ComidaDeMama

December 16th, 2007 by Elena

Sullivan St Bakery, Comidademama nella casa del No Knead Bread

Sullivan St Bakery


Sullivan St Bakery
533 West 47th Street
New York

Tiro fuori dalla tasca l’appunto mentre incrociamo la 50ma strada.
“Hai voglia di uno spuntino? Siamo vicini alla Sullivan St Bakery, quella del No Knead Bread
Dieci minuti di cammino attraverso i cartelloni dei musical del Theater District ed eccoci in Hell’s Kitchen.
Cercare un indirizzo a Manhattan è come giocare a battaglia navale. Per via delle strade, che sono quasi tutte perpendicolari e parallele.
Dalla 8th Avenue in poi la 47ma strada perde gradualmente il suo clamore cosmopolita e torna ad essere un po’ da tutti i giorni, anche un po’ dimessa. Il tempo grigio non aiuta a migliorare il paesaggio d’insieme, ma nell’ultimo tratto di strada si distingue una bella tenda rossa. Ci siamo.

Sono sicura di vedere Clark Kent seduto in vetrina mentre beve caffè leggendo il giornale.
Entriamo in una panetteria vera, che sa di farina tostata.
L’arredamento è semplice, solo un bancone che espone una buona serie di focacce e una piccola selezione di dolci. Dietro, i classici scaffali con allineate le forme di pane. Tutti i nomi dei prodotti sono in italiano.

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Sulla parete più stretta una serie di ripiani mettono in mostra panettoni, ossa di morti, biscotti di Prato e qualche bibita analcolica.
Il caffè e il tè sporgono da un piccolo sbalzo di fianco alla porta di entrata, 1.75$ a bicchiere.
Quello che sembrava un posto a sedere si rivela uno strettissimo e lungo tavolo appoggiato alla vetrina, pieno di giornali e di piccole stelle di Natale in vaso.
Al nostro arrivo c’è un po’ di movimento. Una commessa ispanica sta tagliando un trancio di Bianca per una signora. Un ragazzo in giacca e cravatta sta porgendo il suo curriculum vitae ad un signore del negozio. Contemporaneamente Clark Kent ed il suo amico pagano il conto e ci lasciano le loro due sedie in legno e ferro anni ’50.
Io rimango piantata lì, a vedere la Bianca. E’ una focaccia lunghissima, appoggiata su un tagliere fatto apposta per lei. Ha delle alveolature enormi e una bella crosta. Di tutte le focacce che abbiamo provato è stata di gran lunga la migliore nella sua semplicità.

No knead breadp01

Chiedo se posso fare fotografie, non c’è problema, mi dicono le commesse. Ma ad un certo punto mi fermano, non posso più. Indicano il soppalco che abbiamo sopra alla testa. Il loro supervisore non vuole.
Non c’è problema, dico io, ma mi dispiace non poter postare le poche fotografie che ho fatto.
Metto da parte la mia timidezza e parlo con il supervisore, ricomparso per accomiatarsi con il ragazzo del curriculum. Una stretta di mano e una generosa selezione di pani e dolci della casa, un appuntamento per la settimana a venire, mi sembra un ottimo modo per concludere un colloquio di lavoro.

E ho raccontato di voi, dei vostri blog, del fatto che a distanza di un anno dagli articoli (1, 2-ricetta e video dell’intervista)di Mark Bittman del New York Times ci siano persone entusiaste di questo pane e di quanto mi sarebbe piaciuto pubblicare le fotografie su Comidademama. Detto fatto, ho ricevuto istruzioni su cosa potevo e non potevo fare.

“Non può fare fotografie in laboratorio, ma un giro glielo faccio fare volentieri.”
E così fu che Comidademama entrò nel laboratorio del No Knead Bread.
L’odore di farina tostata è più intenso e fa pizzicare la gola. Parecchie persone camminano spedite da una parte all’altra, intanto il mio anfitrione mi spiega che ormai tutto il pane da loro prodotto viene fatto con la tecnica del no knead bread. Le macchine impastatrici lavorano quindi poco.
Metri cubi di impasto stanno fermentando davanti a me, divisi in contenitori. Impilati formano una vera e propria muraglia. Su ogni coperchio una scheda con la composizione dell’impasto e l’orario da rispettare. Qui si avvicendano circa sedici panettieri. Su un grande tavolo di lavoro due di questi stanno lavorando alcune forme, un peccato non poter fare fotografie.
Quasi mi scordo di chiedere il nome del supervisore mentre mi affretto a salutare. Mi sembra di avere rubato troppo del suo tempo, ma in effetti per lui questa è una promozione, anche se non menziona i corsi di panificazione che si tengono periodicamente nel panificio.
Ringrazio Sean e torno alla scoperta di New York.


