ComidaDeMama

May 16th, 2008 by Elena

Quando descrisse anche il bidet- Comida a New York (ancora, lo so)

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Non ho dimenticato la promessa di raccontare come ho trovato New York nella visita di Marzo e quella di due settimane fa.
Ecco presentata la palette di colori di una Manhattan primaverile e piovosa. Cocci di vetro azzurri, l’Hudson. Rosa cipria, grigio perla, terra, verde opaco il resto.
Toh, piuttosto di dire di avere preso secchiate d’acqua Comida si butta sui colori.
E no, Manhattan è affascinante anche con il diluvio universale, intermittente per un intero fine settimana.
Piuttosto, la troppa luce attraverso le nuvole mi ha tolto dalla mente lo scenario alla Blade Runner.
In questo Amsterdam è imbattibile, regala dei cieli senza speranza e acqua a volontà anche alle due del pomeriggio. Se s’aggiunge una buona quota di fauna, vapore e insegne al neon, ci si ritrova immediatamente a giocare a prendi e scappa con i replicants.
Marta da tutta quest’acqua ha ricavato tre paia di scarpe e un paio di calzini nuovi. Capita spesso ai clienti, immagino, del Century21, l’enorme outlet che in parte si affaccia su Ground Zero. Impossibile non notare le persone che girano per strada con i loro sacchetti dal logo rosso. Si entra perchè la figlia ha bisogno di una paio di stivali da pioggia e un paio di calzini asciutti e si esce con i primi due articoli, seguiti da un paio di ballerine, un paio di sandali di ottima qualità a prezzi stracciati e due simpatici gadget offerti dalla ditta.
E così ho risolto la questione scarpe per l’estate, Marta cresca a vista d’occhio. Porta il 34, diventerà molto alta.
FOTO TIMES SQUARE

In Times Square la palette s’arricchisce di colori. I taxi sembrano ancora più gialli e il grigio fa risaltare i cartelloni pubblicitari.

FOTO HOPPER

Salgo di un piano nell’assurdo negozio di M&M’s e guardo cosa capita fuori dalla finestra senza dovermi torcere il collo per guardare in aria. Questa vista mi ricorda vagamente un quadro che rappresenta un altro locale in Manhattan, al Greenwich Village, ma che non esiste più. Chi indovina a cosa mi sto riferendo?
Questo è stato anche il viaggio in cui ho parlato di più con le persone. Un signore inglese che scandiva benissimo le parole come se non fossi in grado ne’ di sentirlo e tanto meno capirlo. Jim, professore di matematica in pensione, unico ospite non cinese nel suo Hotel vicino al Brooklyn Bridge. A 50$ al giorno riesce a vivere decorosamente e può pagare volta per volta. Scambio due banalità su quanto Trader Joe costi di meno di Whole Foods con una coppia di italiani che vivono nella 84ma e che risalgono 70 strade carichi di sporte colorate con il mio stesso bus 103.

Sono tornata a Bowery, avevo tenuto a mente un bell’articolo del New York Times dal titolo “A No-Frills Kitchen Still Cooks”, scritto da Mark Bittman in cui invitava le persone in cerca di attrezzatura per cucinare a non pagare il prezzo del faretto alogeno che l’illumina o dell’oggettino inutile color lime che va tanto alla moda e di andare nei negozi in cui i veri cuochi si servono. L’articolo è completo di video in cui Bittman, lista della spesa in mano, riesce ad equipaggiare la sua cucina con meno di 300$.
Per curiosità sono andata a vedere il negozio in cui ha girato il video e devo dire che non mi ha entusiasmato per niente. Non ho trascinato i miei ospiti a vedere gli altri negozi della via che si assomigliano molto.
Sia per lavoro che per divertimento ho frequentato molti negozi del genere.
Riesco a fare la tara alla luce d’accento in William and Sonoma e in Crate and Barrell. Medagliani per i non professionisti a Milano, Duikelman e il negozio di kitchenware in Zeedijk ad Amsterdam, Oldenhof ad Hilversum mi fanno abbassare la guardia, lo ammetto.
Ho ceduto a Tokyo. Visitare il Kappabashi-dori |wiki|sito ufficiale| articolo NYTimes|, a mezza via tra Asakusa e Ueno, mi ha fatto sentire come uno squalo che ha appena intercettato un filino di sangue di pesce.
mi spiace solo di non avere fatto delle buone fotografie, ho visitato anche uno studio specializzato nella progettazione di ristoranti di soba.

