ComidaDeMama

May 14th, 2006 by Elena

Partita di Cricket in piazza Duomo a Trento


E mi sono commossa.
Appena ho visto le prime due squadre in divisa bianca e in divisa blu schierate per la fotografia prima del lancio della moneta sul campo mi sono proprio venute le lacrime. Marta era vicina alla nostra amica Nicole e ho saputo che le ha detto: “Sono orgogliosa di mia mamma perchè l’ha organizzato lei questo cricket”.
Alcuni avevano un cappello di tela bianca a tesa larga e sembravano dei gondolieri, ma poi Waseem mi ha spiegato che tutti i giocatori lo portano in caso di sole forte.
Ma prima di questo momento ne sono capitate di tutti i colori. Meno male che mia sorella è venuta ieri sera per guardare Marta, non ce l’avrei fatta diversamente. E meno male che con Antonino e Nella ci aiutiamo reciprocamente, e meno male che Paolo e la sua famiglia mi sostengono moralmente (e ospiteranno Marta a dormire il 18 maggio), e meno male che Nene e Marina esistono. Grazie, son veramente cose.
Perchè ieri c’era l’inaugurazione della mostra “Ricamare l’identità: storie di donne dall’Asia e dall’America Latina” di Mandacarù, mostra di tessili straordinari e preziosi arrivati da Perù, Guatemala, dall’India e dal Nepal. Le artigiane di questi Paesi che lavorano in progetti fair trade con Mandacarù erano e saranno presenti per spiegare ai visitatori le varie tecniche di decorazione tramite workshops. Meravigliosa cornice, la Torre Mirana di palazzo Thun, un restauro spettacolare con uso di una pietra dal colore indefinibile che non ho potuto non toccare più volte. C’è chi ama sentire il pelo di visone, Amelie Pulenc affonda le mani in sacchi di fagioli secchi, a me piacciono le pietre.
Tornando a noi, chi ha cucinato parte del rinfresco di inaugurazione seguendo la parte indiana? Esatto, comidademama. Ma dato che non volevo sottrarre tempo all’organizzazione delle Cene dell’Altro Mondo ho chiesto a uno degli organizzatori della serata pakistana che conosco di preparare alcune cose per aiutarmi.
Per una serie di inconvenienenti ieri sono dovuta andare di corsa a prendere il tutto, fuori Trento, 3/4 ora prima del nostro diritto di lavorare in Piazza del Duomo.
Arrivo tutta sparata, con i minuti contati, trovo il tutto pronto per seere messo in auto. Bene, benissimo, saluto, ringrazio e parto.
Ma.
Prima che riesca a dire “Devo scappare” mi si presenta davanti un meraviglioso piatto di polpette speziatissime con raita di coriandolo e verdure fresche e un generoso chapati fatto al momento.
E ho ringraziato e ho mangiato questo pranzo con un misto di riconoscenza e affetto per l’ospitalità enorme che mi viene sempre riservata in questa bella famiglia e l’angoscia di essere in ritardo.
Per l’occasione mi sono messa la cosa più vicina a un salwar kameez che ho, una lunga tunica e un paio di pantaloni entrambi di lino bianco con una sciarpa di cotone arancione spento. Dall’agitazione ho perso il bindi, ma ho tintinnato fino a sera con i miei bangles, volevo essere il più elegante possibile per omaggiare tutte le persone che hanno speso del tempo per questa partita.
Dopo aver ringraziato del pranzo, squisito —qui bisogna mettersi di buona lena a imparare anche i piatti del Pakistan, le miscele di spezie sono differenti da quelle a cui sono abituata— la signora mi ha fatto dire dalla figlia che il mio chunni era troppo pesante per la giornata e non era nemmeno bianco –insomma il mio c’entrava come i cavoli a merenda–e mi ha regalato uno dei suoi, ricamato a mano da lei stessa. Ho provato a dire di no, era meraviglioso, ma lei ha insistito così tanto che ho detto di si, commossa. Non so se mai riuscirò a ricambiare un dono così bello e prezioso, lo terrò con cura. L’ho fatto vedere anche alle ricamatrici indiane della mostra ed erano ammirate del lavoro a ricamo fatto sul MIO chunni.

