ComidaDeMama

June 26th, 2005 by Elena

Yaki-gyoza and tortellini

Io e Sumi, lei giapponese, io italiana, sedute allo stesso tavolo, i nostri quattro figli in giro per la casa a giocare, l’altra sera preparavamo la cena.
Sumi alle prese con una dose imperiale di tortellini emiliani, confezionati uno a uno velocissimamente, mi dava indicazioni su come fare i gyoza. Ridevamo perchè normalmente la versione giapponese di questo piatto cinese prevede una ciotola di riso bianco come accompagnamento, invece noi l’abbiamo abbinato ai tortellini con un ripieno di prosciutto crudo, mortadella, carne di maiale e Parmigano Reggiano. Nessuno s’è lamentato, mai assaggiato tortellini più ricchi e gustosi.
Da quando è tornata dall’Emilia Sumi fa pasta fatta in casa tutti i giorni e non stacca più l’Imperia dal piano di lavoro. E’ diventata molto brava, conquistando i favori di tutta la famiglia, grande consumatrice di riso.
Però è scoppiata l’estate e per lei e i suoi figli Yaki-gyoza è IL piatto dell’estate, quindi con molto piacere ho imparato anche io a farli.
^_^ Come si tradurrà dumplings in italiano senza fare giri di parole? Panzerotti? In ogni caso stiamo parlando di una sorta di pasta ripiena solitamente di carne di maiale e di verdura, fatta a mezzaluna, che può essere messa in piedi sulla schiena lasciando all’aria il bordo semicircolare increspato da piegoline fatte a mano.
I cinesi cuociono i gyoza in brodo o li consumano asciutti, invece i giapponesi li friggono parzialmente in padella per poi completare la cottura al vapore e servono il tutto con a parte una ciotola di salsa di soia e aceto. Marta, Maia e Chiyo ne avranno mangiati almeno sette a testa, e Marta si è assicurata che io avessi appuntato la ricetta.
Per la pasta, 30 dischetti da 10 cm di diametro ^_^
Se riuscite a procurare la pasta già fatta tutto sarà più veloce, non credo sia difficile per chi ha una gastronomia cinese nei paraggi, viene venduta in dischetti.
170 ml acqua
200 gr farina forte
Mescolate il tutto fino a ottenere un impasto omogeneo e soffice come il lobo di un orecchio. Formare una palla, coprire il tutto con un panno bagnato e lasciare riposare per un po’.
Tagliare la pasta in 30 pezzi e formare dei dischetti di 10 cm di diametro. La parte centrele dovrebbe essere un po’ più spessa dei bordi, ma nel pacchetto che abbiamo usato io e Sumi lo spessore era identico per tutta l’estensione.
200 gr carne di maiale macinata, dovete chiedere al vostro macellaio di fiducia la parte della pancia, bella grassa, e farvela macinare
uguale volume di cavolo bianco
^_^ un mazzetto di nira, tipo di cipollotto cinese detto anche gil choy, in caso non lo troviate si può sostituire con porro o, appunto il cipollotto nostrano. Nel caso troviate Nira dovete tagliare la prima parte, più bianca e tagliare finissimamente tutta la parte verde della verdura anche se la troverete molto dura.
Due grandi cipolle tagliate finissime
tre spicchi di aglio
un pezzetto di zenzero fresco
sake (optional), un goccio generoso
olio di sesamo, un goccio generoso
salsa di soia
Tutti gli ingredienti vanno tagliati finissimi e impastati insieme, le proporzioni possono cambiare a seconda dei gusti. Alcune varianti prevedono l’uso dei gamberetti e del pollo nel ripieno.
Ora viene il bello, come confezionare uno di questi dumplings.
^_^ Prendere in mano un dischetto, con un dito intriso di acqua inumidire metà del bordo, riempire il centro del dischetto con il ripieno, ripiegare il bordo bagnato su quello asciutto cercando di formare delle piccole pieghe mentre si sigillano i due bordi. In un piatto piano diporre il gyoza appena formato sulla zona ripiena in maniera che stia in piedi. Il ripieno è morbido e non sarà quindi difficile questa operazione.
Da qui in poi Sumi è diventata molto dettagliata nella spiegazione, perchè il momento della frittura-cottura a vapore è il più delicato.
Obiettivo: avere una parte dei yaki- gyoza molto croccante, anche quando sarà freddo.
^__^ Prendere una padella antiaderente, versare un po’ di olio, non molto. Aspettare che l’olio si riscaldi e disporre i gyoza, sempre in piedi come sul piatto, a forma di fiore riempendo tutta la padella. Pare che si possano disporre anche in linea, dipende dal vostro gusto, l’idea è che si sformeranno tutti insieme in un colpo solo, saranno attaccati gli uni agli altri, e quindi il disegno d’insieme è importante.
Aspettare che l’olio rosoli bene la parte direttamente poggiata sulla padella, per pochissimi minuti (il capire quanti è la parte di abilità che rende questa ricetta difficile, dovrò fare mille tentativi per la gioia di Marco e Marta), poi versare acqua fredda fino a coprire la metà dell’altezza dei gyoza, coprire con un coperchio e abbassare la fiamma.
Cuocere fino a esaurimento dell’acqua. Le prime volte dovrò controllare, poi Sumi mi ha detto che dovrò riconoscere il suono differente che la padella emette.
Aspettare ancora un minuto e poi togliere il coperchio, completare la cottura e sformare come se fosse una frittata, mettendo un piatto da portata a mò di coperchio e girando la padella.
^_^Si servono sia caldi che a temperatura ambiente accompagnati da un mix di salsa di soia e aceto di riso, mescolato a una pasta di peperoncino piccante.
Domani li faccio e posto la fotografia, oggi niente spesa, niente negozi, solo una bella, tranquilla giornata di sole passata a casa con Marta e Marco a leggere, giocare e coccolarci a vicenda. Son cose.

Comments

4 Responses to “Yaki-gyoza and tortellini”
  1. Ciao Elena, di passaggio veloce ti lascio il link al sito di flickr dove comincero’ a mettere un po’ di roba:
    http://www.flickr.com/photos/triccheballacche/
    Per ora ci sono solo le foto del trekking a chamonix che ho fatto la settimana scorsa, ma spero di nutrirlo regolarmente. A proposito, se a qualcuno in ascolto avanza un account “pro”….
    baci

  2. ehi, mi sembrano velocissimi da preparare!!! qui si va ad insalate di pasta e di riso, pizza, pesce e pomodorini…bacioni.

  3. …non è vero che son veloci…però, mi piacerebbero, credo…ri-bacioni.

  4. caro emanuele, sono felice che tu abbia iniziato il tuo lavoro nuovo, appena ti sistemi scrivimi cos

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