Insomma questo giro a Manhattan è stato più umido di quello fatto a Marzo con il mio cugino greco.
Ho parlato con più newyorkers, Central Park era verde ed ubertosa, con tutti i tulipani che di screziato avevano anche le foglie, non si bada a spese, ho mancato una colazione con una brava foodwriter, Marta ha guadagnato tre paia di scarpe nuove per non tacere della coppia di calzini. Abbiamo attraversato da cima a fondo il ponte di Brooklyn. Ripercorso tutte le cose che un turista avveduto dovrebbe vedere.
A Marta quello che piace di più è l’Hotel, perchè ha letti enormi dalle lenzuola immacolate, una televisione in ogni stanza e una poltrona girevole di pelle nera davanti alla scrivania. A me piacciono le luci soffuse degli abat jour e registro mentalmente che per la prossima casa dovremmo rimediarne qualcuno per creare un po’ di atmosfera.

Tornando a casa credevo di avere fissato nel Queens l’ultima impressione di NYC. Un relitto di fabbrica, arrugginito e coperto ancora da un enorme cartellone con logo e colori della Domino Sugar. Da fermare il bus, attraversare le corsie del ponte sotto la pioggia e andare a vedere se non fosse stata una vera nave alla deriva. O almeno fare una fotografia.
Invece appena fuori dal Queens ho visto il complesso di capannoni con le finestre tutte accese del New York Times. Niente a che vedere con il super moderno edificio di rappresentanza Downtown Manhattan, ma immaginare che là dentro erano già pronti con l’edizione del giorno dopo mi ha fatto scordare il relitto.

Tra poche settimane tornerò e questa volta sento che farà bellissimo.

Comments

30 Responses to “Quando descrisse anche il bidet- Comida a New York (ancora, lo so)”
  1. prima o poi metto da parte la paura di volare, attraverso l’oceano e vado anche io a new york!!!!

  2. Buongiorno Elena! Che belle foto e che bel racconto…credo che Ny sia nei sogni di tutti e di sicuro nei miei. Avevo pensato anni fa di fare dei corsi per il mio lavoro proprio l

  3. MarinaB says

    Mi sono sempre dimenticata di dirti che devi assolutamente andare dal mio fornitore di spezie preferito, da Kalustyans in Lexington Av, in fondo, quasi a Gramercy Park … questo è un must. http://www.kalustyans.com

  4. Ciao!
    Bellissiiimmooooo post!!!!!!!!!
    E’ da tanto che voglio andare a New Yor, mi frena un po’ la paura di fare un viaggio cosi’ lungo, ma prima o poi voglio andarci….
    pensa che sono pure in contatto con un forum dove si parla della Grande Mela!
    Mentre ti leggevo e guardavo la prima foto con l’Empire State building e Manhattan, mi ha preso una voglia di partire ………
    Che fortuna che hai di andarci ogni tanto….
    e che bello leggerti, scrivi molto bene emi fai conoscere sempre delle cose nuove cme i risoranti si soba…e quel negozio (Kappabashi-dori) con tutte quei piattini e ciotoline? Non ho parole….Buon fine settimana….
    Un bacio dall’Italia con un tempo un po’ più londinese che mediterraneo.

  5. Dovrebbe essere un quadro di Hopper, “Night Hawks” dove si vede un bar con una grande vetrina.
    (Che si vince?) ^_^

  6. Phillie’s in Nighthawks di E.Hopper? :-)

  7. quanto ti invidio….non ci sono mai stata…..
    ti abbraccio e buon weekend!!

  8. Carino il tuo diario di un soggiorno piovoso a New York. E le foto rendono l’idea dell’atmosfera.

  9. Va beh, normalmente passo senza lasciare commenti, ma siccome Edward Hopper e’ uno dei miei pittori preferiti, io credo che ti ricordi
    il quadro Nighthawks.
    Tra l’altro, a Chicago c’era una bellissima sua mostra
    Ciao!

  10. Oh che bello questo post, mi è sembrato quasi di esserci, a New York! :)

  11. P.S.: Bellissimo post, atmosferico. Impagabili links!Grazie

  12. Edward Hopper, “Nighthawks” :)

  13. Ciao Elena, diciamo che ci sono città che si lasciano raccontare volentieri, forse perché hanno un cuore vivo in continuo fermento. Continua pure a descrivercela, perché cos

  14. ciao!!!!
    amo NY l’ultima volta che ci sono andata era inverno..non avevo mai provato tanto freddo in vita mia!!!quest’estate ci ritorno…non vedo l’ora!!il locale di cui parli che non c’è più è il CBGB???
    un bacio!

  15. grazie del tour che mi hai fatto fare buon fine settimana

  16. Che sogno vedere New York!!! E dopo questo tuo reportage la voglia cresce ancora di +.. chissà mai magari il prossimo anno… speriamo ;-))
    Un bacione a Marta e W le sue scarpe newyorkesi!

