lo rendevano molto aromatico. Non ne ho mai saputo il nome però… Ultima cosa e piccola sfida: la mia amica mi preparava dei biscottini del Ramadan che erano come dici tu da sbattersi per terra ma purtroppo ho perso la ricetta: noce dentro, arrotalata in una pasta a base di yogurt e fatti insaporire nel miele caldo una volta usciti dal forno. Chissà se la conosci… A presto!

  13. Il te’ alla menta, bollente e dolcissimo… ricordi di Marrakesh…. una tenda nel deserto con un manto stellato e i sorrisi piu’ belli e sinceri di tutta la mia vita…

  14. Il caffè lo bevevo senza zucchero, ma il tè per me deve essere bello zuccherato e questa preparazione con il mazzetto di menta la devo provare.
    Credo che sarei impazzita al vostro festival. Avete fatto un lavoro eccezionale.

  15. Ma il festival è interessante, e parli comunque di ricette e di cibo. Scrivi, scrivi!

  16. E’ uno dei miei tè preferiti!
    E ho l’orto infestato dalla menta :)

  17. Che belle queste foto, mi sarebbe paiciuto esserci ! Io ho assaggiato il tè marocchino perchè ce lo ha servito a fine cena Jemail – un marocchino trapiantato in Corsica. E che dire dei suoi magnifici brochettes maroquine, chi se li scorda più… Grazie del bel racconto, ciao ciao

  18. Francesca says

    Ciao Elena, non ho capito una cosa che forse tu potrai chiarirmi. Il procedimento per la preparazione del tè dice:
    “Versare alcuni cucchiaini di tè (tè verde, gunpowder, il suo preferito è in una confezione rossa decorata con un pavone d’oro) nella teiera e risciacquarlo con acqua bollente. Per togliere l’eventuale polvere e per eliminare una prima parte di teina che renderebbe troppo forte il tè- ‘la testa’, direbbero i distillatori.”.
    Ti chiedo:
    1) il tè risciacquato con acqua bollente, è da tenere o da gettare?
    2) posso usare tè verde giapponese?
    Francesca (quella che ora vive a Modena)

  19. Ciao elena, sei davvero troppo forte! ho appena letto l’articolo su espresso online che ti vede coinvolta… te lo dicevo che siete più importanti di quello che voi stese possiate pensare :-D
    un abbraccio!

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