Sullivan St Bakery
533 West 47th Street
New York, NY 10036
tel 212 265 5580
fex 212 265 5583
info@sullivanstreetbakery.com
http://www.sullivanstreetbakery.com

Ma da dove parte tutta questa ricetta? Dal New York Times, grazie ad un’intervista del giornalista Mark Bittman ed un passaparola che ha fatto fare il giro del mondo a questa ricetta. Ecco i link degli articoli scritti in proposito dal New York Times.


The Minimalist: The Secret of Great Bread: Let Time Do the Work
By MARK BITTMAN
Published: November 8, 2006

Recipe: No-Knead Bread
Published: November 8, 2006

The Minimalist: No Kneading, but Some Fine-Tuning
By MARK BITTMAN
Published: December 6, 2006

A quasi un anno di distanza dagli articoli la popolarità della ricetta resiste.

Da Londra Dandoliva pubblica i risultati del suo No Knead Bread, un tipo di pane semplice da realizzare, un breve impasto, un’attesa di 24 ore, una piegatura, una seconda attesa di due ore, la cottura in una pentola pesante con coperchio.
Ed ecco un pane casereccio, di quelli che si tagliano a fette spesse, con la crosta croccante.
L’idea mi piace, specialmente perchè le ricette di pane della Rose Levy Beranbaum che sto testando sono bellissime, ma molto laboriose. Pubblico anche io il mio risultato e non sono sola.

Immediatamente dopo la pubblicazione dell’articolo del New York Times Rose Levy Beranbaum, pilastro della panificiazione americana, scriveva la sua opinione su questa ricetta e spiegando con lo stile del suo “The Bread Bible” ogni cambiamento di stato del pane in questo lungo periodo. Per lei questa tecnica non è sconosciuta, ma non l’aveva mai realizzata in questa maniera.

All’inizio del 2007 Marina Braito dedicava a questo pane un lungo articolo su Coquinaria. Da questo momento nei forum nasce una lunga serie di interventi e di esperimenti che poi si diffondono in altri forum.

Clotilde di ChocolateandZucchini non riesce a venire a capo della ricetta, fallisce per tre volte e cambia un po’ le proporzioni sospirando per le misure in cups and spoons.
Per molti invece questo pane è un gran successo fin dal primo tentativo.

Consy a marzo faceva esperimenti.

Jaden di Steamy Kitchen prova a vedere se suo figlio di quattro anni può veramente fare questo pane.

Adrenalina posta delle fotografie molto belle della sua prima creazione.

Elisabetta di pane e mele posta il suo primo No Knead Bread accompagnato al dulce de leche di dandoliva.

Sonia si cimenta nella sua nuova casa di Bologna.

Alex di Cuoche dell’Altro Mondo dopo i primi tentativi arricchisce l’impasto con l’olio di oliva.

Stella di sale non ci proverà, preferisce il pane dagli impasti più complessi.

Le coin torinoise si cimenta anche lei e racconta il tutto in tre lingue!

Il sapore della terra usa una bellissima Rommeltopf per la cottura.

Aiuolik annovera il no knead bread nelle sue trenta ricette di pane.

Nei commenti Elena dice di averlo provato con gran soddisfazione, praticamente è stato mangiato fino all’ultima briciola in men che non si dica. Ed erano in due!

Maria Giovanna di Passione&Cucina produce una versione semplice e poi ne cucina una integrale.

Cookie-Corner scopre da Alex delle Cuoche dell’Altro Mondo e da Aiuolik la ricetta e prova anche lei.

Gallina in Cucina usa la farina di grano duro mescolata con quella bianca.

Tulip fa tre tentativi prima di iniziare ad essere soddisfatta e consiglia le proporzioni di Marcela.

Un Tocco di zenzero e FrancescaV sono troppo impegnate con i loro lavori per cimentarsi, prima o poi ci proveranno anche loro.