  17. Elena, non ci crederai, ma sono qui che sistemo le foto della luna di miele americana, e leggere questo post mi ha fatto venire l’ennesimo tuffo al cuore…..
    Outlet vicino a Ground Zero?? Non l’ho proprio visto, il marito era troppo intento ad osservare l’enorme cantiere, ed io mi sentivo cosi a disagio che volevo solo andare via…..
    Grazie del tuo speciale reportage!!!!

  18. e se a giugno puta caso venisse a NYC una tizia con la passione per l’Olanda, proveniente da Torino e con il programma di una breve puntata a Boston, ci potrebbe scappare un caffè da qualche parte?
    P.S. la tizia può vantare nel suo curriculum una discreta conoscenza di Zabar’s

  19. Le tue parole mi incantano sempre.
    Sia che si tratti di cose buone, di sapori, di profumi, di luoghi, di colore oppure di pedicure…
    Un abbraccio da una piovosissima Verona!
    C.

  20. CriCri grazie mille. Tra pochi mesi non vivrò lontano da Verona, magari facciamo una passeggiata in centro insieme, che dici?
    dede you’re welcome
    elvira che bello passare la luna di miele di miele a NYC
    fioco&uva è una bella città, piena di vita
    caravaggio è un vero piacere, ricambio gli auguri
    chiara in effetti fa freddo, ma qui a Boston faceva ancora di più. I locale è il diner Phillies’ in Greenwich Village.
    twostella hai ragione, a NYC c’è energia, ma non so perchè la chiamino grande mela.
    nico right!
    milton, era troppo facile per te, non vale :) prego, peccato che non mi fossi allenata nella fotografia prima del Giappone, ma ho in programma di tornarci presto.
    pip sono contenta, è quello che voglio
    valentina allora parti! sono contenta, in bocca al lupo e per qualsiasi dubbio- domanda voglia di un confronto sul muoversi con figlio all’estero non esitare a contattarmi. Lo sai.
    Fede bravissima, proprio lui. La mostra che citi a Chicago è passata nove mesi fa qui a Boston.
    Simona grazie mille
    arietta grazie e buon we anche a te
    silvio non lo so cosa si vince ma la risposta è esatta!!!
    carla sei troppo gentile. Mi sento fortunatissima a potere andare in giro per il globo cos

  21. Ciao Elena, spero non ti dispiaccia la citazione, ma dalla domanda che mi sono posta l’altro giorno sulla grande mela ho scritto un post sul mio blog con il tuo link. buona settimana!

  22. New York, che bella!
    Ecco uno dei miei sogni nel cassetto.
    Di che colore sono gli stivali nuovi di Marta? Giallo o rosso?
    A presto
    h.

  23. Elena, abbiamo visto anche altre citta’, ed una di quelle che ci e’ piaciuta di piu’ e’ stata Boston…. :))

  24. Torni in Italia ????? Ho letto un commento criptico o forse colpa del fatto che ultimamente ho poco tempo per leggere tutte le frasi nei post …

  25. Elena carissima, ti conosco da poco ma il ,tuo blog è diventato un appuntamento fisso per me, io adoro viaggiare e i tuoi racconti riaccendono ricordi molto cari. Sono stata molte volte a NY e mi manca molto, spero proprio di ritornarci presto per farla conoscere a mio figlio…
    Un abbraccio

  26. Che bel racconto!! Come mi piacerebbe venire a passeggiare con voi per quel di Manhattan!!! Sai che volevo chiederti la “ricetta” per preparare le bolle di sapone in casa! So che la tua è infallibile!! Elga

  27. buon inzio di settimana

  28. Ciao, ti conosco da poco ma ti ho scoperta seguendo il blogroll di non ricordo chi. Io che a NY ci abito, rivedo tramite i tuoi occhi “curiosi” ed affamati di novità, quello che per me è diventata un’abitudine :-) La prossima volta batti un colpo se capiti da queste parti… magari ti do qualche dritta, se mai ce ne fosse bisogno.

  29. wow io ho tnta voglia di andare a nY!
    maaaaa nn tnto0 per la citta’
    se nooo xk in manhattan! c’e’ il mio amore eterno0
    buahhh cavoli e vedere qst immaggini mi hai fatto pensare che lui passa x kuelle strade ogni giorno buah :’(
    voglio il mio amore ma io sn peruviana e allora x andare di la’ chiedono troppe cose ed io ho ancora 19 anni!
    beata te che sei italiana!(penso)
    e puoi andare kuante volte vuoi :’(

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