ComidaDeMama

June 30th, 2005 by Elena

The cook next door/ Il cuoco della porta accanto.

thecooknextdoor.GIF

Nicky e Oliver di Deliciousdays, hanno iniziato questo elenco di domande e risposte, intitolata The cook next door, e costantemente tengono aggiornata la lista dei blogs che partecipano.
L’affascinante Sigrid, autrice del Cavoletto di Bruxelles, rampante e elegante food blog che seguo da un po’ di tempo, mi invita a partecipare a questa micromaratona di domande. In ritardo mostruoso, dato il nutrito carnet di lavori dopo la pausa giapponese, rispondo anche io.
1- Il tuo primo ricordo di te stesso cucinando?
Cucinando veramente, eh? Quando avevo sei o sette anni ( 34-7…. signur se sono vecchia) ho cucinato assistita da mia mamma una marmellata di fragole dopo avere ricevuto in regalo un libro illustrato chiamato “La piccola cuoca” ( titolo originale Martine fait la cuisine) di Gilbert Delahaye e Marcel Marlier, illustrato da Gerard Grée, un classico tra gli album per bambini nati negli anni ’70, che ho rivisto di recente nelle librerie francesi. L’ho portato in Olanda proprio in questo ultimo giro, ritrovato tra altri libri durante una mia ricerca per un progetto che mi terrà lontana dai fornelli per qualche tempo.
Poi ricordo nettamente che pasticciavo sulla stufa a legna di mia nonna con delle piccole pentole di smalto, ma quello non è cucinare.
Mio nonno mi ha insegnato come si pela una carota raschiandola con un coltello, ero abbastanza piccola, ma non ricordo l’età. Voi direte, ma che razza di cucinare è quello? Ma io ero piccola, mia mamma mi teneva lontana dalla cucina pensando che fosse un posto molto pericoloso, quindi per me tenere un coltello in mano e mondare una carota era segno di responsabilità, di cosa che i grandi fanno.
Forte della mia provata esperienza culinaria a 12 anni mi proposi come aiuto cuoca durante la mia permanenza nella colonia di San Giovanni. Ho tritato cipolle per un sugo per 30 persone e mi ricordo tutte le lacrime che ho fatto perchè avevo letto sul Manuale delle Giovani Marmotte che dovevo bagnarmi la punta del naso per non lacrimare, cosa che feci. Ma poi, mentre tagliavo e tagliavo, il naso mi prudeva tanto da ascigarmelo senza accorgermene con la manica della camicia e giù a piangere tra le risate generali della signora ** e di Suor Ausilia.
2-Chi ha influenzato di più il tuo stile culinario?
Nella sostanza, la campagna, i miei nonni; e sicuramente, nella forma, mia mamma.
Nella sostanza, hardware.
Mio nonno aveva un orto e da lui e dalla mia proozia ho imparato molte cose legate alle verdure e alle erbe aromatiche. Nell’aia si sgozzavano le galline, si faceva ogni anno la conserva di pomodoro nel calderone in mezzo al cortile e a volte alla Sanità vedevo come si facevano i salami o come si uccideva un coniglio. Mai avuto illusioni su cosa fosse o non la carne nel mio piatto.
Mio nonno faceva sempre per me un bouquet garni in estate e lo metterva in cima alla cesta piena di frutta e verdura dell’orto, con vicino il giornale per mia mamma.
Credo che quei profumi, quelle esperienze, la necessità di usare al meglio e non di sprecare quello che era stato raccolto mi siano rimasti impressi e siano i semplici motori che mi hanno fatto inizare a cucinare e pensare al cibo come lo penso adesso: buono e vitale nel senso che è utile alla vita, anche bello.
Una delle cose che mi infastidisce di più nella rappresentazione e nella presentazione di alcuni cibi è l’eccessiva artificiosità che fa diventare il cibo un centrotavola, preferisco mettere le candele e fiori freschi come centrotavola.
Nella forma, software.
Mia mamma. Ottima cuoca, velocissima nelle sue preparazioni, leggerissima nei condimenti, riesce sempre in piatti molto gustosi e sani. Quello che ho appreso l’ho appreso con gli occhi perchè lei non ha mai avuto molto tempo per stare dietro ai fornelli e dietro a me in cucina, perchè ha sempre lavorato e ancora ora lavora molto.
3- Possiedi del materiale fotografico che possa provare un interesse precose per il mondo culinario? Te la senti di farcelo vedere?
Non ne ho, mia mamma era sempre cos

Comments

9 Responses to “The cook next door/ Il cuoco della porta accanto.”
  1. Appena avrò un attimo prometto che risponderò. Devo farlo da me, vero?
    Bacio :-*

  2. si mia cara placida signora
    dovresti farlo da te
    ricambio il bacio

  3. rispondo volentieri :-D
    un bacione
    ves

  4. Cuoca con i fiocchi io????? Ma se sono totalissimamente negata!!!!!!! (in ogni caso grazie, è stato bellissimo leggere la frase e illudermi per cinque secondi! ora corro a raccogliere il testimone :-D )

  5. ciao vesnuccia! felice che tu voglia fare questa cosa
    La Laura, che salame che sei :O)

  6. gia fatto :-P

  7. Ma allora potresti vivere senza il cioccolato?

  8. Ma si, caro Vittorio,
    “non posso vivere senza cioccolato” lo posso anche dire per sottolineare la mia passione per il cioccolato, ma se devo rispondere seriamente alla domanda posso dire senza problemi che potrei vivere senza.

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