ComidaDeMama

February 8th, 2007 by Elena

Libum

Libum

Avevo trovato questa ricetta in un ricettario degli antichi romani pubblicata dalla COOP e distribuita gratuitamente proprio come il libro della Lia Celi “Le donne al tempo della spesa”. Solo che sto parlando di almeno una quindicina di anni fa, vivevo ancora con la mia famiglia.
Ma la vera fonte scritta di questa ricetta risale al “De Agricoltura” di Marco Porcio Catone (234-149 a.C.).
Antichissima focaccia romana, si offriva agli dei nei sacrifici, il libum farrem (da libare, sacrificare) era anche l

Comments

13 Responses to “Libum”
  1. Anch’io ho raramente in dispensa la farina di farro…;-) Ma in compenso la scamorza affumicata in frigo c’è quasi sempre: la adoro!
    Mi sembrano fantastiche queste focaccine…Proverò! :-*

  2. Ricordo di aver trovato per la prima volta la ricetta di questa focaccia sacra, di cui tante volte avevo letto ( anche preparando l’esame di Istituzioni di Diritto Romano all’università!) proprio sul tuo blog parecchio tempo fa. Certo, la ricetta romana era molto più “formaggiosa”: ultimamente cerco di non tenere delizie del genere a portata di mano perchè sono del tutto incapace di darmi una misura nel consumarne, come per i tarallini al vino bianco di Putignano, grandi poco più del lobo dell’orecchio e che, ti assicuro, sono a loro volta assolutamente irresistibili.

  3. Anch’io adoro la scamorza, la metto ovunque!
    Una curiosità: la ricotta che hai usato è quella fresca o la ricotta dura?
    Queste focaccini sembrano piuttosto semplici da preparare e per un aperitivo sono l’ideale!
    Grazie
    ciao
    franci

  4. Ma quindi sono senza lievito? A questo punto potrei farci un pensierino. E` uno zaru il bellissimo “vassoio”
    Baci.
    Kja

  5. ( penso si potrebbe usare -filologicamente- la ricotta di pecora, che dovrebbe essere ben più grassa di quella di mucca che più comunemente si trova )

  6. Un’altra super ricetta, addirittura degli antichi romani. Mi piacciono mi piacciono, vado a ricomprare la farina di farro che è quasi finita. Ma nel mixer devo mettere anche la farina?
    Sei bravissima!

  7. placidasignora: ho dovuto fare una razione da esercito ieri sera per riuscire a salvare queste poche qua

  8. Milton, non provo rimorso nel tentarti con questa ricetta :O)
    E siamo pari,ora ho questo tarlo dei tarallini al vino bianco di Putignano che di seducente hanno assolutamente la taglia e la forma. Credo di capire il rischio di non sapersi moderare.
    Il libum è più sostanzioso. Postai tempo fa questa ricetta, la facevo spesso in Olanda anche se la scamorza costava dei capitali.
    Hai ragione, la ricotta dovrebbe essere di capra, come vedi dai link che ho messo in cui si riferiscono alla ricetta di Catone.
    Sono passata sul tuo bellissimo blog per segnalarti la pagina di una signora scandinava che ha un bel blog con dei bei disegni

  9. franci ho usato ricotta molle normale e scamorza affumicata a cui la prossima volta sostituirò quella dura ed affumicata
    KJA si senza lievito, lo zaru in realtà è un semplice piano di un cestello di bambu cinese a cui sono molto affezionata perchè mi è stato regalato dai miei ex compagni di università per la mia laurea, nel 1997. Ho solo un paio di zaru da soba e comprerò appena posso qualche zaru intrecciato, appena riuscirò a tornare ad Amsterdam, ossia ad Aprile.

  10. FrancescaV sei troppo gentile
    si, si mette tutto insieme, ma devo dire che con il senno di poi scorporerei il tutto a metà perchè il mio mixer fatica ad amalgamare. Dividendo in due metterei non un uovo e mezzo per porzione, ma due, odio, odio, odio fare a metà di un uovo, al limite aggiungo farina. Non ho mai provato con la farina di farro, occhio quindi al fattore assorbimento e al limite tieni da parte un po’ di acqua tiepida
    Ciao, comida

  11. sembrano veramente invitanti! mi stai tentando con queste foto da acquolina!appena ho un attimo ci provo.bacio

  12. Provati: sono buonissimi.
    Ho usato la farina di farro, la ricotta fresca fatta in casa e il parmigiano al posto della scamorza; ho aggiunto mezzo cucchiaino di bicarbonato perchè non ero sicura di riuscire a servirli caldissimi e avevo paura diventassero troppo duri.
    Sono piaciuti veramente molto a tutti; devo dire anche che cuocendoli sulle foglie di alloro unte prendono un sapore buonissimo e la casa si è riempita di un profumo meraviglioso.
    Merito della ricetta, del mio vicino che ha una siepe enorme di alloro che ogni tanto invade anche il mio giardino e del Farro di San Paolo, un paese della bassa bresciana fondato dai romani proprio come insedamento dedicato alla coltura del farro, dove da alcuni anni hanno risaminato il cereale antico con risultati stupefacenti!
    Grazie dell’idea!
    Michela

  13. grazie Michela per i complimenti. Non ho mai fatto in casa la ricotta, ma solo qualche cagliata indiana piuttosto rudimentale. Prima o poi ci proverò. A presto!

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