Lilli di Delicious sta infornando proprio ora.
Et voilà ecco il no knead bread, condiviso l’altra sera a cena con Un tocco di zenzero, di Vittorio e le loro famiglie.


Graziella
, curiossissima, prova anche lei con ottimi risultati!

Il cuore è una frattaglia.2 scrive: Due considerazioni. Il pane è ottimo, ma è pur sempre fatto col lievito di birra, si sente nel sapore e nella consistenza. La cosa veramente interessante è piuttosto il procedimento. Il fornaio newyorkese Jim Lahey non ha inventato niente, ma con una grande intuizione creativa è tornato alle origini mettendo a punto una tecnica dal sapore ancestrale che ci riporta alla rivoluzione neolitica, o quasi. E questo è molto più eccitante di una ricetta per un buon pane.

Come il prezzemolo, novella sposa, è alle prese con i suoi primi tentativi che producono fotografie molto invitanti.

Curiosando in cucina… e non solo! cuoce il pane in una pentola di acciaio ed è soddisfatta del suo primo tentativo, fotografato appena uscito fuori dal forno.

Cocò di sale e pepe quanto basta prova la soddisfazione di svegliarsi la mattina e riempire dopo qualche ora la cucina del buon profumo di pane fatto e cotto da lei.

Stella di sale prepara una ciabatta usando la tecnica del No Knead bread e lascia preziosi appunti e considerazioni su come viene preparata.

Via delle rose prepara un pane al sesamo abbinato ad un caramel au beurre salè veramente peccaminoso.

Fiordiviola di Passione Dolci e Torte Salate sfoggia un’alveolatura da record ottenuta cuocendo il pane in una pentola alta, di diametro 22 cm, complimenti!

Dalla padella alla cattedra riesce a sfornare un ottimo pane nonostante abbia la febbre alta, salvando per altro le sorti di un pasto. Che dire, ormai questo pane è sempre più speciale, è a prova di cuoca febbricitante! Ti auguro una pronta guarigione!

Pasticci in cucina, contagiata anche lei da questa mania prova a cucinare il no knead bread senza usare la macchina del pane. E il risultato è eccellente, un pane fatto con la farina di kamut e infarinato con farina integrale di kamut, simile per consistenza alla semola. Il pane ha una bellissima forma perchè è stato cotto in uno stampo da plumcake.

Angie di Tarallucci e festeggia il Nutella Day con una fetta di No Knead Bread ai semini

Annamaria sforna al primo colpo un pane da campioni, complimenti!

Antivigilia di Pasqua, Claudia di Scorza d’Arancia sforna un bellissimo no knead bread tutto ricoperto di semi di sesamo.

L’elenco si allunga sempre di più e quindi tengo questo finale del post aperto.
E vado ad infornare il mio No Knead Bread.
Grazie ancora, Dandoliva!

Sono certa di dimenticare qualcuno, vi prego di scrivere nei commenti e li aggiungerò prontamente.

Comments

61 Responses to “Sullivan St Bakery, Comidademama nella casa del No Knead Bread”
  1. Dopo questo bellissimo racconto, mi sa che mi devo cimentare pure io!!! GRazie di avermi fatto fare il giron nella Sullivan Bakery: ho sognato ad occhi aperti!
    PS. Bello il tuo blog. L’ho appena scoperto!

  2. comidademama says

    Ciao Imma, grazie! e spero che ti diverta a provare. Bello fare sognare le persone ad occhi aperti.

  3. Elena ma fantastica! Insomma non ti ha proposto di fargli da agente commerciale on line?!?! Quanto meno doveva regalarti due o tre pagnotte!
    Bravissima per aver raccolto tutti i nostri tentativi, ma adesso se l’associazione dei panificatori ti trova e scopre che è tua la colpa del loro calo delle vendite e dell’aumento dei tentativi delle blogghers italiane, non puoi tirati indietro!