Sulla strada del ritorno ho iniziato ad avere visioni apocalittiche, che aumentavano sempre di più a ogni piccola coda o rallentamento che incontravo per la strada. Avendo appresso tutti i documenti che attestavano il nostro diritto di stare in Piazza ero in fibrillazione.
Già mi immaginavo la Piazza pattugliata dalle forze dell’ordine a caccia di quella scriteriata che non si presentava a mezzogiorno spaccate per sottoporsi al check in. Ammetto che nelle mie visioni c’era anche l’elicottero appena approdato non distante dalla fontana, le ali mulinavano ancora. Quando sono apocalittica sono apocalittica sul serio, tipo action movie americano, senza le parlolacce, però.

Arrivo finalmente in piazza, venticinque minuti di ritardo.

Deserta.

A Trento a mezzogiorno c’è il coprifuoco, tutti hanno le gambe sotto il tavolo e il cibo sotto i denti.
In un angolo scorgo un camioncino con appoggiato un signore con la faccia annoiata che si fumava una sigaretta. Qualche sparuto gruppo di turisti attraversa la piazza con macchine fotografiche dagli obiettivi giganti.
Mi viene una gran voglia di bere un bicchiere di acqua gassata.
Era il signore delle transenne, quello della sigaretta. Ci stringiamo la mano e ci mettiamo al lavoro. Tutta di bianco vestita l’ho aiutato a scaricarle dal camioncino, ci abbiamo messo cinque minuti e sono ricorsa all’auto per portare in mostra le cose appena traportate.
Torno trafelata in Piazza e la trovo più deserta che mai. Bevo il mio agognato bicchere di acqua e vedo arrivare Devendra, che è venuto a vedere come procedevano i lavori. Poco a poco sono arrivati i giocatori, primo tra tutti Waseem, una delle punte della squadra Trentino Cricket, che ha tracciato con altri suoi compagni il pitch e poi il campo.
Intanto un grande camion ha iniziato a vomitare enormi scatole nere. Ah, già, l’impianto musicale. Appena pronto ho bloccato il CD prova che diffondeva la versione dance della sigla di Lady Oscar -sic- e ho messo su una compilation di Bhangra.
Da quel momento il lavoro di tracciamento, l’allestimento dei gazebo, l’arrivo degli altleti e degli amici delle tre squadre è fluito al ritmo di una musica che credo che le pietre della Piazza del Duomo non abbiano mai sentito.
Inevitabile che qualcuno nella piazza abbia inizato a seguirne il ritmo, me compresa.
Chi in quelle ore è passato da queste parti avrà visto un chunni ricamato finemente svolazzare da una parte e dall’altra, per chiedere al sacrestano del Duomo di chiudere la Porta dei Leoni –pensate che spavento per un turista uscire dal Duomo e trovarsi nel mezzo di un’azione di gioco–, aiutare a montare il gazebo, stringere mani, ringraziare tutti, tirare fili per ditanziare il pubblico dall’area di gioco, rispondere a domande, trovare le persone e i microfoni. Salutare amici, intrattenete turisti curiosi di tutto quel trambusto.
Tutto al ritmo di Bhangra, che ormai mi ricorderà per sempre questa meravigliosa giornata.
Un’immagine che mi sarà sempre cara è stato scorgere nel centro del campo il signor Mancha, arrivato la notte prima dal Pakistan. Con la sua camicia biancia i suoi baffi e il suo sorriso è inconfondibile, ho attraversato il campo correndo per stringergli la mano, manca da Trento da un mese. In questo mese ho lavorato con altre persone della sua associazione. In questo mese abbiamo costruito molto e rivedere il signor Mancha è come vedere un segno del tempo che è passato.
Non mi commuovo mai a vanvera.

