ComidaDeMama

January 16th, 2008 by Elena

Cucina americana – Julia Child

Ho scoperto di vivere vicino alla casa abitata da un pilastro della cucina americana.
Julia Child, 103 Irving Street, Cambridge MA.
Negli anni Sessanta questa signora allampanata dalla voce sgradevole ha infranto il mito della cucina francese destinata ai pochi, bucando lo schermo con uno dei primi show televisivi dedicati al cibo*, tenuto nella cucina di casa sua.
Come ha fatto a convincere la PBS? Presentandosi negli studi con fornello e paiolo di rame, cucinando durante il talk show in cui avrebbe pubblicizzato il suo libro Mastering the Art of French Cooking. L’America era entusiasta, e il mito incominciò a formarsi.

Giocatrice di pallacanestro, ricercatrice volontaria in Asia per i servizi segreti americani durante la Seconda Guerra Mondiale, Julia Child balla durante la sigla di apertura del suo The French cook, tiene per la coda un’intera rana pescatrice spiegando come cucinarla.
Sconvolge le casalinghe a modo e per bene servendosi un buon bicchiere di vino francese e consigliando di fare altrettanto.
Presenta davanti a se’ una fila di polli come se fossero le Plus Belle Girls: “Miss Broiler, Miss Fryer, Miss Roaster, Miss Caponette, Miss Stewer and Miss Old Hen”. video
Il suo show è altamente imperfetto, umano.
Nessun taglio di pellicola, si gira dal vivo, ad ogni imperfezione o errore nelle preparazioni seguono consigli pratici su come rimediare.
L’America nelle groceries inizia a chiedere lo scalogno.

Come in tutte le favole americane che si rispettino la sua storia è travagliata, piena di ostacoli e di persone che non credono in lei, ma nonostante tutto ce la farà.

Ma andiamo con ordine.
Julia McWilliams nasce nel 1912, in California. Riceve una ottima educazione, gioca a basket dati i suoi 188 cm di altezza, lavora a New York dopo la sua laurea e poi come volontaria per i servizi segreti americani in Sri Lanka e in Cina negli anni della Seconda Guerra Mondiale. Conosce Paul Child in Cina e lo sposa quando la guerra finisce.

I signori Child vengono spediti a Parigi. Le cronache spergiurano che fino ad allora Julia Child non sapesse tenere un cucchiaio in mano, ma illuminata come sulla via di Damasco da una cena consumata a Rouen decide di studiare a fondo la cucina francese. video
Siamo all’inizio degli anni Cinquanta, Julia Child si iscrive alla scuola di cucina più prestigiosa di Parigi, il Cordon Bleu.
Non vuole seguire il corso per le casalinghe, lei non è una casalinga e non è nemmeno Sabrina. Lei vuole intraprendere il percorso destinato agli chef.

Sei mesi di corso intensivo al Cordon Bleu, lezioni private tenute dallo Chef Max Bugnard, incursioni nel mercati generali e nelle botteghe di Parigi. Non è una casalinga in cerca di perfezione, non ha nessuna intenzione di diventare cuoca, vuole insegnare e scrivere un libro. La direttrice della scuola, Madame Brassart, non vuole assegnarle il diploma, ma alla fine Julia Child riesce a strapparlo. Nel 1951 fonda con due sue compagne di corso Simone Beck e Louisette Bertholle L’Ecole de Trois Gourmandes, una scuola di cucina francese per americani a Parigi.
E le tre signore scrivono il libro Mastering the Art of French Cooking. Ottocento pagine, dieci anni di revisioni e di implementazioni, dieci anni passati ancora in viaggio, ma con un progetto in tasca. Tornare in America e pubblicare il libro.