  4. e invece mi sa che ci proverò prima o poi :-) ho anche trovato abbandonato in un armadietto delle bustine di lievito di birra…
    ps. grazie per la citazione ma hai messo anche a me il link di alex, bacioni :-)

  5. :-PPP
    Io stavo infornando mentre infornava la Lilli!!
    ben due ne ho prodotti.. la foto domani, però!
    notte cara, bacionissimi/cena questa sera..tra cui Lilli+consorte vittorio+ consorte… e altri! ;-DDD

  6. comidademama says

    Sonia, sei cos

  7. Elena, che forza!! Mi sei sembrata la nostra fantastica reporter in missione “no knead bread”. Troppo bello questo post! Sei riuscita a farti dire qualche segreto sulla perfetta alveolatura? Nell’ultima foto i due pani a sinistra sembrano avere qualche altre ingrediente (cosa saranno i santi?). Olive quello dietro? Ahh, qui la sperimentazione continua. Ora porto la ricetta a Roma da mia madre e già vedo tutto il condominio a panificare!! Grazie Elena, ho iniziato la giornata con un gran sorriso sulle labbra. Un abbraccio

  8. comidademama says

    troppo gentile! Non credevo di trovare nel mio tragitto questa panetteria, è stata una sosta molto gradevole. I pani erano alle olive, alle noci, semplici.
    Il pane Co’ santi è alle noci e uvetta, speziato con pepe e cannella.
    Sean mi ha aperto uno dei tanti box e mi ha detto che rispettano scrupolosamente i tempi di fermentazione.
    Io sto mettendo come hai suggerito tu l’olio e sono contenta.
    Sorrido immaginando il condominio di Roma in piena panificazione!
    Buon rientro per le Feste, i miei genitori arriveranno tra due giorni e qui a Boston siamo sotto zero, diciamo minima -8

  9. Che bello che vengono i tuoi! Anche qui fa alquanto freddino, ma un sole splendido! Il freddo proprio come piace a me! Prima del ricovero mi svegliavo anche prima, ora cerco di dormire un po’ di più. Ma sono una mattiniera, adoro iniziare la giornata quando tutti gli altri dormono, vedere l’alba. E cos

  10. Eppure io questo metodo lo usavo gia quando facevo il pane …. e si parla di 4 anni fa! Sempre con indicazione dal web ma basato dalle indicazioni di un panettiere che lo fa da una vita!
    Bah! Gira e rigira si riscoprono le stesse cose.
    Ma sei andata a pattinare al Rockfeller? Quando ci sono stato io l’ultima volta era impossibile (era maggio).

  11. Ti sei dimenticata di me! Guarda che questa me la segno… eheheh… il mio era fatto in uno stampo basso e largo (l’unico disponibile quel giorno), nel frattempo mi si è liberata la pentolona di coccio, riproverò e ridocumenterò.

  12. Però deve essere stao bellissimoentrare nel laboratorio … io sarei impazzita letteralmente con tutto quel profumo. Ammetto però di non essere troppo attratta dal tipo di impaso, a me piace pasticciare tanto con le mani e la farina …
    Comunque, è vero,della treccia di pane che ho faccio no ne rimane mai molta ma devo dire che fino a due tre giorni si mantiene. Se lo vuoi surgelare va enissimo, purché tu lo faccia subito, appena intiepidisce.
    Ora vado a leggermi gli altri tuoi post,
    ciao
    Marika

  13. Ciao Elena, e chi si aspettava una visita nel tempio del no-knead! Stupendo! Io continuo a fare esperimenti utilizzando la stessa tecnica e devo confessare un unico fiasco dopo svariati successi (non ho ancora capito se è andato male per colpa del freddo o cos’altro). Buona giornata!

  14. Fine settimana sono a NY.
    Sicuramente ci passo, compro per amici e parenti locali, e dico chiaramente che li conosco tramite Comida!
    Che siano ancora più contenti di essere stati gentili con te :-)

  15. la nostra Comida rappresentate in America dei foodblog italiani! Non sapevo proprio che esistesse un laboratorio che aveva inventato questo pane. Hai ragione, sono sommersa da cose da afre, e fino a Natale non mi cimenterò nel No knead bread, ma sappi che ho comprato una farina super apposta per la mia prima prova di questo pane. Ancora a spalar neve? Quanto freddo fa da te? Qui a Roma fa tanto freddo, ed ho il viso tutto segnato e gonfio dall’aria gelata. Un bacione caldo a affettuoso :-)

  16. Ciao Elena, che bella questa “social biography of bread” ;-)
    L’idea di una ricetta che passa di mano in mano (o di blog in blog) e di cucine sparse per il mondo, piccole o grandi, con le ciotolone di impasto e il pane croccante appena sfornato…
    P.S. Un po’ di genuina invidia per il tuo viaggetto Newyorkese ;-)

  17. elenita, perchè non registri i tuoi racconti che poi noi scarichiamo e ascoltiamo sull’ipod? potrei ascoltarli mentre vado in bici…comunque sei pazzesca!!!! cara elenita i tuoi viaggi sono meglio di quelli di gulliver!!!bacioni. (qui fa freddo, yuppy!!!)