Le partite sono state molto belle, Devendra ha arbitrato, il pubblico si è soffermato a ondate successive, molte le curiosità. Le azioni di gioco sono coinvolgenti, alcuni movimenti dannatamente eleganti. C’era un bello spirito tra di loro.
L’Assessore allo Sport è venuto a visitarci e l’ho ancora ringraziato per averci sostenuti in questa attività, avevo gli occhi che mi brillavano, me li sentivo senza che nessuno me lo facesse notare –me l’hanno fatto notare in mostra qualche ora dopo, continuavano a luccicare.
Rimpiango di non avere fatto dei fogli in cui si spiegavano le regole del gioco da distribuire ai passanti, prossima volta.

Smontato tutto, non mi chiedete chi ha vinto perchè ero così agitata che l’ho dimenticato, sono stata in mostra a Torre Mirana a chiacchierare con
chiunque avesse delle curiosità sulle ricette proposte nel buffet e con persone trentine che ho conosciuto in questi sei mesi.
Le artigiane indiane e nepalesi erano molto simpatiche e vitali e ho avuto modo di assistere a una sessione di block printing, una tecnica di stampa a mano su stoffa, fatta con dei blocchetti intagliati con motivi floreali e geometrici meravigliosi. Li ho sognati anche questa notte, un sogno colorato di ramage indiani.

Verso le 19.30, mentre segnavo sul retro di un volantino pescato in borsa una ricetta di uno snack gujarati al vapore dettato da una elegante artigiana –appunto–del Gujarat, compare il my wise, giacca pesante sotto il braccio, trolley in una mano e tracolla con portatile in spalla, appena tornato da Liverpool, manca da lunedi mattina scorso.
Mi sono congedata e dopo una buona pizza insieme a Marta, mia sorella e a una sua amica siamo tutti stramazzati nel letto, spossati dalle rispettive giornate.

Signori, AsiaQuest’AltroMondo è appena incominciato, sotto i migliori auspici.
Lunedì alle ore 20.30 nella Sala della Cooperazione di Trento c’è la conferenza internazionale World Social Agenda
ASIA. Oltre la paura. Partecipazione, diritti, riconciliazione
Intervengono: Kezevino Aram (India), Charito Basa (Filippine), Meera Batharai (Nepal)
Chea Vannath (Cambogia), con la testimonianza di Maria (Birmania)
modera:Tana de Zulueta.
Torno in apnea, ora mille cose devono incastrarsi, tutto il lavoro di questi mesi si concretizzerà e passerà molto e troppo velocemente.
Sparisco di nuovo per qualche giorno.

Comments

14 Responses to “Partita di Cricket in piazza Duomo a Trento”
  1. Non ho ancora capito se tutte queste cose le hai fatte tu da sola, o se c’hai i sosia come saddam. Comunque chapeau!

  2. Accidenti, ecco perchè queste cose non si fanno anche nelle altre città. Perchè tu abiti ( solo ) a Trento! :-)

  3. hanno vinto i bianchi (ovvero non il trentino cricket che erano in blu ma … Pak Friends e qualcosa del genere mi pare).
    La partita e’ stata bellissima, un po’ noiosa all’inizio perche’ non spiegavano le regole e non si capiva cosa stava succedendo. Ma alla fine e’ stata spaziale, un crescendo di emozioni perche’, sostanzialmente, una squadra gioca per prima e fa x punti (104 mi pare nel nostro caso) e poi gioca l’altra che deve rimontare e fare abbastanza punti e non essere eliminata. Comunque molto avvincente! E fortuna che c’erano indiani e pakistani intorno al campo che spiegavano volentieri le regole se andavi a chiedergliele!
    La mostra e’ splendida (passate tutti a visitarla! Trento e’ vicina!) e il buffet una cosa da strabuzzare la lingua, che magari non si strabuzza di solito ma in questo caso, e’ stato spaziale. Mi raccomando, tutti a Trento la prossima settimana ad assistere alle Cene dell’altro mondo!

