ComidaDeMama

September 20th, 2007 by Elena

Yaki gyoza via Porter Exchange

How to put gyoza  in the pan

Ho scoperto finalmente dove posso rifornirmi di cibo giapponese. La gentilissima commessa portoghese di Stellabella Toys, negozio che potrebbe piacere a Potrebbe piovere mi ha spedita nella interminabile Massachusset Avenue, che attraversa Cambridge e Somerville.
“C’è una panetteria giapponese veramente speciale e il Kotobukiya Japanese market. Poi sei vuoi dei bento -cari, sono, ma sono giapponesi- li trovi da Tokai, trovi tutto nello stesso edificio. Il Kotobukiya ha anche un chiosco di sushi, ottimo. Vedrai quanti asiatici, una garanzia.”
Un’atmosfera alla Blade Runner, non c’è che dire. Temevo di trovare l’ennesimo spazio infinito di cose da comperare, lastricato di marmo, scrosciante di fontane e muri di acqua con pianista competente e relativo pianoforte a coda nella hall principale. E invece mi sono trovata in un vecchio edificio degli anni Cinquanta, mezzo scalcinato, con qualche lavoro in corso e stretti corridoi in cui si affacciano una decina di chioschi e tavole calde di diverso tipo.
“Mamma dove mi hai portato? Sono stanca, cerchiamo questo supermercato e ce ne andiamo.”
Santa bambina.
“Ma non mi lasci vedere un po’, magari ci prendiamo un po’ di soba? Sushi? Edamame?”
“Le abbiamo mangiate ieri le edamame. E poi a me il sushi non piace.”
Percorriamo velocemente i vari corridoi e mi riprometto di tornare da sola. Finalmente raggiungiamo il Kotobukiya Market, mi sembra di essere ad Amsterdam e rivedo tutti gli ingredienti freschi di quando io e la mia amica giapponese Sumi andavamo a fare la spesa. O meglio, io stavo in silenzio con le orecchie e gli occhi bene aperti e lei mi spiegava e selezionava gli ingredienti prima di andare a casa di una o dell’altra e iniziare a cucinare insieme.
Ho imparato a fare i gyoza, credo che la parola “dumplings” o ravioli a mezzaluna possa dare l’idea. Originari della cucina cinese in Giappone sono cucinati in diverse maniere, al vapore, in brodo, fritti o semi fritti.
Uno dei piatti preferiti dal my wise e da Marta sono gli yaki gyoza, un tipo di cottura a metà tra la frittura e la cottura al vapore.
Adesso che ho ritrovato i dischetti di pasta già fatti e congelati credo che li rifarò. Mi piacerebbe avere il tempo e la voglia di formarli uno ad uno, come il papà del film “Mangiare, bere, uomo, donna”, ma non c’è tempo e soprattutto non ho spazio in questa micro cucina.
Queste immagini sono della produzione di qualche tempo fa, Sumi mi ha promossa a master of Gyoza e ne sono felicissima, è molto divertente e una volta presa la mano non è nemmeno cos

Comments

10 Responses to “Yaki gyoza via Porter Exchange”
  1. Quando ho visto il film “Mangiare, bere, uomo, donna”, ho invidiato la grande calma che emanava dal padre e dal suo modo di cucinare.
    Dimentichi il film, ti restano le sensazioni.
    Grazie per questi flash mentali :-)

  2. wow! mi affascina un sacco la cucina giapponese! il pesce lo adoro, anche quello crudo, solo che il moroso non gradisce molto e quindi mi snobba le rischieste “dai amore, andiamo a mangiar giapponese stasera?!”..sob!
    Stupendo blog comunque! Ti ho linkato tra i miei!
    Passa a fare un giretto se ti va!
    Ciao ciao!
    Francesca

  3. Bellissimiiiiiiiiiii! Non ci riuscirò mai!

  4. R:ob Grassilli says

    Il buon autunno da una casina sempreverde giunga a voi ragazze/i che state per gustarvi la magica stagione del new england. Dovrei dirti una cosa, ma a voce. Verrai su Skype prima o poi? O dove vuoi tu?

