ComidaDeMama

May 19th, 2006 by Elena

Cene dellAltro Mondo come è poi andata?

Mercoledi sera sono tornata a casa troppo stanca per scrivere. In realtà sono troppo stanca anche adesso per scrivere ma non posso non fissare cosa ho visto e provato in questi giorni.
Come diceva giustamente Perec al telefono in uno di questi giorni ogni situazione ha la sua chimica (eh, semplifico, oggi le sinapsi sono slacciate).
Martedi sera ho iniziato ad avere le prime allucinazioni, vedevo tutti i sedili della macchina macchiati e ho immaginato nella mia mente obnubilata dal sonno che i monaci mi avessero fatto la cacca in automobile. Quando l’ho detto a Marco è scoppiato a ridere come un matto e mi ha invitato a farmi un bella dormita.
A parte questo il giorno successivo è iniziato con un incontro con il console palestinese del NE alle 7.30, per ricevere 45 Kg di pane arrivato da un forno padovano, fatto apposta per la serata. Ho ricevuto in dono una bottiglia di olio palestinese spremuto a pietra, che non vedo l’ora di assaggiare, magari in compagnia di una ottima estimatrice di olio.
La giornata era caldissima e i tre cuochi palestinesi arrivati apposta da Venezia erano in ottitma forma, sono riuscita a stare molto in cucina per aiutarli, con Irma e altre signore. E giù a impastare koftas profumati di aglio e frullare hummus e a chiacchierare delle loro attività.
“In Italia non si riesce a sopravvivere con un ristorante, a ogni metro quadro arrivano tasse da capogiro, ci siano ridimensionati, cuciniamo di meno, ma almeno abbiamo un po’ di respiro”.
Un gruppo musicale italopalestinese intanto stava provando accanto, Irma ha fatto pasta e ragu per tutti e il signore del centro Il DAO presente nello stand ha dispensato massaggi orientali ai fonici (e poi anche a Irma che aveva il mal di schiena, scema al solito io che non ho osato chiedere).
La serata era calda, io mi sono impratichieta del posto e addirittuta al bar di Martignano alla mattina due signori, marito e moglie, del Comitato che ospitava le tre serate mi hanno offerto una tazza di caffè.
Tra le varie cose mi sono occupata della spesa per fare i cocktails. Non ne so nulla, di cocktails, mi piace il vino e amo assaggiare le birre, ma di ombrellini, granatine gradi alcoolici, frutte varie proprio non ne so nulla, ho quindi lungamente controllato la lista con il barman e sono diventata il terrore dei supermercati chiedendo robe un po’ strane per seguire i capricci delle ricette.
Verso l’inizio della serata è arriviato il signor Portugheis, signore israeliano che vive ad Arco e che presiede l’associazione “Ebrei e Trentino”, nata da poco con scopi culturale, finalizzato all’aggregazione tra ebrei o israeliani di religione ebraica, residenti anche temporaneamente nel Trentino. La loro attività consiste nella presenza e partecipazione agli eventi di interculturalità religiosa.
Il signor Portugheis è arrivato carico di belle scatole di carta bianca che contenevano eleganti sacchettini trasparenti con dentro tre dolci tipici della tradizione ebraica.
Il dolce di Chanukka, la festa delle luci -sufganiot- simboleggia l’abbondanza di
olio d’oliva, soggetto del miracolo di Chanukka. Il dolce di Purim, il carnevale
ebraico -orecchie di Aman- dalla narrativa del Rotolo di Ester, con il
significato del capovolgimento delle sorti del primo ministro del Re
Assuero, il perfido Aman. Il dolce di
Pessach, la Pasqua ebraica , dove non è consentito di consumare cibi
lievitati e in particolare farina di frumento lievitata.
Serata calda quasi estiva, ho finito molto tardi e ieri ero molto stanca, ma la tensione per il brutto tempo pronosticato mi ha tenuta sveglia e all’erta.
Già, perchè quella era la serata del gruppo del Pakistan.
Vado a prendere Marta all’asilo.
Marta in questi giorni non mi ha vista, uscivo presto e rincasavo tardi, quindi ora vado a giocare con lei al parco.

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