All’inizio degli anni Sessanta Julia Child si trasferisce non lontano da casa mia, al 103 di Irving Street. Suo marito progetta la cucina che sarà teatro dei suoi primi show televisivi, ora conservata nello Smithsonian National Museum of American History Behring Center.
Un editore bostoniano, vedendo il suo libro, dice: “Ma signora Child, NESSUNA donna americana è interessata alla cucina francese”.
Fortunatamente il ricordo di un vivace carteggio sul tema dei coltelli intrattenuto nel periodo parigino con lo storico Bernard de Voto le fa ottenere un appuntamento con Judith Jones, editor e traduttrice della parte francese della Knopf Inc.
Judith Jones conosce Parigi e la cucina francese, porta a casa la bozza del libro e inizia cucinare. Non è ancora vice direttrice della Knopf Inc, poi venduta alla celebre Random House. Traduce libri dal francese e sa di avere in mano un ottimo libro. Chiede a qualche suo collega un po’ più in su nella scala gerarchica di mettere una parola buona per lei durante una riunione.
I signori Knopf lasciano tentare a Judith Jones il lancio di questo libro, con la frase celebre, quasi da Roderduck: ” Se riesce a far vendere un libro con quel titolo mi mangio il cappello”. Qui un articolo molto divertente scritto da Judith Jones su questo avvenimento.
Da qui in poi è tutto un susseguirsi di successi, ristampe, nuovi libri, show televisivi, premi importanti fino ad ottenere la massima onorificenza francese, la Legion d’Honneur.
Judith Jones afferma che il popolo americano, dopo aver scoperto la cucina francese, era pronto per andare avanti e dedicarsi anche ad altre cucine e quindi sono poi seguite le pubblicazioni di Madhur Jeffrey, Claudia Roden e degli altri studiosi delle cucine di tutto il mondo.
Trasmette amore per quello che i libri di cucina possono insegnare oltre alle mere ricette video, interpreta se’ stessa nel Muppet Show, Dan Aykroyd la imita nel Saturday Night Show fissando per sempre il tormentone “Save the liver!”, nei suoi show invita molti ospiti.
Nell’ottobre del 2007 Uncle Pigor della trattoria MuVaRa (Aiuolik metteva a posto la casa) posta la ricetta della baguette dopo aver trovato una bella spiegazione fatta da una simpatica signora.
Dopo quarantadue anni passati in Irving Street, nel 2001 si ritira in California dove morirà nel 2004.

Ecco, in questo periodo in cui l’America si chiede se esiste una cultura alimentare nazionale, mi sembra che questa sia una bella storia di una parte di questa cultura.

“Anyone can cook in the French manner anywhere,” wrote Mesdames Beck, Bertholle, and Child, “with the right instruction.” And here is the book that, for forty years, has been teaching Americans how.

nota:

*Il primo show televisivo di cucina è datato 1946, diffuso dalla NBC. I love to eat di James Beard. Negli anni Cinquanta James Beard porta la cucina francese nelle case della middle e upper class americana.

Comments

30 Responses to “Cucina americana – Julia Child”
  1. Non conoscevo questa intraprendente e affascinante chef americana.Molto interessante la sua storia.
    Grazie ed un bacio dall’italia

  2. Valentina Grazie sono felice che ti sia piaciuta questa storia. Ricambio con un abbraccio oceanico.

  3. Bellissimo post. Complimenti!

  4. ciao maruzzella e grazie per essere passata, mi fa moltissimo piacere! Julia Child è un personaggio che mi tormenta dalla mia prima incursione in libreria qui a Boston. Non potevo non parlarne.

  5. ma tutte tu le trovi? che bella storia! bacionissimi.

  6. Ho visitato il sito di Julia e visto i video di molte ricette. Non sapevo avesse avuto una vita cos

  7. Ciao! Che piacere conoscere tutte queste informazioni su Julia Child! E che piacere essere citati :-))) Per chi ancora non l’ha provata, la baguette è strepitosa!!!
    Ciao,
    Aiuolik

  8. WOW!!! Grazie…. bellissimo post, istruttivo e divertente… pensa che io per lavoro faccio l’autrice di programmi TV sulla cucina, e di questa signora confesso che non ne sapevo proprio un bel nulla! Grazie ancora!!

  9. Letto tutto d’un fiato, avevo già letto qualcosa su di lei (e su Simone Beck) ma niente di cos

  10. che storia! Appassionante, quasi una favola di altri tempi ma cos

  11. Non si finisce mai di imparare da queste parti! Grazie per questo splendido post! Come vanno le tempeste? Ciaoooo

  12. elena, che storia interessante! grazie per avercela raccontata! e…sto meditando sulle ricette per la cena a lume di candela per “m’illumino di meno”… a breve cenetta & post! :-)

  13. E’ un post molto interessante e godibile, grazie davvero. Hai messo al loro posto parecchie tessere che mi mancavano nel puzzle della Storia della cucina in tv sino a Nigella e The Naked Chef…

  14. cookie in effetti è una bella storia.
    aiuolik, mi piace tanto leggervi! proverò la ricetta della baguette, prima o poi, sembra perfetta e il vostro risultato era ottimo.
    cuocacompulsiva felice di averti fatto venire la curiosità. Esistono le raccolte delle varie trasmissioni di Julia Child, magari le trovi nell’archivio del tuo luogo di lavoro.
    elisabetta dato che sei autrice anche tu di libri di cucina e sapendo quanto sei esigente (a ragione!) circa i testi di cucina vorrei tanto che tu mi dicessi cosa ne pensi di questo libro di Julia Child
    francesca in effetti era un vero personaggio, molto ironico, se hai notato quando presenta il pollame lo presenta come se fosse un concorso di bellezza e segnala anche le misure (busto-vita-sedere, oddio non so tanto di concorsi di bellezza!) del povero pennuto prescelto per essere cucinato
    considera che questa donna ha aperto anche un nuovo mercato, quello del cibo francese per le masse e del vino da tavola, fino ad allora non era cos

  15. milton in cuore mio speravo che leggessi questo post e che ti piacesse, sono molto contenta.

