ComidaDeMama

January 29th, 2007 by Elena

Caponét o pes-coj

Capunét, still raw, waiting to be fried

Ammetto che fare i caponèt di inverno non mi piace tanto perchè al posto delle verze preferisco usare i fiori di zucca.
La prima volta che li ho assagiati ero alla Barriera con la mia amica Paola, a ripassare nozioni di Scienze delle Costruzioni, un esame difficile per il Politecnico di Torino, anche ad Architettura. La mamma di Paola ci lasciava studiare al fresco e ci preparava dei buonissimi pranzi. I miei primi capunèt li ho assaggiati secondo la sua ricetta, carne tritata di manzo mescolata amaretti, uova, parmigiano e un panino ammorbidito nel latte. Il colore del fiore di zucchina rosolato in padella e il gusto appetitoso della carne mi fa venire voglia di girare tutta Trento in cerca dell’impossibile mazzetto di zucchine del mercà d’la fumne di Saluzzo. In Olanda per un corso di cucina piemontese siamo riusciti a trovare questo benedetto fiore, impacchettato come se fosse un’orchidea, con attaccato un microscopico zucchino molto bello, alla modica cifra di 1,41 euro al pezzo iva esclusa, una follia.
Tornando con i piedi per terra le verze sono ottime e molto resistenti per chi ama sperimentare packaging differenti. Basta scegliere bene le foglie e lessarle brevemente in acqua bollente e salata. Il ripieno può essere fatto in molti modi. Con carni miste, cotte o crude. Io qui seguo il libro langarolo di Nonna Genia, in cui si mescola del buon salame cotto con della carne già cotta, formaggio, prezzemolo e aglio

Nella fotografia il caponét è ancora da cuocere, sto decidendo quale forma dare perchè non assomigli ad un involtino primavera.
Ingredienti per 16 caponét:
sedici fiori di zucchini o foglie di verza
300 gr di carne cotta (un arrosto o carne macinata e passata in padella velocemente con burro fuso e salvia)
100 gr salame cotto
una manciatina di prezzemolo tritato
uno spicchio di aglio tritato
due uova
100 gr di parmigiano grattugiato
Tritare finemente la carne cotta con il salame cotto.
In una ciotola unire alla carne le due uova, il prezzemolo, l’aglio e il parmigiano.
Mescolare ottenendo un composto uniforme.
A parte lessare per pochi minuti in acqua bollente e salata le foglie di verza. Privare loro delle parti più dure e lasciare raffreddare.
Disporre sulle verze un po’ dell’impasto di carne e formare degli involtini. Eventualmente fissarli con uno stecchino di bambù.
In una grande padella riscaldare dell’olio e far friggere a fuoco medio alto.
Servire bollenti.

Comments

14 Responses to “Caponét o pes-coj”
  1. A Milano si chiamano pulpett de verz o mundeghili (o mundeghili de verz), esi fanno vviamente con la sola verza. Fatti con carni avanzate (arrosto ma anche lesso, manzo ma anche pollo e maiale, mneglio se miste) e mortadella di fegato (o salame cotto). Si fanno fritti, come nella tua versione, ma qualcuno li rosola in poco burro poi aggiunge un mestolino di brodo e poca salsa e li fa brasare cos

  2. mia cara Type, mi fai venire l’acquolina in bocca, se mi lasci scriverò questa nota per il lavoro che sto facendo :O)

  3. oh, che fame che mi fate venire!

  4. Si fanno anche qui nel Bresciano, con le sole verza, e cotti in umido con un sughetto di verdure soffritte e pomodoro.
    Hanno un nome più affascinante, però: sono i “polastr

  5. ciao mili e grazie per essere passata (e per i complimenti). Mi devo segnare questo nome, rende bene l’idea.
    Ho un caro amico di Brescia, Gigi, con cui ho lavorato per anni ad Amsterdam.

  6. Appena riuscirò a tirare il fiato (tornata stanotte…) ti dedicherò la ricetta dei “fratti” genovesi :-*

  7. I fiori di zucca si trovano qui , bellissimi…
    Questa ricetta é ottima, piuttosto “invernale”, no ?

  8. Io li ho sempre chiamati involtini di verza. mi piace il nome caponet suona anche un poco catalano…Di solito li riempio con un puré di patate, uvetta sultanina e formaggio e poi li inforno. Di sicuro provero’ questa versione regionale.
    Besos
    Daniela

  9. Questo blog è adorabile. Lo adoriamo infatti. Ma questi della ricetta sono gli slavissimi golabki! I”piccioncelli”. Ogni paese slavo ne ha una sua versione e ne rivendica l’invenzione e al fiore di zucca alternano l’uso delle foglie di vite. Buoni, niam niam.

  10. sembrano buonissimi! esiste qualcosa di cos

  11. What is your name? Where do you live?

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