  18. In effetti sono stata imprecisa, io per farina per panificazione intendo una miscela tra farina 00 e manitoba. La miscelo a seconda della temperatura della farina e a seconda di quanto è “vecchia”. Non credo sia un modo di procedere ortodosso, ma ottengo buoni risultati!
    Marika

  19. Eh, però che ci faceva Clark Kent a Hell’s Kitchen? Quello è il territorio del Diavoletto!

  20. Ti sei dimenticata di me, io ho fatto anche la versione integrale, spero un giorno di poter entrare acnhi’io l

  21. comidademama says

    alex, mamma mia, io sono un ghiro, specialmente d’inverno. Potessi io dormirei fino a mezzogiorno tutti i giorni. S

  22. comidademama says

    marika in effetti era bellissimo sentire un buon profumo di pane. Capisco che per un panificatore esperto questa ricetta non sia cos

  23. stefania says

    sta lievitando….:-)
    stefania

  24. comidademama says

    francescaV Ci mancherebbe, hai una raccolta di oltre 160 ricette a cui mettere mano! Mi spiace di non poterti aiutare, ma questo è l’ultimo post prima che arrivino i i miei genitori e non sarò presente molto in rete.
    Ho visto nei commenti dei vari post che ho citato che più di una volta, fin dall’anno scorso, sei stata tentata da questa ricetta, ma il tempo è tiranno e non ce l’hai mai fatta a metterla in cima alla tua To Do List.
    La panetteria che ha lanciato la moda del No Knead Bread propone dei bellissimi e costosi corsi di panificazione, l’atmosfera è stupenda e c’è un buon profumo all’interno.
    Danda, sigh, mio suocero vorrebbe che io scrivessi una vera “social biography of bread” al posto di queste cose frivole ^_^ in ogni caso il post è dedicato a te, con tanta simpatia.
    mammina, sarebbe bello, ma troppo complicato. Ma ti vedrei in giro in bici a sentire il mio fiume di parole! abbracci.

  25. Allora, stò provando un pò di tutto: con dentro l’olio come ha suggerito Alex, con sopra i semi di sesamo, con la semola. Ma il fiasco di venerd

  26. Bellissima la storia del no knead bread e del suo giro per la blogosfera!!!
    volevo dirti che ho trovato il libretto di ricette sui biscotti, me lo manderà Elisa via mail, credo oggi stesso. Se ti interessa riaverlo te lo mando, oppure puoi chiederlo direttamente a lei! ieri sera altri biscotti…più tardi li posto! un abbraccio

  27. comidademama says

    marika grazie per le proporzioni, le terrò a mente.
    alice twain, accienti, mi cogli fumettisticamente impreparata. Chi è il Diavoletto? O tiriferisci al nome del quartiere?
    maria grazia, diecimilavolte scusa, ho scordato pure elisabetta di paneemiele!!! ma ho rimediato

  28. comidademama says

    stefania lo so, lo so, ho letto si flickr, aspetto questa sera, spero che ti soddisfi. Se fossi stata a Trento l’avremmo fatto insieme
    cookie-corner :) capita che non venga il pane, capita con tutti i pani. Rose Levy Beranbaum dice che spesso è per via della farina che è vecchia. O del lievito che è vecchio.
    Una cosa, forse, un consiglio di RLB. Metti prima la farina e poi il lievito, mescola bene in modo che la farina protegga il lievito e poi metti gli altri ingredienti. Magari hai messo il sale sopra il lievito e l’hai stecchito.
    grazie mille moscerino! lo prenderei volentieri quel librino che ho perso, vengo a vedere e chiedo io ad elisa, non ti rubo tempo. Buon lavoro, devo iniziare anche io a fare i biscotti per le maestre e non ho voglia.

