ComidaDeMama

March 1st, 2009 by Elena

Baklava e Alessandro Magno

baklava1.jpg

Cosa c’entra adesso Alessandro Magno con la baklava, vi chiederete?
Spunta tra le pagine della sua vita , che sto leggendo a Marta, legata al di nome di una città. Corinto.
Cerco di spiegare a Marta il colore del mare di Corinto, che nel Canale diventa ancora più intenso. Delle bancarelle di baklava lì intorno ricordo le mie dita intrise di sciroppo dolcissimo. Alle noci, al pistacchio, con la pasta kataif che mi si polverizzava a ogni morso, a rotolino, a forma di spicchio.
La ricetta di Claudia Roden del libro “La cucina del Medio Oriente e del Nord Africa” è efficace e di semplice realizzazione.

Baklava

Ingredienti:
500g. pasta fillo (circa 24 fogli)
180 g. burro non salato fuso
350-400 g. pistacchi o noci o mandorle macinati o tritati finemente.

per lo sciroppo:
500g. zucchero
2 cucchiai di succo di limone
2 cucchiai di acqua di fiori di arancio
3 dl di acqua
adattato dal libro “La cucina del Medio Oriente e del Nord Africa” di Claudia Roden

Preparare lo sciroppo. Sciogliere lo zucchero in acqua e limone, cuocere a fuoco medio fino a formare uno sciroppo di media densità. Aggiungere l’acqua di fiori d’arancio all’ultimo momento. Lasciare raffreddare e mettere in frigorifero.

Preriscaldare il forno a 160°C.
Ungere con una parte del burro fuso una teglia ampia.
Rivestire il fondo e le pareti della teglia con metà della pasta fillo spennellando ciascun foglio con il burro fuso.
Cospargere il fondo della teglia con le noci (o mandorle, o pistacchi) tritate e coprire con il resto della pasta fillo, spennellando sempre ogni foglio prima di sovrapporne un altro.
Rincalzare la pasta fillo lungo i bordi.
Spennellare la superficie degli ultimi fogli di pasta fillo.
Con un coltello affilato incidere profondamente il tortino con dei tagli diagonali, ottenendo una suddivisione a losanghe,
Cuocere la baklava in forno per 45 minuti a 160°C.
Portare la temperatura a 220°C e cuocere per altri 15 minuti.
la baklava deve risultare gonfia e appena dorata.
Versare almeno metà dello sciroppo freddo da frigorifero sulla baklava appena sfornata.
Lasciare raffreddate, se è necessario ripassare il coltello lungo le incisioni fatte in precedenza e trasferire le singole losanghe in un piatto da portata.

Le varianti sono molte.
In Grecia lo sciroppo si arricchisce di miele. In Iraq la cannella in polvere o i semi di cardamomo tritati profumano le noci del ripieno. Esiste anche una varianti ancora (!) più dolce(!!) che prevede un ripieno fatto di mandorle e zucchero in pari quantità, pestati e grossolanamente.

rodengrande.jpg

La cucina del Medio Oriente e del Nord Africa
Claudia Roden
Collana “Il lettore goloso” curata da Allan Bay
Ponte alle Grazie editore
pp. 512

€ 20.00

Comments

22 Responses to “Baklava e Alessandro Magno”
  1. Tu non hai idea di quanto io ami il/la baklava! Pensa che io l’ho sentita nominare la prima volta in una telenovela che mia mamma seguiva, “Sentieri”: c’era tale Heleni che lo preparava nel suo ristorante e io per ignote ragioni mi sono innamorata subito di questo dolce, senza neppure averlo assaggiato, senza nemmeno sapere che cosa conteneva!
    Alla prima vacanza in Grecia, dopo aver cercato il blu del mare, ho cercato una fetta di baklava! Ed è stato come se l’avessi già mangiato, una passione mai spenta che si è riaccesa al primo morso.
    E ricordo il piacere di provare le diverse versioni, i pistacchi, le noci…
    Ricordo pure una piccola taverna nell’entroterra di Kos dove la vecchina che cucinava (che sembrava la strega Disneyana di Biancaneve) quasi si mise a piangere perché non aveva pronto il baklava, mi pregò di tornare due giorni dopo perché me l’avrebbe preparato (un’intera teglia!) e mi spiegò (in qualche modo, con qualche parola in italiano e con il figlio come interprete greco/inglese) il procedimento e si raccomandò di farla riposare almeno un giorno prima di mangiarla!
    Grazie Elena, per questo post. Mi ha DAVVERO emozionata.

  2. E io non sai da quanto tempo seguo il tuo blog. Diciamo che è uno dei primi che mi ha avviato alla cucina :D eheh
    E’ per questo motivo che i tuoi complimenti sono per me preziosissimi. Grazie!
    [la baklava, manco a dirlo, sembra stupenda]
    *

  3. E’ la seconda volta in pochi giorni che mi imbatto nel libro della Roden, che, ammetto la mia somma ignoranza, non conoscevo.
    Ho capito di dover placare al più presto la mia lacuna

  4. Che bella! A me ricorda le passeggiate per Istanbul con tappa merenda in qualche pasticceria … Complimenti per il tuo blog, ho iniziato a seguirlo ma non te li ho ancora postati

  5. Come unire cultura e tradizioni ad una bambina! Sei fantastica:))

  6. che bel blog!
    Io la Baklava l’ho preparata seguendo le indicazioni del mio libro di cucina greca…. è la “variante ancora più dolce” come dici tu! in effetti era un po’ stucchevole!!!
    A presto e buona domenica!

