ComidaDeMama

September 12th, 2007 by Elena

Fagottini di zucchine

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Tutta colpa del New York Times se mi sono messa a giocare con le zucchine. Tra le pagine di uno dei dieci inserti domenicali si trova la rubrica dedicata al cibo, The way we eat in cui food writer e chef si avvicendano con racconti e ricette .
Questa settimana Daniel Patterson, chef e proprietario del ristorante Coi nella ridente San Francisco si lamenta come una vera massaia nel suo articolo, Green Day, di quanto costino le zucchine al mercato dei contadini, quasi un genere di lusso per questo ortaggio semplice e di ampia riproducibilità.
Tra le varie ricette spiccano una terrina semplicissima di zucchine grigliate e olive nere -che lui vuole nizzarde, ma se fossero taggiasche, ah… come sarebbe meglio!-, un’insalata un po’ poco coerente dal punto di vista delle stagioni fatta di zucchine crude e finocchi tagliati a velo, conditi con menta fresca e pecorino romano.
Una curiosità è questa pattypan squash, che più che una zucchina sembra una zucca e che mi accingerò presto ad acquistare e provare, la forma è molto bella.
Insomma, non ho in casa la pattypan squash, provo a fare la terrina, che ci vuole?
La mia mandolina giapponese, ad esempio.
Il primo che viene a trovarci mi porterebbe la mia mandolina preferita? Perchè non l’ho messa in valigia, sciagurata che sono, al posto di quei dieci piaia di mutande che al limite potevo comperare al supermercato?
Daniel Patterson disinvoltamente assicura che è facilissimo tagliare le zucchine a nastro anche con un pelapatate. Sicuro. Mi ricorda tanto mia nonna quando mi spiegava come dipingere le rose canine sulla ceramica “Uno scherzo, Elena!”. Ha.
Non è facilissimo usare un pelapatate per questa operazione, è una noia mortale e le zucchine scivolano di mano, ma alla fine, un po’ troppo sottili, con un sacco di scarto, ecco le nostre zucchine.
Accendo il forno, allora da Fareneith a gradi centigradi, mmmmm, tolgo 31-32 (più o meno) e divido per due, metto in temperatura, inforno, aspetto.
Ottengo dei fossili di zucchina, non una bruciatura, troppo secchi per essere modellati in terrina. Trovo una zucchine superstite in frigorifero e riprovo, devo ancora prendere le misure con questo forno, ma questa volta non ci saranno errori.
Per farla breve, la raminga zucchina ha prodotto materiale insufficiente per una terrina e mi sono inventata questi fagottini intrecciando a crudo le zucchine, grigliandole al forno, farcendole con cubetti di formaggio brie e pezzetti di olive greche, richiudendoli e servendoli come spuntino al my wise.
Assaggiamo. Troppo formaggio. Il formaggio non c’entra un fico secco, abolire il formaggio.
Miglioro la versione beta bilanciando i sapori. Si trovano dei bellissimi pomodorini al mercato dei contadini del MAssachusset e quindi converto il ripieno in versione vegan. Olio, coriandolo fresco, pochissimo cipollotto, pomodorini tagliati in ottavi ed alcune fettine di zucchine rovinate dal pelapatate, ridotte a listarelle sottilissime, un po’ di sale e ho finalmente avuto l’approvazione del my wise.

Ingredienti per quattro persone:
2 zucchine di dimensioni medio piccole, specialmente in larghezza
12 pomodorini ciliegino
qualche foglia di coriandolo fresco
un piccolo cipollotto
sale
olio di oliva extra vergine
sale
Lavare spuntare le zucchine. Con l’aiuto di una mandolina o con un pela patate (attrezzo meno indicato) tagliare in senso longitudinale ottenendo sedici fettine abbastanza sottili e assolutamente intatte.
Affettare sottilmente, sempre in senso longitudinale, quanto rimane delle zucchine e successivamente affettare sottilmente le striscioline ottenute.
Tagliare finemente le foglie di coriandolo, lavare e dividere in ottavi i pomodorini. Mondare il cipollotto, tagliare una piccola parte bianca e tritarla finemente. Raccogliere tutti gli ingredienti appena sminuzzati un una terrina, condire con un filo d’olio e un po’ di sale.
Su una placca da forno foderata con carta da forno leggermente oleata nelle parti in cui le zucchine appoggiano comporre i cestini prendendo quattro fettine per volta e incrociandole due a due alternando gli incroci sia in senso verticale che orizzontale.
Nel centro si formerà un intreccio di forma quadrata, come si vede qui sotto.
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Ripetere l’operazione esaurendo le zucchine, salare leggermente, spennellare con olio la superficie e cuocere in forno già caldo a 200

Comments

10 Responses to “Fagottini di zucchine”
  1. uhm visto l’effetto disastroso della combinazione zucchine+pelapatate sulle mie articolazioni, e’ come se trovassi scritto “affettare sottilmente la falange dell’indice destro avendo cura di non ledere parti vitali e di non sgocciolare troppo; il tempo di guarigione dipende molto da quanto sottile e’ stata affettata la falange”.
    Dato che sto scherzando solo un po’ (la combinazione zucchine+affettatrice poi che incubo) volo a cercare su google qualche foto del salvavita. ‘sta mandolina insomma.

  2. Ricetta che terrò cara, soprattutto per la fase preparatoria lunga e creativa che tornerà molto utile con Letizia nelle fredde sere d’inverno…

  3. ciao elenaaaa!!!
    mi gli fai un baffo tu a Patterson! bellissima l’idea del “packaging” dei fagottini!
    baci!

  4. ciao elenaaaa!!!
    mi gli fai un baffo tu a Patterson! bellissima l’idea del “packaging” dei fagottini!
    baci!

  5. io l’intreciatura la uso molto nei dolci che devono essere scenografici :-P
    mai provato con le zucchine. mo ci provo!

  6. che bello…
    A proposito di esperimenti…
    Ci ho messo un’ora a pulire la pentola a pressione, dalle lenticchie calcificate sul fondo.
    Però quelle sopra erano cotte bene, pronte per essere servite con basmati e chapati (niente atta, ma ho seguito il tuo consiglio ed erano perfette!)

  7. temo di non essere la prima ad approdare a boston, ma se ciò non fosse e se puoi aspettare fino a marzo, mi offro di fare da mandolina carrier…

  8. Grazie per avermi fatto ridere di cuore :-) I tuoi pacchettini sono graziosissimi! Un abbraccio

  9. R:ob Grassilli says

    ho qui sul tavolo un aggeggio (che si alimenta a passata di pomodoro) la cui funzione è scandire i secondi che mancano al tuo primo Bostonian Catering. E quando gli ammaricani testeranno la tua comida, dopo il genio di Marco e la grazia di Marta, correranno come un sol legsilatore a modificare i vostri permessi di permanenza in usa… ;)

  10. Che bella proposta! Però nel frigo adesso ho solo una scatoletta di fagioli, tre pomodorini ciliegini e attenzione attenzione 2 uova fresche. Questa sera cena alla “E lo Chiamavano Trinità”!
    A quando quel corso di cucina di cui parlavi qualche post fa’?

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