ComidaDeMama

November 25th, 2007 by Elena

Quando descrisse anche il bidet- Comidademama e il Thanksgiving a Rhode Island


Uscire in automobile da Boston nel mezzogiorno del giovedì di Thanksgiving non è un gioco da ragazzi.
Con le cinque corsie stipate di automobili sembra d’essere in Barriera di Milano alle sette e mezza della mattina.
Dal finestrino un’infilata di archeologia industriale mi saluta, so solo di essere a sud di Boston e chiedo ai nostri amici a che fermata di metropolitana posso scendere per andare a vedere da vicino.
“Avete visto questa mattina la parata di New York? Tutti la guardano mentre preparano il pranzo di Thanksgiving. Quando vivevo a New York mia mamma portava me e mia sorella. Sfilano dei palloni gonfiabili spettacolari. Normalmente faceva un freddo incredibile e tutti tenevano in mano cioccolate calde o caffè per riscaldarsi un po’, ma oggi è così caldo e assolato, chissà quante persone ci saranno!”.
Penso alle mattine del 25 dicembre, Papa Wojtyła che ci benedice tutti in tinello, via Rai1, mentre mio papà monta il burro per il patè di tonno in gelatina, ma non lo dico per timidezza.



Il grande magazzino Macy*s fa sfilare davanti all’entrata sulla 34th Street una considerevole quantità di personaggi famosi, carri allegorici, palloni volanti che possono sollevare decine di persone. I corpi di ballo di Broadway rendono questo spettacolo ancora più americano.
Su flickr centinaia di fotografie raccontano. La preparazione dei palloni, oppure il canonico tacchino e Shrek nella giungla d’asfalto e cemento.

Con tutte queste informazioni e altre chiacchiere varchiamo il confine del Massachusset per arrivare nel piccolo Stato di Rhode Island. Dall’autostrada vedo l’insegna Cape Cod e mi riprometto di andarci non appena il clima tornerà mite e proseguiamo per Providence e Barrington.
Una baia prima di arrivare in pieno Oceano, una fila di casette tutte con il deck sull’acqua, una vera e propria stanza durante il bel tempo attrezzata con BBQ, tavoli, poltrone e la barca attraccata sul davanti.
“Se guardi attentamente tra le increspature dell’acqua si vedono delle piccolissime anatre bianche” Mi fa notare il padrone di casa. La famiglia della nostra amica ha vissuto per molto tempo a New York e il nonno vive ancora lì, a Manhattan. Nessuno di loro rimpiange di essere andato via dalla Grande Mela, qui sono circondati dalla natura, escono spesso in barca durante la bella stagione.
“E poi a New York è a sole tre ore di automobile, mio papà mi ospita, ho un posto macchina, cosa voglio di più?”


Mentre facciamo conoscenza e Marta si aggira sospettosa guadagnando il nuovo territorio i rispettivi padroni di casa s’affaccendano a preparare qualcosa da bere.
Un roseo Cosmo per le signore e un Lagavulin di sedici anni dal sapore di fumo e torba per i signori. Io e il my wise beviamo da sempre solo -e non molto- vino, ma abbiamo affrontato la prova senza cadere dalle nostre sedie. Merito anche di una bella ciotola di calde arroste appena fatte e una sorta di brus australiano, aperto in onore del nostro amico, che è appunto australiano.
“Non vedrai tanti uomini bere un Cosmo, mia cara. E’ rosa ed è famoso per Sex and the city. Hai presente? Vodka, triple sec, succo di lime, succo di melograno o cranberry, ghiaccio. Scuoti il tutto in uno sheker e lo filtri prima di servire.”

Il fatto di prendere il mio aperitivo seduta in terrazza è stato determinante, l’aria era fresca e dritta sulla faccia. Mentre le due mie ospiti newyorkers mi istruivano su cosa vedere o lasciar perdere a Manhattan, il Cosmo veniva sorbito completamente. Ora so di poter reggere un Cosmo con almeno una decina di caldearroste in pancia,
Ho dimenticato di fare le fotografie ai dolci, forse non lo reggo magnificamente.
Il tavolo era preparato fin dal primo pomeriggio. Una cosa curiosa è che il pranzo di Thanksgiving può essere consumato a qualsiasi ora di questo giovedì, basta che arrivino tutti gli invitati e si inizia!
Quindi verso le tre e mezza del pomeriggio tutte le portate venivano disposte sul tavolo, pronte per essere mangiate.
Io ho portato il mio quinto No knead bread e ho preparato al momento una rinfrescante insalata di arance e finocchi che tanto era piaciuta al Signor Yamamoto.


