ComidaDeMama

January 16th, 2005 by Elena

Solomon Gursky è stato qui

Questo libro, scritto dal Mordecai Richtler, giace dimenticato sul comodino in Italia.“In giro circolano troppe bugie su Bernard Gursky, bisognerebbe assumere qualcuno. Qualcuno che ascolti la verità da me e scriva la mia autobiografia”. “Stavo pensando la stessa cosa, Mr Bernard”.
“Per un lavoro cos

Comments

11 Responses to “Solomon Gursky è stato qui”
  1. Dimenticato? Come hai potuto? Richler è come una scossa elettrica, un’esperienza letterariamente marcante. E questo ancora lo devo leggere… Grazie di ricordarmelo!

  2. comidademama says

    non mi dire nulla, ho tentato di finirlo prima di partire, ma non ci stava in valigia…
    le recensioni criticano il pesantore dell’opera. Io lo trovo dneso di immagini potenti e caratteri spettacolari. Anche per me scoprire questo autore è stato folgorante.

  3. dopo essermi bevuto barney, su questo mi sono arenato ben due anni fa, e giaceva in un angolo polveroso dell libreria. giuro che proprio ieri ho penasto a riesumarlo

  4. comidademama says

    Caro mucho mass, ho lasciato a malincuore a metà questa lettura, avevo molto tempo per leggere in Italia a dicembre e ho scoperto Valerio Evangelisti, Paco Ignacio Taibo II, Chavarria, ho riletto “I morsi dell’alba” di Benacquista in una notte e in un’altra –marta aveva mal di pancia e mi faceva cacca e pip

  5. comidademama says

    dimenticavo, ogni tanto –solo ogni tanto– io sono la Seconda Signora Panofsky, precisa, precisa.

  6. Ciao, il classico di Richler (mai tradotto in italiano, che io sappia) e` “The Apprenticeship of Duddy Kravitz”. Secondo me e` migliore di Solomon Gursky. C’e` una traduzione in rete dell’incipit: http://ercoleguidi.altervista.org/anthology/richler.htm

  7. comidademama says

    Grazie Marco!!!!! vado a leggere e poi mi cerco il libro oggi da Waterstone’s o all’American book shop, nella speranza di portare a termine la lettura in inglese, cosa per me fattibile, ma faticosa.

  8. okey, ieri sera ho ripreso in mano Solomon, e daccapo, cosa che non riesco a fare quasi mai, e sono ripartito alla grande, proprio volentieri. Non ha quell’impatto devestante della versione di barney, ma insomma, mi sembra di poter scollinare il punto in cui mi ero arenato…
    di molto divertente di Richler anche “il mio biliardo”… oddio, divertente per me, magari una signora…

  9. comidademama says

    mucho maas: bene! Io ho molta pazienza con certi libri, dopo essermi fatta le ossa con Vikram Seth — sono morta di nostalgia quando ho finito “The suitable boy”– e con i vari Yehoushua, Amoz Oz e Grossmann credo di essere abbastanza allenata a tenere duro anche Solomon Gursky e tutta la sua discendenza, che la loro memoria sia conservata nei tempi :O)
    “Il mio biliardo” è qui, lo detesto, non so nulla di biliardo e mi ammazzo di noia quando Marta e Marco quardano le partite sulla BBC, anche se il padreterno scrivesse qualche cosa intorno a questo argomento, magari, finite le scorte portate dall’Italia, lo riprenderò.

  10. Se ti piaace l’umorismo di Richler, c’e` un’altro grande scrittore canadese praticamente sconosciuto in Italia (anche se qualcosina e` stata tradotta): Robertson Davies
    http://blogs.law.harvard.edu/brindelloni/2004/11/21#a100

  11. grazie per la dritta, provvederò

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