  5. Se mio marito vede il tuo post vorra’ subito la traduzione della ricetta, lui adora i gyoza. Qui li troviamo piuttosto buoni da una signora cinese che fa anche un ottimo tofu. Per gli ingredienti usiamo vari prodotti coreani, molto simili a quelli giapponesi, ma costano meno della meta’.
    La mia collega di Seattle mi ha appena scritto la sua ricetta per il cornbread. Siccome e’ un po’ lunga te la mando via email cosi’ non intaso i commenti.

  6. Ieri ero stata la prima a scrivere un commento ma è stato fagocitato :-( Dicevo solo che ti invidio molto per quel Kotobukiya, ma questo lo saprai già. Mi sa che dovrò accontentarmi e farmi portare da G a quel negozio thai di trento che avevi segnalato…non ci sono ancora stata.

  7. Ehm… la ricetta dell’amica di Zazie poi la posti vero?
    Qui la scuola elementare non fornisce più la merenda per cui abbiamo la lunch box da riempire ;-D
    bacio

  8. silvio sono d’accordo con te, quando il papà cucina è veramente bellissimo. Io l’ho visto di recente in DVD e visto che è uno dei rari film non da bimbi che vedo mi è rimasto impresso per l’eccezionalità della cosa
    ciao francesca, faccio certamente un giro! Il my wise husband si è innamorato della cucina giapponese grazie alle cene preparate dalla mia amica Sumi, e dal sashimi preparato dal marito di lei, superlativo.
    Alex, valà che fai cose molto più difficili, se sapessi dove ho fatto questa fotografia per avere questa luce!!! Ecco, quello è complicato, la luce e tu la catturi sempre egregiamente.
    zazie, mi è arrivata or ora e tra poco ti mando una email di ringraziamenti. i filling possono essere molto diversi e la ricetta è piuttosto semplice, ma se hai qualcuno accanto che li fa bene sei fortunata, io sto cucinando italiano per ora,se penso ai miei ingredienti giapponesi che scadranno prima che io arrivi in Italia!!!
    Stefy non so mi si è aperto un buco nero nell’antispam e mi vanno i commenti buoni, INCLUSO IL MIO!!!! Vai al negozio Thai e mi raccomando di’ a loro che sei mia amica. Sono gentilissimi e la signora ti farà vedere. Grazie al corso di cucina giapponese organizzato dall’Ass Fujikai ora hanno tutto quello che serve, perfino il dashi, difficile da trovare. Ci va Tomoko e anche la nostra insegnante di cucina Kyoko. Mi mancate voi due!
    CV a Trento nessuno ci ha dato la ricetta. Alla prima comunione avevo ricevuto il kit per fare le bolle di sapone giganti e avevo la ricetta con la glicerina, secchiello e corde varie. L’ho recuperata e comparandola ad un’altra ho deciso che questa funziona meglio. Cerca pure il più nasty detersivo che ti viene in mente, quello che non riesci a togliere dai piatti, quello che i pesci fanno gli scongiuri quando ne sentono il nome. Credo che dovrai aumentare il litraggio di due buone porzioni se inviterai i nostri comuni amici a trovarti :)
    per la questione “tutto e subito” anche io avevo la fregola di provare e di non aspettare e poi ho avuto una marea di cose da fare e sono passate 48 ore. Non ho dubbi che capiterà pure a te e da come ti vedo impegnata hai tempo a fare la bolla “gran riserva” Abbracci.

  9. ehi salve vagavo navigando e mi sono imbattuta nel tuo blog …. affascinante . Mi sono permessa di linkarlo ,ma non sentirti obbligata a fare altrettanto. Passerò spesso, tempo permettendo, a curiosare fra le tue ricette.
    buona giornata da Roma dove splende il sole in un cielo veramente molto azzurro oggi . Wow. faby

  10. benvenuta fabiana!
    mi fa piacere sapere che a Roma c’è il sole, ho molti amici a Roma e sono felice che abbiate una buona giornata autunnale passo a vedere il tuo blog con molto piacere!

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