ComidaDeMama

November 20th, 2005 by Elena

Canederli di MarinaB

Marina taught me how to make canederliQuesto che vedete è il primo sorriso che mi ha accolto a Trento lo scorso settembre e che mi aiutato a superare il primo impatto con la città.
Marina vive e lavora a Trento anche se ha per lungo tempo vissuto e studiato in giro per il mondo. Parla una quantità imprecisata di lingue e le usa nella sua professione. Lo scorso venerdi mi ha insegnato a fare i canederli, un buon modo per avvicinarsi al Trentino.
Mi presenta davanti una grande ciotola colma di pane raffermo tagliato a cubetti molto piccoli, mezzo Kg. Non c’è molta crosta, il pane è bianco, ma potrebbe essere anche integrale.
Mentre mi spiega l’origine povera dei canederli scalda mezzo litro di latte intero e, una volta bollente, lo riversa sul pane mescolando il tutto con le mani.
Mentre lascia riposare questo impasto iniziamo a tagliare a cubetti di media misura una generosa quantità di speck e di formaggio Asiago stagionato. Le quantità sono ancora da stimare. Se faccio i canederli di formaggio dovrei tenere la proporzione peso formaggio e peso pane 1:1.
Canederl dough Canedeli dough Canederly dough ready o be shaped in balls Canederli ready to be boiled in a fresh and rich meat bouillon
Alla vista dello speck vacillo, adoro gli insaccati e in Olanda devo dire che è più unico che raro trovarne di buoni, quindi ho l’acquolina in bocca.
Marina toglie molto del grasso dello speck, per non appesantire troppo questa pietanza che si rivela sempre più sostanziosa a mano a mano che ne vedo la realizzazione.
Intanto il calore del latte ha reso più elastico il pane, che ora si modella e impasta molto più facilmente. Marina aggiunge qualche goccia ancora di latte ricordandomi che un tempo veniva messa l’acqua, quindi, se mi trovassi senza latte potrei tranquillamente usare un po’ di acqua per ammorbidire il tutto.
Mescoliamo speck, formaggio, una generosa quantità di formaggio grana trentino DOP, un po’ di prezzemolo tritato per dare colore e due uova intere, fresche, di dimesione media (ma che se ne fa la gente di un uovo extra large, ché poi le ricette non vengono. Per non parlare di quella povera gallina che le deve produrre, suvvia!). Niente farina, dice Marina, altrimenti diventano macigni.
Man mano che Marina impasta energicamente tutto si compatta raggiungendo una consistenza morbida e tesa, siamo pronte a formare con le mani bagnate luna ventina di palline.
Alcune verranno conservate nel congelatore, disposte su un vassoio per le prime tre ore e poi messe in sacchetti. Quando sarà il momento di usarle verranno buttate nel brodo bollente senza doverle scongelare.
Le altre le abbiamo cotte in un brodo di carne bollente che Marina aveva preparato il giorno precedente. Alcuni buttano i canederli in questo brodo, coprono la pentola e spengono il fuoco, noi invece abbiamo cotto io tutto a fuoco lento per circa dieci minuti.
Il brodo era molto saporito, lo speck e il formaggio hanno arricchito la preparazione di base, e i canederli deliziosi. Proverò a farli in tutte le varianti, al formaggio, verdi con gli spinaci, nuovamente allo speck e formaggio, in brodo o asciutti, conditi con un po’ di burro e salvia fresca.
Mentre assistevo a questa lezione ho intravvisto delle cose ottime di cui vorrei assolutamente sapere come si fa, come le friselle che lei fa in casa usando il lievito madre che palpita nel suo frigorifero.
Intanto per dessert mi ha fatto assaggiare il lemon curd di sua produzione, ottimo. Ho ottenuto la ricetta e il giorno dopo non ho potuto fare a meno ad acquistare dei limoni biologici e farne una piccola porzione per noi.
Ringrazio ancora qui Marina per la bella serata e per avermi insegnato tante cose nuove ottime. Spero di non avere fatto degli errori, ho trascritto ciò che mi è rimasto in mente, l’altra sera non ho preso appunti scritti.
Ah! Quasi dimenticavo. La manina che brandisce un pezzo di carota appartiene ad Anna, figlia di Marina, che ha giocato con Marta tutto il tempo sgranocchiando verdura fresca come antipasto.

