ComidaDeMama

September 27th, 2007 by Elena

E uno

Mi stavo chiedendo quando sarebbe capitato.


La sveglia suona alle 6.55, la spegniamo, Apro gli occhi e il display mi regala i numeri 07:40
Marta ha gli occhi pieni di sonno e riprovazione, credo che se avesse avuto una paghetta settimanale l’avrebbe spesa prendendo un taxi, ma per ora sta lavorando sul riconoscere dimes, nickels and pennies e con quelli non si va tanto lontano.
Nei dieci giorni in cui il my wise era in Europa ho superato me stessa nello svegliarmi molto presto, ma è bastato riaverlo a casa per abbassare la guardia.
In ogni caso, dopo una corsa per saltare sul primo bus è filato tutto liscio e ce l’abbiamo fatta. Marta ha potuto ancora a giocare nel giardino.
I primi giorni arrivavamo mezz’ora prima e per combattere l’aria fredda ho iniziato a fare il quinto per l’intramontabile “Gioco dei quattro cantoni”. Abbiamo conosciuto un po’ di bambine e poi Marta mi ha rimpiazzato con la sorella maggiore della sua compagna di classe giapponese.
Il mio bioritmo alterato dalla corsa cerca di convincere il mio cervello di fare una pausa al Cafè Simmons per un cappuccino all’italiana, ma viene interrotto dalla vista della maestra di musica che entra di corsa nella scuola.
La raggiungo mentre apre la porta della sua classe.
“Ah, salve, ha deciso la canzone? Entri in classe, devo cercare sempre l’interruttore, è lontano dalla porta.”
Due secondi nell’atrio buio stavano per farmi stramazzare per terra svenuta e poi CLAK. Più che luci, fari. Mi ritrovo sul palcoscenico di un teatro. Vicino a me ci sono alcune file ordinate di sedioline che servono ai bambini, un pianoforte a mezza coda, scaffali pieni di libri e carte colorate.
Camminare sugli assi di legno di palcoscenico che sanno di polvere e legno fa sempre il suo effetto e mi viene da fare due piroette, ma mi trattengo.
Ora capisco perchè Marta mi dice che la classe di musica è molto più bella di quella di arte.
Due parole per accordarci, introduzione su chi Gianni Rodari sia e rovino in classe di Marta. Oggi è giorni di foto di classe e ho scordato di compilare il form per quante foto vogliamo. Alcune opzioni prevedono cos

Comments

6 Responses to “E uno”
  1. Una delle cose più stressanti di un soggiorno negli Stati Uniti è proprio ordinare qualcosa al bar o al ristorante. Entri sapendo esattamente cosa vuoi consumare e ti ripassi mentalmente la parte per fare la tua bella figura e loro ti fregano lo stesso.

  2. Cosa dire? Cosa volere di più! E tutto cos

  3. …romanticamente volevo scrivere…
    R.

  4. ho bevuto il milgior cappuccino con schiuma spettacolare a Berlino, ma anche l

  5. Grazie!
    Leggere di Voi Ti fa far pace con il mondo!

  6. Carolineh, mi sa che hai proprio ragione! Per non parlare dei litri di acqua con ghiaccio al cloro che fioccano!!!
    Roby, in effetti sto cercando di costruire una buona memoria di questo soggiorno per Marta e per noi approfittando delle belle cose che incontro e cercando di viverle il meglio possibile. Applicando questo principio ad ogni posto in cui viviamo direi che ce la possiamo fare a superare il fatto di stare solo un anno a Boston. Certo che i gradini della biblioteca di Trento non sono quelli, ma troveremo altre cose belle da ricordare
    Francesca vogliamo sapere tutto dell’Irlanda! La mamma del my wise mi ha detto grandi cose dei té irlandesi, ad esempio.
    Silvia, sono felice che ti piaccia passare di qui , sei molto cara

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