  4. comida, si attendono le foto!!!
    io purtroppo dimentico sempre di portare la macchina fotografica ;-(

  5. fantastico! Te l’avevo detto! Nemmeno la pioggia ci si è messa. Che voglia di assaggiare tutto. di vedere tutto. In bocca al lupo per il resto!

  6. Emanuele, ahahah. La partita di cricket l’ho organizzata da sola, Waseem e Luca hanno composto le squadre e li ho visti in tutto un paio di volte e li ho sentiti per telefono. lo staff di Asia Quest’AltroMondo ha prenotato la musica e il gazebo, ma l’idea, la raccolta dati per motivare la scelta all’assessore allo sport e agli rganizzatori di asia quest’altromondo, le trafile burocratiche per ottenere i permessi l’accoglienza, beh quello l’ho fatto io. La mostra di Mandacarù non l’ho organizzata io, solo il buffet e quelli a seguire, ma tiassicuro che è veramente un casino, si passa da questioni ufficiali delicate a cose veramente manuali.Come titola India Today -oogi per premiarmi mi sono acquistata INternazionale– MS. MULTITASK <:O)
    milton, valà ^__^ se vuoi mi trasferisco da voi al caldo e al bel sole e getto scompiglio anche dale vostre parti. HO conosciuto un signore ieri che mi ha detto di appartenere alla minoranza greca calabrese e se non sbaglio mi ha detto che alcune minoranze sono insediate anche in puglia (spero di ricordarmi perchè c’erano anche quelle albanesi nelle elencazioni che mi ha fatto). Una bella sorpresa, non lo sapevo.
    Grazie Paolo e, si la mostra è meravigliosa.
    Purtroppo non ho fatto foto, ero troppo presa dalle cose, ma se le revupero almeno una la metterò sul sito.
    cabiria, ciao cara pensa che c’era sole tanto da farmi abbronzare un po’ il viso. Bellissimo.

  7. Io me lo immagino il cricket in Piazza Duomo e fin che ci penso mi viene da sorridere.
    Eri preoccupata di essere in grado di inserirti in città, ed ora è Trento che deve adattarsi a te!
    Commovente.
    Una foto del cricket ce la devi recuperare…
    (Non strapazzarti troppo, ok?).

  8. adoro questa donna. è per causa sua che a casa mia hanno montato dopo due anni la stanza per gli ospiti. e lei è stata la prima a spaerlo. ieri è stata una gironata ricca di colpi di scena. ti chiamo o ti scrivo per dirti. cab è una tosta… altroché…

  9. le tue parole evocano immagini potenti, ed emozionanti. elena sei una meraviglia! SMACK!

  10. cosa significa, esattamente, sparisco di nuovo per qualche giorno?
    devo diventare una palla da cricket per farmi notare?

  11. Che meraviglia Elena!!!
    Una partita di cricket!!
    Ho assistito anni fa ad una partita, e devo dire che è emozionante.. Sembra di tornare indietro nel tempo.. con quelle divise impeccabili!!Sono tutti bellissimi, vestiti di bianco..
    Ti scrivo ti scrivo!!
    Un bacio a te e uno a marta!
    E brava , brava, brava!
    :-)

  12. e questa donna è a Trento da pochi mesi! roba dell’altro mondo!

  13. Piaccio sempre delle mostre con l’arte dalle culture diverse. Ciò è una ragione un amo vivere in Chicago.
    Commentario piacevole.

  14. Martina says

    Ciao! Complimenti! So che il mio moroso ti ha incontrata mentre eri con Devendra, sabato. Una di queste sere ti cerco alle cene. La mostra l’ho vista ieri, è davvero molto bella. A presto, spero!

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