Comments

18 Responses to “Canederli di MarinaB”
  1. WOW, elena! Che bel racconto. Quando vado in germania, ruberò un po’ di sapere sui canederli versione bavarese a mia zia, cos

  2. Ciao cara, sono bloccata in casa per via dell’elettricista e quindi mi sa che ci vedremo domani. Aspetto il confronto trentino-bavarese!

  3. Però, scusate, quando fate questi confronti “filologici” non vi serve un giudice, diciamo, “imparziale” ? :)

  4. ehm, ci sarebbe anche la canzone, uno standard del coro di montagna, sulla ricetta dei canederli.
    (a popoli meno prosaici le canzoni vengono ispirate dai grandi sentimenti, a noi dai canederli, vedi te)

  5. Ehi Elena … che belle foto e che bel racconto … è stata veramente una serata piacevolissima, anaffiata dal buon Marzemino che hai portato :-)))) … a fine serata cantavamo il Don Giovanni! … da ripetere, da ripetere …

  6. Elena: bene bene vedo che sei stata accolta a pentole spalancate, buon segno no? Ti informo che qui vi aspettiamo già, finito l’assestamento (Lia ha perfezionato la zuppa inglese tradizionale. Non piaceva un granche’ ne’ a lei ne a me, ma adesso invece… :-)
    Bacia la Troppobimba e saluta il Polveroso :-D

  7. silvio, contaci!!!!
    giorgio, ^_^ facciamo cos

  8. la mia mamma li fa proprio uguali uguali…beh, ti sento serena e contenta. tante belle cose. bacioni a voi tre. P.S. sei poi stata al Mart? Noi quasi 5 siamo stati a brescia : la mostra van gogh- gauguin è favolosa!!!!

  9. che bella ricetta.. solo una domanda .. i canederli “non al formaggio” sono senza formaggio? cioè tolgo il formaggio asiago e il rapporto 1-1 lo faccio con gli spinaci?
    grazie
    ciao

  10. Gio, penso di poterti rispondere io! Per fare i canederli di spinaci, che poi si chiameranno “strangolapreti” e saranno di dimensione inferiore (grandi come una noce) procedi sempre con l’ammollo del pane nel latte, quindi aggiungi una bella manciata di spinaci ripassati in padella e tanto grana (e volendo anche della ricotta), un uovo, sale e pepe … fai le palline piccole e le cuoci in acqua bollente per poi servirli con burro fuso, salvia e grana …

  11. che insuperabile abbinamento cibo-vino… il buon Veronelli consigliava proprio il Marzemino d’Isera per i canederli in brodo

  12. Marina, una domanda: gli spinaci li triti un po’ o li lasci interi? Capisco di non dovere farne una purea, ma un po’ tagliuzzati ?
    grazie

  13. Milton, bene, felice di avere azzeccato un’enoteca competente! Perchè o ho chiesto al signore dell’enoteca del corso III Novembre un vino che si abbinasse ai canederli. ^_________^

  14. leggere le ricette dei canederli mi fa venire fame :) . e’ sempre bellissimo leggerti

  15. MarinaB says

    Elena, gli spinaci dopo cotti, li trito un po’ con la mezzaluna … deve esserci quell’effetto vedo-non-vedo :-))
    Ottima l’enoteca di Corso III Novembre, sia per prezzi che per competenza …

  16. ok! immaginavo di dover tritare un po’
    credo che tornerò da questo signore, quando entro vengo accolta da una ventata di odore di cioccolata da svenimento

  17. non è il tuo caso, ma la cioccolata in esposizione è un must per convincere le donne ad aspettarti in enoteca mentre esamini con calma le bottiglie. Quando la compagna comincia a farsi insofferente, basta dirle “Guarda, un liquore al cioccolato!” :-)

  18. milton ;), in questo caso io uso questo diversivo per Marta

Get Adobe Flash playerPlugin by wpburn.com wordpress themes