ComidaDeMama

June 6th, 2006 by Elena

Cucina ebraica, piccola bibliografia.

Ieri mi ha scritto l’autrice del blog un tocco di zenzero, una simpatica ragazza torinese. Abbiamo scoperto di avere un un amico in comune , spero di incontrarli presto una volta rientrata in Piemonte.
Un giorno ci siamo messe a parlare di cucina kosher. Kosher vuole dire in ebraico “conforme alla regola”. In questo caso conforme alle mille regole di alimentazione ebraica. E le ho raccontato un po’ cosa avevo in libreria a riguardo. Pian piano la mia collezione di libri di cucina sta riunendosi in una sola libreria, non sembra vero.
Quando leggevo Chaim Potok, Abraham B. Yehoshua, David Grossmann, Amos Oz alla fine non è che ci fossero molti riferimenti sulla cucina ebraica in generale, forse Moni Ovadia scherza un po’ sul tema ogni tanto nei suoi spettacoli. Poca roba, non è come i riferimenti alla cucina di Bahia di Jorge Amado o della cucina catalana di Manuel Vasquez Montalban.
Forse mi è venuta voglia di leggere qual che cosa di più sulla cucina ebraica dopo il passaggio nel Marais, in Rue de Rosier per la precisione, dove si avvicendano gastronomie e ristoranti kosher. Credo fosse il 1997 se non il 1996, mamma mia quanto tempo fa.
Mi ricordo di aver trovato l’hummus troppo pesante (ne avevo mangiato troppo, ovvio che era pesante!) e avevo fatto una vera malattia per le falafel di Chez Marrianne tanto da passare al ristorante di tanto in tanto e chiedere se potevano farmi un sacchetto da portare in giro per Parigi, gentilissimi non hanno fatto una piega, non un:”Mi spiace mademoiselle, non siamo un take-away” e mi hanno accontentata più di una volta.
Ad Amsterdam poi, in Gelderplein all’AH hanno proprio una parete dedicata ai cibi kosher con l’imprimatur del rabbinato di Amsterdam. Anche in aereo ho provato, andando in Giappone a prendere il menu kosher, per vedere cosa avrebbero servito.
Ad Amsterdam nello Joods Historish Museum è allestita nella sezione dei bambini una vera e propria cucina, assolutamente funzionante, dove si può imparare come vengono selezionati e conservati gli alimenti e si possono fare piccoli workshops di cucina. Al di là di questo dettaglio questo museo è molto belle e vale al pena di visitarlo almeno una volta nella vita.
Tornando alla bibliografia mentre la scrivevo a un tocco di zenzero ho pensato di scriverla anche qui.
Sul mio scaffale dedicato ai libri di cucina quindi ho tirato fuori:
“The Book of Jewish Food-An odyseey from Samarkand and Vilna to the present day” di Claudia Roden
Questo è il libro migliore che ho sul tema. Vincitore di premi ha il grande pregio di raccontare la tradizione della cucina kosher askenazita e sefardita compiendo cos

Comments

7 Responses to “Cucina ebraica, piccola bibliografia.”
  1. Ciao Elena, i tuoi post sono sempre una sorpresa!Mi incuriosisce la cultura ebraica, dopo aver letto Potok sono passata a Roth “Chiamalo sonno” sono agli inizi ma promette bene.Tu hai letto “La lettrice di romanzi d

  2. Grazie elena!!! Sei stata un vero tesoro.. e mi hai anche dedicato il post!! :)
    Dovrò rimediare e il primo piatto kosher lo dedicherò a te!!
    P.s.Oggi per me una bella moussaka!! Molto gradita da Rob ieri sera!
    http://www.untoccodizenzero.it/2006/06/moussaka.html
    Un bacione

  3. Non e’ propriamente un libro di cucina, ma di storia dell’alimentazione. Merita:
    Ariel Toaff, Mangiare alla giudia, Il Mulino

  4. Angelo, lo cerco di sicuro, grazie!
    ciao gourmet, mi riprometto di chiamarti, ma non ce la faccio mai, scusami, aspetto di vedere cosa mi combini
    Nadia, ehilà! NOn ho mai letto nulla di Pearl Abraham domani passo in biblioteca e cerco un po’, io vado a ondate nel leggere e ora sono più sul genere “quello che legge Marco, mio marito”

  5. MMmmmH!
    Le falaffel! che buone! Anche io e surreale le abbiamo molto apprezzate, a Parigi.
    A volte le fanno molto bene anche nei doener kebab!

  6. Non è che mi stai a diventare una “yiddishe mame”??? No, scherzo, la cucina ebraica attira anche a me per la sua semplicità, almeno qui a Roma. Ci sono un sacco di riferimenti al cibo kasher nel Oy, oy, oy di Leo Rosten (ma con un tocco americano..) . Appena ho un po’ di tempo ti passo allo scanner qualche pagina “culinaria”. Abbracci, cuoca universale!

  7. Mary, che piacere risentirti! Ti penso spesso in quel di Roma, sul serio. Marta me lo dice ogni tanto: “Tu sei un po’ yiddishe mame”, non tanto per la cucina, ma per lo stereotipo che vuole questa mamma brava a tendere tranelli ai figli, fondista di ricatti e procacciatrce di sensi di colpa. POvere mamme, me inclusa, quanti se ne ricevono di meriti eh?
    Aspetto con piacere qualche selezione di Oy Oy Oy intanto vedo di procurarmelo. A presto!

Get Adobe Flash playerPlugin by wpburn.com wordpress themes