  29. Veramente mi chiamo Maria Giovanna…..:(

  30. ma che sbadata che sono!!! non ti ho detto che ovviamente la Bakery di questo post è stata segnata tra le mete da visitare nel mio prossimo viaggio a NY!!! spero di trovare anche io qualche posto carino da suggerire, cos

  31. Bello essere entreata l

  32. ti ho mandato la mail con il librino..
    Bellissimo il no knead bread..prima o poi lo farò anch’io..
    un bacio!

  33. Ciao Elena,
    aspettavo con ansia un tuo rapporto dalla Grande Mela. Sono qui con Habtamu e Asmamaw alla scoperta di internet. Vogliamo salutarti e ti auguriamo bun Natale e felice anno nuovo.
    Un abbraccio
    Giulia, Habtamu e Asmamaw

  34. Ciao Elena, apettavo il tuo resoconto dalla Grande Mela. Sono qui con Habtamu e Asmamaw alla scoperta di internet.
    Vorremmo augurarti buon Natale e felice anno nuovo.
    Giulia, Habtamu e Asmamaw

  35. ciao comida, grazie per avermi incluso nell’elenco. ho giusto un altro blob in maturazione pronto per domani. purtroppo non sto tanto bene e non riesco a dedicarmi alla cucina, ma spero di tornare presto un po’ più sana. cos

  36. comidademama says

    maria giovanna, mi dispiace di avere fatto l’ennesimo errore, sono riuscita a correggere velocemente prima di andare a scuola di Marta e come al solito la mia distrazione mi ha tradito. Ho ricorretto. Scusa ancora.
    moscerino prendi nota, prendi nota! ogni tuo suggerimento è benvenuto, io New York non la conosco e conto di tornarci un po’ di volte giacchè è a poche ore da Boston. Mi raccomando, chiedi se si può vedere il laboratorio!Se ti piacciono i mercatini delle pulci ce n’è uno l

  37. Figurati, non è successo nulla!

  38. non ce la faccio a leggere tutti i commenti quindi non so se qualcuno ti ha già avvisata che Trento è arrivata prima, fra le città italiane, nella classifica del Sole24ore sulla qualità della vita. Inizio molto per tempo ad addolcirti il ritorno, se dovrai farlo ;) Ma per adesso soprattutto Buone Feste ;)

  39. comidademama says

    Maria Giovanna, sono contenta che tu non ti sia offesa, grazie per avere capito!
    Roberto buon natale anche a voi 5 e mezzo!
    Sei gentile nel ricordarmi quanto è vivibile Trento.
    Per una volta non è difficile addolcirmi la pillola.
    Qui mi piace molto, è tutto molto divertente, ma solo perchè so di stare per un anno e via.
    Una delle belle cose di Trento che ho capito stando qui è che ho l

  40. Stamattina inforno di nuovo, vediamo come va con questa pentola (una di quelle spagnole d’argilla vetrificata). Ciao

  41. elena, partendo dalle sperimentazioni di marina sono arrivata da una conclusione.
    il no knead è una tecnica.
    dove al di là del quantitativo degli ingredienti contano soprattutto la consistenza dell’impasto e i tempi di lievitazione oltre alla camera a vapore creata dalla pentola.
    tant’è che io ormai lo faccio con il lievito madre e miscelando le farine che trovo nel mio scaffale senza pensarci troppo e ormai non dosando gli ingredienti
    ecco la prova
    http://iodagrande.blogspot.com/2007/12/no-knead-bread-la-pentola-dellikea-e-il.html

  42. Io lo preparo sabato sera!! La prima volta di mia suocera a cena mi sembra l’occasione miglioreeeeee!! :D un bacio e grazie della raccolta, cos

  43. Ma secondo te Clark Kent, dopo aver mangiato queste prelibatezze… vola?
    ^-^

  44. Io ormai lo faccio almeno una volta alla settimana…e ha superato anche la prova suocera :-)
    Secondo me, tra l’altro, uno di questi giorni lo prepara anche mio suocero :-)
    Ciao e grazie di averci citato!
    Aiuolik

  45. Io non ho mai mai provato a fare il pane..però questo mi ispira,mi sa che prima o poi mi butto a farlo..Comunque mi piacciono un sacco i tuoi racconti di New York!