  7. @cricri: pensa che anch’io stavo per scrivere di sentieri!l’ho assaggiato finalmente a Istanbul sulle bancarelle del bazar! che buono!

  8. Cara Elena
    bella la tua Corinto… il mio ricordo è molto meno poetico, ricordo un gran caldo, molta polvere, un autobus scassato.. ma la baklava l’ho ritrovata a Parigi al caffè della moschea dove con Marie ci si fermava uscite dall’hammam per ristorrsi di tutto quel calore, insomma sembra un destino che sulla dolcezza di questo dolce si “incollino” i ricordi…
    PS non è che riuscimo a vederci questa settimana?
    baci

  9. Arrivo per salutare e trovo questo splendido baklava ad attendermi.
    Subito alla mente ricordi di Armenia, profumo di agrumi e dita appiccicose.
    … non potevo chiedere di meglio.
    a.o.

  10. Dalle pagine, i racconti, gli ingredienti … i profumi che avvolgono :-) Baci a tutti voi
    p.s. la febbre da viaggio sale, sale …

  11. ciao elena, è un sacco di tempo che voglio provarla… sinceramente mi sembrava più complicata… la tua ricetta mi fa venir vogqlia di provarLA
    UN ABBRACCIO

  12. Anche Tobia è affascinato dalla figura di Alessandro Magno. La baklava spero di mangiarla finalmente in loco (a Pasqua mi auguro), e di impiatricciarmi ben bene le dita :))

  13. grazie d’avermi ricordato questa goduria come la ricordo e quanta ne ho mamgiato! buon inizio di settimana

  14. caravaggio grazie e anche a te!
    elisabetta: Che bello andare in Grecia a Pasqua! Forse noi saremo dalla nostra zia greca in estate, ma non abbiamo ancora pianificato bene i nostri spostamenti.
    Se non l’avete ancora vi consiglio il libro per ragazzi edito da IdeeAli “Alessandro. Il soldato che conquistò il mondo” di Simon Adams. Di questa collana abbiamo già letto le vite di Leonardo da Vinci, Mozart e Gandhi. Abbiamo iniziato oggi Giulio Cesare. Trovo siano ben fatti e mi diverto molto a leggerli con Marta.
    Ecco il link dove li trovi più o meno tutti. http://books.bloo.it/editore_ideeali.html
    giovanna Claudia Roden e i suoi libri sono un’istituzione. Provare per credere!
    a.o. ho una cara amica che ha parenti in Armenia, mi ha detto che è bellissima!
    twostella pensavo a te e alla bella fotografia dell’ultimo post (la prima che hai messo). Forse parto per qualche giorno alla volta di Clatterbridge, devo chiederti qualche dritta.
    maite i vapori dei bagni turchi che ho frequentato (Parigi manca all’appello, ancora per poco) mi sono spesso serviti a chiarirmi alcune idee. Se ce ne fosse uno decente fisserei il nostro appuntamento l

  15. Il mio ricordo del baklava è legato ad amici di Roma, (lei olandese, lui turco) che abitavano nel nostro palazzo e mi invitavano sempre a mangiare da loro. Lei si sbizzarriva nella cucina thai, lui cucinava rigorosamente turco e non scorderò mai quel primo pezzetto di baklava. Lo sciroppo che avvolge la bocca, un dolce dolcissimo, ma che ha la sua ragion di essere.
    Qui lo trovo nei negozi turchi, ma non ne ho mai più mangiato uno cos

  16. Io invece penso di non averlo mai mangiato. Purtroppo ho moltissime lacune gastronomiche derivanti dal fatto di vivere in una provincia un po’ “provinciale”.
    Però sono anni che le ricette di Baklava mi passano sul monitor e che medito di farlo. Visto il successo riscosso con i Falafel penso mi fiderò della ricetta di Claudia. Grazie a te Elena che ce ne parli!

  17. Grazie per il link!
    Tobia non si stanca mai di guardare il dvd su Alessandro Magno di National Geographic, mentre per le biografie cartacee è in un periodo di innamoramento per la collana Morto che parla, adesso ha appena finito quella di Cleopatra.
    Io, invece, nella wish list ho i libri di Claudia Roden :D

  18. Sembrano dei piccoli gioielli d’oriente. La sola vista fa pensare a piccoli villaggi di case bianche e al mare blu cobalto della grecia…
    Grazie
    Un bacio
    fra

  19. Pur non amando i dolci troppo dolci, per una teglietta di BAKLAVA farei pazzie!!
    La adoro e con questo post mi hai fatto ricordare le nostre vacanze in Turchia.

  20. ah…i baklava! mi hanno sempre affascinata, anche se non li ho mai assaggiati. mi ricordano anche un film che mi è piaciuto molto ma in questo momento mi sfugge…..seguiva la vita di un uomo, dall’infanzia all’età adulta in cui diventa ricco e famoso…..beh mi verrà in mente. cmq prima o poi proverò a farmeli in casa i baklava, cos

  21. moscerino, non so riconoscere il film, ma se non è Sentieri vogliamo sapere. faremo la filmografia del baklava!
    sandra anche io sono per il salato, ma ogni tanto un baklava ci vuole. Per me baklava=Amsterdam, per via dell’enorme quantità di negozi turchi, primo tra tutti Kismet.
    fra è vero sembrano dei gioielli, sarà il colore dorato.
    elisabetta grazie per il tuo riferimento alla collana (che ha un nome un po’ buffo) della Salani ed.
    staximo sai che mi ha scritto la traduttrice italiana di Claudia Roden? Sono cos

  22. Mi chiedevo se si possa usare la pasta sfoglia invece che la pasta fillo

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