Il tacchino, certo, il tacchino arrosto era la portata principale. A tavola si scherzava intorno ad un amico che in Europa aveva cercato un tacchino per festeggiare e non avevano altro che qualche povera bestia da SOLE 16 libbre (7,2 Kg). Non ho osato chiedere quanto grande fosse il nostro.
A differenza però del tacchino che troneggiava con il suo abominevole volume nella tavola di Thanksgiving della classe di Marta -tavola multietnica che meriterebbe un post a parte– qui è arrivato diligentemente tagliato a fette, disposto in due piatti da portata diversi, uno per il white meat ovvero le parti più bianche e più magre e uno per il dark meat, in effetti erano parti leggermente più scure.
Fuori e dentro il tacchino ecco lo stuffing, il ripieno. Si fa con del pane raffermo tagliato a cubetti tostato ed aromatizzato con sale, pepe, erbe e spesso con castagne o frutta secca. Durante la cottura i grassi e i succhi rilasciati all’interno del tacchino arricchiscono il ripieno.
Nello stesso tempo si raccolgono gli umori rilasciati all’esterno e si fanno restringere al fuoco per creare la salsa, chiamata genericamente gravy. Qualsiasi gravy viene servita nella salsiera, quel pezzo del servizio di piatti che i novelli sposi non sanno mai se includere o meno nella lista delle nozze. Sì, quella che sembra una lampada di Aladino ma senza tappo. Bando alle mie spiritosaggini, andiamo avanti.
Tre composte fatte con i cranberries. La classica salsa di cranberry sciroppati (454 gr cranberry freschi/una tazza di acqua/una di zucchero. Si scioglie in un padellino acqua e zucchero, si versano i cranberries mondati e lavati, si porta ad ebollizione, si abbassa la fiamma, si cuoce 10 minuti, fatto!), una gelatina di cranberries e il chutney fatto dalla padrona di casa.
Mashed potatoes, una copiosa e calda purea di patate aromatizzate all’aglio e alla noce moscata.
Fagiolini al vapore e manicotti (leggere all’americana ma -ni- cho-dii, con la O bella larga) vegetariani per una figlia vegetariana.
Dei piccoli panini con l’impasto simile a quello della challah e una buona porzione di stuffing senza grassi completavano il tavolo.
Alle cinque e mezza la cena era finita, si è chiacchierato di tante cose e dopo aver ritirato i piatti gli uomini hanno visto alla televisione una serie di partite di football americano e noi signore abbiamo fatto tremare i nostri menti alla visione di Miracle on 43th street, versione 1947 e restaurata.
Nonostante questa pausa io non avevo più spazio per i dolci, avrei dovuto almeno fare una nuotata nella baia!
Come ho fatto a non fotografare i dolci non lo so. E’ vero che mi sono molto limitata perchè non volevo mettere a disagio i nostri ospiti facendo un reportage per ogni loro azione.
In ogni caso in tavola sono comparse le tradizionali pumpking pie e chocolate and nuts pie, accompagnate da dei croccanti e dorati biscotti alle noci, ricetta della marina australiana.

E’ stata una bellissima festa, ci siamo divertiti, ci siamo sentiti a casa. E’ stato un bellissimo Thanksgiving.
Il giorno dopo, Black Friday, come ho già scritto in un altro post. E ribadisco, meglio andare a pattinare sul ghiaccio.

Comments

10 Responses to “Quando descrisse anche il bidet- Comidademama e il Thanksgiving a Rhode Island”
  1. Roba da pazzi questo Thanksgiving Day negli states!Comunque, riguardo il No Kneading Bread o, come lo conoscevo io, il sistema umido … il mio libro di riferimento che mi era stato suggerito da panettieri alla riscossa proprio from gli states e’
    The Bread Baker’s Apprentice
    by Peter Reinhart
    Ho anche un suo libro sulla pizza che e’ bello da leggere (fa un viaggio in Italia scoprendo i vari tipi) e molto corretto!
    Ciao

  2. comidademama says

    Grazie infinite Francesco per il riferimento bibliografico, ora vado a cercare in biblioteca o da Borders e lo guardo per bene.

  3. GRazie!! Sembra di esserci stati anche noi l

  4. Belle queste immagini di cielo terso e aria frizzante! Qui a Bologna è uscito un pochino di sole dopo ore di nebbia e ci sembra a tutti un miracolo! Elena ho provato il pane! FANTASTICO! Mi è venuto bene, forse un po’ troppo salato ma la prossima volta aggiusto il tiro. Il prossimo voglio farlo mischiando farina 0 e farina per pane nero. Vediamo cosa ne salta fuori! Grazie mille!!
    Un abbraccio
    sonia

  5. Ciao cari,
    leggo sempre con interesse i tuoi resoconti di “vita vera americana” ma intraleggo un certo scetticismo di fondo, stai osservando ma non sai ancora bene come classificare…. magari è solo una mia sensazione eh :-D
    Qui la nostra concessione allo sfrenato sciopping natalizio saranno i pattini da ghiaccio per l’INP. Che però essendo “attrezzatura sportiva” non riesco a catalogare fra i “beni voluttuari”. O forse s

  6. che posti si vedano dalle tue foto, come mi piacerebbe lasciare la grande città per quel tipo di vita. Ma chissa’, magari l’anno prossimo ci riesco :-) Racconto di una giornata di amicizia, affetti, condivisione e spazi aperti. Che volere di piu’. Bacione.

  7. A casa mia, un pranzo con quel menu’ ci avrebbe trattenuto a tavola ben piu’ di due ore. Ah gia’.. noi siamo terroni ;)
    Sempre piacevole questo blog.
    A presto,
    Nina

  8. SmokingPermitted says

    che assoluta bellezza, quella tavola doveva essere meravigliosa!

  9. Tulip, prego, mi piace condividere le esperienze che faccio
    sonia sono felice che ti sia venuto questo pane! non vedo l’ora di vedere le fotografie del prossimo, leggi bene tutti gli articoli che sono linkati ti aiuta ad anticipare qualche questione legata alle variazioni
    CV sono contenta di poter continuare quello che facevo ad Amsterdam. Lo scetticismo di fondo c’è sempre, ma in questo caso la famiglia era veramente adorabile e “sana”. Lo shopping alle 4 della mattina e i tour operator che organizzano i weekend in New England per andare da Wrentham Outlet invece sono veramente esagerati.
    FrancescaV è vero, che volere di più!
    Nina, a casa mia se uno si siede per un pranzo di festa, e per giunta in famiglia, scattano le sei ore di ordinanza, nessuno si muove e si chiacchiera e si mangia, si chiacchiera e si mangia…
    Smoking Permitted, in effetti era bella, molto colorata

  10. Che schianto di giornata ! bellissimo il tavolo

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