  46. comidademama says

    elisabetta, ho presente la pentola in terracotta spagnola che dici!
    la vendono a Trento durante la fiera “Fai la cosa giusta!” fair trade/sostenibile/ecologico e nel negozio biologico vicino alla mia vecchia casa trentina. Sono stupende!
    grande enza! vengo a leggere perchè è interessante vedere queste estensioni di questa tecnica. io non coltivo il lievito madre perchè lo scorderei un giorno s

  47. comidademama says

    silvio, clark kent è uscito dal locale sfondando la vetrina, con il mantello svolazzante e il braccio teso, of course ^_^
    aiuolik sono felice che il pane abbia passato i vari test e bellissimo che tuo suocero voglia cimentarsi!
    oggi lo fa il mio marito (che io chiamo my wise)
    teresa sono felice che ti piacciano i miei racconti su New York, dovrei scrivere di più su Boston, prossimamente! Dimmi come ti sei trovata con il pane, poi!

  48. elena. anche io dimentico spesso il lievito madre….nel senso che lo rinfresco anche una votla a settimana.
    per ammazzare i lieviti ce ne vuole, sai?
    quindi varrebbe la pena provare, dopo i primi intoppi iniziali sta diventando una mania.

  49. comidademama says

    Ok, a gennaio, appena partono i miei genitori ci provo, anzi lo faccio mentre i miei genitori sono qui
    chissà se sfruttando il loro fuso orario non riesca centrare tutti i tempi
    abbracci

  50. Grazie per avermi linkata :)
    Stavo pensando di fare uno o più No Knead Bread per Natale, magari miscelando le farine che ho comprato al negozio bio del mio paesello.
    Sto usando una farina di kamut che è una meraviglia, e ne ho anche una di quinoa che devo ancora aprire.
    Mai stata a NY, questo post mi ha fatto venire una voglia! Hell’s Kitchen mi fa pensare al film Sleepers, che curiosi collegamenti fa la memoria!
    Baci!

  51. comidademama says

    consy, che bella idea quella dei vari pani per natale, io li farò con noci e cranberries, con olive e qualche focaccia, sempre usando questo metodo
    Non conosco quel film, non ne conosco tanti,d i film

  52. Preparato ieri, cotto oggi è riuscito molto bene questa sera lo mangeremo a cena. Sono contenta del risultato. Grazie Lina

  53. La pentolona spagnola ha dato ottimi risultati!

  54. Che bella questa cosa che hai fatto per noi una visita alla fonte principale e poi le piccole radici che si sono create intorno se penso a dove mi trovo in questo piccolo paese del sud Italia dove fino a poco tempo fa non vi era una strada che portava in città decente, ora posso addirittura girare per panetterie in America grazie Elena questo lo considero un regalo di Natale.
    cocozza

  55. Ciao Elena! Anch’io mi aggiunger

  56. Ecco!
    A me questo panicello qui è stato consigliato un mesetto fa da una amica che a sua volta lo aveva preso da un blog.
    Anche io l’ho fatto….. rifatto, rifatto rifatto ancora!
    Adesso lo sto facendo con la pasta madre ed è meraviglioso lo stesso.
    Proprio stasera al mio rientro a casa ne proverò uno con le noci da portare domani in ufficio per il pic nic pre Natale!
    Il tuo blog non lo conoscevo ancora, ci sono arrivata partendo da cuochidicarta….. non lo conoscevo ma devo dire che sono rimasta affascinata!
    Quindi posso dire che da queste parti passerò spesso!
    nasi nasi…. miciapallina infarinata!

  57. Adrenalina says

    Grande Elena fantastico post e grazie di avermi messo nell’elenco!! Ma lo sai che ormai qui questo pane lo si sforna tutti i giorni e tutti i giorni esce sempre più buono grazie ai consigli di tutte voi!!

  58. Avevo già scritto un commento ma non è passato mi è uscita una schermata in inglese e io purtroppo capisco zero cos

  59. che spettacolo
    sto facendo proseliti e dopo le feste voglio riprovare
    ciao e auguri
    ancora grazie per il link
    lilli

  60. che posto peccaminoso,posso linkare il tuo blog? se si aspetto tua e- mail

  61. Ci ho provato anch’io e il risultato è fantastico!
    http://ditvetv.blogspot.com/2008/01/potevo-esimermi.html

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