  16. Arrivo per ultima. Davvero un gran bel post, bravissima!

  17. Ah ah ah… intendevo che ho letto tutto d’un fiato il tuo post… il libro ce l’ho nella lista dei prossimi ordini on line! Comunque appena lo leggo ti darò il mio giudizio (ma non è che mi sopravvaluti un tantino???). Ciao, buona giornata – io oggi sto da schifo

  18. Me lo sono letto proprio con gusto questo post!
    Grazie.
    E pensare che ho un vago ricordo di averla vista proprio al Muppets Show ^-^

  19. K ma non ti preoccupare, non sei l’ultima, io ho postato una ricetta quasi subito, il che non rende molto visibile questo post se uno non ha un feed
    sono felice che ti sia piaciuto, devo mettere la bibliografia e l’elenco dei siti che ho guardato, ma oggi sono in biblioteca.
    elisabetta, non ti sopravvaluto. Ho pensato alla email che mi mandasti all’inizio della nostra conoscenza. Mi piace il modo in cui scegli i tuoi libri, mi piace il fatto che non ti faccia abbindolare dalla veste grafica, il modo in cui scrivi conferma le tue idee. Insomma sono curiosa di sapere la tua opinione. Mi spiace che tu stia da schifo, la mia giornata è appena iniziata e tu sei già all’ora di pranzo, spero che tu ora stia meglio. Oggi piove piove piove e piove!
    silvio che voglia di vedere il muppet show! che spettacolo, mi faceva ridere da matti.

  20. Questi sono gli articoli che piacciono a me! Li leggo tutti d’un fiato. Tu hai stoffa, Elena! Ti mando un baicone grosso cos

  21. Beh’, sono lusingata. A proposito di quel discorso sulla mancanza di strumenti in cucina… a volte penso che siamo un po’ “viziate”… in fondo non è che ne servono tanti, basterebbe usare bene quelli giusti.

  22. bosina sei troppo buona!
    elisabetta in effetti hai ragione, basterebbe un buon coltello e poco altro

  23. Che bel post! Conoscevo Julia Child per fama e avevo visto qualche video, ma non conoscevo la sua storia. Grazie! :-)

  24. comidademama says

    ma prego, è un personaggio interessante, in effetti

  25. Qualcuno mi aiuta sto cercando informazioni su una ricetta americana e non riesco a trovare notizia.
    Sapete qualche cosa sullo Stufato d’ostriche
    grazie
    e cordialmete Claudio

  26. Ciao una mia amica di Manhattan sta lavorando sul set del film di Julia Child che verra’ interpretato da Meryl Streep.
    Uscira’ alla fine dell’anno 2008.
    E’ interessante perche’ ho un sacco di racconti dal set.
    Ciao

  27. Alessandra says

    qualcuno sa darmi informazioni riguardo al cordon bleu? negli anni 50 era la scuola di cucina più prestigiosa di Parigi, adesso a quanto pare è rimasto il nome e basta. Sembra che la qualità dell’insegnamento non sia tanto buona :-/

  28. Sto or ora leggendo il suo ultimo libro di memorie. A pagina 20 sono già travolta dal suo spirito, sebbene sia appena arrivata in Francia…e l’amore che traspare per il marito è altrettanto travolgente
    Per la cucina nazionale americana? Io posso parlare per il Canada: per esiste nel suo amalgamare le diverse cucine nazionali. Una vera scoperta per il nostro europa-centrismo

  29. mariella says

    ciao ho visto ieri il film sulla mitica julia non la conoscevo e devo dire che non apprezzavo molto la cucina francese,sostanitrice accanita di quella mediterranea,ma ritengo che l’entusiasmo e la genialità possano far ricredere da qualunque preconcetto

  30. milady 60 says

    ciao, ho finito ieri di vedere per la sesta volta il film Julie & julia e devo dire ogni volta mi ritrovo nel personaggio di julie anch’io nella vita ho sempre necessità di pormi degli obiettivi per sentirmi viva e quello di sperimentare almeno un giorno alla settimana,normalmente la domenica, un piatto nuovo mi fa passare più velocemente il tempo. non sono riuscita però a capire la vera motivazione del mancato incontro tra julie e julia. perché julia child non ha mai voluto incontrare julie? in fondo julie era una sua fan e stravedeva per julia.
    complimenti per il lavoro di ricerca da te svolto su un personaggio a noi fino all’anno scorso sconosciuto.

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