ComidaDeMama

August 16th, 2005 by Elena

Oxford, Chutneys Indian Brasserie

Tutto questo post parte dal ritrovamento in un cassetto di un menu-pubblicità, stampato a Oxford in rosso cupo e nero su carta ocra. Anno 2000
chickpeas_curry Ogni tanto spiego a Marta il motivo della sua passione per il cibo indiano dicendole che per tre settimane mi sono nutrita di papadums e arditi chutneys, biriani di agnello e riso basmati cotto al vapore mentre lei, ignara della quantità di spezie che passavano nel mio apparato digerente, nuotava, da ormai sette mesi, come un pesciolino nella mia pancia.
Io e il my wise avevamo deciso di seguire un corso di inglese a Oxford quell’estate, certi di non poterlo frequentare più una volta arrivata Marta tra noi.
Immaginando quanto male si potesse mangiare nella casa inglese assegnataci dalla scuola optammo per una soluzione del tipo bed and breakfast, finendo in una microscopica casetta ai margini della città, abitata da una giovane ragazza, impiegata alla Oxford University Press, dotata di un fidanzato allampanato e di tre amiche che, puntuali alle 17.00, si riunivano con lei –e con noi– a sgranocchiare pane e margarina, guardando East Enders.
Ho sempre sospettato che quel pane a margarina costituisse la loro cena.
Ora, non che la gravidanza abbia aumentato il mio appetito, che da sempre è a dir poco vivace. Ma sicuramente dopo una giornata passata a lezione e a studiare, dopo la fetta di pane e margarina delle 17.00, io e il my wise potevamo mangiare un bue per traverso.
Non amo molto la cucina inglese, anche se ho assaggiato –penso– il meglio di quello che può offrire, steak and kidney pie a parte, percorrendo il Vallo di Adriano da Est a Ovest con i miei genitori nel 1991. Credo che anche Milton potrebbe raccontare di qualche bel piatto da lui assaggiato in quelle lande.
Ad ogni modo, col cavolo avrei mangiato per più di un giorno jacked potatoes, fagioli al sugo e legnosi stufati di manzo.
“Anni di colonizzazione indiana avranno portato anche uno straccio di ristorante indiano qui ad Oxford, nu, amore?”
E, fortunatamente, trovammo questo semplice ristorante indiano, nuovo di zecca, con i sari appesi alle pareti e un buon profumo di spezie.
La prima volta che ci chiesero se volevamo dei papadums non capimmo nulla e dicemmo “Of course!”
Vorrei ritornare in questo posto per chiedere le ricette dei dieci tipi di chutneys offerti come accompagnamento.
E vorrei tornare per riassaggiare le morbidissime carni speziate servite con riso al limone cotto al vapore.
Caso mai foste a Oxford potete provare a fare un salto.
Chutneys Indian Brasserie
36 St. Michaels St,
Oxford.
Oxfordshire.
OX1 2EB.
Telephone Number(s) :
01865 724241

Comments

5 Responses to “Oxford, Chutneys Indian Brasserie”
  1. beh, non è certo una opinione originale la mia che senza l’impero la gastronomia inglese sarebbe cosa ben triste. Le ondate migratorie si sono succedute ed in effetti la fusion è proprio “optimo jure” la cucina inglese odierna, al punto che pensando a londra ad ora di pranzo non c’è nessun buon ricordo culinario che non sia francese, tailandese, giapponese, etc. Ed ho diversi post-it pro memoria di tavole orientali di londra infilati nella zagat survey per il prossimo viaggio. Buon prosieguo di vacanza ( anche qui fa fresco, ora, ma pioggia niente tanto che gli alberi persino cominciano a seccare e ci sono crepe nel terreno in cui si infila una mano )

  2. che buffo, son tornata qui per rileggere del fior d’agosto (che mi tenta assai, credo ci provero’ a breve) e trovo questo post! Indovina un po’, ho passato la settimana facendo chutney con le mele del nostro giardino inglese, e visto che ne ho ancora un sacco pensavo di fare una specie di marmellata con tanta cannella.
    Dopo tre anni qui sono convinta che la cucina inglese secondo non esista, visto che la gente qui vive di kebab e pizze e curry, che non hanno niente a che fare con “the real thing” ma non importa.
    In compenso da mio marito (irish-lancashire) ho imparato a fare il curry (anche se la mia versione farebbe inorridire qualsiasi purista), e lui ha imparato a fare il ragu’, a mettere l’olio extravergine sull’insalata e a fare i calzoni e cosi’ via.
    L’importante e’ essere curiosi, secondo me.

  3. Caro Milton, felice di sapere che un po’ di frescura ti abbia raggiunto; sono incuriosita dalle crepe nella terra, a volte sono bellissime.
    Per la cucina londinese non posso che darti ragione, mi piacerebbe tornare con qualche sterlina in più in tasca per provare qualche cosa di ben cucinato.
    Stafansia, hai ragione importante è essere curiosi
    un abbraccio e benvenuta!!!! vado a leggere la ricetta del chutney
    il fior d’agosto fallo, ché è ottimo

  4. vivo a oxford e volevo aggiungere il mio supporto per chutneys: è davvero uno dei ristoranti indiani migliori che ci sono qui, nonchè a buon prezzo, ve lo raccomando caldamente!!

  5. ma che bello avere un feed back da un italiano che vive ad Oxford! Che fai di bello da quelle parti?
    Mangia un piattone di papadums alla mia salute!
    Ciao
    comida

Get Adobe Flash playerPlugin by wpburn.com wordpress themes