ComidaDeMama

February 10th, 2006 by Elena

Quando mi manca dannatamente un posto come Amsterdam

Al 324 di Keizersgracht, a due passi dalla nostra vecchia casa, nel Felix Meritis in questi giorni è stato assegnato il World Press Award 2005. Vincitore della quarantanovesima edizione è il fotografo canadese Finbarr O’Reilly di Reuters.
Our mission is to encourage high professional standards in photojournalism and to promote a free and unrestricted exchange of information.
Ne abbiamo già parlato negli scorsi anni. E’ un grande premio di fotogiornalismo internazionale e la selezione delle immagini fa il giro del mondo durante l’anno. Ecco il calendario, magari vi capiterà di vederla.
Tutti i vincitori

Comments

6 Responses to “Quando mi manca dannatamente un posto come Amsterdam”
  1. rossella says

    cara Elena, del world press sono orgogliosa:non solo, questo è ovvio, per l’importanza -una volta tanto riconosciuta- al giornalismo fotografico, ma anche perchè, a a Roma, la prima mostra l’ho curata io, e l’ho molto voluta. Poi ne sono arrivate tante altre,sempre nello stesso luogo, che ormai è deputato, e menomale, alle mostre di fotografia.Ora si chiama ‘Museo di Roma in Trastevere’, ed è uno spazio davvero bello, con un chiostro semimoderno, quasi razionalista, ma inaspettato e molto cip-cip (passeri) in un (ex)convento seicentesco. ciao Ross

  2. Comida,
    grazie mille per il link. Le foto sono davvero splendide.

  3. Bella la pianolina!
    Grazie al tuo post sono tornata a vedermi le foto del premio, era un po’ che mancavo e questa volta mi sono resa conto di una cosa che mi ha impressionato. Belle foto tutte. Importanti toccamti eccetera; prima non me ne accorgevo, ma ora noto che la sofferenza dei bambini la fa da padrone. Certo, è ovvio, quella è la sofferenza ingiusta, quella che fa male…
    Poi mi viene in mente (ho un diavoletto apposito per questo) un pubblicitario della vecchia scuola che diceva che usare i bambini in pubblicità è come usare le tette, appeal garantito.
    Quanto cinismo… O il cinismo è di colui che fotografa una bambina coperta di sangue e poi presenta la foto a una giuria per un premio?
    Io non ho la risposta, quello che so è che da quando nella mia vita c’è la bassetta non riesco piu a vedere un bambino soffrire, nemmeno per finta, nemmeno al cinema, nemmeno se è solo suggerito.
    Anche se è una bella foto.

  4. Ross, wow, in Italia la mostra del World Press è poco visibile in Italia, complimenti di esserti presa la briga di dare voce a questo premio negli anni passati. Ti ricordi come ha risposto il pubblico? Se passo a Roma vengo a vedere questo “Museo di Roma in Trastevere”, di sicuro.
    milton: temo, ti temo Milton, ogni link che mi proponi mi fa piombare in uno stato di dipendenza assoluta. Marta ancora adesso si fa aprire KoMoDO KUNI e abbiamo quasi imparato integralmente a memoria una canzone in giapponese sui ranocchi
    Chemcookit: prego :O) nOn riesco a commentare sul tuo weblog, ma lo leggo sempre
    è un periodo in cui faccio fatica a commentare per motivi di tempo
    cabiria:
    complicato dare una risposta. Da quando ho Marta sono più sensibile anche io all’unverso infantile in tutte le sue forme, prima per me i bambini non esistevano. Li vedevo, sapevano che popolavano la crosta terrestre, ma non li rilevavo. Dolore o non dolore. Quindi capisco quello che dici, anche per me è una cosa recente.
    Il tuo pubblicitario ha ragione (anche se non è che che abbia fatto la riflessione del secolo, ha detto una cosa ben ovvia). Senza togliere nulla alla pubblicità una foto di fotogiornalismo è un po’ un’altra cosa, è come se fosse un articolo scritto condensato in una immagine. E qui bisognerebbe aprire un lungo discorso sull’etica dell’informazione tout court, cosa al di sopra delle mie capacità.
    Penso che questo premio abbia delle ottime qualità, che si distingua per i suoi intenti, per la sua apertura al dibattito, per la varietà di persone coinvolte. Io una foto come quella che ha vinto l’avrei mandata l’avessi scattata io. Per contribuire alla crescita di questa disciplina oltre che per confrontarmi e crescere a mia volta. Bimbi o non bimbi.

  5. mia cara, il giorno che un pubblicitario dirà una cosa non ovvia lo segno sul calendario con quattro stelle. :-)
    Però concedimi che tra una foto e un’articolo c’è una differenza, ovvero la foto è l

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