ComidaDeMama

August 26th, 2007 by Elena

You are in the right place

Le giornate si stanno rinfrescando e quella sensazione di essere nella serra tropicale dell’Hortus di Amsterdam, sezione banani e farfalle, va e viene.
Tipo, ieri avevo calze e golfino di lana e oggi stiamo boccheggiando e ho appena rimesso a ghiacciare dei cubetti di acqua.
La casa è ormai accettabile, nonostante la moquette* ad altezza caviglia nelle stanze da letto sfugga ad ogni controllo possibile.
In compenso la casa è dotata di un potentissimo aspirapolvere che fa un baccano infernale, corredato da una forte luce sul davanti. Più che passare l’aspirapolvere mi sembra di guidare un T.I.R.
Fissato il colloquio per la scuola elementare di Marta, fatto tessere di biblioteche e supermercati, aperto il conto in banca, ci manca solo internet a casa e siamo pronti per il lungo e freddo inverno.
Ah, già! Abbiamo anche due telefoni cellulari. Ed è stata veramente un’esperienza, acquistare un abbonamento.
In Italia andando a cambiare il mio provider di telefonia mobile mi sono ritrovata strizzata in pochi metri quadri densi di oggetti altamente tecnologici e pieni di lucine, cartelloni pubblicitari, gadgets, commessi e, ovviamente clienti.
Dopo una litania di infinite possibilità sciorinata meccanicamente dalla gentilissima -devo ammetterlo- commessa
avevo i miei due neuroni esauriti, cos

Comments

16 Responses to “You are in the right place”
  1. dopo un po’ di tempo in un posto cos

  2. Dai Elena, che 1 anno passa alla svelta, porta pazienza e giocando al gioco di Pollianna vedrai che riuscirai a trovare anche qualche lato positivo. Un abbraccio e a presto.

  3. Da morire, il commesso che stringe la mano al Marco !
    Letizia vi ricorda e vi saluta.

  4. saluti agli scoiattolini. Baci a voi.

  5. silvio, dovevi esserci, ci saremmo cappottati dalle risate, avessi visto la faccia di Marco! Baci alle belle bimbe, noi abbiamo sempre la foto di Letizia e marta che fanno colazione da voi.
    erano stupende, pensa adesso quando si rivedranno che cambiamenti che avranno fatto.
    mammina, siamo a quita 21 ci stiamo dando da fare prima che arrivi l’autunno
    pikolo in effetti devo dire che la previsione mi sembra azzeccata. :O)
    non mi dire niente che ad Oxford ho vissuto per tre settimane durante un corso in una casa con la moquette VECCHIA in bagno, disgustoso! ero anche incinta, tra l’altro e camminavo in punta di piedi perchè avevo la fobia di beccarmi qualche accidente
    good one quella degli acari, so che stanno complottando contro di me
    simonetta heidi, accidenti se passa in fretta, mi ricordo i primi anni di tutti i posti in cui ho vissuto fino ad ora, e mi dispiace perchè in un anno non fai in tempo a conoscere bene un luogo, riesci a malapena a sfiorarne la superficie, anche se sei allenato a non perdere tempo nelle prime settimane di assestamento e anche se l’inglese semplifica sensibilmente la comunicazione (in Olanda è stato inizialmente più complicato) mia cara, qui di lati positivi ce ne sono molti, ne sono certa, mi preoccupa solo come sono distribuiti :O)

  6. Il primo commento autorizza a sperare che abbiate internet a casa, chissà. Ho visto iersera SICKO di M. Moore, chissà come sarà stato accolto l

  7. Ciao Milton,
    mi ero riproposto di vedermi Sicko come forma di ‘benvenuto’ nel sistema sanitario USA, ma in realta’ non l’ho ancora visto. A vedere le storie dei pazienti trattati qui, la questione mi sembra (come sempre) difficile da schematizzare. I milioni di americani senza assicurazione sono uno scandalo, questo e’ certo, ma *per gli assicurati* non so fino a che punto valga l’affermazione ‘Accedi a servizi di qualita’ solo se sei ricco’. Qui vedo gente normalissima accedere a trattamenti *molto* cari. Sto provando a mettere insieme qualche idea per poi scriverne sul blog. Se interessa, a risentirci dall’altra :-)
    P.S. Siccome, nonostante le apparenze, sono meno snob di comida ;-) dico che verranno mattine e climi in cui la moquette, opportunamente pulita, verra’ salutata con piacere :-) e che, dovendo scegliere, preferisco chi ti ringrazia per quel che compri a chi sembra farti un piacere a venderti qualcosa.
    P.P.S Internet in casa prevista a partire dal 4 Settembre

  8. stefania says

    trento piange di nostalgia……
    baci
    sighsighsighsigh
    stefania

  9. Ciao Elena, sono Marabotto da Fossano. Leggo saltuariamente il tuo blog.
    Lo trovo sempre divertentissimo, prolifico e molto interessante.
    Adesso devo capire dove ti sei catapultata questa volta (in quale parte degli states) poi ti riscrivo con calma.

  10. ‘Qui devo dire che si nota un livello di comunicazione più aggressivo per alimentare questa attitudine’: ma sei sicura?!
    Mi resta molto difficile immaginare una situazione più aggressiva di questa italiana.
    Se è cos

  11. federica says

    E’ quasi un mese che passo in macchina davanti a casa tua e ogni volta nella mia mente un lampo si accende con la scritta “cosa farà elena? sarà partita?? come starà?”. Oggi mi ricordo di mandarti una mail per avere FINALMENTE tue notizie, ma appena schiaccio il tasto invio…un altro lampo…”ma certo!…il blog!”.
    Cos

  12. Cara Elena… sono felice che le cose ( a parte la moquette alta un metro-io sarei già morta!!!-e i problemi con il cellulare (risolvibili)stiano andando bene per voi!! :)
    un abbraccio grande a tutti e tre

  13. Ma se fanno tutte queste scene per un telefonino, cosa succede quando apri un conto in banca? ;-)
    Prima della NZ abitavo in Giappone, quindi sono abituata alla guida a sinistra. O meglio, guida sempre il mio compagno, che e` giapponese e quindi non ha problemi. Tra l`altro in NZ quasi tutti guidano macchine giapponesi usate, importate dal Giappone per essere rivendute qui. Solo che i kiwi hanno delle regole per la precedenza che nessuno capisce (temo neanche loro…).
    Si`, lo spazio pro-capite da queste parti non manca, ci sono solo 4 milioni di abitanti in tutta la NZ! (e circa 40 milioni di pecore…)

  14. I tuoi resoconti sono sempre estremamente interessanti. Grazie per condividerli con noi :)

  15. Quando apri un conto in banca entri in una filiale alle 18.30 (perche’ alle 18.30 le filiali sono aperte), ti fanno accomodare, dopo due minuti ti ricevono, ti controllano il visto sul passaporto e ti aprono un conto per cinque anni a zero spese abbinato ad un conto di risparmio (un analogo di conto arancio) anch’esso gratis.
    Alle 18.50 te ne esci dalla banca con conto aperto, codice del bancomat gia’ impostato, i primi assegni e il biglietto da visita della persona che ti ha aperto il conto.
    Adesso aspettiamo che arrivi via posta il bancomat ed e’ fatto.
    Voila’.
    Pur non essendo un esterofilo, nella mia piccola statistica le banche italiani continuano ad essere le peggiori mai incontrate.

  16. ti penso e ti sono vicina. un abbraccio grande :)

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