ComidaDeMama

March 2nd, 2008 by Elena

Comidademama e Herbie Hancock

“Marco, mi vien fin da piangere.”


Il my wise sorride. Siamo nelle prime file del Sander Theatre, inglobato in quel grosso edificio che tutti quando visitano Harvard scambiano per una cattedrale.
Davanti a me, sul palcoscenico il nostro padrone di casa, presidente della Harvard Foundation, fa gli onori di casa ad Herbie Hancock.
“Mamma, ma mica si mette a suonare jazz?”
Herbie Hancock è stato nominato artista dell’anno in questa occasione anche per il suo contributo in campo umanitario.
Oggi presenta il 23rd Annual Harvard Foundation Cultural Rhythms, spettacolo in cui oltre trenta organizzazioni studentesche di Harvard presentano la varietà culturale ed etnica della facoltà.
Tre ore di performance musicali e danze, Marta non ne ha persa nemmeno una, affascinata dal palcoscenico.
Dalle danze irlandesi al banghra, dalla salsa alle arti marziali, dalla musica messicana alla breakdance.
Un coro a dir poco intenso e una solista afroamericana che pesava s

Comments

14 Responses to “Comidademama e Herbie Hancock”
  1. sara fiordiviola says

    oh elena, che bella descrizione.mi sembrava quasi di essere seduta li’, con voi :-)immagino che per marta sia stato davvero meraviglioso,un giro del mond in 3 ore!
    scusami in anticipo, posso essere curiosa?(d’altronde la curiosita’ e’ femmena!)
    ma ad harvard il tuo wise fa il ricercatore?
    un bacio
    sara

  2. ma daiiiiiii!!! il mito!!! quello del video dei manichini solo gambe!!!!! che bello! e che bello spettacolo dev’esser stato…anche alla belva piacciono le danze…si sarebbe divertita da matti…alla peperina piace di più il frre climbing (purtroppo per noi) e a semola la musica tutta…che bello. Ma, hai scattato qualche foto di HH? bacionissimi.

  3. Hancock è una persona simpatica e stimabile, oltre che un grande musicista. L’ho visto dal vivo otto-nove anni fa insieme a Wayne Shorter e fu un bel concerto di grandi del jazz che non sono fortunatamente mai scoppiati… Quasi quasi stasera ascolto di nuovo Mayden Voyage ed Empyrean Isles, tra i miei dischi preferiti in assoluto, tanto che ho tenuto ad averli in vinile :-)

  4. buon inizio di settimana

  5. Per Marta dev’essere stata davvero una serata specialissima. Io ho ancora qualche piccolo problema in questo senso (Franci alle 9 di sera ciondola dal sonno e si addormenta ovunque si trovi).
    Buon luned

  6. che bello! anche io amo molto Hancock, tra vinile e cd di roba sua ne ne ho parecchia e l’ho visto tre volte dal vivo, l’ultima al Regio con l’orchestra del Teatro Regio, ma è stata la volta in cui mi ha convinta di meno. Però sembra molto più giovane di quanto non sia.

  7. Uau, che bella esperienza! Herbie Hancock, non l’ho mai visto di presenza, però grazie a mio marito che è un appassionato di musica “seria” dice lui, ho avuto modo di apprezzarlo. Adesso che Carlotta ha 8 anni la portiamo più spesso ad ascoltare concerti di jazz, blus, gospel, e anche balletti. Crediamo sia importante educare nostra figlia anche da questo punto di vista
    baci
    Cla

  8. Abbastanza sconcertante: capito sul tuo post esattamente nel momento in cui sto ascoltando il suo ultimo album (bellissimo) dedicato a Joni Mitchell!
    :-)

  9. comidademama says

    claudia sono pienamente d’accordo sul fare sentire tanta musica diversa ai bambini, anche Marta ha libero accesso a tutta la nostra biblioteca musicale. Io ho scoperto il jazz quando ero piccola, mio papà aveva un disco di Duke Ellington e uno di earl hines. E uno di George Gershwin, di cui mi dicevo “non è musica classica. Sarà jazz”. Mia nonna mi cantava l’opera (era stonatissima) e mi lasciava sfogliere i suoi libretti. Mio papà mi cantava De Andrè e Parlami d’amore Mariù quando eravamo in automobile. Mio nonno le canzoni della guerra. La mia maestra delle elementari i canti delle mondine, della resistenza e i canti popolari del sud italia. La mia maestra di musica ci portò piccolissimi a teatro (a savigliano, un piccolo paese, ma vedessi che teatro bellissimo che c’è) a vedere un vero concerto di musica classica e ci fece pure sgattaiolare dietro le quinte a vedere i camerini e a chiedere gli autografi a dei divertitissimi musicisti. Stranieri, il massimo dell’esotico per un bambino!
    Ecco i miei ricordi musicali di bambina.
    dede che bello avere il Regio vicino, mi manca da morire. Mi sembra che da poco bollani sia passato da l

  10. ciao elena, ho lasciato un commento ieri, ma non lo vedo pubblicato…problemi di spam come al solito?
    annunciavo anche un’email che poi ho scritto e che dovrebbe essere finita fra i tuoi spam anche quella, mi sa… ^_^
    un abbraccio forte

  11. Non tocco il tasto Bollani se no faccio notte. credo di esser stata tra i primi a scoprirlo, in un CD in duo con Enrico Rava che si intitolava “Rava plays Rava”. e per rifarci ad un post di qualche giorno fa, l’ho visto anche a teatro con Gianmaria Testa, Rava e la Banda Osiris in “Guarda che Luna”.

  12. comidademama says

    palmasco, avrei voluto che ci fossi tua fotografare. Mi interesserò dell’album di cui parli.
    nicole ti ho scritto, tutto ok per la maglietta e il tuo commento credo sia finito nel gorgo dello spam
    dede, nell’inverno del 2000 ho visto Bollani e Rava al teatro sociale di Alba in un concerto di beneficienza in memoria di una persona morta di ujna gravissima malattia.
    Repertorio classico, niente salamate alla Bollani, per fortuna -perchè un bel gioco dura poco-, quella volta.
    Mi ricordo che ho pensato: “Sembra Earl Hines” e da allora salamate o non salamate lo segiuamo sempre. Marco l’ha visto sui monti Lessini, con un pianoforte a coda in un pianoro che improvvisava guardando passare le nuvole.
    Siamo fans anche di sua moglie, Petra Magoni.
    Ho il sentore che se ci prendessimo una tazza di caffè faremmo notte a parlare.

  13. Adesso mi chiudo nella mia cameretta a scrivere cento volte su un foglio “non devo essere cos

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